E' online il numero 43 di n+1 (aprile 2018)

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n+1 rivista n°43

Editoriale: Si fa presto a dire moneta

Articoli: Dimenticare Babilonia - L'eredità problematica

Rassegna: Il missil prodigo - Big data a tutto spiano - Mangime standard per umani - Elezioni pop

Terra di confine: Elementare, Watson

Spaccio al bestione trionfante: L'urlo del bonobo

Recensione: Verso un nuovo paradigma

Doppia direzione: Il computer e la coscienza

 

Appuntamenti

14-16

Dic

72° incontro redazionale
L'incontro si terrà presso la sede di Torino.
Temi da definire.

21-23

Set

71° incontro redazionale
Temi: - Le rivoluzioni come fatto fisico, - Gli enciclopedisti e la rivoluzione europea, - Sintomatici consensi, - Prospettiva di lavoro. Leggi la locandina >>>

19

Mag

Conferenza, ore 16.30
c/o Il Cosmonauta, via dei Giardini 11 Viterbo

A cinquant'anni dal '68.

Tendenze al comunismo?

Citando la lettera 30 si parla di "tendenze". No, non sono solo "tendenze".

Qualsiasi donna tende (ha la possibilità) ad essere madre: ciò non significa che sia già madre o che sia incinta. Una donna incinta non tende ... E' madre incinta. L'essere incinta non significa tanto - o non solo - che tende ad avere un bambino. Significa soprattutto che porta (non tende) in sé un bambino ...

Da questo deriva che il proletariato associato non tanto asseconderà "tendenze" già presenti oggi, ma che libererà se stesso in quanto lavoro associato, il quale non è una tendenza ma una realtà.

"E' sbagliato dire che solo il passato ha effetti sul presente e sul futuro"? Giusto!

"Il futuro è determinato"? Giusto!

"Il futuro ha effetti sulle cose d'oggi"? Ad una sola condizione: che passato, presente e futuro non esistano.

Esiste un solo spazio-tempo (nel quale esiste un unico Uomo che vive una sola vita - e qui si celebra il mito sublime dell'immortalità; forse in "Traiettoria e catastrofe") nel quale è collocato un determinato essere (nel senso di esistere).

Quindi: non il passato ha effetti sul presente e sul futuro; e nemmeno il futuro ha effetti sul presente e (perché no?) sul passato. E' l'unicità del tempo-spazio che produce effetti.

Il nostro linguaggio è ancora povero per parlare pienamente di questi concetti. Usiamo un linguaggio di una plurimillenaria società di classe: quella borghese, in particolare, è quella che più di tutte ci ha resi ricchi di presunzioni e più poveri nella capacità di esprimere i concetti (vedi la divisione del lavoro).

Con la società comunista si risolverà anche questo.

Oggi possiamo dire che come siamo monisti nell'affrontare i fatti spaziali, così siamo monisti nell'affrontare i fatti temporali.

Un'attenzione comunque s'impone: essere monisti nell'affrontare lo spazio-tempo, non significa collocare i vari eventi in una sorta di Unico Grigio Indefinito, alla maniera di qualche comunista andato a male perché non ha digerito bene la lettura di certi trattatelli sulle filosofie orientali.

Le anticipazioni di comunismo possono essere determinate dal futuro nel senso sopra detto. L'uomo è un animale sociale più che civile, risponde Marx ad Aristotele ed il comunismo è presente (in forme ed estensioni diverse) nell'unico spazio tempo della vita umana intesa come vita dell'UOMO (Essere umano) che vive una sola vita.

Cioè il comunismo è sempre esistito (tò, ciapa paea seconda volta), ma non tanto per il suo "persistere nel cervello degli uomini dalla preistoria ad oggi", quanto perché, dalla preistoria ad oggi , il lavoro associato, in forme e grado diversi, è sempre esistito, in ogni società di classe (credo sia sufficiente l'esempio dell'"industria ruralmente patriarcale di una famiglia contadina", dove, all'interno della propria divisione del lavoro, i vari oggetti, i vari prodotti "non si rappresentano l'uno di fronte all'altro come merci"; vedi Capitale I°, p. 156, UTET).

A proposito di Hawking, che non conosco, e dei viaggi nel tempo, credo sia necessario non assolutizzare mai i concetti. Perché ogni tanto abbiamo bisogno di qualche assoluto (di qualche nuovo Dio?).

L'universo fa a meno del tempo? Sicuramente non può fare a meno del movimento, cioè delle fasi successive del suo evolvere.

Il tempo dunque esiste e non esiste. Il tempo, come tutte le cose, è un concetto relativo, come lo spazio, come il movimento (nemmeno a questo può essere dato un valore assoluto).

Tutto questo non vuol contraddire quanto detto prima, quando parlavo dell'essere monisti di fronte ai problemi spazio temporali. Non sempre è colpa nostra se le cose si presentano, a volte, in maniera complessa: a volte ( ce lo insegna molto bene Engels nella "Dialettica della natura") siamo costretti a parlare nei termini di "o questo o quello", mentre altre volte non possiamo evitare di parlare nei termini di "e questo e quello".

Concludo osservando una cosa che mi fa immenso piacere: le nostre lettere si incrociano, parlando della cosa fondamentale - il comunismo - con lo stesso linguaggio, quasi con le stesse parole.

Per quanto riguarda le 50 paginette sono sempre stato convinto che non fossero banalità.

Ora mi sono convinto che possono diventare un buon detonatore. Lavoriamoci per migliorarlo ... e mettiamoci intorno tanta bella e santa dinamite. Dobbiamo parlarne.

Materiale ricevuto

Lavori in corso

Doppia direzione

  • Ancora superimperialismo
    Devo dire che la vostra riunione sulla guerra irachena come "capitolo di una guerra generale" mi ha lasciato un po'…
  • Parole d'ordine a ruota libera
    La guerra è un grosso problema e capire quella d'oggi non è facile. È vero, come dite, che si deve…

Rivista n°42, ottobre 2017

copertina n°42f6Editoriale: L'immane mistificazione
f6Articoli: La socializzazione fascista e il comunismo - Cento anni dall'Ottobre
f6Rassegna: Uragani d'America - Irma o della crescita esponenziale dei danni - Ricordate Katrina? - Occupy Wall Street non nasce dal niente - Gli orti urbani - Catastrofe sociale dei lavoretti
f6Terra di confine: La dimora dell'uomo (domani)
f6Recensione: Coppi, Bartali e i vaccini
f6Doppia direzione: Lavorare è bello
f6Spaccio al bestione trionfante: Riscontro "psicologico" - Fazioni in lotta

Raccolta della rivista n+1

Newsletter 230, 18 ottobre 2018

f6Bomba a orologeria
f6Uno schema Ponzi per sé stessi
f6Umanità minore
f6C'era una volta la teoria del valore
f6Il paradosso di Fermi
f6Il non-Statuto dei gig-lavoratori
f6La strana storia del reddito di base
f6Spread

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