E' uscito il numero 43, aprile 2018

Gli abbonati riceveranno il nuovo numero della rivista nel mese di maggio.

n+1 rivista n°43

Editoriale: Si fa presto a dire moneta

Articoli: Dimenticare Babilonia - L'eredità problematica

Rassegna: Il missil prodigo - Big data a tutto spiano - Mangime standard per umani - Elezioni pop

Terra di confine: Elementare, Watson

Spaccio al bestione trionfante: L'urlo del bonobo

Recensione: Verso un nuovo paradigma

Doppia direzione: Il computer e la coscienza

 

Appuntamenti

15-17

Giu

70° incontro redazionale
L'incontro si terrà presso la sede di Torino.
Temi da definire.

19

Mag

Conferenza, ore 16.30
c/o Il Cosmonauta, via dei Giardini 11 Viterbo

A cinquant'anni dal '68.

11

Mag

Conferenza, ore 21.00, sede di Torino
Che differenza passa tra una caserma e un albergo di lusso? Rispondendo a questa provocatoria domanda faremo un viaggio fra le modalità del cohousing.

Il Sole

("Sole" - voce per un futuro dizionario comunista)

Se sotto le spoglie degli squallidi santi cattolici vive ancora la forma antichissima delle divinità non inumane, come il Sole, ciò ricorda le notizie – quanto giunte a noi travisate! - della civiltà Inca, che Marx ammirava. Non erano primitivi e feroci tanto da immolare i più begli esemplari della specie giovane al Sole che chiedeva sangue umano, ma splendide di un intuito possente, quelle comunità che riconoscevano il fluire della vita nella energia, che è la stessa quando il Sole fluisce nelle arterie dell’uomo vivo e diventa unità ed amore nella specie una, che fino a quando non cade nella superstizione dell’anima personale col suo bilancio bigotto di dare e avere, soprastruttura della venalità monetaria, non teme la morte e non ignora che la morte della persona può essere inno di gioia, e contributo fecondo alla vita dell’umanità. A Janitzio la morte non fa paura.

L’uomo e il suo lavoro sono infatti il prodotto di una infinitesima parte dell’energia che il Sole diffonde nello spazio e che, incontrando la Terra, dà luogo al chimismo della vita. Nella società senza classi nessuno si "approprierà", nessuno "pagherà"; in essa risolto razionalmente il rapporto uomo- natura, la specie non avrà bisogno di scindere il lavoro dell’uomo da quello del Sole. Partito Comunista Internazionale, 1953.

L’uomo può ben progettare un’organica sua fusione con l’ambiente, dato che il suo avvenire non sarà certo un ritorno al "paradiso perduto" dell’australopiteco, che rischiava ogni giorno di essere sbranato dai leopardi mentre per parte sua mangiava bacche e larve. Il ciclo agrario è il completo ciclo della trasformazione dell’energia che giunge dal Sole e che, agendo sulla materia, produce una serie di effetti non solo sul cibo dell’uomo – unico elemento preso in considerazione nella limitata ottica antropocentrica – ma su tutta la biosfera in cui l’uomo è immerso. La faticosa coltivazione del grano fa sì che il nostro corpo sia alimentato, a caldo di vita, grazie al trasferimento in esso, dopo cicli chiusi di chimismo in bilancio pari (ai quali rifiutiamo irrazionalmente la nostra carcassa) energia che il Sole irraggia nello spazio e fa pagare tanto poco per la parte che investe la sfera terrestre quanto per quella immensa che viaggia verso i gelidi vuoti interstellari senza trovare schermi. L’uomo e il lavoro del Sole, n+1, numero 5. Mai la merce sfamerà l’uomo.

Prima di tutto tra i bisogni dell’umanità ci sarà quello di non estinguersi troppo in fretta a causa dei processi messi in moto dalle società classiste dato che la nuova società incomincerà finalmente, per la prima volta, a preoccuparsi del futuro della specie in un normale interagire con il mondo di cui fa parte, come ogni altra specie. Solo che l’uomo lo farà secondo un progetto razionale. L’uomo che oggi non ha neppure incominciato a pensare seriamente cosa significhi, in termini ingegneristici, utilizzare appieno il ciclo solare (compresa la bio-massa esistente sulla terra) prima o poi dovrà dunque sviluppare una conoscenza approfondita del ciclo biologico-solare e passare all’utilizzo razionale dell’energia che può offrire - tributo regolare pagatoci sempre dal grande astro - unica fonte disponibile ancora per qualche miliardo di anni e che, per tutto questo tempo giungerà sulla Terra in modo continuo e senza sorprese. Allora sarà invero la natura che ci darà tutto e vivremo non lavorando ma rubando a madre natura. Oggi non esiste rendita per un solo individuo che non sia rubata al lavoro dell’uomo. Neghiamo ai ladri l’alibi della scienza economica: il corpo del reato non l’ho sottratto a nessuno, è dono divino della natura, raggio partito col mio indirizzo dalla Stella di fuoco, roteante e rutilante nel Cielo.

Controllo dei consumi, sviluppo dei bisogni umani, n+1, numero 3. Mai la merce sfamerà l’uomo.

Materiale ricevuto

Lavori in corso

Doppia direzione

  • Ancora superimperialismo
    Devo dire che la vostra riunione sulla guerra irachena come "capitolo di una guerra generale" mi ha lasciato un po'…
  • Parole d'ordine a ruota libera
    La guerra è un grosso problema e capire quella d'oggi non è facile. È vero, come dite, che si deve…

Rivista n°42, ottobre 2017

copertina n°42f6Editoriale: L'immane mistificazione
f6Articoli: La socializzazione fascista e il comunismo - Cento anni dall'Ottobre
f6Rassegna: Uragani d'America - Irma o della crescita esponenziale dei danni - Ricordate Katrina? - Occupy Wall Street non nasce dal niente - Gli orti urbani - Catastrofe sociale dei lavoretti
f6Terra di confine: La dimora dell'uomo (domani)
f6Recensione: Coppi, Bartali e i vaccini
f6Doppia direzione: Lavorare è bello
f6Spaccio al bestione trionfante: Riscontro "psicologico" - Fazioni in lotta

Raccolta della rivista n+1

Newsletter 228, 29 aprile 2018

f6Socialismo, dove?
f6Le mezze classi inglesi e l'austerity
f6Il gorilla
f6Metamorfosi
f6Viva Bio
f6Integrando
f6Guardie e ladri
f6Terre amare

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