E' online il numero 43 di n+1 (aprile 2018)

Invitiamo tutti ad abbonarsi comunque alla copia cartacea per aiutarci a mantenere questo tipo di diffusione, ad esempio presso le biblioteche.

n+1 rivista n°43

Editoriale: Si fa presto a dire moneta

Articoli: Dimenticare Babilonia - L'eredità problematica

Rassegna: Il missil prodigo - Big data a tutto spiano - Mangime standard per umani - Elezioni pop

Terra di confine: Elementare, Watson

Spaccio al bestione trionfante: L'urlo del bonobo

Recensione: Verso un nuovo paradigma

Doppia direzione: Il computer e la coscienza

 

Appuntamenti

14-16

Dic

72° incontro redazionale
L'incontro si terrà presso la sede di Torino.
Temi da definire.

21-23

Set

71° incontro redazionale
Temi: - Le rivoluzioni come fatto fisico, - Gli enciclopedisti e la rivoluzione europea, - Sintomatici consensi, - Prospettiva di lavoro. Leggi la locandina >>>

19

Mag

Conferenza, ore 16.30
c/o Il Cosmonauta, via dei Giardini 11 Viterbo

A cinquant'anni dal '68.

Informazioni aggiuntive

  • Resoconto teleriunione  8 luglio 2014

Verso il superamento dei dualismi

La teleconferenza di martedì sera, a cui si sono collegati 14 compagni, è cominciata discutendo delle possibili riconversioni dell'industria automobilistica. E' assai probabile che l'ormai superato picco del petrolio porti l'estrazione del combustibile fossile a costi insostenibili, e questo, insieme alla crisi del settore dell'auto afflitto da sovrapproduzione cronica, sta spingendo i grandi gruppi industriali, energetici e finanziari, ad investire massicciamente in un nuovo mercato: quello della propulsione elettrica.

Il vetusto motore a scoppio è caratterizzato da una bassissima resa termodinamica e in buona sostanza dissipa il 70% dell'energia contenuta nella benzina o nel gasolio. Il motivo per cui ancora è utilizzato è dovuto solo al fatto che, nonostante sia un mostro dissipativo colpevole per il 13% delle emissioni di gas derivate dall'attività umana, fa parte di un ciclo produttivo così enorme e così compenetrato nella società del Capitale che oppone una inerzia tremenda al cambiamento. Oltretutto per la maggior parte del tempo le automobili stanno ferme come se fossero ferraglia buttata in mezzo alle strade. Le forme di produzione e accumulo di energia per i motori elettrici sono sostanzialmente due. La prima utilizza l'idrogeno per il processo elettrochimico generante energia nelle cosiddette fuel cell; l'altra appositi pacchi di batterie di vario tipo che accumulano l'energia elettrica immessa dalle comuni prese di corrente o da apposite colonnine di rifornimento. Le batterie più comuni sono quelle a ioni di litio, ma si stanno studiando dei modelli ad altissima capacità di accumulazione e velocità di ricarica a base di nanostrutture di carbonio.

Ma produrre automezzi a "emissioni zero", termine di gran moda oggi, non risolverebbe il problema visto che l'energia necessaria a farli muovere proverrebbe da centrali termoelettriche; semplicemente lo si sposterebbe dai tubi di scappamento alle ciminiere. Il vero nodo della "questione" è un altro. Se non si risolve alla radice l'abnorme concentrazione di esseri umani stipati in metropoli, attratti là dove il Capitale si concentra, nelle fabbriche, nelle banche, negli uffici, non si potrà nemmeno porre un freno al caotico traffico cittadino ed extraurbano.

Solo una forma sociale che superi la divisione città-campagna potrà ridurre drasticamente l'insensato traffico odierno e risolvere il problema dell'inquinamento e della dissipazione energetica. Già negli anni '50 il programma della nostra corrente puntava all'arresto "delle costruzioni di case e luoghi di lavoro intorno alle città grandi e piccole, come avvio alla distribuzione uniforme della popolazione sul territorio. Riduzione della velocità e del volume del traffico" (cfr. punto "g" del Programma rivoluzionario immediato, Riunione di Forlì del 1952). In questa società le nuove tecnologie per la mobilità rimangono in ogni caso fonte di profitto; nella società futura esse saranno utilizzate e perfezionate ulteriormente per il benessere complessivo della nostra specie una volta dissolta la legge del valore. Sarà allora possibile rendere complementari la produzione di energia da fonti rinnovabili e il bisogno dell'umanità di muoversi. E lo stesso vale per ogni altro "progresso" tecnico che ci lascerà in eredità l'ormai senile modo di produzione capitalista.

La teleriunione è proseguita commentando il materiale circolato in questi giorni nella nostra rete di lavoro riguardante il fenomeno dell'entanglement, in particolare relativamente ai suoi risvolti teorici e pratici. E' un tema affascinante della fisica quantistica e rappresentò un rompicapo per lo stesso Einstein, che pure può essere considerato il padre di tale disciplina, grazie ai suoi studi sulle proprietà corpuscolari della luce (fotoni), che gli valsero il premio Nobel. Quando due particelle sono entangled, intrecciate, presentano correlazioni tra alcune quantità fisiche osservabili, indipendentemente dalla loro distanza.

A livello quantistico, per poter determinare la proprietà di una particella, occorre necessariamente interferire con essa: da qui il famoso paradosso del gatto di Schrödinger, che non si sa se sia vivo o morto prima che venga aperta la scatola che lo contiene. La questione ora è questa (ed è una questione che ha portato Einstein a diventare nel tempo critico severo della meccanica quantistica, in contrapposizione alla scuola di Copenaghen): prima che il gatto (ovvero la particella) venga visionato, esso è in una condizione ben precisa (vivo o morto) o, come direbbero alcuni, è vivo e morto allo stesso tempo? Secondo l'interpretazione di Copenaghen, infatti, è solo l'atto di osservare la particella che la costringe ad assumere una data proprietà o, come dicono i fisici, che comporta il collasso della funzione d'onda, vale a dire la "scelta" di uno dei probabili valori fra quelli che la proprietà può assumere. Secondo Einstein, supportato nel 1935 da Rosen e Podolsky, quest'ultima ipotesi conduce, proprio nel caso di particelle entangled, ad un assurdo: l'introduzione di "raccapriccianti azioni a distanza". Solo in questo modo si spiegherebbe il fatto che il collasso della funzione d'onda di una particella determini istantaneamente il collasso della funzione d'onda anche di quella ad essa "intrecciata", a qualsiasi distanza quest'ultima sia. La questione fu studiata nel secondo dopoguerra da Bell, che la formalizzò matematicamente, e successivamente da Aspect e Zeilinger, i quali condussero una serie di esperimenti con particelle distanziate diversi chilometri, che portarono a verificare gli effetti dovuti all'entanglement. I risultati ottenuti sono dirompenti, sia per le conseguenze che hanno in ambito teorico, sia per quello che potrebbero comportare nel campo delle applicazioni. Come spiega Odifreddi in una sua conferenza pubblica, due sono le conseguenze da un punto di vista teorico: o cade il principio di realtà, ovvero si afferma che nell'infinitamente piccolo le proprietà sono determinate solo dall'atto dell'osservare (non manca chi trae conclusioni alla Berkeley in questo caso - "esse est percipi"); oppure cade il principio di località, ovvero tutto è intrecciato, tutto si tocca, secondo una concezione continua ed olistica del mondo. Sarà chi vivrà nella futura forma sociale forse a sciogliere questi nodi: l'attuale modo di produzione, come ben sappiamo, porta alla frammentazione del sapere della specie e riflette la sua ideologia nei campi più impensabili. Nell'attesa di capire qualcosa in più, i ricercatori lavorano alle applicazioni partendo dalla constatazione che, "sottigliezze teoriche a parte", la meccanica quantistica funziona. Se veramente si è in grado di trasferire informazione in modo istantaneo, cosa vieta di immaginare un computer dalla velocità di calcolo infinita? Per ora i primi calcolatori quantistici sembrano piuttosto inefficienti, in confronto a quelli a base di silicio, ma il lavoro in questi campi è frenetico. Le potenze imperialiste fanno a gara, sognando di creare la macchina in grado di violare qualsiasi password in un istante; noi antiformisti pensiamo che stanno lavorando per noi e che questi strumenti un giorno potrebbero rivelarsi di estrema utilità nell'organizzare in modo razionale la vita di specie, oggi frantumata dall'infernale ingranaggio capitalista.

Articoli correlati (da tag)

  • L'auto-isolamento della borghesia

    La teleconferenza di martedì sera, a cui si sono collegati 13 compagni, è iniziata con alcune domande, poste da un compagno, in merito alla teoria rivoluzionaria della conoscenza.

    Nel 1905 Albert Einstein sviluppa la teoria della relatività ristretta, e successivamente, nel 1916, la teoria della relatività generale. Quest'ultima viene elaborata in un momento storico di forte tensione sociale e sarà provata empiricamente solo nel 1922.

    La mancata unificazione delle leggi che stanno alla base della teoria della relatività con quelle della meccanica quantistica rappresenta un grosso problema per gli scienziati. L'affermarsi della meccanica quantistica segna il trionfo della teoria dualistica, ovvero della separazione tra corpo e spirito, materia ed energia, ecc. Tale teoria sostiene che la realtà non esiste poichè costituita solo dalle informazioni che noi abbiamo su di essa. Nel Secondo Dopoguerra, nell'ambito dello studio sulla teoria della conoscenza, Bordiga si schiera decisamente per una concezione scientifica anti-dualistica, ponendosi contro l'interpretazione di Copenaghen, basata sul dualismo onda-particella e la cui metafisica viene definita da alcuni dei suoi seguaci come un ritorno ad Aristotele. Nel 1955 scrive un piccolo saggio a sostegno della tesi deterministica e monistica della natura, intitolato "Relatività e determinismo, in morte di Albert Einstein" (Il programma comunista n. 9 del 1955).

  • Motori e militi delle rivoluzioni

    Durante la teleriunione di martedì sera, a cui si sono connessi 14 compagni, abbiamo ripreso la discussione, iniziata la volta scorsa, intorno alla conferenza Costruire il futuro. Ricerca e Innovazione, partendo dal quesito posto da un compagno riguardo la matrice borghese dell'iniziativa.

    I due conferenzieri, Ezio Andreta e Roberto Cingolani, non possono di certo essere definiti dei rivoluzionari; eppure con le loro parole, consapevolmente o meno, capitolano ideologicamente di fronte al marxismo. Noi usiamo ampiamente i materiali prodotti dalla borghesia contro la borghesia stessa. In più occasioni, per esempio, abbiamo approfondito gli studi di Jeremy Rifkin, il quale è stato, tra le tante cose, consigliere personale sulle questioni energetiche di Romano Prodi e consulente per il Ministero dell'Ambiente italiano. Insomma, un personaggio pienamente inserito nel Sistema, che con le sue ricerche dimostra in termini energetici che questa società è votata alla catastrofe, e che descrive lungo centinaia di pagine il diffondersi di nuovi comportamenti sociali caratteristici di un prossimo salto di paradigma.

  • Capitale fittizio ed entropia sociale

    La teleconferenza di martedì sera, presenti 14 compagni, è iniziata con la segnalazione di un articolo sulla finanziarizzazione dell'economia pubblicato sul Corriere della Sera.

    Oggi, rispetto al crack borsistico del 2008, sarebbe più conveniente investire nell'app-economy o in grandi gruppi come Amazon o Apple che nelle normali attività di Borsa. Il mercato del credito alla produzione pretende la creazione di più profitto, ma esistono dei limiti fisici dovuti alla marxiana caduta del saggio. A giganteggiare quindi è il capitale fittizio che cerca di valorizzarsi attraverso sé stesso (D-D') bypassando la produzione (P). Gli stessi borghesi lanciano allarmi sullo scoppio imminente di una mega bolla. Quando ciò accadrà qualcuno dovrà perderci, perché il panico innescherà la vendita generalizzata di titoli (sempre che ci sia qualcuno disposto a comprarli); e potrebbe succedere, in questa compravendita, che tutte le azioni si abbassino fortemente di prezzo così da cancellare un'immensa massa di capitale fittizio.

    Il 19 ottobre del 1987, il cosiddetto "lunedì nero", fu una giornata esemplare dal punto di vista del comportamento dei mercati azionari. In un solo giorno Wall Street perse il 23% del suo valore, Tokio scese del 15% e Hong Kong dell'11%. Il lunedì successivo la serie nera si ripeté coinvolgendo le maggiori piazze borsistiche e cancellando centinaia di miliardi di dollari. In questi ultimi anni post-crisi 2008, le politiche di quantitative easing portate avanti negli Usa hanno generato oltre 10mila miliardi di dollari; a tale cifra si sommano le iniezioni di liquidità operate dalla BCE, al ritmo di 60 miliardi di euro al mese, in Europa. Misure tappabuchi che non hanno fatto altro che generare ulteriore capitale fittizio.

Materiale ricevuto

Lavori in corso

Doppia direzione

  • Ancora superimperialismo
    Devo dire che la vostra riunione sulla guerra irachena come "capitolo di una guerra generale" mi ha lasciato un po'…
  • Parole d'ordine a ruota libera
    La guerra è un grosso problema e capire quella d'oggi non è facile. È vero, come dite, che si deve…

Rivista n°42, ottobre 2017

copertina n°42f6Editoriale: L'immane mistificazione
f6Articoli: La socializzazione fascista e il comunismo - Cento anni dall'Ottobre
f6Rassegna: Uragani d'America - Irma o della crescita esponenziale dei danni - Ricordate Katrina? - Occupy Wall Street non nasce dal niente - Gli orti urbani - Catastrofe sociale dei lavoretti
f6Terra di confine: La dimora dell'uomo (domani)
f6Recensione: Coppi, Bartali e i vaccini
f6Doppia direzione: Lavorare è bello
f6Spaccio al bestione trionfante: Riscontro "psicologico" - Fazioni in lotta

Raccolta della rivista n+1

Newsletter 230, 18 ottobre 2018

f6Bomba a orologeria
f6Uno schema Ponzi per sé stessi
f6Umanità minore
f6C'era una volta la teoria del valore
f6Il paradosso di Fermi
f6Il non-Statuto dei gig-lavoratori
f6La strana storia del reddito di base
f6Spread

Leggi la newsletter 230
Leggi le altre newsletter

Abbonati alla rivista

Per abbonarti (euro 20, minimo 4 numeri) richiedi l'ultimo numero uscito, te lo invieremo gratuitamente con allegato un bollettino di Conto Corrente Postale prestampato.
Scrivi a : mail2

Iscriviti alla newsletter

Iscriviti alla newsletter quindicinale di n+1.

Invia una mail a indirizzo email