E' online il numero 42, ottobre 2017

Invitiamo tutti ad abbonarsi alla copia cartacea per aiutarci a mantenere questo tipo di diffusione, ad esempio presso le biblioteche.

n+1 rivista n°42

Editoriale: L'immane mistificazione

Articoli: La socializzazione fascista e il comunismo - Cento anni dall'Ottobre

Rassegna: Uragani d'America - Irma o della crescita esponenziale dei danni - Ricordate Katrina? - Occupy Wall Street non nasce dal niente - Gli orti urbani - Catastrofe sociale dei lavoretti

Terra di confine: La dimora dell'uomo (domani)

Spaccio al bestione trionfante: Coppi, Bartali e i vaccini

Recensione: Lavorare è bello

Doppia direzione: Riscontro "psicologico" - Fazioni in lotta

Informazioni aggiuntive

  • Resoconto teleriunione  16 settembre 2014

Troppo capitale, poca valorizzazione

La teleconferenza di martedì sera, a cui hanno partecipato 14 compagni, è iniziata col commento della situazione economica italiana. Secondo l'Unione Europea la produzione dell'industria italiana nel 2013 ha perso un ulteriore 5% per arrivare a circa -25% rispetto al 2007. Non arrivano segnali positivi neanche dall'Ocse, secondo cui il Pil quest'anno si contrarrà dello 0,4% dopo il -1,8% fatto registrare l'anno scorso. Sulla caduta tendenziale del saggio di profitto abbiamo ricordato due lavori, Un modello dinamico di crisi e La legge del valore e la sua vendetta, in cui si afferma:

"L'aumento della produttività sociale si ottiene con la sostituzione di impianti e macchine a uomini e comporta necessariamente l'appiattimento della curva del saggio di profitto. Così, mentre la curva della produttività sociale si impenna con una cuspide, quella del saggio di profitto (o tasso di accumulazione o sviluppo economico, o indice della produzione industriale) si arrotonda in un sigmoide (da Sigma, curva ad esse). Nella differenza fra le due forme di diagrammi è la contraddizione principale dello sviluppo capitalistico, la forma catastrofica del suo divenire."

I dati sul Pil stimolano il varo delle riforme annunciate dal governo, in primis quella in materia di lavoro. L'Italia, paese capitalistico ultramaturo, avrebbe bisogno di impiegare nel ciclo produttivo quantità massicce di forza lavoro disoccupata, ma non può adottare soluzioni alla "tedesca" perchè quello nordico è un capitalismo ancora giovane e non è possibile far girare all'indietro la ruota della storia.

Curiosa la spiegazione che alcuni economisti danno della deflazione: la popolazione non acquista merce perché aspetta che i prezzi calino ulteriormente. Si fornisce una motivazione psicologica, peraltro assurda, invece di riconoscere che i consumi diminuiscono perché le famiglie hanno meno soldi da spendere. Altri esperti suggeriscono che per uscire dalla crisi l'Italia dovrebbe puntare sulla produzione di macchine automatiche, dato che il loro impiego porterebbe all'aumento del profitto. Sì, generando però al contempo l'incremento della disoccupazione e facendo calare ancor di più i consumi. Insomma, come dice Paul Krugman, siamo alla disfatta degli economisti.

La crescita del Pil mondiale è asfittica, mentre il movimento di capitali è circa venti volte superiore al Pml. Siccome l'"economia reale" non è in grado di mettere in moto tutto questo capitale in eccesso, l'unica soluzione è quella di cancellarlo, di qui lo scoppio della crisi del 2008. Fare i keynesiani oggi significa disconoscere che il sistema oramai è assuefatto e non risponde più alle iniezioni di "droga" statale. Nonostante continuino a regalare soldi alle banche, queste non li investono nelle imprese ma preferiscono acquistare titoli di Stato.

Si sta verificando una sorta di bioestinzione a livello produttivo. La previsione della nostra corrente sul corso del capitalismo è pienamente confermata: la curva ascendente della massa minerale prodotta ha effettivamente incrociato la curva discendente della biomassa del pianeta. L'auxologia, la disciplina che studia la crescita fisica dell'uomo nell'età evolutiva, può essere applicata anche all'economia e ci dice che, ad un certo punto, la curva della crescita si appiattisce. Allo stesso tempo l'economia mondiale è talmente integrata che quando cambia qualche parametro locale si producono sconquassi a livello generale. Esempio: quando il governo cinese, per placare le rivolte operaie e spingere in alto i consumi interni, ha aumentato del 20% i salari nei distretti dove si produce anche per Walmart, quest'ultima ha interpellato direttamente il presidente Obama avvertendo che una tale decisione avrebbe gettato gli Stati Uniti nella deflazione. I due governi hanno quindi trovato un accordo per limitare i danni.

Sconquassi e contraddizioni si acuiscono anche in Medioriente: alcuni generali statunitensi hanno affermato che consiglieri americani operano sul territorio a fianco dei soldati iracheni. Qualche giorno fa Obama aveva assicurato che l'azione militare sarebbe stata solamente aerea e nessun soldato avrebbe messo piede sul suolo iracheno. Gli Usa sono preparati alla guerra con armi super-tecnologiche, ma alla fine dovranno comunque fare ampio uso dei fantaccini terrestri.

In chiusura di teleconferenza, si è accennato al recente acquisto di Twitch da parte di Amazon. Twitch, un servizio che permette di condividere in streaming le proprie esperienze, conta già 55 milioni di utenti al mese e nelle ultime settimane ha generato un traffico dati superiore a Facebook e Hulu. "La trasmissione e la visione di video relative al gameplay è un fenomeno globale – spiega il comunicato di annuncio dell'acquisizione – e Twitch ha costruito una piattaforma che permette a milioni di persone di guardare milioni di minuti di contenuto relativo ai videogiochi ogni mese". Con questo acquisto l'azienda di Jeff Bezos punta a costruire un vero e proprio monopolio, tendenza in cui si inserisce anche il recente tentativo di fidelizzare i clienti offrendo l'Amazon Fire Phone (che riconosce oggetti, musica e film) a 99 centesimi anziché a 199 dollari. Bezos non mira tanto a fare soldi con la vendita del dispositivo, ma a creare un link diretto tra gli utenti e il suo vasto ecosistema fatto di prodotti, libri digitali, musica, film. Come all'interno della fabbrica l'operaio parziale cede terreno all'operaio globale (Marx, VI cap. inedito), così sul mercato globale la merce discreta cede terreno alla merce continua, che non è un oggetto fisico da comprare una volta e consumare, ma si paga a canone per tutta la vita.

Articoli correlati (da tag)

  • Indici inquietanti (per i capitalisti)

    La teleconferenza di martedì sera, presenti 14 compagni, è iniziata commentando le difficoltà che si trova a dover affrontare la borghesia italiana nella formazione del nuovo governo.

    Negli ultimi giorni il Movimento 5 Stelle ha inviato segnali distensivi sia alla Lega che al PD. Ma a differenza di quanto vorrebbero i suoi rappresentanti, difficilmente sarà il partito pentastellato l'ago della bilancia di questa tornata elettorale. Subito dopo le elezioni del 4 marzo, Il Sole 24 Ore aveva prospettato la possibilità di un cambio di casacca di circa 70 deputati per consentire al centro destra di ottenere la maggioranza. Non sarebbe nulla di nuovo: la passata legislatura è stata la più instabile della storia della Repubblica: in 57 mesi 207 deputati e 140 senatori hanno cambiato partito almeno una volta, alcuni anche più volte, per una cifra record di 566 passaggi. Lo shopping politico potrebbe essere una soluzione, alla faccia della democrazia e della consultazione dei liberi elettori. D'altra parte, il trasformismo è stato inventato in Italia e nei prossimi mesi vedremo all'opera pesanti determinazioni a favore di un esecutivo forte, senza che però esista la materia prima per fabbricarlo. Dovrebbe in tal caso maturare al di fuori dell'ambiente parlamentare la forma tecnica cui porteranno queste determinazioni.

  • Necessità di governi tecnici e di tecnici al governo

    La teleconferenza di martedì sera, presenti 14 compagni, è iniziata commentando la situazione politica italiana a pochi mesi dalle elezioni e l'ipotesi di un'eventuale formazione di un governo tecnico qualora il risultato delle urne non permettesse la costituzione di una maggioranza politica. A tal proposito, Curzio Maltese, su Il Venerdì di Repubblica del 12 gennaio, fa il nome di Mario Draghi come prossimo salvatore della patria ("E super Mario l'Italia salvò").

    La maggior parte degli analisti politici concorda sul fatto che le consultazioni di marzo vedranno sia un forte tasso di astensione, soprattutto tra i giovani, sia un risultato elettorale complicato. Il commissario agli Affari economici della Ue Pierre Moscovici, in conferenza stampa a Parigi, ha dichiarato:

    "L'Italia si prepara ad elezioni il cui esito è quanto mai indeciso. Quale maggioranza uscirà dal voto? Quale programma, quale impegno europeo? In un contesto in cui la situazione economica dell'Italia non è certamente la migliore al livello europeo, felice chi potrà dirlo."

  • Space economy

    La teleconferenza di martedì sera, presenti 11 compagni, è iniziata commentando la strana proposta circolata in questi giorni di tassare i robot. Il primo a parlarne è stato Bill Gates: i governi dovrebbero istituire nuove imposte per l'uso degli automi nelle aziende al fine di rallentarne, almeno temporaneamente, la diffusione e per finanziare, con gli introiti derivati, altri tipi di occupazione. L'uscita del co-fondatore di Microsoft, azienda impegnata nello sviluppo dell'intelligenza artificiale, appare un po' come una provocazione, dato che l'utilizzo di macchine intelligenti conosce già oggi un'ampia diffusione. Si pensi agli aerei, che per la maggior parte decollano, volano e atterrano grazie ad un pilota automatico, o alle navi, ai treni, alle fabbriche ecc., che funzionano grazie all'automazione.

Materiale ricevuto

Lavori in corso

Doppia direzione

  • Ancora superimperialismo
    Devo dire che la vostra riunione sulla guerra irachena come "capitolo di una guerra generale" mi ha lasciato un po'…
  • Parole d'ordine a ruota libera
    La guerra è un grosso problema e capire quella d'oggi non è facile. È vero, come dite, che si deve…

Rivista n°41, aprile 2017

copertina n°41f6Editoriale: Non possiamo ingannare la natura
f6Articoli: Assalto al pianeta rosso - Il secondo principio - Il grande collasso - Capitale e teoria dello sciupio
f6Rassegna: Ancora Trump - Fuga nel sub mondo
f6Terra di confine: Buoni di non lavoro
f6Recensione: Che cosa c'è dopo il capitalismo?
f6Doppia direzione: Neoluddismo
f6Spaccio al bestione trionfante: Dieci punti per demolire Trump

Raccolta della rivista n+1

Newsletter 227, 31 gennaio 2018

f6La scintilla
f6Accendere neuroni
f6Animal spirits
f6Reddito di base
f6Giganti scomodi
f6Mi chiamo Sophia
f6Bisogno di guerra
f6Ramoscello d'ulivo

Leggi la newsletter 227
Leggi le altre newsletter

Abbonati alla rivista

Per abbonarti (euro 20, minimo 4 numeri) richiedi l'ultimo numero uscito, te lo invieremo gratuitamente con allegato un bollettino di Conto Corrente Postale prestampato.
Scrivi a : mail2

Iscriviti alla newsletter

Iscriviti alla newsletter quindicinale di n+1.

Invia una mail a indirizzo email