E' online il numero 44 di n+1

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n+1 rivista n°44

Editoriale: Duecento anni nel nome di Marx

Articoli: Marx 1818-2018 - Imperialismo in salsa cinese - Plaidoyer per il cemento - A che punto è la "crisi" - Comunismo e agricoltura

Terra di confine: Il capitalismo non è eterno

Rassegna: Dennett, Dai batteri a Bach e ritorno

Doppia direzione: La misura e la scienza - La sovrapposizione fra modi di produzione

Appuntamenti

24

Mar

Seminario: "La socializzazione fascista e il comunismo"
Comitato di lotta Viterbo - Officina Dinamo
via del Suffragio 18 (VT) - ore 15.30

15-17

Mar

73° incontro redazionale
Temi: - La transizione alle classi, - In margine alla teoria rivoluzionaria della conoscenza, - Lo strano caso Olivetti, - Prospettiva di lavoro. Leggi la locandina >>>

14-16

Dic

72° incontro redazionale
Temi: - Taylorismo, managerialismo e impersonalità del Capitale, - Lo stato a pezzi, - Fiorite primavere delle rivoluzioni, - Prospettiva di lavoro. Leggi la locandina >>>

Informazioni aggiuntive

  • Resoconto teleriunione  15 gennaio 2013

Variegato partito della conservazione

La teleconferenza è cominciata prendendo spunto da un documento prodotto da uno dei soliti immediatisti pieni di buona volontà e pronti a "muovere il culo" (come diceva un nostro vecchio compagno) che è circolato tra compagni. Ne abbiamo approfittato per ribattere alcuni dei nostri chiodi teorici riguardo il superamento dei dualismi, quali materia/pensiero, uomo/natura, ecc., a favore di una visione monistica della realtà in cui l'operosità dell'uomo è parte del tutto.

La corrispondenza con un nostro assiduo lettore, che potete trovare nella apposita sezione sulla wiki, ha suggerito alcune interessanti considerazioni in merito alla fantasiosa proposta, generata dal problema non solo americano del fiscal cliff e dal rifiuto dei repubblicani di alzare il tetto del debito, di coniare una moneta di platino da mille miliardi di dollari; proposta a cui un'allarmata Casa Bianca risponde affermando che "ci sono solo due opzioni per affrontare la questione dell'innalzamento del tetto del debito: o il Congresso fa una nuova legge o, se fallisce, condanna la nazione al default". Il circolo vizioso che ne risulta è superabile solo attraverso un salto di paradigma.

E se per ora gli Stati Uniti rifiutano un approccio neo-keynesiano al problema, in Europa la strada del "salario minimo" sembra essere già imboccata. Hanno destato scalpore le dichiarazioni di Jean-Claude Juncker, presidente dell'Eurogruppo (organismo che riunisce i ministri dell'Economia dell'area Euro), riguardo alla necessità di adottare in tutta la UE misure per garantire un salario minimo. Gli hanno subito fatto eco dall'Italia Bersani e Casini, quest'ultimo aggiungendo che il "reddito minimo" sarà "per chi accetta di partecipare a corsi di reinserimento in aziende e luoghi di lavoro. Questo sarà nel nostro programma". Supersfruttamento camuffato da stage in azienda?

Inoltre movimenti di lotta che rivendicano il salario garantito stanno emergendo a livello territoriale. Un movimento unitario che facesse proprie parole d'ordine quali "il salario ai disoccupati" e "la drastica riduzione della giornata lavorativa", avrebbe la forza di trascinare con sé tutti quei lavoratori, disoccupati e precari che per ora si trovano ingabbiati nelle sterili logiche sindacal-corporative. In questa dinamica non mancherà certo chi cercherà di sviare la lotta introducendo parole d'ordine interclassiste come "reddito di cittadinanza" o "reddito minimo garantito"; sarà proprio su questi temi che dovremo dare battaglia. Per il proletario la soluzione alla miriade di provvedimenti "lacrime e sangue" su casa, benzina, tariffe, fisco, sanità, ecc. è nella busta paga e nel tempo dedicabile alla vita, non nella politica di classe che chiamano economia.

Tutto questo discutere intorno alle misure da adottare per contrastare la crisi trova ovviamente ampio spazio nella campagna elettorale per le prossime votazioni. Dopo la tornata elettorale di febbraio, il partito di Monti diventerà l'ago della bilancia (parlamentare) mentre il PD dovrà accettare supinamente un'alleanza con il professore, pena il default del paese. Nel contempo l'istituto guidato da Mario Draghi mette in guardia l'Italia: l'incertezza politica legata alle elezioni sta mettendo in fuga capitali che hanno preferito investire in titoli più sicuri, ed allontana ancor più le ripresa economica. La tendenza al partito unitario borghese, anche nella forma di più tronconi che coevolvono verso il centro, è ormai generalizzata per l'intero pianeta. "Ben scavato, vecchia talpa!" direbbe un nostro antenato. Quando il grande e variegato partito della conservazione rende visibile il suo carattere unitario, non fa altro che spianarci la strada nell'opera di chiarificazione politica e programmatica.

Nella parte finale della teleriunione si è discusso su alcuni dei lavori in corso, quali la realizzazione di un sito che raccolga tutto il materiale in lingua inglese presente nel nostro sito, di un altro che metta invece a disposizione della "Rete" il nostro materiale semilavorato, e la riunione pubblica di Parigi.

Avere online un "raccoglitore" dedicato a tutto il nostro materiale tradotto in lingua inglese non è vantaggioso solo in termini di diffusione del lavoro (l'italiano non è sicuramente tra le lingue più conosciute…), ma anche si avvicina all'iniziale progetto del sito di "n+1" che doveva essere tutto in inglese con una appendice in italiano. Il sito parallelo con i semilavorati invece segue il progetto, in fase di elaborazione, di pubblicare online, con aggiornamenti settimanali, i resoconti delle teleriunioni, alcune tra le corrispondenze più interessanti e le tracce delle riunioni redazionali. Inoltre visto che a Torino e Roma si tengono riunioni con una certa frequenza, si potrebbe fare un calendario dei temi da trattare e renderlo pubblico sul Web.

Ricordiamo ai compagni la riunione pubblica che si terrà a Parigi il 25 gennaio prossimo e che vedrà la partecipazione di compagni provenienti da più parti d'Europa.

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    Durante la teleconferenza di martedì sera, a cui hanno partecipato 16 compagni, abbiamo commentato l'intervista a n+1 andata in onda su Radio Saiuz lo scorso 18 febbraio, e pubblicata il giorno seguente su YouTube.

    Ascoltando la trasmissione, qualcuno potrebbe pensare che i temi trattati siano astrusi e che, in generale, potremmo avere più "successo" tra i proletari parlando in maniera più semplice. Per esempio: parlare di comunismo come del "movimento reale che abolisce lo stato di cose presente" non sarebbe comprensibile ai più. In realtà, l'idea che le masse non capiscano è una posizione anti-proletaria, ed anzi, sono i bonzi sindacali, i politici e gli intellettuali quelli a non capire. E comunque finché il capitalismo rimarrà in piedi, la sua ideologia sarà dominante:

    "Sul terreno scuola, stampa, propaganda, chiesa, ecc., fin che la classe lavoratrice sarà sfruttata la diffusione della ideologia borghese avrà sempre un immenso vantaggio sulla diffusione del socialismo scientifico. La partita sarà perduta per la rivoluzione fino a che non si fa assegnamento su forti masse che lottano, senza presupporre nemmeno per sogno che siano uscite dalla influenza culturale ed economica borghese, ma per la ineluttabile spinta del contrasto delle forze produttive materiali non ancora divenuto coscienza dei combattenti, e tanto meno poi scientifica cultura!" ("Danza di fantocci: dalla coscienza alla cultura", 1953)

    Ciò che conta, quindi, è il contrasto tra le forze produttive e i rapporti di produzione, che ad un certo momento fa muovere masse di milioni di persone, inizialmente in maniera caotica e poi sempre più sincronizzata fino alla polarizzazione di classe rappresentata dallo schema di rovesciamento della prassi ("Teoria e azione nella dottrina marxista", 1951).

Materiale ricevuto

Lavori in corso

Doppia direzione

  • Ancora superimperialismo
    Devo dire che la vostra riunione sulla guerra irachena come "capitolo di una guerra generale" mi ha lasciato un po'…
  • Parole d'ordine a ruota libera
    La guerra è un grosso problema e capire quella d'oggi non è facile. È vero, come dite, che si deve…

Rivista n°43, aprile 2018

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f6Rassegna: Il missil prodigo - Big data a tutto spiano - Mangime standard per umani - Elezioni pop
f6Terra di confine: Elementare, Watson
f6Spaccio al bestione trionfante: L'urlo del bonobo
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