E' online il numero 43 di n+1 (aprile 2018)

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n+1 rivista n°43

Editoriale: Si fa presto a dire moneta

Articoli: Dimenticare Babilonia - L'eredità problematica

Rassegna: Il missil prodigo - Big data a tutto spiano - Mangime standard per umani - Elezioni pop

Terra di confine: Elementare, Watson

Spaccio al bestione trionfante: L'urlo del bonobo

Recensione: Verso un nuovo paradigma

Doppia direzione: Il computer e la coscienza

 

Appuntamenti

14-16

Dic

72° incontro redazionale
L'incontro si terrà presso la sede di Torino.
Temi da definire.

21-23

Set

71° incontro redazionale
Temi: - Le rivoluzioni come fatto fisico, - Gli enciclopedisti e la rivoluzione europea, - Sintomatici consensi, - Prospettiva di lavoro. Leggi la locandina >>>

19

Mag

Conferenza, ore 16.30
c/o Il Cosmonauta, via dei Giardini 11 Viterbo

A cinquant'anni dal '68.

Informazioni aggiuntive

  • Resoconto teleriunione  14 ottobre 2014

Un imperialismo disintegrato

Nella teleconferenza di martedì sera, connessi 14 compagni, sono stati affrontati i seguenti punti:

- In Siria, l'assedio di Kobane continua. Le unità militari curde presenti sul territorio, coadiuvate dai raid aerei della coalizione internazionale, sono riuscite a bloccare l'avanzata delle truppe jihadiste nel centro della cittadina. Migliaia i profughi che hanno lasciato la zona di guerra e si sono diretti in cerca di rifugio verso la vicina frontiera turca. La Turchia ha però bloccato l'accesso al paese, schiacciando i profughi tra il fuoco dell'Is e i militari turchi a presidio del confine; ha inoltre bombardato alcune postazioni del PKK nel sud-est del paese, in risposta, secondo le fonti di sicurezza interna, all'assedio di una caserma turca da parte dei ribelli.

- In Libia è alto il livello di infiltrazione dell'Is: sono attestate formazioni jihadiste, provenienti dal Mali, al Sud del paese e nelle città di Tripoli e Bengasi.

- In Iraq si susseguono i tentativi di assalto alla Capitale, operazioni con cui il Califfato vuole probabilmente saggiare la capacità di resistenza delle forze militari irachene a difesa della città. I media occidentali non danno grande risalto ai tentati assedi di Baghdad e continuano a minimizzare il configurarsi del Califfato come un vero e proprio stato moderno, con tanto di scuole, polizia, esercito, amministrazione, ecc. Lo Stato Islamico e le forze ad esso affiliate mostrano compattezza e lucidità strategica e militare, mentre i maggiori attori statali coinvolti, come Arabia Saudita e Emirati Arabi, non riescono a trovare una linea d'intervento comune, dato che ognuno continua a giocare per i propri interessi immediati.

- La reazione spropositata di Israele nei confronti di Hamas è da leggere nel contesto generale del rafforzamento del Califfato nell'area. L'invasione della striscia di Gaza nel luglio scorso nascondeva probabilmente una paura più grande. Significativi a questo proposito i recenti scontri tra esercito siriano e fondamentalisti islamici sulle vicine alture del Golan. La Giordania potrebbe essere il prossimo paese a cadere sotto la bandiera nera degli jihadisti.

- Il PIL cinese ha superato quello statunitense. Confrontando il Prodotto interno lordo a parità di potere d'acquisto (un metodo per aggiustare i diversi livelli di costo della vita), arriva la conferma di un sorpasso annunciato: in base a questo criterio l'economia della Cina guadagna il primo posto scalzando gli Stati Uniti. Al terzo si fa spazio l'India che, superando Germania e Giappone, dà filo da torcere alle vecchie potenze imperialiste. La nazione indiana ha appena avviato con successo un'importante missione spaziale, mandando una sonda su Marte e entrando così, in compagnia di Usa, Ue e Russia, in quel ristretto club di potenze mondiali in grado di raggiungere il Pianeta Rosso.

- Continuano le proteste in Messico. Lunedì scorso studenti e insegnanti hanno bruciato la sede governativa dello stato di Guerrero durante le dimostrazioni organizzate per la scomparsa di 43 studenti dal 26 settembre scorso. In risposta alla repressione borghese si ha notizia della nascita di gruppi armati di autodifesa comunitaria, composti da ronde di cittadini che si autorganizzano seguendo le direttive delle assemblee popolari.

- Interessante l'articolo sull'alluvione di Genova pubblicato in un blog del Sole 24 Ore. Se per costruire la copertura del torrente fossero stati seguiti i calcoli dell'ingegnere comunale, che stimava una piena massima di 1200 metri cubi al secondo, proprio come quella dei giorni scorsi, il Bisagno sarebbe in sicurezza da un secolo. Invece si seguirono gli studi di tre esimi ingegneri, che di m3/s ne calcolarono al massimo 500/600, e il torrente – che fra la stazione orientale di Brignole e la foce era largo tra i 76 e i 90 metri – con i lavori del 1930 fu ristretto a 48 metri. Il risultato lo abbiamo sotto agli occhi. Anche questa volta gli amministratori cittadini promettono lavori urgenti per la messa in sicurezza dell’area, che, nel caso venissero realizzati, potranno aumentare la portata del Bisagno fino a un massimo di 800/900 m3/s. Oltre, bisognerebbe demolire parte di Genova. Una situazione simile la ritroviamo a Milano con il Seveso, già esondato due volte quest'anno. Insomma, sono sempre più attuali gli scritti della nostra corrente raccolti in Drammi gialli e sinistri della moderna decadenza sociale (1951-1953).

- La sincronizzazione degli eventi a livello economico e politico si fa sempre più manifesta. Rientra in questo processo la recessione che dalla Germania è arrivata fino alla Finlandia. Il fenomeno recessivo porterà allo scoppio di rivolte, all'acutizzarsi delle repressione statale e quindi al dilagare della rabbia sociale. L'ultimo esempio quello di Occupy Central a Hong Kong, dove la polizia è intervenuta duramente per sgomberare gli ultimi presidi dei manifestanti.

- Anche in Italia sale la pressione sociale. In Cgil si registra un certo fermento: arrivano notizie di assemblee promosse dal sindacato e aperte anche a precari e disoccupati. Altri incontri vengono lanciati da neonati coordinamenti di lavoratori in lotta, stanchi di farsi rubare la vita. L'uomo ha bisogno di rivoluzione, come scrisse Marx ad Annenkov, non quando sta marciando verso una meta, ma quando sta per perdere ciò che ha già raggiunto. La rivoluzione sta mettendo a fuoco i puntatori delle sue armi sulla zona geostorica significativa, quella che ha tutto da perdere e nello stesso tempo trabocca di popolazione superflua che da perdere non ha nulla.

La teleconferenza si è conclusa con un breve anticipazione delle relazioni che verranno svolte al prossimo incontro redazionale, che si terrà a Torino il 16-17-18 ottobre e potrà essere seguito anche via Skype.

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Materiale ricevuto

Lavori in corso

Doppia direzione

  • Ancora superimperialismo
    Devo dire che la vostra riunione sulla guerra irachena come "capitolo di una guerra generale" mi ha lasciato un po'…
  • Parole d'ordine a ruota libera
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