E' uscito il numero 44 di n+1

Invitiamo tutti ad abbonarsi alla copia cartacea per aiutarci a mantenere questo tipo di diffusione, ad esempio presso le biblioteche. Gli abbonati riceveranno il nuovo numero tra i mesi di dicembre e gennaio.

n+1 rivista n°44

Editoriale: Duecento anni nel nome di Marx

Articoli: Marx 1818-2018 - Imperialismo in salsa cinese - Plaidoyer per il cemento - A che punto è la "crisi" - Comunismo e agricoltura

Terra di confine: Il capitalismo non è eterno

Rassegna: Dennett, Dai batteri a Bach e ritorno

Doppia direzione: La misura e la scienza - La sovrapposizione fra modi di produzione

Appuntamenti

14-16

Dic

72° incontro redazionale
Temi: - Taylorismo, managerialismo e impersonalità del Capitale, - Lo stato a pezzi, - Fiorite primavere delle rivoluzioni, - Prospettiva di lavoro. Leggi la locandina >>>

21-23

Set

71° incontro redazionale
Temi: - Le rivoluzioni come fatto fisico, - Gli enciclopedisti e la rivoluzione europea, - Sintomatici consensi, - Prospettiva di lavoro. Leggi la locandina >>>

19

Mag

Conferenza, ore 16.30
c/o Il Cosmonauta, via dei Giardini 11 Viterbo

A cinquant'anni dal '68.

Informazioni aggiuntive

  • Resoconto teleriunione  11 novembre 2014

E' tempo di sciopero sociale?

La teleconferenza di martedì scorso, a cui hanno partecipato 18 compagni, è iniziata con alcune considerazioni sullo "sciopero sociale" del 14 novembre. L'iniziativa durerà per tutta la giornata e coinvolgerà i sindacati di base, una serie di reti sociali e diversi "segmenti" di classe. L'organizzazione è interessante: manifestazioni in ogni città virtualmente unite da un network nazionale di riferimento con collegamenti esteri. La modalità ricorda quella diffusasi con Occupy negli Stati Uniti, anche se in Italia è molto più difficile lasciarsi alla spalle il vecchiume politico e sindacale.

Nella stessa data scenderà in piazza, a Milano, anche la Fiom. Non è da sottovalutare la sua capacità di trasformismo. Si pensi per esempio all'autunno del 1969, quando il sindacato si aprì alle spinte che arrivavano dal basso, riuscendo così a recuperare ampi settori di dissenso operaio. Pure la Cisl negli anni Settanta si trasformò in fretta e furia in un sindacato di sinistra, e attirò a sé tutti i gruppettari espulsi dalla Cgil.

Di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia, oggi anche la ripetizione di un movimento come quello di Solidarnosc è improbabile, perché le condizioni che si verificarono allora sono irripetibili: Russia al collasso, tutto il proletariato iscritto allo stesso sindacato di stato, condominio imperialistico Usa-Urss. Ma lo sviluppo del movimento di sciopero in Polonia rimane paradigmatico: un grande proletariato inquadrato in organizzazioni intermedie che arriva attraverso di esse a costituirsi in partito politico.

In Italia si sta prospettando una situazione catastrofica a livello sia economico che sociale: collasso sistemico, marasma sociale e singolarità storica. Molto probabilmente assisteremo alla formazione di strutture intermedie tipo i soviet russi, in versione 3.0, i cui mezzi di comunicazione - lo abbiamo già visto con gli Indignados e con OWS - saranno i social network. Gli occupiers, con le loro assemblee generali, sono andati molto vicino alla forma sovietista, ma gli è mancata una salda base programmatica e la trasformazione in partito non si è verificata. Jacque Fresco (Venus Project) fa notare che un movimento così vasto e così orientato contro il capitalismo non può avere futuro senza un programma sui fini. Se un movimento anticapitalista non si proietta verso una forma sociale alternativa, ha detto, si esaurisce semplicemente nella rivendicazione di una diversa ripartizione della torta esistente.

La teleconferenza è proseguita con alcune inevitabili considerazioni sui disastri dovuti al maltempo. Il cambiamento climatico comincia ad avere effetti pesanti sul territorio. Ha colpito l'immagine di Genova minacciata da due trombe d'aria, che in contemporanea si abbattono sul porto. Anche a Carrara l'alluvione ha provocato seri danni. La popolazione, riconoscendo l'amministrazione cittadina colpevole del disastro, ha occupato il Comune per gestire da sé l'emergenza, organizzandosi in gruppi di lavoro. Un'anticipazione si era avuta nel capoluogo ligure con un corteo che aveva lanciato uova, monetine e bottiglie d'acqua contro il municipio. E il Comune occupato si è visto anche a Terni, dove in segno di protesta gli operai della ThissenKrupp hanno bloccato il Consiglio comunale. Di fronte all'inefficienza e all'incapacità delle istituzioni a sostenere le popolazioni di fronte alle emergenze, climatiche o sociali, situazioni di questo tipo si fanno sempre più frequenti.

Le lotte, ovunque, tendono del tutto spontaneamente a sincronizzarsi. A Bruxelles, portuali, studenti e precari, si sono scontrati con decisione con la polizia. A Londra, il 5 novembre, anniversario della Congiura delle polveri, ci sono stati scontri davanti al parlamento. In Messico si estendono e si radicalizzano le manifestazioni per l'uccisione dei 43 studenti, e anche in altre parti del mondo ci sono mobilitazioni in solidarietà ai messicani in lotta (#AyotzinapaSomosTodos).

Articoli correlati (da tag)

  • Non potete fermarvi...

    La teleconferenza di martedì sera, presenti 13 compagni, è iniziata commentando le ultime manifestazioni dei gilet gialli in Francia.

    Sabato 5 gennaio si è svolto l'atto ottavo (#ActeVIII) della protesta, durante il quale migliaia di persone hanno riempito le strade di Parigi, Bordeaux, Lione, Tolosa, e di altre città minori. Pare che ci sia stata una flessione nel numero di manifestanti, ma al tempo stesso si è verificata una recrudescenza degli scontri con diversi feriti, auto date alle fiamme e blocchi davanti a porti, hub logistici e raffinerie. Questa forma di lotta ha perso ormai i connotati originari legati all'aumento del prezzo del carburante e si è trasformata in protesta contro lo status quo, anche se alcuni settori dei gilet jaunes stanno cercando uno sbocco parlamentare. La caratteristica dei movimenti nell'epoca del capitalismo senescente è di essere tendenzialmente antisistema, nonostante il vecchio mondo tenti di recuperarli proponendo la via referendaria o quella elettorale.

  • Previsioni

    La teleconferenza di martedì sera, presenti 9 compagni, è iniziata con alcune considerazioni intorno alle tendenze economiche in atto e ai processi che potrebbero mettersi in moto nel 2019.

    Non sono pochi gli economisti e gli analisti finanziari che mettono in guardia dal potenziale disastro che potrebbe scatenarsi con lo scoppio della mega-bolla dei derivati, quell'immane quantità di capitale fittizio cui abbiamo accennato più volte, che tutto comanda e condiziona: i bitcoin, ad esempio, che hanno visto aumentare il loro valore fino a quasi 20mila dollari per poi sprofondare intorno a quota 3mila; o le dot-com, che sono garantite soltanto dalla fiducia riposta nel loro valore, la quale, se venisse meno, farebbe crollare tutto il "castello". Nel corso del 2019 varie crisi di borsa (già annunciate da Financial Times ed Economist) potrebbero scuotere i mercati e sarà inutile appellarsi alla buona volontà dei governi o ai pareri degli esperti perché facciano qualcosa: la bolla finanziaria, una volta esplosa, causerà il movimento del capitale fittizio che produrrà sconquassi enormi, coinvolgendo cifre di denaro così grandi che il nostro cervello faticherà a comprenderle. La cancellazione di questa massa di capitale farebbe comodo al capitalismo per riprendere ossigeno, ma potrebbe anche soffocarlo sotto il peso di una reazione a catena che porterebbe al crollo dell'intera economia. Allo stesso tempo, anche se tale capitale non si muovesse e le banche continuassero a dare soldi a chi non ne ha bisogno mentre tutti gli altri vengono taglieggiati, lo scenario rimarrebbe decisamente allarmante.

  • Polarizzazioni passate, presenti e future

    La teleconferenza di martedì, connessi 15 compagni, è iniziata dal breve resoconto di un'assemblea sindacale in una grande azienda a cui ha partecipato un compagno. All'incontro, indetto dai confederali per discutere il rinnovo del CCNL di categoria, erano presenti su circa 250 lavoratori solo una trentina di persone, tra cui una decina di sindacalisti. Gli interventi dei bonzi sindacali sono stati tutti imperniati sul rispetto delle cosiddette compatibilità e sulla necessità di far funzionare al meglio gli organismi paritetici, in modo che delegati e azienda abbiano più occasioni di confronto partecipativo.

    E' proprio vero: dal tipo di impostazione corporativa inaugurata dal fascismo nel corso degli anni '20 (patto di Palazzo Vidoni del 1925) non si è più tornati indietro. Anzi, lo stato borghese ha rafforzato questo tipo di struttura burocratizzando in misura sempre maggiore i rapporti tra capitale e lavoro. Nell'articolo "La socializzazione fascista e il comunismo" (n+1, n. 42), abbiamo citato Il Sole 24 Ore che così definisce la natura degli enti bilaterali: essi "esprimono una concreta ed efficace forma di collaborazione tra capitale e lavoro, indicativa della tendenza al superamento del modello esasperatamente conflittuale. Hanno diversi scopi: mutualizzazione di obblighi retributivi (per esempio, mensilità aggiuntive, ferie) per lavoratori che cambiano spesso datore di lavoro (per esempio, nell'edilizia); formazione professionale; sicurezza del lavoro; prestazioni assistenziali. Da qualche anno la legge ha iniziato a promuovere il ruolo degli enti bilaterali, riconoscendogli compiti relativamente al mercato del lavoro, alla formazione professionale, all'assistenza della volontà delle parti nella stipulazione dei contratti e nella disposizione dei diritti."

Materiale ricevuto

Lavori in corso

Doppia direzione

  • Ancora superimperialismo
    Devo dire che la vostra riunione sulla guerra irachena come "capitolo di una guerra generale" mi ha lasciato un po'…
  • Parole d'ordine a ruota libera
    La guerra è un grosso problema e capire quella d'oggi non è facile. È vero, come dite, che si deve…

Rivista n°43, aprile 2018

copertina n°43f6Editoriale: Si fa presto a dire moneta
f6Articoli: Dimenticare Babilonia - L'eredità problematica
f6Rassegna: Il missil prodigo - Big data a tutto spiano - Mangime standard per umani - Elezioni pop
f6Terra di confine: Elementare, Watson
f6Spaccio al bestione trionfante: L'urlo del bonobo
f6Recensione: Verso un nuovo paradigma
f6Doppia direzione: Lavorare è bello

Raccolta della rivista n+1

Newsletter 231, 28 dicembre 2018

f6Adriano
f6"La prossima rivoluzione capitalista"
f6Palazzinari cinesi
f6Rule Britannia!
f6La guerra dei bit
f6I tempi (che) corrono
f6La lingua batte dove il dente duole
f6La piazza e la palude
f6Cara piccola borghesia…

Leggi la newsletter 231
Leggi le altre newsletter

Abbonati alla rivista

Per abbonarti (euro 20, minimo 4 numeri) richiedi l'ultimo numero uscito, te lo invieremo gratuitamente con allegato un bollettino di Conto Corrente Postale prestampato.
Scrivi a : mail2

Iscriviti alla newsletter

Iscriviti alla newsletter quindicinale di n+1.

Invia una mail a indirizzo email