E' uscito il numero 43, aprile 2018

Gli abbonati riceveranno il nuovo numero della rivista nel mese di maggio.

n+1 rivista n°43

Editoriale: Si fa presto a dire moneta

Articoli: Dimenticare Babilonia - L'eredità problematica

Rassegna: Il missil prodigo - Big data a tutto spiano - Mangime standard per umani - Elezioni pop

Terra di confine: Elementare, Watson

Spaccio al bestione trionfante: L'urlo del bonobo

Recensione: Verso un nuovo paradigma

Doppia direzione: Il computer e la coscienza

 

Appuntamenti

15-17

Giu

70° incontro redazionale
L'incontro si terrà presso la sede di Torino.
Temi da definire.

19

Mag

Conferenza, ore 16.30
c/o Il Cosmonauta, via dei Giardini 11 Viterbo

A cinquant'anni dal '68.

11

Mag

Conferenza, ore 21.00, sede di Torino
Che differenza passa tra una caserma e un albergo di lusso? Rispondendo a questa provocatoria domanda faremo un viaggio fra le modalità del cohousing.

Informazioni aggiuntive

  • Resoconto teleriunione  21 aprile 2015

La società informata del Capitale totale

La teleconferenza di martedì sera, presenti 16 compagni, è iniziata con il commento di un articolo del Sole24Ore sugli scambi interbancari.

Nei giorni scorsi l'Euribor, il tasso di riferimento per le transazioni finanziarie in euro, ha registrato un valore negativo scendendo sotto lo zero. Anche se per il momento i possessori di mutui a tasso variabile non vedranno diminuire le rate, il dato è interessante perché spia dei primi effetti della manovra della BCE: l'immissione massiccia di liquidità ha prodotto da un lato il lieve rialzo dell'inflazione e dall'altro la diminuzione dei tassi di interesse. Da alcuni spacciato come fattore di risveglio dell'economia, questo tipo di andamento in realtà non può che ripercuotersi, a breve termine, sugli istituti bancari, e nel lungo periodo sull'intero sistema economico. Insomma, altro che ripresa. La situazione ricorda piuttosto quanto visto più di 20 anni fa in Giappone.

In Italia ha fatto discutere la proposta di Tito Boeri, il presidente dell'Inps, di garantire un reddito minimo ai disoccupati over 55 e ai pensionati. Il ministro Poletti ha dichiarato che bisogna guardare "prima a quelli che hanno perso il lavoro" e poi "si può allargare la platea"; Confindustria si è detta invece favorevole. Il tema rimane caldo, anche in vista della marcia Perugia-Assisi che il Movimento 5 Stelle sta organizzando, sullo stile della Marchas della Dignidad promossa dagli Indignados spagnoli, per chiedere il reddito di cittadinanza. Da più parti nella società si levano voci per un salario minimo garantito; tutti sono d'accordo sul fatto che i senza riserve spenderebbero l'eventuale sussidio in beni di prima necessità riattivando così i consumi. Un ragionamento keynesiano puro: aumentare la "propensione marginale al consumo" aumentando i redditi più bassi.

La borghesia è costretta a sfornare, o a rispolverare, teorie per far fronte all'enorme sovrapproduzione di merci e capitali, e incarica la piccola borghesia di mettersi al tavolo per tentare di risolvere i problemi della disoccupazione cronica e della miseria crescente. Allo stesso tempo, però, il "mostro sociale corporativo", la rete di interessi che lega sindacati, imprenditori e istituzione, continua a macinare, tanto più in vista della grande fiera che tra poco aprirà i battenti a Milano. In barba ai milioni di disoccupati che riempiono le tabelle dell'Inps, le parti coinvolte nel grande evento hanno firmato protocolli d'intesa per l'impiego del lavoro gratuito, in spregio alle loro stesse costituzioni e leggi. Alcuni sinistri hanno messo per iscritto il fattaccio presentando un esposto alla Direzione Territoriale del Lavoro di Milano, in cui viene richiesto l'intervento tempestivo dell'Ispettorato del Lavoro a fronte della violazione della legge.

Al centro del programma ufficiale di Expo vi è lo slogan "Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita". Grazie agli sponsor Coca Cola e Mc Donald's verranno sviluppate tematiche legate al diritto ad un'alimentazione sana, sicura e sufficiente per tutti gli abitanti della Terra. Al di là delle contraddizioni esplicite del grande barnum milanese, l'agricoltura rimane un aspetto importantissimo per la vita della specie umana. False alternative, come ad esempio quella della decrescita, sono sfaccettature diverse, sotto forma di imbonimento democratico, tramite cui opera l'ideologia dominante. Di sicuro non basteranno a salvare il sistema dalla sue contraddizioni. Mai la merce sfamerà l'uomo.

In Fiorite primavere del Capitale si afferma che la rivoluzione borghese non l'hanno fatta i borghesi: ai sanculotti, che hanno sopportato i pesi maggiori, si sono aggiunti feudatari falliti, ex militari, ecc., in un gran miscuglio interclassista. Proprio il tentativo estremo di difendere le conquiste e le garanzie ottenute nel passato, costringe le mezze classi – protagoniste della rivoluzione - a far saltare la società.

La teleconferenza è proseguita con le notizie sull'ultima strage del mare. Un'ondata di dimensioni bibliche preme sui confini europei e spinge i governi ad attivare misure di forza. Sembra che dalla Libia siano pronti a partire un milione di persone: masse di uomini che non si possono fermare né con i bombardamenti né con i blocchi navali e che comunque sconvolgeranno equilibri già molto precari. Per quel che ci riguarda non ci resta che dire: Avanti, Barbari!

La riunione si è conclusa con un accenno al nuovo numero in uscita della rivista, il 37, in cui viene affrontato il punto di Forlì del Programma Rivoluzionario Immediato sull'informazione. Lo spunto è venuto dalla curiosità destata da un'applicazione sviluppata da Twitter per lo streaming. Con Periscope, questo il nome dell'app, è possibile trasmettere quanto accade intorno a noi, come una diretta-tv, senza limiti di tempo e con la possibilità di chattare con chi ci segue. Diventa quindi alla portata di tutti - basta uno smartphone - il live-streaming, coadiuvato da un sistema per la ricerca dei canali simile a quello di Twitter, sintonizzato cioè sulle tendenze a livello globale e dei contatti personali.

Oggi la situazione sociale e tecnica è talmente evoluta che il controllo da parte dello stato proletario potrà realizzarsi attraverso l'impianto di sistemi intelligenti, superando già nella fase di transizione la questione della "nazionalizzazione" delle forze produttive. Già molto prima dell'avvento della "dittatura proletaria", ci sarà una vera e propria occupazione delle reti, fatto per certi versi anticipato dal movimento OWS nel 2011 (la costellazione dei siti facenti riferimento a Occupy contava migliaia di hub). Al pari della rete elettrica, che vive di vita propria e si autoregola teoricamente senza richiedere intervento umano, anche Internet è un elemento tecnico di comunismo. Ognuno può accedervi per cercare ciò che non sa, per creare contenuti nuovi, modificarne altri di esistenti, o per accedere a comunità che lo aiutino a conoscere.

Secondo Manuel Castells, il 97% dell'informazione esistente è digitalizzato. Non è difficile prevedere che giornali di carta, televisione e tutto ciò che è informazione unidirezionale scompariranno. Nel capitalismo questa potenzialità è inespressa, ostacolata dai rapporti di valore, ovvero dalla proprietà privata, dal copyright e dal diritto d'autore.

Marx ed Engels parlano di estinzione dello Stato, il quale si difende, annaspa, ma alla fine si dissolve. Lo stesso vale per la scuola: mentre alcuni sinistri la difendono strenuamente, il capitalismo stesso arriva a produrre corsi che permettono lo sviluppo di sistemi basati sull'autoapprendimento (MOOC). In Russia nel 1917 si è riusciti a estirpare l'analfabetizzazione semplicemente liberando energie presenti nella società.

Tutte le rivoluzioni tendono a occupare fisicamente i posti da dove si riverbera l'informazione, la rivoluzione futura tenderà a liberare l'immensa potenzialità delle sue truppe assecondando al massimo grado la loro azione antiformista.

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    La vicenda. Nel 2013 il ricercatore inglese Aleksandr Kogan crea un'applicazione per Facebook, il quiz "This is Your Digital Life", tramite cui riesce a raccogliere un'immensa mole di dati riguardanti non solo i circa 300mila utenti che hanno scaricato l'app ma anche i loro contatti sul social network, arrivando a profilare circa 50 milioni di persone. Kogan gioca secondo le regole, perché Facebook permette quel tipo di utilizzo delle informazioni ricavate dalla piattaforma. Le cose cambiano l'anno successivo quando il gigante social pone un limite più rigido all'accesso ai dati da parte di applicazioni sviluppate da terze parti. Nel 2015 Kogan cede l'enorme database a Cambridge Analytica che lo utilizzerebbe per fornire allo staff di Donald Trump una sorta di mappatura dettagliata del territorio nazionale sulle opinioni e le inclinazioni politiche dei cittadini americani durante le ultime elezioni presidenziali. Importanti testate giornalistiche fanno scoppiare lo scandalo mettendo sotto accusa la società inglese di analisi e, soprattutto, la grande macchina di "data mining" mondiale rappresentata da Facebook. I dati raccolti da Kogan e utilizzati da CA per influenzare milioni di cittadini americani sono stati utilizzati impropriamente perchè ottenuti senza il consenso dei legittimi proprietari (solo chi ha scaricato l'app ha dato consapevolmente - almeno in teoria - il proprio beneplacito). In ultima istanza, la responsabilità dell'accaduto è da attribuirsi alla piattaforma di Zuckerberg che ha permesso operazioni di profilazione così profonde, dando prova di inaffidabilità nel garantire la privacy dei propri iscritti.

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    Il capitalismo perde energia, gli Stati faticano a controllare sé stessi, tramontano le "garanzie" che facevano da collante sociale (welfare, posto di lavoro e pensione) e con esse si dissolvono anche le sovrastrutture politiche come i partiti e i sindacati, sottoposti ad una critica incessante e distruttiva da parte del movimento reale che abolisce lo stato di cose presente. Destra e sinistra sono categorie non più corrispondenti ad un quadro istituzionale che è invece sempre più frammentato e sfumato, e vede aggregazioni governative che si risolvono inevitabilmente in deboli alleanze trasversali, in altri tempi ritenute scandalose. Il dato generale che emerge è quello di un sistema dei partiti che si colloca su di un piano separato rispetto ai "cittadini" che dovrebbe rappresentare.

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    Nell'articolo "La fine del lavoro", pubblicato sul blog di Beppe Grillo, vengono riproposti i temi sviluppati nell'omonimo saggio di J. Rifkin del 1995, con una particolare attenzione alle trasformazioni avviate dalla terza rivoluzione industriale. Se la prima ha visto l'introduzione di macchinari nell'agricoltura e la seconda l'automazione nell'industria, nell'ultima la grande protagonista è la tecnologia dell'informazione. Scrive Grillo: "Il fattore sconvolgente è sicuramente Internet, mai si era visto uno sviluppo così veloce e massivo. Tutto il sistema lavorativo è stato totalmente trasformato e non solo il lavoro, ma anche la nostra vita. Internet è il sistema pervasivo per eccellenza. Questa terza rivoluzione ha ridotto notevolmente la forza lavoro necessaria."

    In un altro testo, "Benvenuti nel Futuro al Qubit", il guru genovese descrive le lampanti contraddizioni del nostro tempo, sostenendo che il "benessere moderno è incontrollato e sta creando due enormi piaghe, disoccupazione e disuguaglianza. Questi due mali stanno distruggendo la nostra società nonostante la nostra economia continui a crescere. Siamo tutti più poveri in un mondo più ricco. Questo vuol dire che il benessere continua ad aumentare lì già dove è presente, e il resto della popolazione si inabissa in una povertà senza fine. Non è questo il mondo che vogliamo." Sembra quasi di sentir parlare un attivista di Occupy Wall Street.

Materiale ricevuto

Lavori in corso

Doppia direzione

  • Ancora superimperialismo
    Devo dire che la vostra riunione sulla guerra irachena come "capitolo di una guerra generale" mi ha lasciato un po'…
  • Parole d'ordine a ruota libera
    La guerra è un grosso problema e capire quella d'oggi non è facile. È vero, come dite, che si deve…

Rivista n°42, ottobre 2017

copertina n°42f6Editoriale: L'immane mistificazione
f6Articoli: La socializzazione fascista e il comunismo - Cento anni dall'Ottobre
f6Rassegna: Uragani d'America - Irma o della crescita esponenziale dei danni - Ricordate Katrina? - Occupy Wall Street non nasce dal niente - Gli orti urbani - Catastrofe sociale dei lavoretti
f6Terra di confine: La dimora dell'uomo (domani)
f6Recensione: Coppi, Bartali e i vaccini
f6Doppia direzione: Lavorare è bello
f6Spaccio al bestione trionfante: Riscontro "psicologico" - Fazioni in lotta

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