E' online il numero 43 di n+1 (aprile 2018)

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n+1 rivista n°43

Editoriale: Si fa presto a dire moneta

Articoli: Dimenticare Babilonia - L'eredità problematica

Rassegna: Il missil prodigo - Big data a tutto spiano - Mangime standard per umani - Elezioni pop

Terra di confine: Elementare, Watson

Spaccio al bestione trionfante: L'urlo del bonobo

Recensione: Verso un nuovo paradigma

Doppia direzione: Il computer e la coscienza

 

Appuntamenti

15-17

Giu

70° incontro redazionale, Torino
Temi: Il 200° anniversario di un Marx inesistente, Governo 2.0, Il rovesciamento della prassi. Leggi la locandina >>>

19

Mag

Conferenza, ore 16.30
c/o Il Cosmonauta, via dei Giardini 11 Viterbo

A cinquant'anni dal '68.

11

Mag

Conferenza, ore 21.00, sede di Torino
Che differenza passa tra una caserma e un albergo di lusso? Rispondendo a questa provocatoria domanda faremo un viaggio fra le modalità del cohousing.

Informazioni aggiuntive

  • Resoconto teleriunione  12 maggio 2015

L'intelligenza artificiale tra mito e realtà

La teleconferenza di martedì, presenti 15 compagni, è iniziata con una discussione sull'immissione sempre più massiccia di robot nelle fabbriche cinesi e non.

A Dongguan la Shenzhen Evenwin Precision Technology Co, un'azienda privata che fabbrica componenti per telefoni cellulari, vuole ridurre del 90% l'attuale forza lavoro sostituendola con un robot.

Marx parla del sistema di macchine come di un automa generale che, ad un certo punto, diventa indipendente dall'uomo e si muove grazie a una forza motrice unica e centralizzata. L'uomo da parte attiva del processo produttivo diventa guardiano dello stesso. L'Economist affronta l'argomento in un recente articolo, Rise of the machines, in cui analizza i progressi nel campo dell'intelligenza artificiale; e in un altro, The dawn of artificial intelligence, ricorda l'allarme lanciato da Stephen Hawking secondo il quale l'ulteriore sviluppo dell'intelligenza artificiale potrebbe portare alla fine della specie umana.

Dubitiamo che una macchina possa arrivare a riprodurre l'intelligenza umana e addirittura a soppiantarla. Dal punto di vista tecnico, superato il modo di produzione capitalistico, le attuali macchine così come sono permetterebbero il passaggio dal regno della necessità a quello della libertà. Il Nevada ha di recente autorizzato la circolazione di un nuovo modello di camion sviluppato dalla società tedesca Daimler, che consente al conducente di guidare senza dover tenere il volante continuativamente. Le macchine programmate ad uno scopo sono usate nella produzione da decenni e non sono affatto intelligenti, anzi molte volte semplicemente simulano i movimenti di un essere umano. La società borghese è dualistica e contrappone la macchina all'uomo, noi invece studiamo la simbiosi tra i due elementi, come fa ad esempio Kevin Kelly in Out Of Control, prendendo atto dell'avvenuta compenetrazione tra il regno del "nato" e quello del "prodotto".

Non "le macchine", ma il sistema che esse costituiscono, libereranno l'uomo dalla necessità, anzi, lo stanno già liberando, perché le determinazioni dello sviluppo tecnologico hanno portato il sistema alla soglia di un cambiamento qualitativo incompatibile con le caratteristiche della società del Capitale. Il termine lavoro deriva dal latino labor che significa fatica; in molte lingue europee il significato originario di questa parola, messo in luce dalle diverse etimologie, si concentra sempre sui suoi accenti negativi (fatica, dolore, travaglio). Il programma di trapasso dei comunisti tra l'epoca capitalista e quella comunista non è una società fondata sul lavoro, ma sul consumo.

A proposito di tecnologia che elimina lavoro umano, si è passati a parlare del Paradismo, un movimento che immagina l'avvento di una società senza valore di scambio:

"Il Paradismo è un rivoluzionario sistema socio-politico attraverso il quale l'essere umano ritrova finalmente la propria dignità e il ruolo che gli compete all'interno della società. Le nuove tecnologie, presto disponibili, prenderanno il posto del proletariato e della mano d'opera umana, liberando l'Uomo dalla schiavitù del lavoro. Egli non sarà più costretto a lavorare duramente tutta una vita per guadagnare di che vivere miseramente, ma potrà unicamente gioire dei beni che la scienza produrrà gratuitamente e che un governo mondiale metterà a disposizione di tutti, equamente."

In Italia il movimento è presente dal 2011, altri gruppi sono attivi in Francia, Svizzera, Slovenia, Romania, Svezia, Australia, Belgio, Brasile e Costa d'Avorio. Il Paradismo ha dei punti in comune con Zeitgeist, Venus Project e anche con il Movimento 5 Stelle delle origini, che proprio ultimamente è tornato a farsi sentire sul tema del reddito di cittadinanza.

Dopo la partecipata marcia Perugia-Assisi organizzata dai Cinque Stelle, si amplia in Italia il fronte politico favorevole alla misura economica per i meno abbienti: Maroni ne ha proposto l'attivazione in Lombardia, mentre SEL e alcuni esponenti del PD si sono detti interessati. Il disegno di legge presentato dai pentastellati inizia così:

"La crisi mondiale in atto non è contingente ma sistemica e strutturale. È un punto di non ritorno con cui il capitalismo globale deve fare i conti. Negli ultimi decenni si è assistito ad una progressiva e iniqua redistribuzione della ricchezza nei Paesi occidentali che, aumentando sempre più il divario tra i cosiddetti ricchi e i cosiddetti poveri, ha contribuito a ridurre in maniera determinante il potere d'acquisto di questi ultimi, minando le fondamenta stesse del sistema economico attuale."

Qualche anno fa la proposta del reddito di cittadinanza aveva un'accezione legata a una specie di diritto etico-morale; sotto i colpi della crisi sistemica la parola d'ordine ha assunto un profilo sindacale fino a diventare qualcosa di simile alla richiesta di un salario ai disoccupati. Di fronte a queste istanze la CGIL risponde con un silenzio assordante e non incalza Renzi nemmeno sui promessi ammortizzatori sociali. Comunque, gli operai si muovono anche se la CGIL resta ferma. Interessante il documento delle operaie degli stabilimenti Fiat-Sata di Melfi che racconta dei ritmi insostenibili e fa riferimento alla necessità della diminuzione dell'orario di lavoro.

Restando in ambito sindacale, abbiamo parlato della vertenza in corso ai magazzini SDA di Bologna, dove si profila all'orizzonte un accordo simile a quello firmato dal SI Cobas alla Granarolo. Di fronte a milioni di disoccupati e alla nascita di piattaforme di lotta aperte e senza gerarchie, i sindacati nostrani invece di promuovere l'unità dei lavoratori, accettano la logica degli operai di serie A (tempo indeterminato) con più diritti, e di quelli di serie B (tempo determinato) con meno. Il sistema della logistica si muove in maniera fluida e coordinata, la sovrastruttura sindacale che controlla le maestranze rimane legata al vecchio mondo dei diritti, delle tessere e dei Caf. Il futuro delle lotte immediate è rappresentato da un'organizzazione snella e orizzontale come 99 Pickets. Nella produzione just in time e senza magazzino, è facile intuire come le lotte dei facchini e dei corrieri possano essere il famoso granello di sabbia che inceppa l'ingranaggio generale. Se ne accorgono i servizi segreti, comprendendo che il flusso continuo della produzione/distribuzione può essere interrotto da pochissime persone con in mano un potere enorme.

 

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    Secondo il giornale di Confindustria, uno dei pericoli più grandi che minacciano le piazze economiche di tutto il mondo è rappresentato dalla finanza automatizzata: "Ormai il 66% degli scambi azionari in Borsa è fatto da algoritmi. Cioè da computer che vendono e comprano azioni in autonomia, seguendo complessi calcoli matematici. Il 'flash-crash' ha però mostrato che anche queste macchine, apparentemente perfette, possono prendere cantonate. E far scattare vendite automatiche molto velocemente."

    Se l'intero mercato azionario è controllato per il 66% da programmi che lavorano autonomamente (ma l'automazione non riguarda solo il mondo delle finanza, tutto ormai è in mano agli algoritmi, dall'industria alla complessa gestione di aeroporti e treni, dalla logistica civile e militare alla grande distribuzione organizzata), allora possiamo affermare che non è più l'uomo a subordinare l'economia ma il contrario. Ciò è la dimostrazione pratica dell'incapacità della classe borghese che, sprovvista di una teoria economica, non riesce ad anticipare i processi sociali ma è costretta a subirli. Dacché esiste il capitalismo, non una crisi è stata prevista, mentre le spiegazioni sono sempre arrivate dopo.

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    Le trattative con gli industriali tedeschi si sono presto interrotte, dato che quest'ultimi hanno respinto la richiesta di una settimana lavorativa a 28 ore settimanali, su richiesta del lavoratore, anche perché la compensazione della decurtazione del salario graverebbe sulle loro tasche. La dirigenza del sindacato ha annunciato un blocco generale della produzione di 24 ore nei prossimi giorni, minacciando lo sciopero illimitato nel caso in cui gli imprenditori non accettassero di sedersi ad un tavolo di trattativa. IG Metall, con i suoi 2,3 milioni di iscritti, dispone di un fondo di più di 560 milioni di euro per sostenere gli scioperanti e sembra che anche i sindacati dei servizi e del settore pubblico siano in agitazione. Curiosamente, sul sito della Cisl Conquiste del Lavoro, si saluta questa mobilitazione come giusta e non ideologica "perché la battaglia dell'IG Metall su orario e salario ci riguarda". Nell'epoca del corporativismo, che vede legati governo, sindacati e padroni, è molto probabile che il grande sindacato tedesco si sia già accordato con la controparte, la quale si muove come da copione, prima rifiutando l'accordo e poi facendo finta di cedere alle pressioni. Da notare che il tutto avviene mentre è in ballo l'appoggio dell'SPD al nuovo governo di Grosse Koalition.

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    Tempo fa il M5S ha organizzato una marcia da Perugia ad Assisi per chiedere il reddito di cittadinanza, uno dei punti programmatici (una delle cinque stelle) che caratterizza il movimento dalla sua nascita. Sul tema sorprendente il silenzio dei confederali, che lasciano ai grillini e ad altri soggetti il monopolio su un argomento di questa portata.

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  • Ancora superimperialismo
    Devo dire che la vostra riunione sulla guerra irachena come "capitolo di una guerra generale" mi ha lasciato un po'…
  • Parole d'ordine a ruota libera
    La guerra è un grosso problema e capire quella d'oggi non è facile. È vero, come dite, che si deve…

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