E' online il numero 42, ottobre 2017

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n+1 rivista n°42

Editoriale: L'immane mistificazione

Articoli: La socializzazione fascista e il comunismo - Cento anni dall'Ottobre

Rassegna: Uragani d'America - Irma o della crescita esponenziale dei danni - Ricordate Katrina? - Occupy Wall Street non nasce dal niente - Gli orti urbani - Catastrofe sociale dei lavoretti

Terra di confine: La dimora dell'uomo (domani)

Spaccio al bestione trionfante: Coppi, Bartali e i vaccini

Recensione: Lavorare è bello

Doppia direzione: Riscontro "psicologico" - Fazioni in lotta

Informazioni aggiuntive

  • Resoconto teleriunione  22 settembre 2015

Autonomizzazione spinta

Le notizie sullo scandalo che ha coinvolto la Volkswagen hanno aperto la teleconferenza di martedì sera, a cui hanno partecipato 16 compagni.

Sotto accusa è finito il software per la gestione della centralina, l'unità di controllo del motore: sembra che il programma fosse in grado di riconoscere la fase di test e calibrare le emissioni di gas in modo da rientrare negli standard antinquinamento richiesti dalla legge. In seguito allo scandalo, il titolo del colosso tedesco ha perso in Borsa circa il 35% del suo valore solo negli ultimi due giorni, mentre all'orizzonte si profila il pagamento di multe salatissime. E' molto probabile che la vicenda si allarghi e coinvolga anche altri big della produzione di auto.

All'avanguardia per i sistemi informatici di cui è dotata, l'automobile è però un dinosauro dal punto di vista tecnico-meccanico. Lo sciupio di energia è altissimo: il motore a scoppio arriva a un rendimento massimo del 30%. Ciò significa che ogni veicolo, dopo che è stato fabbricato e messo in circolazione, "spreca" il 70% del carburante. E siccome i rendimenti sono questi, il sistema industriale può solo caricarlo d'informatica, con programmi e dispositivi elettronici che mettono in moto processi automatici che finiscono per prendere il sopravvento.

Nell'epoca dell'autonomizzazione spinta dei processi finanziari, politici ed economici, assistiamo quindi all'autonomizzazione del sistema dell'automobile. Al di là delle accuse contro i "criminali" che inquinano il mondo, sono i criteri scientifici con cui viene costruita la macchina a scontrarsi con quelli non scientifici che regolano il funzionamento della società. Volkswagen ha pensato bene di specializzarsi non tanto nella limitazione del tasso di inquinamento bensì nella creazione di software che facessero passare i test di omologazione; quello che viene messo in luce dalla vicenda è la contraddizione generale per cui le istruzioni "intelligenti" generate da un software vengono piegate alle esigenze di un mondo "esterno" stupido, mostrando al contempo la capacità dell'uomo progettista, di rovesciare la prassi.

Anche la logistica è un sistema che funziona con criteri scientifici ma che deve fare i conti con l'anarchia del mercato. Per ottimizzare le consegne, i grandi distributori di merci utilizzano appositi software per gestire lo spostamento dei prodotti. Tutto fila liscio ma quando gli operai (super-sfruttati) si fermano e incrociano le braccia tutto il sistema, velocemente, va in tilt. Lo si è visto, in piccolo, lunedì scorso all'interporto di Bologna, dove un numero esiguo di lavoratori delle cooperative che lavorano per Yoox, insieme ad alcuni solidali, hanno bloccato l'accesso al complesso logistico, causando il formarsi di una lunga coda di tir che ha raggiunto il casello autostradale. "La logistica per l'Italia è importante come il turismo. L'Interporto di Bologna bloccato ha danneggiato l'economia e le aziende di tutta l'Italia", ha scritto in una nota l'ex sottosegretario ai Trasporti.

Il proletariato raggiunge la sua massima efficienza quando esce dalla fabbrica-galera e si organizza territorialmente. Marx nel VI Capitolo Inedito del Capitale considera l'intera produzione capitalistica come un'unica merce continua. Le singole merci non contano più nulla, ciò che importa è il flusso produzione-distribuzione-consumo. L'assetto moderno dell'industria vede la catena di montaggio uscire dalle mura aziendali, con la produzione just in time che rende di vitale importanza i trasporti, il sistema informatico e l'integrazione dei flussi.

A Bologna si tratta di piccoli magazzini concentrati nella stessa area; i facchini si muovono sapendo benissimo che l'unica forza a disposizione è quella della solidarietà con altri lavoratori e occupanti di case (a volte le stesse persone), coadiuvata dalla potenza di riverbero dei social network. Da Informazione e potere (n+1, n. 37):

"A suo tempo abbiamo dato molta importanza alla lotta dei lavoratori UPS proprio perché si basò sulla realizzazione di una supersimmetria nei confronti dell'informazione che il potere credeva ancora di padroneggiare. All'epoca, cellulari e navigatori GPS non erano diffusi, ma i lavoratori della UPS, un'azienda multinazionale di trasporti e consegne, li adoperavano quotidianamente per lavoro. Così riuscirono a coordinare istantaneamente picchetti volanti nei nodi stradali e nei magazzini senza che la polizia e la UPS potessero sapere in anticipo dove e quando. Con Occupy Wall Street abbiamo constatato il maturare di un'altra simmetria: il movimento americano, cioè del paese più potente e industrializzato del mondo, ha mostrato il massimo grado di informazione, organizzazione e coordinamento tecnico mai raggiunto finora, riuscendo anche in questo caso a spiazzare la polizia in più occasioni, saldandosi con le lotte proletarie anche in contesti molto estesi (ad esempio il blocco della West Coast)."

Il proletariato si è sempre organizzato utilizzando i mezzi che il capitalismo gli mette a disposizione: come gli IWW sfruttavano le ferrovie per spostarsi e coordinare gli scioperi da una parte all'altra degli Stati Uniti, oggi i facchini usano Internet per collegare le lotte. Il prossimo 27 settembre sono in programma assemblee dei lavoratori della logistica a Milano, Genova, Torino, Bologna e altre città per discutere del contratto nazionale di settore. La cosa interessante non è tanto il contenuto delle assemblee ma il fatto che saranno collegate l'una all'altra via Skype. E se queste teleconferenze diventassero globali così come è globale la catena della logistica?

L'utilizzo della rete e il "tam tam" che ne deriva interessa tutti gli aspetti dell'attività umana. Un recente articolo del New York Times, a cui abbiamo accennato durante la teleriunione della settimana scorsa, spiega come i migranti che passano per i Balcani utilizzino gli smartphone per accedere alle piattaforme di Google Maps e trovare così i varchi per raggiungere la Germania e l'Europa settentrionale. Se da una parte il Capitale costruisce muri e barriere per impedire che il viaggio dei profughi continui, dall'altra offre gli strumenti necessari affinché essi si diano spazi di ritrovo comuni per far pressione sugli stati. Situazioni come quella di Ventimiglia o di Calais sono destinate a moltiplicarsi in tutta Europa.

Nello scontro tra paradigmi occorre saper riconoscere la rivoluzione che avanza, la nuova forma che si sta sviluppando e la vecchia che lotta per non morire. Il comunismo è sempre in marcia, anche quando gli uomini non si accorgono di essere suoi strumenti. I proletari sono chiamati dal "movimento reale" a dare il colpo finale alle ultime barriere capitalistiche, organizzati nell'unico partito adatto allo scopo: quello dell'antiforma.

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    La teleconferenza di martedì sera, presenti 16 compagni, è iniziata dal commento dell'articolo "Il lato oscuro dei mercati: cosa può mandare le Borse in tilt", del Sole 24 Ore, in cui si analizzano le cause non direttamente economiche del crollo dei mercati avvenuto nei giorni scorsi, ovvero l'insieme di espedienti automatici, scambi ad alta frequenza e algoritmi che ormai governano il mondo finanziario.

    Secondo il giornale di Confindustria, uno dei pericoli più grandi che minacciano le piazze economiche di tutto il mondo è rappresentato dalla finanza automatizzata: "Ormai il 66% degli scambi azionari in Borsa è fatto da algoritmi. Cioè da computer che vendono e comprano azioni in autonomia, seguendo complessi calcoli matematici. Il 'flash-crash' ha però mostrato che anche queste macchine, apparentemente perfette, possono prendere cantonate. E far scattare vendite automatiche molto velocemente."

    Se l'intero mercato azionario è controllato per il 66% da programmi che lavorano autonomamente (ma l'automazione non riguarda solo il mondo delle finanza, tutto ormai è in mano agli algoritmi, dall'industria alla complessa gestione di aeroporti e treni, dalla logistica civile e militare alla grande distribuzione organizzata), allora possiamo affermare che non è più l'uomo a subordinare l'economia ma il contrario. Ciò è la dimostrazione pratica dell'incapacità della classe borghese che, sprovvista di una teoria economica, non riesce ad anticipare i processi sociali ma è costretta a subirli. Dacché esiste il capitalismo, non una crisi è stata prevista, mentre le spiegazioni sono sempre arrivate dopo.

  • Schiavitù 2.0 e guerra moderna

    La teleconferenza di martedì sera (presenti 14 compagni), dopo un breve accenno allo scandalo che ha coinvolto alcuni colossi del settore automobilistico sull'utilizzo di cavie umane e animali per testare la nocività dei gas di emissione, ha preso le mosse dalla vertenza che l'IG Metall, il più grosso sindacato dei metalmeccanici della Germania, ha aperto per ottenere l'aumento dei salari e la riduzione della giornata lavorativa.

    Le trattative con gli industriali tedeschi si sono presto interrotte, dato che quest'ultimi hanno respinto la richiesta di una settimana lavorativa a 28 ore settimanali, su richiesta del lavoratore, anche perché la compensazione della decurtazione del salario graverebbe sulle loro tasche. La dirigenza del sindacato ha annunciato un blocco generale della produzione di 24 ore nei prossimi giorni, minacciando lo sciopero illimitato nel caso in cui gli imprenditori non accettassero di sedersi ad un tavolo di trattativa. IG Metall, con i suoi 2,3 milioni di iscritti, dispone di un fondo di più di 560 milioni di euro per sostenere gli scioperanti e sembra che anche i sindacati dei servizi e del settore pubblico siano in agitazione. Curiosamente, sul sito della Cisl Conquiste del Lavoro, si saluta questa mobilitazione come giusta e non ideologica "perché la battaglia dell'IG Metall su orario e salario ci riguarda". Nell'epoca del corporativismo, che vede legati governo, sindacati e padroni, è molto probabile che il grande sindacato tedesco si sia già accordato con la controparte, la quale si muove come da copione, prima rifiutando l'accordo e poi facendo finta di cedere alle pressioni. Da notare che il tutto avviene mentre è in ballo l'appoggio dell'SPD al nuovo governo di Grosse Koalition.

  • Solo dal caos nasce nuovo ordine

    Durante la teleconferenza di martedì, presenti 16 compagni, abbiamo ripreso il tema del funzionamento dei magazzini della logistica, e in particolare quelli di Amazon.

    Nell'articolo "Amazon, il successo nasce dal caos: viaggio nel super magazzino italiano" l'ingegnere Tarek Rajjal, general manager della sede italiana dell'azienda, dichiara: "Seguendo i principi dell'algoritmo di Gauss, il nostro software fornisce sempre il percorso più breve". Preso in carico l'ordine, la pistola, lo strumento utilizzato dagli addetti per leggere i codici a barre delle merci, fa da navigatore guidando l'operatore nel minor tempo possibile fino allo scaffale dove si trova il prodotto.

    L'ottimizzazione del lavoro, in questo caso basata su un sistema gaussiano, è finalizzata alla riduzione dei tempi per ogni singolo ordine e all'aumento della produttività. Nel magazzino Amazon di Piacenza, così come in quelli di Germania o Stati Uniti, lo sfruttamento è bestiale; diverse inchieste giornalistiche rivelano che i lavoratori arrivano a far uso di psicofarmaci pur di sopportare ritmi e turni di lavoro massacranti. La gigantesca fabbrica della logistica (TNT, SDA, Bartolini, ecc.) e dello shopping in rete (Amazon, Zalando, ecc.) funziona grazie a una massa di facchini e drivers precari e super-sfruttati che hanno sempre meno da perdere, e infatti fanno scioperi, picchetti e blocchi della produzione.

Materiale ricevuto

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  • Ancora superimperialismo
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