E' online il numero 43 di n+1 (aprile 2018)

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n+1 rivista n°43

Editoriale: Si fa presto a dire moneta

Articoli: Dimenticare Babilonia - L'eredità problematica

Rassegna: Il missil prodigo - Big data a tutto spiano - Mangime standard per umani - Elezioni pop

Terra di confine: Elementare, Watson

Spaccio al bestione trionfante: L'urlo del bonobo

Recensione: Verso un nuovo paradigma

Doppia direzione: Il computer e la coscienza

 

Appuntamenti

14-16

Dic

72° incontro redazionale
L'incontro si terrà presso la sede di Torino.
Temi da definire.

21-23

Set

71° incontro redazionale
Temi: - Le rivoluzioni come fatto fisico, - Gli enciclopedisti e la rivoluzione europea, - Sintomatici consensi, - Prospettiva di lavoro. Leggi la locandina >>>

19

Mag

Conferenza, ore 16.30
c/o Il Cosmonauta, via dei Giardini 11 Viterbo

A cinquant'anni dal '68.

Informazioni aggiuntive

  • Resoconto teleriunione  27 ottobre 2015

La serie storica del capitalismo mostra un limite

La teleconferenza di martedì sera, presenti 12 compagni, si è aperta con la segnalazione di un video sul flusso di migranti che arrivano in Slovenia.

Alimentato dal marasma sociale, prosegue inesorabile l'esodo dei senza riserve che si ammassano alle porte delle metropoli occidentali in cerca di cibo e riparo. Gli stati coinvolti, già in crisi per conto loro, corrono ai ripari come possono, allestendo campi di concentramento e muri improvvisati o puntando, come la Turchia, a inserire milioni di immigrati-schiavi nel mercato del lavoro.

Sul fronte dei rapporti tra paesi imperialisti è scattato, in concomitanza con il Plenum del Partito-Stato cinese, il pattugliamento delle isole artificiali Spratly da parte della marina militare statunitense. Il contenzioso all'origine di queste operazioni riguarda formalmente la sovranità sull'arcipelago, rivendicata dalla Cina; ma appare del tutto evidente il tentativo degli americani di limitare l'espansionismo cinese. Forti della loro tradizione militare aereo-navale, gli Usa non vogliono perdere la loro supremazia, anche perché nella guerra di tutti contro tutti il controllo degli oceani è fondamentale (si veda ad esempio dove è posizionata la Base militare americana Diego Garcia).

A complicare la situazione ci pensano i russi, compiendo operazioni navali intorno a Guantanamo. Mentre al tempo della guerra di Corea e Vietnam gli Usa potevano intervenire risolvendo un problema alla volta, oggi questo non è più possibile, sia per la condizione materiale in cui versa il mondo capitalistico sia perché sono obsoleti gli schemi geopolitici prodotti nel secolo scorso. Ora bisogna intervenire contemporaneamente in più scenari di crisi. L'Imperialismo di fine '800 puntava al dominio dell'Heartland e dava parecchia importanza all'asse Berlino-Baghdad, che invece oggi non ha più alcun significato. Resta valido il dominio sui mari, ma da Washington e Tampa (il centro operativo delle manovre militari americane) si fatica a governare le 800 basi sparse per il pianeta: non si tratta solo di un problema di gestione, ma di una mutazione militare in corso difficile da amministrare.

In ordine cronologico, la storia delle successioni alla guida del capitalismo mondiale è questa: Venezia, Spagna, Portogallo, Olanda, Francia, Inghilterra, e per ultimi gli Stati Uniti d'America. E dopo? Attualmente nessuno può prendere il posto degli Usa, il passaggio di consegne è impossibile: il meccanismo di accumulazione mondiale è stato stravolto e la serie storica mostra chiaramente un limite. La Cina, da tutti indicata come il prossimo centro imperialistico, è un gigante produttivo ma un nano politico, che dovrebbe perciò inventarsi una geopolitica ad hoc proiettata sul Pacifico. Altri ancora vedono nell'India un possibile "successore". Ma non è possibile, il capitalismo è giunto alla sua fase ultima e la transizione non è da venire, è in corso. D'altronde Il pianeta è piccolo, come affermava la nostra corrente in un "filo del tempo" del 1950.

Alcune fonti giornalistiche annunciano l'invio di truppe speciali americane in Siria e in Iraq per debellare lo Stato Islamico. Nel generale sconquasso mondiale vediamo che la cartina geografica del Medio Oriente "disegnata" alla fine della prima guerra mondiale è completamente saltata con il conseguente sgretolamento di quasi tutti gli stati: Iraq, Siria, Libia, Yemen non esistono più, e nel Sahel o in Africa non se la passano meglio. Di fronte ad un tale scenario i sinistri vanno in tilt e non sanno più con chi schierarsi: è preferibile che vincano gli Usa o che l'Is infligga agli odiatissimi yankee pesanti sconfitte? Analizzare la situazione da un punto di vista militare valutando le forze in campo e il cambiamento degli equilibri geopolitici aiuta a non farsi partigiani - a non diventare strumento - di una o dell'altra parte in guerra.

Un compagno ha brevemente accennato al recente monito dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. Per i vegetariani arriva finalmente una buona notizia: si è stabilito che la carne rossa è cancerogena. Visto che nella sua produzione si consumano risorse incredibili, ai piani alti si sono resi conti che non tutto il mondo può continuare a mangiare la carne e suoi derivati e l'OMS lancia una apposita campagna mondiale. L'intensità del dibattito che ne è scaturito suggerisce perlomeno una certa spinta da parte dei governi. L'umanità può fare tranquillamente a meno della carne, o perlomeno può ridurne drasticamente la produzione magari lasciando crescere animali allo stato brado, come avviene con l'antilope asiatica, che viene cacciata ma si riproduce benissimo, o il bisonte in Canada.

In chiusura di teleconferenza si è accennato ad alcuni temi trattati durante l'ultimo incontro redazionale, in particolare alla memetica. Alcuni memi, per esempio quelli legati alla religione, si riproducono nel cervello e si rendono autonomi. Il meme "Dio", osserva Dawkins, ha un'origine sconosciuta e molto antica; è nato per esigenze materiali e ha trovato un ambiente favorevole alla sua replica. Perché ha un così forte valore di sopravvivenza? Nessuno lo sa, ma è certo che l'insieme del cervello sociale da cui è stato generato ne ha avuto bisogno, tanto che il meme stesso si è reso autonomo fino a trasformarsi in una realtà che produce a profusione effetti concreti e grandiosi, come templi, arte, pellegrinaggi, comunità e soprattutto politica, più o meno esplicita, praticata da miliardi di uomini. In Russia dopo 70 anni di politica ateistica sono ritornati i preti, con la ricostruzione di chiese che la rivoluzione aveva abbattuto.

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    Nel capitalismo odierno istituti nati come strumenti di gestione dello Stato sul fatto economico si sono tramutati in fondi di investimento impegnati a seguire le perfomance del mercato. Il passaggio storico dal controllo dello Stato sul Capitale al controllo del Capitale sullo Stato è dimostrato dal cambiamento di ruolo delle banche: se all'inizio la loro funzione era quella di raccogliere piccoli capitali liberi nella società per poterli investire nell'industria, oggi invece la maggior parte della loro attività è di natura speculativa. E' dalla metà degli anni '70 che l'immensa massa di capitale prodotta fatica a valorizzarsi nell'attività industriale e da allora tende a bypassare la produzione cercando di valorizzarsi nell'ambito della circolazione. Dato il persistere della crisi, i governi hanno mano a mano stabilito nuove politiche monetarie per risollevare le sorti dell'economia "reale", ma l'unico risultato raggiunto è stato quello di favorire gli istituti di credito che hanno continuato, con il denaro regalato dal quantitative easing, la loro azione speculativa. Insomma, l'intervento delle banche centrali per far ripartire l'inflazione ha provocato la sola inflazione degli indici borsistici, allargando la base di sostegno al credito/debito globale.

  • Fascismo come realizzatore delle istanze riformiste

    La teleriunione di martedì scorso è cominciata con la segnalazione da parte di uno dei compagni collegati (12 in totale) della proliferazione su YouTube di filmati tesi a dimostrare che il crollo del ponte Morandi di Genova non è avvenuto accidentalmente ma sarebbe invece un fatto voluto. Questo genere di video, visualizzati in breve tempo da decine di migliaia di persone, rientra nel fenomeno, già visto in passato in occasione dell'attentato alle Torri Gemelle o, ancor prima, dello sbarco sulla Luna, della diffusione di teorie strampalate solitamente a sostegno di una visione più o meno complottista dell'ordine delle cose.

    Il Web è lo specchio della società e quindi in esso non possiamo che trovare tutto quello che esiste nel mondo, compresa la vita senza senso alimentata dal capitalismo. Questa sorta di grande magazzino globale contrasta con l'idea, propria di molti intellettuali, della profondità della cultura accademica. Secondo tale schiera di pensatori, solo esperti o specialisti dovrebbero potersi esprimere su determinati argomenti, mentre il resto dell'umanità dovrebbe limitarsi ad esternare le proprie "opinioni" al bar. Tra questi spicca Umberto Eco che, contraddittoriamente, nel suo "Ur-fascismo" non riesce ad approfondire il tema preso in esame, ma si limita a fornire una lista di caratteristiche estetiche e morali del fascismo (la camicia nera, l'autoritarismo, il culto della tradizione, il culto dell'azione, ecc.), tralasciando l'analisi della società e dei rapporti di produzione che produsse quel tipo di governo. Evidentemente, all'esimio professore era sfuggito che negli anni '20 del '900 tutto il mondo volgeva lo sguardo, avvicinandosi, al fascismo, un movimento internazionale - così come lo definisce la nostra corrente - capace di dar vita a numerose correnti nazionali che discutevano e dibattevano tra loro. Solo per citare alcuni tra i nomi più conosciuti, ricordiamo il tedesco Werner Sombart e il belga Henri de Man, a cui si aggiungono i collegamenti con alcuni esponenti russi sviluppati durante l'importante congresso di Amsterdam del 1931 e i progetti di programmazione economica.

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Materiale ricevuto

Lavori in corso

Doppia direzione

  • Ancora superimperialismo
    Devo dire che la vostra riunione sulla guerra irachena come "capitolo di una guerra generale" mi ha lasciato un po'…
  • Parole d'ordine a ruota libera
    La guerra è un grosso problema e capire quella d'oggi non è facile. È vero, come dite, che si deve…

Rivista n°42, ottobre 2017

copertina n°42f6Editoriale: L'immane mistificazione
f6Articoli: La socializzazione fascista e il comunismo - Cento anni dall'Ottobre
f6Rassegna: Uragani d'America - Irma o della crescita esponenziale dei danni - Ricordate Katrina? - Occupy Wall Street non nasce dal niente - Gli orti urbani - Catastrofe sociale dei lavoretti
f6Terra di confine: La dimora dell'uomo (domani)
f6Recensione: Coppi, Bartali e i vaccini
f6Doppia direzione: Lavorare è bello
f6Spaccio al bestione trionfante: Riscontro "psicologico" - Fazioni in lotta

Raccolta della rivista n+1

Newsletter 230, 18 ottobre 2018

f6Bomba a orologeria
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