E' uscito il numero 43, aprile 2018

Gli abbonati riceveranno il nuovo numero della rivista nel mese di maggio.

n+1 rivista n°43

Editoriale: Si fa presto a dire moneta

Articoli: Dimenticare Babilonia - L'eredità problematica

Rassegna: Il missil prodigo - Big data a tutto spiano - Mangime standard per umani - Elezioni pop

Terra di confine: Elementare, Watson

Spaccio al bestione trionfante: L'urlo del bonobo

Recensione: Verso un nuovo paradigma

Doppia direzione: Il computer e la coscienza

 

Appuntamenti

15-17

Giu

70° incontro redazionale
L'incontro si terrà presso la sede di Torino.
Temi da definire.

19

Mag

Conferenza, ore 16.30
c/o Il Cosmonauta, via dei Giardini 11 Viterbo

A cinquant'anni dal '68.

11

Mag

Conferenza, ore 21.00, sede di Torino
Che differenza passa tra una caserma e un albergo di lusso? Rispondendo a questa provocatoria domanda faremo un viaggio fra le modalità del cohousing.

Informazioni aggiuntive

  • Resoconto teleriunione  3 novembre 2015

L'emancipazione dalle catene della necessità

La teleconferenza di martedì sera, presenti 13 compagni, è iniziata dal commento dei recenti scandali che, tra fughe di notizie e arresti eccellenti, hanno coinvolto il Vaticano.

Al di là dei gossip giornalistici, a scricchiolare non sono soltanto le mura vaticane ma l'intera struttura ecclesiastica, già indebolita dalla crisi delle vocazioni e dalla secolarizzazione della società. In un mondo governato da un capitalismo oramai anacronistico in cui gli stati collassano uno dopo l'altro, è ovvio che anche la Chiesa cattolica risenta della decadenza generale e cominci a perdere colpi. Non stupisce che i fondi raccolti tramite le donazioni dei fedeli siano stati utilizzati non tanto a sostegno dei bisognosi, ma per attività mondane e per ripianare debiti.

Quali sono gli effetti di una Chiesa con una struttura medioevale entro un capitalismo che nega sé stesso? Anche la scelta di un Papa "forte", non a caso gesuita, difensore estremo della fede cristiana, non riesce ad agire sui meccanismi profondi della società e a rivitalizzare il cadavere che ancora cammina. La Chiesa, pur essendo un organismo millenario che in virtù dell'enorme esperienza accumulata riesce a registrare i cambiamenti in atto, soprattutto a livello sociale, e a intravedere gli scenari futuri, ha perso la sua spinta propulsiva.

Il tentativo di riforma della Ior potrebbe spiegare le ultime puntate del Vatileaks. Dopo l'unità nazionale dell'Italia raggiunta grazie ai soldi requisiti alla Chiesa dai Savoia - i quali erano sì dei baciapile di professione ma non ci hanno pensato due volte, quando ce n'è stato il bisogno, ad espropriare i preti - i Patti Lateranensi hanno formalmente conferito alla Chiesa la possibilità di gestire, tramite la mediazione dell'amministrazione statale, attività immobiliari, scuole, assistenza, ecc. Di lì in avanti l'attività bancaria e finanziaria vaticana si è potenziata. L'odierna crisi di valorizzazione del Capitale si ripercuote anche all'interno delle mura vaticane, modificando equilibri politici e provocando fibrillazioni. Come diceva Lenin, la rivoluzione si abbatterà non tanto contro la religione in sé ma contro i capitali che la foraggiano mantenendo una casta di parassiti. Una lotta anti-religiosa oggi più che mai è inutile.

La teleconferenza è proseguita con alcune considerazioni su vari temi.

Nel libro L'evoluzione della libertà lo studioso statunitense Daniel Dennett affronta non tanto la filosofica libertà borghese, come il titolo sembra suggerire, ma il passaggio dal regno della necessità a quello della libertà. Dai primi esseri pluricellulari agli organismi sempre più differenziati fino alla comparsa dell'Homo Sapiens, nel corso dell'evoluzione della vita sulla Terra si è prodotta l'assenza progressiva di vincoli la quale ha segnato in misura sempre maggiore l'emancipazione dalle catene della necessità. Il prossimo step e cioè un nuovo superamento di vincoli sarà possibile, aggiungiamo noi, solo con il crollo del capitalismo.

Un compagno ha preso spunto da un testo del 1921, La questione agraria, per sottolineare l'estrema attualità delle tesi della Sinistra Comunista "italiana". La lettura di alcuni passi dell'articolo ci ha dato la possibilità di "filotempare" su quanto scritto riguardo all'espropriazione: "La sopravvivenza per un certo periodo di [...] piccole imprese non intaccherà la struttura del potere del proletariato. L'abolizione della proprietà privata è formula inesatta: questo problema non va letto con formulazioni filosofiche vuote di contenuto reale e scientifico. Nessuno pensa di abolire l'uso privato (o 'proprietà privata', se proprio questo concetto sta a cuore) di oggetti personali, e così via. Il problema fondamentale non è l'abolizione di questa o quella intrapresa privata capitalistica, quanto la abolizione dell'insieme della forma capitalistica di produzione."

Oggi il piccolo contadino proprietario di pochi ettari coltiva la terra secondo i "suggerimenti" che arrivano dal mercato, e vende al grossista di turno sempre secondo i prezzi stabiliti dal mercato; allo stesso tempo lo Stato interviene per sostenere il reddito del contadino e per far sì che i prezzi delle materie prime non lievitino. In questo circolo vizioso la proprietà privata tende a scomparire e la produzione di cibo diventa un'appendice del ministero dell'alimentazione. Il tasso di crescita delle sovvenzioni è infatti assai più elevato dell'incremento dello sviluppo agricolo, ma nonostante ciò l'agricoltura non potrà mai più essere abbandonata all'investimento del singolo capitale e meno che mai al mercato (L'uomo e il lavoro del Sole, n+1 n. 5).

In chiusura di teleconferenza ci siamo soffermati sullo sciopero nazionale della logistica che ha visto migliaia di lavoratori bloccare i magazzini e gli interporti di alcune importanti città italiane. Nel Comunicato congiunto di Adl Cobas e Si Cobas sulla giornata di Sciopero nazionale del 30 Ottobre, leggiamo che la motivazione ufficiale della mobilitazione è il riconoscimento dei due sindacati organizzatori della manifestazione: "Lo diciamo a chiare lettere: c'è un solo modo per evitare che lo scontro si acutizzi, è quello di accettare il terreno del confronto sindacale e sottoscrivere accordi di valenza nazionale che riconoscano i punti della piattaforma." Si tratta di un evidente richiamo alla collaborazione di classe e al ritorno a forme corporative tipiche del sindacalismo confederale.

Tutte le vecchie strutture sociali si stanno dissolvendo (sindacati, partiti, parrocchie, ecc.) e rimangono in vita in quanto patologie di un sistema morente. Di fronte ad un mondo che mostra anticipazioni di comunismo ovunque, alcuni sinistri propongono di passare Dall'autorganizzazione alla comunizzazione, non capendo che la dissoluzione del capitalismo è già in corso. La questione essenziale che dobbiamo risolvere non è quella di come estendere il comunismo: esso è un movimento reale che si estende da sé negando tutte le categorie esistenti. Dobbiamo piuttosto capire come metterci in sintonia con questo movimento rompendo con il passato.

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    Nell'articolo de il manifesto "Finlandia, il test sul 'reddito di base' continua" Roberto Ciccarelli scrive:

  • AI e collasso del sistema-mondo

    La teleconferenza di martedì, presenti 7 compagni, si è aperta con la segnalazione dell'inizio del lavoro di ristampa del nostro catalogo libri che conta circa 80 titoli. I testi verranno pubblicati utilizzando piattaforme on line che consentono la produzione anche di poche copie per libro. La riunione è poi proseguita con il commento delle ultime notizie sull'intelligenza artificiale.

    Tutte le maggiori riviste e quotidiani, dall'Espresso a Repubblica, dal Sole 24 Ore all'Economist, non possono fare a meno di scrivere, con cadenza sempre più frequente, articoli sull'AI, ovviamente in chiave sensazionalistica e/o allarmistica. Il primo a mettere in guardia dai pericoli dell'automazione era stato il fisico Stephen Hawking: le macchine intelligenti, affermava, si sviluppano troppo velocemente in confronto all'evoluzione umana e prenderanno il potere mettendo a rischio la sopravvivenza della nostra specie; perciò i governi dovrebbero applicare qualche forma di controllo o di limitazione allo sviluppo tecnologico. Quindi è stata la volta di Elon Musk, che nei suoi tweet ha definito l'AI "più pericolosa delle armi nucleari, una vera minaccia per tutta la razza umana", arrivando a sostenere che "un nuovo conflitto internazionale potrebbe essere avviato non dai leader dei vari Paesi ma da uno dei loro sistemi di intelligenza artificiale, se questo dovesse decidere che un attacco preventivo costituisce il percorso ideale per la vittoria."

  • Schiavitù 2.0 e guerra moderna

    La teleconferenza di martedì sera (presenti 14 compagni), dopo un breve accenno allo scandalo che ha coinvolto alcuni colossi del settore automobilistico sull'utilizzo di cavie umane e animali per testare la nocività dei gas di emissione, ha preso le mosse dalla vertenza che l'IG Metall, il più grosso sindacato dei metalmeccanici della Germania, ha aperto per ottenere l'aumento dei salari e la riduzione della giornata lavorativa.

    Le trattative con gli industriali tedeschi si sono presto interrotte, dato che quest'ultimi hanno respinto la richiesta di una settimana lavorativa a 28 ore settimanali, su richiesta del lavoratore, anche perché la compensazione della decurtazione del salario graverebbe sulle loro tasche. La dirigenza del sindacato ha annunciato un blocco generale della produzione di 24 ore nei prossimi giorni, minacciando lo sciopero illimitato nel caso in cui gli imprenditori non accettassero di sedersi ad un tavolo di trattativa. IG Metall, con i suoi 2,3 milioni di iscritti, dispone di un fondo di più di 560 milioni di euro per sostenere gli scioperanti e sembra che anche i sindacati dei servizi e del settore pubblico siano in agitazione. Curiosamente, sul sito della Cisl Conquiste del Lavoro, si saluta questa mobilitazione come giusta e non ideologica "perché la battaglia dell'IG Metall su orario e salario ci riguarda". Nell'epoca del corporativismo, che vede legati governo, sindacati e padroni, è molto probabile che il grande sindacato tedesco si sia già accordato con la controparte, la quale si muove come da copione, prima rifiutando l'accordo e poi facendo finta di cedere alle pressioni. Da notare che il tutto avviene mentre è in ballo l'appoggio dell'SPD al nuovo governo di Grosse Koalition.

Materiale ricevuto

Lavori in corso

Doppia direzione

  • Ancora superimperialismo
    Devo dire che la vostra riunione sulla guerra irachena come "capitolo di una guerra generale" mi ha lasciato un po'…
  • Parole d'ordine a ruota libera
    La guerra è un grosso problema e capire quella d'oggi non è facile. È vero, come dite, che si deve…

Rivista n°42, ottobre 2017

copertina n°42f6Editoriale: L'immane mistificazione
f6Articoli: La socializzazione fascista e il comunismo - Cento anni dall'Ottobre
f6Rassegna: Uragani d'America - Irma o della crescita esponenziale dei danni - Ricordate Katrina? - Occupy Wall Street non nasce dal niente - Gli orti urbani - Catastrofe sociale dei lavoretti
f6Terra di confine: La dimora dell'uomo (domani)
f6Recensione: Coppi, Bartali e i vaccini
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f6Spaccio al bestione trionfante: Riscontro "psicologico" - Fazioni in lotta

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