E' online il numero 43 di n+1 (aprile 2018)

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n+1 rivista n°43

Editoriale: Si fa presto a dire moneta

Articoli: Dimenticare Babilonia - L'eredità problematica

Rassegna: Il missil prodigo - Big data a tutto spiano - Mangime standard per umani - Elezioni pop

Terra di confine: Elementare, Watson

Spaccio al bestione trionfante: L'urlo del bonobo

Recensione: Verso un nuovo paradigma

Doppia direzione: Il computer e la coscienza

 

Appuntamenti

15-17

Giu

70° incontro redazionale, Torino
Temi: Il 200° anniversario di un Marx inesistente, Governo 2.0, Il rovesciamento della prassi. Leggi la locandina >>>

19

Mag

Conferenza, ore 16.30
c/o Il Cosmonauta, via dei Giardini 11 Viterbo

A cinquant'anni dal '68.

11

Mag

Conferenza, ore 21.00, sede di Torino
Che differenza passa tra una caserma e un albergo di lusso? Rispondendo a questa provocatoria domanda faremo un viaggio fra le modalità del cohousing.

Informazioni aggiuntive

  • Resoconto teleriunione  15 dicembre 2015

Lezioni di futuro

La teleconferenza di martedì sera, presenti 16 compagni, è iniziata dalle notizie del nuovo crollo del prezzo del petrolio.

Mentre in passato l'Opec riusciva a mantenere alta la quotazione del greggio tramite il coordinamento dei paesi produttori, oggi non solo non riesce più a farlo, ma si trova nella condizione per cui tale operazione è materialmente impossibile: evidentemente la guerra e il marasma sociale in corso sono più profondi di quanto si percepisca.

La Russia ha annunciato di poter resistere per anni ad un petrolio venduto a 40 dollari al barile, ma è una stupidaggine dato che Mosca dalla vendita di combustibili ricava la maggior parte delle sue entrate. Le dichiarazioni dei governi lasciano il tempo che trovano e, al massimo, rivelano il livello di conflittualità tra le principali potenze mediorientali e mondiali. Nessun produttore di "oro nero" è in grado di resistere a lungo a prezzi così bassi. Per il petrolio vale la legge della rendita: quello che viene intascato dai paesi nel cui sottosuolo giacciono delle riserve è sovraproffitto, mancando il profitto nel settore industriale, il meccanismo di ripartizione del valore si inceppa. Senza contare gli enormi investimenti fatti dagli Stati Uniti nello shale oil dove sono sempre di più le aziende in fallimento.

Si è quindi accennato al possibile rialzo dei tassi d'interesse negli Usa e alla vicenda delle quattro banche italiane (Carife, Carichieti, Marche ed Etruria).

Molti si chiedono cosa potrebbe succedere se la Fed desse l'ok all'aumento dei tassi. Di sicuro, qualunque intervento monetario verrà attuato, esso non porterà effetti significativi. Le banche da oltre otto anni vengono foraggiate con fiumi di denaro-bit: Fed, BCE e Banca del Giappone hanno inondato i mercati di liquidità che è finita ad ingigantire le bolle finanziarie, che prima o poi scoppieranno.

Il piccolo esempio nostrano, in cui il governo interviene e salva quattro banche sull'orlo del fallimento, è il paradigma di una condizione globale dell'economia. I 30 maggiori istituti bancari del mondo hanno denunciato perdite per 1.200 miliardi di dollari solo nella gestione di equity assets, cioè di mezzi propri; gli stati hanno speso cifre enormi per mettere in salvo le banche, lasciando affondare solo quelle insalvabili come Lehman Brothers. In questa situazione le banche diventano esse stesse subprime: pur essendo in difficoltà, rastrellano capitale offrendosi come investimento a rischio dietro obbligazioni.

Nella fase senile del capitalismo si tende a passare da D a D' bypassando la produzione, ma sappiamo che non si può creare valore nella sfera della circolazione: il denaro aggiuntivo lo si "crea" prendendolo da qualcun altro. E' il casinò della finanza. Il piano Draghi, che proroga il Quantitative Easing fino al marzo 2017, ha come scopo quello di far riprendere la crescita e portare l'inflazione ad un tasso del 2%. Ma tutta questa liquidità immessa nella circolazione monetaria in realtà non produce nessuna crescita, permette solo al malato di continuare a rantolare in sala di rianimazione. Se non c'è accumulazione, allora c'è riproduzione semplice, non capitalismo.

Nemmeno il governo USA ha il potere di controllare i movimenti del Capitale autonomizzato. Venerdì, alla fine di una settimana in cui le borse europee hanno ceduto il 10%, "scadranno qualcosa come 1100 miliardi di dollari di opzioni sull'indice S&P 500, il principale di Wall Street. E' una cifra record, che sfiora la metà del debito pubblico italiano. Più della metà (670 miliardi di dollari) sono opzioni "put", ossia strumenti finanziari che permettono di guadagnare se il mercato scende" (Il nodo dei 670 miliardi di opzioni che venerdì potrebbero far male alle Borse, Il Sole 24 Ore). Le attenzioni degli economisti sono quindi puntate al fine settimana, vedremo cosa succede.

Le voci che si alzano contro questa obsoleta società si fanno sempre più numerose. Interessante l'intervista del sito Vice all'informatico Peter Sunde, uno dei fondatori di The Pirate Bay, la piattaforma che ha consentito, tra mille battaglie legali, di condividere e scambiare negli anni milioni di file tramite Torrent. L'informatico spera "che la tecnologia ci dia robot che faranno sparire tutti i posti di lavoro, che causeranno una massiccia disoccupazione in tutto il mondo: qualcosa come il 60 per cento. La gente sarà molto infelice. Sarebbe fantastico, perché allora si potrà finalmente vedere il capitalismo distruggersi in modo rapido. Ci sarà tanta paura, tanto sangue versato, tante vite perse per arrivare fino a quel punto, ma credo che sia l'unica cosa positiva che vedo, intendo il fatto che stiamo per avere un crollo totale del sistema. Speriamo il più velocemente possibile [...] Sono un socialista. So che Marx e il comunismo non hanno funzionato prima, ma credo che in futuro si abbia la possibilità di avere comunismo totale e la possibilità di accesso a tutto per tutti. La maggior parte delle persone che incontro, non importa se comuniste o capitaliste, sono d'accordo con me su questo, perché capiscono il potenziale."

Non possiamo che essere d'accordo con quanto dice Peter: il capitalismo produce le condizioni per il suo superamento. E' un tema che abbiamo sviscerato a fondo nell'ultimo numero della rivista, in particolare negli articoli Fare, dire, pensare, sapere e Dalla necessità alla libertà. Proprio in questi giorni il Sole 24 Ore esce con una raccolta di opuscoli (Lezioni di futuro) sugli stessi argomenti: robot, automazione, big data, sharing economy, internet delle cose, intelligenza collettiva e segreti del cervello. Tutti temi che fanno già parte di un'altra società.

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    Per comprendere l'apporto del movimento americano Occupy Wall Street (OWS) è necessario ripartire da Marx, quando in Per la critica della filosofia del diritto di Hegel, e poi anche nel Manifesto, afferma che nel capitalismo il proletariato non ha rivendicazioni particolari da portare avanti. Premesso che gli episodi di lotta di classe che costellano la storia della classe proletaria sono importantissimi, e che la mancanza della battaglia quotidiana contro il capitalismo significherebbe l'abdicazione del proletariato al proprio compito storico, sappiamo che le conquiste ottenute in questi frangenti sono effimere perchè, la storia ci insegna, il capitalismo può riprendersele in qualsiasi momento. Storicamente il proletariato non subisce ingiustizie particolari, ma l'ingiustizia tout court e perciò non ha nulla da rivendicare in questa società se non la sua abolizione.

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    Se l'intero mercato azionario è controllato per il 66% da programmi che lavorano autonomamente (ma l'automazione non riguarda solo il mondo delle finanza, tutto ormai è in mano agli algoritmi, dall'industria alla complessa gestione di aeroporti e treni, dalla logistica civile e militare alla grande distribuzione organizzata), allora possiamo affermare che non è più l'uomo a subordinare l'economia ma il contrario. Ciò è la dimostrazione pratica dell'incapacità della classe borghese che, sprovvista di una teoria economica, non riesce ad anticipare i processi sociali ma è costretta a subirli. Dacché esiste il capitalismo, non una crisi è stata prevista, mentre le spiegazioni sono sempre arrivate dopo.

Materiale ricevuto

Lavori in corso

Doppia direzione

  • Ancora superimperialismo
    Devo dire che la vostra riunione sulla guerra irachena come "capitolo di una guerra generale" mi ha lasciato un po'…
  • Parole d'ordine a ruota libera
    La guerra è un grosso problema e capire quella d'oggi non è facile. È vero, come dite, che si deve…

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copertina n°42f6Editoriale: L'immane mistificazione
f6Articoli: La socializzazione fascista e il comunismo - Cento anni dall'Ottobre
f6Rassegna: Uragani d'America - Irma o della crescita esponenziale dei danni - Ricordate Katrina? - Occupy Wall Street non nasce dal niente - Gli orti urbani - Catastrofe sociale dei lavoretti
f6Terra di confine: La dimora dell'uomo (domani)
f6Recensione: Coppi, Bartali e i vaccini
f6Doppia direzione: Lavorare è bello
f6Spaccio al bestione trionfante: Riscontro "psicologico" - Fazioni in lotta

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