E' online il numero 43 di n+1 (aprile 2018)

Invitiamo tutti ad abbonarsi comunque alla copia cartacea per aiutarci a mantenere questo tipo di diffusione, ad esempio presso le biblioteche.

n+1 rivista n°43

Editoriale: Si fa presto a dire moneta

Articoli: Dimenticare Babilonia - L'eredità problematica

Rassegna: Il missil prodigo - Big data a tutto spiano - Mangime standard per umani - Elezioni pop

Terra di confine: Elementare, Watson

Spaccio al bestione trionfante: L'urlo del bonobo

Recensione: Verso un nuovo paradigma

Doppia direzione: Il computer e la coscienza

 

Appuntamenti

21-23

Set

71° incontro redazionale
Temi: - Le rivoluzioni come fatto fisico, - Gli enciclopedisti e la rivoluzione europea, - Sintomatici consensi, - Prospettiva di lavoro. Leggi la locandina >>>

19

Mag

Conferenza, ore 16.30
c/o Il Cosmonauta, via dei Giardini 11 Viterbo

A cinquant'anni dal '68.

11

Mag

Conferenza, ore 21.00, sede di Torino
Che differenza passa tra una caserma e un albergo di lusso? Rispondendo a questa provocatoria domanda faremo un viaggio fra le modalità del cohousing.

Informazioni aggiuntive

  • Resoconto teleriunione  30 agosto 2016

Caratteri invarianti delle transizioni

La teleconferenza di martedì sera, connessi 12 compagni, è iniziata sottolineando l'importanza dello studio delle passate transizioni sociali.

A tal proposito sono stati citati gli ultimi studi sui Luwiani, una popolazione vissuta in Anatolia a partire dal II millennio a.C. e di cui, ad oggi, sono conosciuti 340 insediamenti. Secondo l'archeologo Eberhard Zangger, intorno al 1200 a.C. i Luwiani si coalizzano e contribuiscono a far collassare tutte le civiltà dell'epoca, facendo traballare persino l'Antico Egitto.

In base alla tipologia di distruzioni rilevata dagli scavi, alcuni archeologi hanno timidamente dedotto che la causa di tale cambiamento originasse da rivolte. Zangger sostiene che almeno 200 città si unirono contro gli Ittiti (la prima civiltà a cadere), i Micenei, i Minoici, i Cicladici, gli Egizi, ecc. Ma perché prese forma questa coalizione? E da dove trasse la propria forza per attaccare simultaneamente tutto il mondo di allora? Solo pensando a una sollevazione delle popolazioni si può dare risposta alla domanda. Si trattò perciò sì di rivolte, ma contro quelle strutture sociali che si stavano trasformando in Stato (e nella scaletta di Engels lo Stato viene dopo la proprietà privata).

I Luwiani sono infine fermati, per il rotto della cuffia, dall'esercito egiziano (Ramsete III si autoproclama artefice di molte vittorie, ma fatica a dimostrarlo). Anche se a quell'epoca l'Egitto, più delle altre civiltà attaccate dalla coalizione, è ancora lontano dalla proprietà e dallo Stato, viene parimenti percepito in quanto minaccia forse in ragione della alleanza con gli Ittiti, risalente al secolo precedente. Crollando però tutto quel mondo, nel Mediterraneo prendono piede gruppi armati che eliminano la precedente armonia sociale. In effetti le evidenze archeologiche parlano di quattro secoli bui successivi, fatti di villaggi mal costruiti e città molto piccole, dalle cui rovine nascerà quasi di colpo la società greca.

Quando viene trovato un insediamento urbano antico che valga la pena scavare (cioè dove c'è possibilità di ricavare profitto), si fa una prospezione del sito e del relativo rapporto con la rete agricola. Nella maggior parte dei casi, si scoprono città tutt'altro che chiuse e vengono alla luce vivissimi punti nevralgici entro una rete molto estesa. Pensiamo ai palazzi minoici che erano sia magazzini che laboratori, oppure a Hattusa, Uruk, Ebla, grandi città che funzionavano in modo organico e dove produzione e distribuzione avvenivano grazie ad una osmosi sociale. E' possibile una società sviluppata con funzionamento comunistico? La risposta è sì, l'abbiamo già visto.

Si è quindi passati a commentare un articolo dell'Economist sulla situazione immobiliare negli Usa. Tutto il settore della rendita è stato nazionalizzato, e una specie di socialismo ha preso il sopravvento nel paese che dovrebbe essere alla testa del capitalismo. In realtà si tratta di un vendetta della teoria della rendita: a seguito della finanziarizzazione del capitale industriale e del conseguente ed inevitabile rigonfiamento dei prezzi immobiliari, i privati perdono il controllo di questi processi e devono perciò intervenire gli stati. Oggi il mercato immobiliare, quello che ha provocato la crisi del 2008, vale ormai 26 mila miliardi di dollari, quasi il doppio del Pil nazionale.

Un compagno ha poi letto alcuni passaggi tratti da Sulla materia della mente di G. Edelman. Il biologo statunitense si può collocare nel filone dei materialisti in cui rientrano D. Dennett e S. Pinker, scienziati che rifiutano l'idea di una mente separata dal corpo. La Sinistra Comunista "italiana" in modo del tutto indipendente aveva capito che per elaborare una teoria della conoscenza bisognava prima di tutto conoscere come fa l'uomo a conoscere. I borghesi si sono buttati sull'argomento con cinquant'anni di ritardo.

Sia Dennett, in Coscienza - Che cosa è, che Pinker, in Come funziona la mente, sostengono che le macchine siamo noi poiché sono uno sviluppo extra-organico della specie umana. Entrambi sono stati influenzati dallo psicologo Julian Jaynes, famoso per aver sostenuto il crollo della mente bicamerale e l'origine della coscienza. Secondo lo studioso, prima del 1200 a. C. la mente funzionava in modo unidirezionale, non esisteva una dialettica nel pensiero né la complessità di azioni, per cui gli uomini sentivano "voci" ed erano guidati da un imprinting in cui gli Dei comandavano e gli uomini obbedivano. Strappati da quella situazione omeostatica, gli individui vedono crollare tutto un sistema di vita. Il cambio di mentalità è quindi dovuto ad un cambio radicale dell'assetto sociale.

L'umanità sta delegando a protesi meccaniche gran parte del lavoro che prima svolgeva fisicamente. Come dice Kevin Kelly in Out of control, il mondo del "prodotto" sta pericolosamente sfuggendo al controllo dell'uomo. Secondo l'autore bisogna fare in modo che il mondo evolva verso una maggiore complessità e risponda a caratteri più biologici che meccanici, prima che ci diventi irrimediabilmente alieno.

Articoli correlati (da tag)

  • Ben scavato, vecchia talpa!

    La teleconferenza di martedì scorso, a cui si sono connessi 10 compagni, è cominciata prendendo spunto dalla notizia degli scioperi al magazzino Amazon di San Ferdinando a Madrid. Alcune settimane fa i lavoratori spagnoli del gigante dell'e-commerce avevano diramato un appello a tutti i lavoratori di Amazon in Europa per uno sciopero generale europeo; la proposta è stata accolta dai lavoratori tedeschi e polacchi, che in questi giorni, durante il Prime Day 2018 (16-17 luglio) - 36 ore di sconti esclusivi per i clienti Prime dell'azienda -, sono scesi in lotta organizzando blocchi o manifestazioni. Le due giornate di offerte lampo di Amazon si basano sul fatto che decine di migliaia di clienti restino appiccicati ai computer e agli smartphone tenendosi pronti all'acquisto più conveniente. E' proprio vero: stiamo diventando tutti terminali di una grande Rete: chiamiamola "rete neuronale globale" (J. Rifkin) oppure "general intellect" (K. Marx), l'importante è aver chiaro che il cervello sociale non è più una metafora ma è una realtà.

    Scioperi sono in corso anche in Iraq, da più di una settimana, e in Cina, dove ad incrociare le braccia sono stati i camionisti. Scrive il Fatto Quotidiano in un articolo del 29/6: "Tutto è cominciato con un appello anonimo online indirizzato 'ai 30 milioni di autisti di tutta la Cina', vessati dal rincaro di carburante e pedaggi autostradali. Da allora, in alcune aree, le rimostranze hanno paralizzato la viabilità, sebbene l'entità reale del movimento – immortalato da video e foto – risulti occultata dal lavoro certosino dei censori del web." E ancora: "In aprile avevano incrociato le braccia gruisti e operai del settore edile: per la prima volta si tratta di mobilitazioni settoriali e organizzate spontaneamente."

  • La borghesia è una classe senza bussola

    La teleconferenza di martedì sera, a cui si sono collegati 12 compagni, è iniziata con alcune considerazioni sul tema del reddito di base.

    In seguito all'annuncio del governo finlandese di voler riformare il welfare state, vari quotidiani italiani hanno pubblicato alcuni articoli sulla sperimentazione in corso nel paese del reddito di base (incondizionato), annunciandone il fallimento. In verità, il test iniziato nel gennaio del 2017 su un campione di 2mila persone terminerà, come previsto, alla fine di quest'anno e solo nel 2019 si inizieranno ad elaborare i dati raccolti. I 2000 disoccupati continueranno quindi a percepire, per tutto il 2018, 560 euro al mese esentasse, senza l'obbligo di accettare un lavoro vincolante all'ottenimento del sussidio, o di rinunciarvi nel caso in cui trovassero una nuova occupazione. La vera notizia, semmai, è che il governo finlandese ha dichiarato di voler ridurre le misure di benefit per il restante dei senza riserve, che in cambio del sussidio di disoccupazione dovranno lavorare almeno 18 ore in tre mesi.

    Nell'articolo de il manifesto "Finlandia, il test sul 'reddito di base' continua" Roberto Ciccarelli scrive:

  • AI e collasso del sistema-mondo

    La teleconferenza di martedì, presenti 7 compagni, si è aperta con la segnalazione dell'inizio del lavoro di ristampa del nostro catalogo libri che conta circa 80 titoli. I testi verranno pubblicati utilizzando piattaforme on line che consentono la produzione anche di poche copie per libro. La riunione è poi proseguita con il commento delle ultime notizie sull'intelligenza artificiale.

    Tutte le maggiori riviste e quotidiani, dall'Espresso a Repubblica, dal Sole 24 Ore all'Economist, non possono fare a meno di scrivere, con cadenza sempre più frequente, articoli sull'AI, ovviamente in chiave sensazionalistica e/o allarmistica. Il primo a mettere in guardia dai pericoli dell'automazione era stato il fisico Stephen Hawking: le macchine intelligenti, affermava, si sviluppano troppo velocemente in confronto all'evoluzione umana e prenderanno il potere mettendo a rischio la sopravvivenza della nostra specie; perciò i governi dovrebbero applicare qualche forma di controllo o di limitazione allo sviluppo tecnologico. Quindi è stata la volta di Elon Musk, che nei suoi tweet ha definito l'AI "più pericolosa delle armi nucleari, una vera minaccia per tutta la razza umana", arrivando a sostenere che "un nuovo conflitto internazionale potrebbe essere avviato non dai leader dei vari Paesi ma da uno dei loro sistemi di intelligenza artificiale, se questo dovesse decidere che un attacco preventivo costituisce il percorso ideale per la vittoria."

Materiale ricevuto

Lavori in corso

Doppia direzione

  • Ancora superimperialismo
    Devo dire che la vostra riunione sulla guerra irachena come "capitolo di una guerra generale" mi ha lasciato un po'…
  • Parole d'ordine a ruota libera
    La guerra è un grosso problema e capire quella d'oggi non è facile. È vero, come dite, che si deve…

Rivista n°42, ottobre 2017

copertina n°42f6Editoriale: L'immane mistificazione
f6Articoli: La socializzazione fascista e il comunismo - Cento anni dall'Ottobre
f6Rassegna: Uragani d'America - Irma o della crescita esponenziale dei danni - Ricordate Katrina? - Occupy Wall Street non nasce dal niente - Gli orti urbani - Catastrofe sociale dei lavoretti
f6Terra di confine: La dimora dell'uomo (domani)
f6Recensione: Coppi, Bartali e i vaccini
f6Doppia direzione: Lavorare è bello
f6Spaccio al bestione trionfante: Riscontro "psicologico" - Fazioni in lotta

Raccolta della rivista n+1

Newsletter 229, 6 agosto 2018

f6Dedicato a Karl Marx
f6Maledetta socialdemocrazia
f6Il film
f6Il Vallo Atlantico
f6Organizzazione Mondiale per il Commercio
f6Giganti?
f6Su tre continenti
f6Governicchio

Leggi la newsletter 229
Leggi le altre newsletter

Abbonati alla rivista

Per abbonarti (euro 20, minimo 4 numeri) richiedi l'ultimo numero uscito, te lo invieremo gratuitamente con allegato un bollettino di Conto Corrente Postale prestampato.
Scrivi a : mail2

Iscriviti alla newsletter

Iscriviti alla newsletter quindicinale di n+1.

Invia una mail a indirizzo email