E' online il numero 43 di n+1 (aprile 2018)

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n+1 rivista n°43

Editoriale: Si fa presto a dire moneta

Articoli: Dimenticare Babilonia - L'eredità problematica

Rassegna: Il missil prodigo - Big data a tutto spiano - Mangime standard per umani - Elezioni pop

Terra di confine: Elementare, Watson

Spaccio al bestione trionfante: L'urlo del bonobo

Recensione: Verso un nuovo paradigma

Doppia direzione: Il computer e la coscienza

 

Appuntamenti

15-17

Giu

70° incontro redazionale, Torino
Temi: Il 200° anniversario di un Marx inesistente, Governo 2.0, Il rovesciamento della prassi. Leggi la locandina >>>

19

Mag

Conferenza, ore 16.30
c/o Il Cosmonauta, via dei Giardini 11 Viterbo

A cinquant'anni dal '68.

11

Mag

Conferenza, ore 21.00, sede di Torino
Che differenza passa tra una caserma e un albergo di lusso? Rispondendo a questa provocatoria domanda faremo un viaggio fra le modalità del cohousing.

Informazioni aggiuntive

  • Resoconto teleriunione  11 ottobre 2016

Gli algoritmi del capitalismo senile

La teleconferenza di martedì sera, presenti 12 compagni, è iniziata commentando gli ultimi dati sulla produzione italiana.

Secondo l'Istat, lo scorso agosto la produzione industriale ha segnato una crescita dell'1,7% sul mese precedente e addirittura del 4,1% sul 2015. Quest'ultimo sarebbe il maggior incremento da cinque anni a questa parte. Evidentemente i giornalisti che parlano di "boom" mentono sapendo di mentire: i comparti che hanno registrato la maggiore crescita tendenziale sono quelli della fabbricazione di mezzi di trasporto, e le automobili, si sa, vengono sostituite quando diventano vecchie. Inoltre parte dell'oscillazione può essere spiegata con il fatto che ad agosto essa è generalmente bassa e quindi le variazioni percentuali tendono ad essere più accentuate.

La micro-crescita della produzione industriale è un piccolo effetto di un sistema sempre meno oscillante. Abbiamo visto un secolo di oscillazioni fino all'imbuto catastrofico segnato dal 1987, quando tutte le economie si sono sincronizzate ad esclusione della Cina, all'epoca agli inizi della crescita vorticosa che l'ha portata velocemente al livello delle maggiori economie.

Il ministro Poletti in un'intervista rilasciata a SkyTg24 ammette che la struttura istituzionale è obsoleta: "Abbiamo bisogno di cambiare l'impianto istituzionale. Con la tecnologia che viaggia veloce non possiamo avere due Camere che si rimpallano le leggi per anni". Effettivamente, rispetto a masse di capitali che viaggiano da una parte all'altra del mondo in una frazione di secondo, l'infrastruttura politico-giuridica della borghesia risulta vecchia. L'imminente referendum costituzionale in Italia ha fatto nascere il fronte di quelli che sostengono la Costituzione così com'è e quello di coloro che vogliono modificarla. Entrambi gli schieramenti sono interni al sistema (borghese) che vorrebbero migliorare. Gli Stati non riescono a stare al passo con processi economico-politici sempre più veloci per cui si possono anche eliminare le lungaggini istituzionali, ma resta il fatto che il capitalismo è un cadavere che ancora cammina.

Un compagno ha commentato alcune news dal mondo delle autovetture. La Norvegia ha aumentato la vendita di auto elettriche, mentre il governo tedesco studia di vietare, entro il 2030, la vendita di quelle a combustione. Si può anche riuscire a soppiantare il parco macchine e convertire tutto all'elettrico, ma è difficile immaginare l'industria adeguarsi silenziosamente (e poi bisogna ancora vederlo un tir elettrico). Il caos molecolare del trasporto privato è alimentato da una serie di servizi privati assolutamente dissipativi: concessionari, distributori, assicuratori, carrozzieri, meccanici, gommisti, elettrauti. Tutto fa pensare che sia difficile un'alternativa dentro il Sistema.

Si è poi passati a commentare lo sciopero dei corrieri di Foodora a Torino. Decine i driver che hanno incrociato le braccia lamentando una condizione lavorativa instabile e con paghe da fame. I lavoratori, che con le loro bici consegnano il cibo, sono coordinati da una piattaforma che li mette in contatto prima con i punti di ristorazione e poi con i clienti. Anche la start-up Deliveroo nei mesi scorsi ha visto uno sciopero dei fattorini in quel di Londra. Secondo i giornalisti la sharing economy sarebbe l'economia della condivisione, mentre quella di Foodora & C. viene definita gig economy, l'economia dei lavoretti, un modello economico sempre più diffuso dove non esistono più le prestazioni lavorative continuative (il posto fisso) ma si lavora on demand, cioè solo quando c'è richiesta.

Come scritto per lo sciopero dei precari dell'Ups, i mezzi di comunicazione messi a disposizione dal capitalismo (smartphone, reti e potenti algoritmi) sono ottimi per organizzare picchetti volanti, flash mob e scioperi improvvisi. Con la rottura dei limiti d'azienda, la strumentazione che i capitalisti adoperano per sfruttare i lavoratori può essere facilmente usata dagli operai contro chi li sfrutta. L'uso dei social network per organizzarsi si è generalizzato. La ragione è evidente: un mezzo praticamente gratuito, facile da usare e in grado di raggiungere e coordinare istantaneamente migliaia o milioni di persone, permette di ridurre il divario di potenza fra gli scioperanti e gli apparati repressivi, ristabilendo una certa simmetria.

In chiusura di teleconferenza si è parlato del repentino crollo della sterlina del 7 ottobre. Gli analisti si affannano a trovare un colpevole, ma che l'incidente sia legato al Fat finger (dito grosso di un operatore sbadato) o ad un algoritmo impazzito, poco importa. Il sistema finanziario è autonomizzato, fuori controllo, e non potrebbe essere diversamente. In borsa, quando si raggiunge un certo limite, partono vendite o acquisti automatici e diventa vitale la velocità, perché l'azione è fondamentale e tutta l'economia ormai funziona così. Tutti devono arrivare prima degli altri, ma la vera novità è il sistema: adesso un computer fa con un algoritmo complesso quello che prima faceva un operatore al telefono. Sulle accelerazioni tecnologiche è risaputo che le macchine fanno più in fretta e meglio operazioni complicate, e a velocità difficili da raggiungere per gli umani. La singolarità, come dice Raymond Kurzweil, è vicina.

Succedono cose strane anche in macroeconomia, come nel caso della Germania che tiene artificialmente bassa la composizione organica del capitale (meno macchine e più uomini al lavoro) e fa infuriare i partner europei. Oppure la storia della Brexit: l'Inghilterra ha una sua moneta, quindi non c'è stata nessuna Brexit. Poteva comunque verificarsi un movimento caotico sincronizzato, ma la grande catastrofe, per adesso, non c'è stata.

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  • Sul rifiuto delle categorie capitalistiche basiamo il nostro lavoro

    La teleconferenza di martedì sera, presenti 13 compagni, è iniziata dalla segnalazione di alcune notizie di stampa sul ruolo non proprio umanitario svolto dalle Organizzazioni Non Governative.

    Nell'epoca dell'imperialismo qualsiasi attività è sussunta al capitale e trasformata in valore. Questo vale anche per le ONG che sono presenti negli scenari di guerra e in tutte quelle situazioni al limite, dove gli Stati non ci sono o non riescono ad affermarsi.

    La sigla ONG è stata stabilita a livello internazionale per definire tutte quelle organizzazioni private e "no profit" il cui statuto le identifica come enti di sussistenza e beneficenza. Tali enti dovrebbero intervenire quando le popolazioni soffrono la fame o la guerra, ma nella maggior parte dei casi raccolgono fondi per la sopravvivenza delle loro stesse strutture. Nelle situazioni in cui gli stati sono collassati, come in Siria, Yemen e Iraq, i finanziamenti internazionali passano direttamente dal Fondo Monetario alle ONG, bypassando le autorità statali. Con il diffondersi dell'attuale guerra civile globale, questo tipo di organizzazioni, che gestiscono anche gli immensi campi profughi sparsi per il pianeta, non potrà che aumentare.

  • Rigurgiti sovranisti

    Durante la teleconferenza di martedì sera, presenti 16 compagni, abbiamo ripreso il discorso sulle recenti evoluzioni della situazione politica italiana. Giuseppe Conte, Primo Ministro della nuova compagine parlamentare, ha dichiarato che in materia di politica estera il governo sarà vicino agli Stati Uniti ma allo stesso tempo si farà portatore di un'apertura verso la Russia. Le velleità sovraniste italiane faranno discutere e le reazioni non mancheranno, dall'Europa e da oltreoceano.

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  • La borghesia è una classe senza bussola

    La teleconferenza di martedì sera, a cui si sono collegati 12 compagni, è iniziata con alcune considerazioni sul tema del reddito di base.

    In seguito all'annuncio del governo finlandese di voler riformare il welfare state, vari quotidiani italiani hanno pubblicato alcuni articoli sulla sperimentazione in corso nel paese del reddito di base (incondizionato), annunciandone il fallimento. In verità, il test iniziato nel gennaio del 2017 su un campione di 2mila persone terminerà, come previsto, alla fine di quest'anno e solo nel 2019 si inizieranno ad elaborare i dati raccolti. I 2000 disoccupati continueranno quindi a percepire, per tutto il 2018, 560 euro al mese esentasse, senza l'obbligo di accettare un lavoro vincolante all'ottenimento del sussidio, o di rinunciarvi nel caso in cui trovassero una nuova occupazione. La vera notizia, semmai, è che il governo finlandese ha dichiarato di voler ridurre le misure di benefit per il restante dei senza riserve, che in cambio del sussidio di disoccupazione dovranno lavorare almeno 18 ore in tre mesi.

    Nell'articolo de il manifesto "Finlandia, il test sul 'reddito di base' continua" Roberto Ciccarelli scrive:

Materiale ricevuto

Lavori in corso

Doppia direzione

  • Ancora superimperialismo
    Devo dire che la vostra riunione sulla guerra irachena come "capitolo di una guerra generale" mi ha lasciato un po'…
  • Parole d'ordine a ruota libera
    La guerra è un grosso problema e capire quella d'oggi non è facile. È vero, come dite, che si deve…

Rivista n°42, ottobre 2017

copertina n°42f6Editoriale: L'immane mistificazione
f6Articoli: La socializzazione fascista e il comunismo - Cento anni dall'Ottobre
f6Rassegna: Uragani d'America - Irma o della crescita esponenziale dei danni - Ricordate Katrina? - Occupy Wall Street non nasce dal niente - Gli orti urbani - Catastrofe sociale dei lavoretti
f6Terra di confine: La dimora dell'uomo (domani)
f6Recensione: Coppi, Bartali e i vaccini
f6Doppia direzione: Lavorare è bello
f6Spaccio al bestione trionfante: Riscontro "psicologico" - Fazioni in lotta

Raccolta della rivista n+1

Newsletter 228, 29 aprile 2018

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