E' online il numero 43 di n+1 (aprile 2018)

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n+1 rivista n°43

Editoriale: Si fa presto a dire moneta

Articoli: Dimenticare Babilonia - L'eredità problematica

Rassegna: Il missil prodigo - Big data a tutto spiano - Mangime standard per umani - Elezioni pop

Terra di confine: Elementare, Watson

Spaccio al bestione trionfante: L'urlo del bonobo

Recensione: Verso un nuovo paradigma

Doppia direzione: Il computer e la coscienza

 

Appuntamenti

15-17

Giu

70° incontro redazionale, Torino
Temi: Il 200° anniversario di un Marx inesistente, Governo 2.0, Il rovesciamento della prassi. Leggi la locandina >>>

19

Mag

Conferenza, ore 16.30
c/o Il Cosmonauta, via dei Giardini 11 Viterbo

A cinquant'anni dal '68.

11

Mag

Conferenza, ore 21.00, sede di Torino
Che differenza passa tra una caserma e un albergo di lusso? Rispondendo a questa provocatoria domanda faremo un viaggio fra le modalità del cohousing.

Informazioni aggiuntive

  • Resoconto teleriunione  1 novembre 2016

Trumponomics

La teleconferenza di martedì sera, presenti 8 compagni, è iniziata con alcune osservazioni sulla (in)capacità dell'attuale modo di produzione di rispondere a situazioni di emergenza causate da terremoti o altre catastrofi.

In Italia centrale la messa in sicurezza delle zone sconvolte dallo sciame sismico richiederebbe un massiccio impiego di risorse che il capitalismo italico non può e non vuole utilizzare; a differenza della realizzazione di grandi opere, una serie di interventi diffusi di manutenzione non genera grandi profitti. Oltre agli edifici lesionati dalle ultime scosse di terremoto, sono numerosi in tutto il Paese gli stabili, costruiti negli anni '60-'70, che mostrano i segni dell'incuria e che andrebbero al più presto ristrutturati, dato l'elevato rischio sismico cui è soggetta la penisola.

Nel capitalismo anche le migrazioni si trasformano in una situazione di emergenza. Nella società futura lo spostamento degli uomini avverrà in maniera completamente diversa, razionale e organizzata. Se un individuo potrà la mattina andare a caccia, il pomeriggio pescare, la sera allevare il bestiame unendo interesse particolare e interesse comune, altrettanto "mobili" saranno la società e le attività dell'uomo legate ad essa.

Oggi prevale invece l'aspetto coercitivo: masse di uomini si spostano dove il Capitale si concentra, si muovono verso i mezzi di produzione. I nostri testi a tal proposito parlano chiaro. Per esempio nei punti di Forlì:"Nella società futura, già all'inizio, non saranno più i lavoratori a migrare verso le aree industriali: al contrario, saranno i mezzi di lavoro liberati a distribuirsi secondo gli insediamenti dell'uomo sulla superficie terrestre" (cfr. punto "e" del Programma rivoluzionario immediato, riunione di Forlì, 28 dic. 1952). O in Drammi gialli e sinistri della moderna decadenza sociale, una raccolta di testi sull'antitesi fra la dinamica del capitalismo e la vita sociale della specie umana in rapporto organico con la natura.

Se facciamo un paragone tra i mezzi a disposizione del capitalismo e ciò che esso riesce a fare, vediamo che la sproporzione è enorme (sulla dissipazione si veda Scienza economica marxista come programma rivoluzionario). E tale contraddizione diventa tragedia nelle emergenze, in cui di improvviso (o meglio di improvvisato) c'è soprattutto il modo di agire del Capitale. In queste situazioni appare evidente la mancanza di coordinazione e finisce che ognuno si arrangia per sé. La capacità del capitalismo di gestire e pianificare al meglio si esaurisce nella produzione, nella fabbrica; per il resto questa è una società che non è in grado di conoscere se stessa.

Ed è anche la società della truffa generalizzata, nell'edilizia così come nella finanza e nelle pratiche economiche attuate dai governi. Si prenda ad esempio il quantitative easing della BCE: nel mese di settembre è stata raggiunta la cifra record di mille miliardi di euro. Non si tratta di fare del moralismo, sono i numeri a parlare da sé. Insomma, la stessa irrazionalità che vediamo all'opera nella gestione delle catastrofi cosiddette naturali, la possiamo ritrovare in quelle economiche.

In Egitto Al Sisi ha varato nuove misure di austerità in cambio di nuovi finanziamenti da parte del Fondo monetario internazionale. Niente di nuovo rispetto a quello che fecero a loro tempo la Grecia e altri stati in crisi. Le nuove disposizioni del governo egiziano hanno però provocato una situazione di instabilità vicina alla rivolta, a cui si assomma l'altrettanto fragile condizione del Marocco, dove un fatto ordinario, l'uccisione di un venditore di pesce da parte della polizia, sta facendo venire a galla il profondo malessere sociale. Il ricordo di Mohammed Bouazizi e di tutto quello che venne dopo aleggia sul Nord Africa e non solo.

In Iraq l'avanzata verso Mosul sembra ormai conclusa, le avanguardie dell'esercito iracheno sarebbero già entrate nelle zone periferiche della città. Ora si profila una battaglia strada per strada, uomo per uomo, in uno scenario che coinvolge una popolazione di circa un milione di persone. In questo capitolo della guerra globale, è da inserire anche lo schieramento dell'esercito turco nel distretto di Silopi nella provincia sudorientale di Sirnak, al confine con l'Iraq, che rappresenta un ulteriore tassello nel mosaico di alleanze e conflittualità dell'area mediorientale. E il fatto che i jihadisti coinvolti nel recente attacco a Kirkuk siano arrivati, o per lo meno così sembra, mescolandosi ai profughi provenienti da Mosul. Le migrazioni di massa di migliaia di persone in fuga dalla guerra sono per Daesh vie aperte per i paesi del Medio Oriente e dell'Europa?

Il marasma sociale potrebbe subire una nuova impennata fra poco meno di una settimana, quando saranno noti i risultati delle elezioni presidenziali americane.

Oggi il Washington Post, per la prima volta, ha dato in vantaggio il repubblicano Donald Trump. Sembra che i due candidati alla presidenza degli Stati Uniti d'America se la giochino su un pugno di voti. Trump ha anche dichiarato che se alla fine a spuntarla sarà Hillary Clinton, egli non riconoscerà l'esito del voto, paventando una crisi costituzionale.

Ma se fosse il candidato repubblicano a vincere, il suo cammino non sarebbe di certo semplice. Se alcuni stati della Federazione, già contrari al flusso migratorio dal Messico, decidessero di chiudere definitivamente le frontiere, le ripercussioni sarebbero importanti: basti pensare che l'interscambio tra Usa e Messico copre il 15% del totale del commercio americano (What Trumponomics means for the border region). E si sa, Trump ha il sostegno dell'American Nazi party e di tanti altri gruppi di estrema destra (da segnalare il film La seconda guerra civile americana, una satira del sistema politico statunitense di fronte alla questione dell'immigrazione).

La teleconferenza si è conclusa con un accenno alle notizie sulla repressione delle manifestazioni studentesche in Brasile, sul collasso economico in Venezuela e sulla bolla immobiliare cinese.

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  • Il mondo della shock economy

    La teleconferenza di martedì, a cui si sono collegati 14 compagni, si è aperta con le notizie sugli uragani che si sono abbattuti sugli Stati Uniti.

    I dati a disposizione mostrano un crescendo dei fenomeni atmosferici capaci di provocare ingenti danni e di mettere in pericolo la vita umana. Sarà anche colpa del cambiamento climatico in atto, ma la crescente antropizzazione del pianeta non può che peggiorarne gli effetti. Gli uragani, le "bombe d'acqua", e tutti gli altri eventi "naturali" che si verificano sul pianeta, si trasformano in "drammi gialli e sinistri" non appena coinvolgono territori ad alta concentrazione di manufatti.

    Recentemente è accaduto negli Stati Uniti con il passaggio dell'uragano Harvey in Texas e di Irma in Florida. Scenari del genere ricordano quanto successo nel 2005, quando Katrina devastò New Orleans. Allora, mentre i soccorsi non arrivavano e i sopravvissuti erano lasciati in balia di sé stessi, si scatenò una sorta di guerra civile con l'occupazione della città da parte dell'esercito, sostenuto dall'intervento degli uomini delle famigerate aziende militari private. L'episodio ha rappresentato un giro di boa per gli Stati Uniti in termini di controllo in ambito metropolitano, anche per l'utilizzo di mezzi corazzati, droni e mercenari.

    Sul tema un compagno ha segnalato l'articolo "I signori dei disastri" di Naomi Klein. In continuità con le tesi presentate nel saggio Shock economy. L'ascesa del capitalismo dei disastri, la giornalista canadese sostiene che nel capitalismo i disastri diventano motivo di accumulazione, e quindi di profitto, per una parte ristretta della popolazione (l'1%), e di spoliazione per la restante (il 99%). Per dimostrarlo, parte da ciò che accade a Baghdad nel 2003, quando per l'Iraq viene decisa dall'alto una terapia economica d'urto, basata su una deregolamentazione selvaggia intrisa di corruzione e favorita dal clima di emergenza sociale. In quel caso il disastro sociale che colpisce il territorio non origina da uragani o inondazioni, bensì dall'invasione militare da parte delle truppe a stelle e strisce. Se nel 2003 questo succedeva nell'estrema periferia dell'impero, sostiene la Klein, le stesse dinamiche si vedono successivamente nel cuore del capitalismo, e cioè a New Orleans nel 2005, dove tra l'altro operano quegli stessi mercenari (Blackwater) che difendevano l'1% asserragliato nella zona verde di Baghdad.

  • Vittoria critica

    La teleconferenza di martedì sera, presenti 12 compagni, è iniziata prendendo spunto dalle ultime notizie sulla siccità in Italia.

    La Penisola non è certo arida, sul territorio italiano sono presenti le Alpi e gli Appennini che fanno affluire acqua in abbondanza nei fiumi e nei laghi. Il problema principale è semmai la manutenzione, visto che produce meno profitti che non la progettazione e la costruzione di grandi opere come Tav, Mose, ecc. Per controllo e gestione del territorio intendiamo la messa in sicurezza di acquedotti, ponti, canali, viadotti, strade e abitazioni. Ritornando al problema dell'acqua, che si tratti di dissalazione o di distribuzione dove manca, bisogna affrontare la questione al modo del Programma rivoluzionario immediato nell'Occidente capitalistico (1952), dimostrando che il problema non è tecnico ma di natura politica. Una società liberata dall'angoscia del profitto, che riesca finalmente a rovesciare la prassi, e cioè a progettare la vita di specie in armonia con la natura, metterà la parola fine alla follia dissipativa del capitalismo d'oggi, impiegando il minimo di energia anche per il rifornimento idrico.

  • Non esiste crescita infinita

    La teleconferenza di martedì sera, presenti 14 compagni, è iniziata riprendendo la questione spaziale. Nel corso degli anni '50 e '60 la nostra corrente è stata netta nei confronti del tripudio per l'inizio della "conquista dello spazio":

    "La meravigliosa macchina che sparò l'uomo sulla Luna fu il risultato della vera legge dell'economia politica: il caso, cui si cerca di ovviare inventando ingegnosi rattoppi, ovvero prendendo provvedimenti a posteriori e fissandoli poi arbitrariamente nella forma di leggi. Prima agiscono poi pensano, diceva Bordiga; come fanno tutti gli uomini in quanto molecole sociali, senza avere coscienza che nelle pieghe della società esiste già, nella produzione organizzata secondo un piano, un'intelligenza collettiva in grado di rovesciare la prassi." (Scienza e rivoluzione, Quaderni di n+1).

Materiale ricevuto

Lavori in corso

Doppia direzione

  • Ancora superimperialismo
    Devo dire che la vostra riunione sulla guerra irachena come "capitolo di una guerra generale" mi ha lasciato un po'…
  • Parole d'ordine a ruota libera
    La guerra è un grosso problema e capire quella d'oggi non è facile. È vero, come dite, che si deve…

Rivista n°42, ottobre 2017

copertina n°42f6Editoriale: L'immane mistificazione
f6Articoli: La socializzazione fascista e il comunismo - Cento anni dall'Ottobre
f6Rassegna: Uragani d'America - Irma o della crescita esponenziale dei danni - Ricordate Katrina? - Occupy Wall Street non nasce dal niente - Gli orti urbani - Catastrofe sociale dei lavoretti
f6Terra di confine: La dimora dell'uomo (domani)
f6Recensione: Coppi, Bartali e i vaccini
f6Doppia direzione: Lavorare è bello
f6Spaccio al bestione trionfante: Riscontro "psicologico" - Fazioni in lotta

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Newsletter 228, 29 aprile 2018

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