E' uscito il numero 43, aprile 2018

Gli abbonati riceveranno il nuovo numero della rivista nel mese di maggio.

n+1 rivista n°43

Editoriale: Si fa presto a dire moneta

Articoli: Dimenticare Babilonia - L'eredità problematica

Rassegna: Il missil prodigo - Big data a tutto spiano - Mangime standard per umani - Elezioni pop

Terra di confine: Elementare, Watson

Spaccio al bestione trionfante: L'urlo del bonobo

Recensione: Verso un nuovo paradigma

Doppia direzione: Il computer e la coscienza

 

Appuntamenti

15-17

Giu

70° incontro redazionale
L'incontro si terrà presso la sede di Torino.
Temi da definire.

19

Mag

Conferenza, ore 16.30
c/o Il Cosmonauta, via dei Giardini 11 Viterbo

A cinquant'anni dal '68.

11

Mag

Conferenza, ore 21.00, sede di Torino
Che differenza passa tra una caserma e un albergo di lusso? Rispondendo a questa provocatoria domanda faremo un viaggio fra le modalità del cohousing.

Informazioni aggiuntive

  • Resoconto teleriunione  22 novembre 2016

La crescente incompatibilità tra capitalismo e specie umana

La teleconferenza di martedì sera, presenti 13 compagni, è iniziata commentando la raccolta Drammi gialli e sinistri della moderna decadenza sociale, su cui alcuni compagni hanno cominciato a lavorare.

Riguardo ai "disastri naturali", la nostra corrente ci ha spiegato che per capire il grado di dissipazione dell'attuale forma sociale bisogna fare il confronto con quella futura (senza denaro, azienda, lavoro salariato e capitale), e studiare a fondo le grandiose realizzazioni delle società antiche. Gli Incas, ad esempio, hanno costruito con mezzi tecnici rudimentali strade e massicciate per migliaia di Km e, grazie al lavoro organizzato centralmente, sono riusciti a mantenerle funzionanti per centinaia d'anni. Ancora prima, la società Terramare dell'età del Bronzo (1.650 a.C.- 1.150 a.C) costruiva strutture abitative leggerissime, palafitte che riparavano dalle piene del Po e che in qualche caso venivano utilizzate come isole. Persino l'antica Roma, che conosceva già un elevato livello di speculazione e corruzione, considerava quasi sacra la manutenzione delle acque, affidandone la gestione ad un apposito magistrato. La rete stradale era perfettamente funzionante e resa tale dall'intervento dell'esercito e dei privati che vicino alle mansio costruivano strutture ricettive. Nelle società antiche le opere pubbliche costavano poco rispetto ad oggi, erano realizzate con un minimo di lavoro e duravano nei secoli; nel capitalismo ogni aspetto della vita umana è asservito ad interessi particolari, sparisce la concezione organica della società e si fa strada il business delle emergenze e delle grandi opere:

"Il capitale è ormai reso inadatto alla funzione sociale di trasmettere il lavoro dell'attuale generazione alle future e di utilizzare per questa il lavoro delle passate. Esso non vuole appalti di manutenzione, ma giganteschi affari di costruzione: per renderli possibili, non bastando i cataclismi della natura, il capitale crea, per ineluttabile necessità, quelli umani, e fa della ricostruzione postbellica 'l'affare del secolo'". (Piena e rotta della civiltà borghese, 1951)

Il progetto del ponte di Messina o il canale di Dubai sono il prodotto di esigenze puramente speculative, non servono a nulla. Altri esempi di dissipazione sono il TAV e il Mose a Venezia: al business della costruzione di mega impianti inutili e dannosi si assomma quello della eterna manutenzione. La borghesia ha fatto opere ben più importanti delle piramidi, afferma Marx nel Manifesto riferendosi evidentemente allo sforzo per assestare la rivoluzione industriale. Resta il fatto che la classe dominante non riesce a progettare il vivere sociale ma è preda di forze casuali.

Si è poi passati a commentare un articolo de la Stampa intitolato La prossima crisi? Arriverà dalle banche italiane, in cui si riportano le dichiarazioni di Steve Eisman, il finanziere che previde lo scoppio della crisi dei mutui subprime e dalla cui storia si è preso spunto per il film La grande scommessa. Eisman vede nero sull'Europa e punta il dito sui crediti deteriorati in pancia agli istituti italiani:

"[...] la colpa, spiega, è delle banche italiane che sono imbottite non già di Cdo, come le americane ai tempi della grande crisi, ma di crediti deteriorati, i cosiddetti Npl (Non performing loans), frutto di finanziamenti concessi dalle banche a famiglie e imprese finite male."

Significative le uscite di alcuni giornali esteri, tra cui il Financial Times, per cui un esito negativo del referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre provocherebbe effetti catastrofici come la caduta del governo Renzi, l'uscita dell'Italia dall'Euro e la disintegrazione dell'Europa. Tempo fa in molti temevano che con la Brexit o, più recentemente, con la vittoria elettorale di Trump il mondo saltasse, invece non è successo nulla del genere. C'è una sorta di assuefazione a tutto e questo rende inerti sia gli organismi sovranazionali che gli stati, incapaci di prendere decisioni. Eppure i parametri economici sono spaventosi e non si vedono segnali di ripresa.

Negli Stati Uniti la società è sempre più polarizzata: per il prossimo 29 novembre il movimento #Fightfor15, composto dai lavoratori dei fast food, degli aeroporti e dell'assistenza sanitaria, ha lanciato una giornata di sciopero in tutto il paese. 340 città e 20 aeroporti vedranno iniziative di blocco. I tre slogan della manifestazione sono: stop agli omicidi da parte della polizia, stop alla deportazione degli immigrati, paga oraria di 15 dollari e libertà di organizzazione sindacale. Milioni di lavoratori negli Usa non ce la fanno a sopravvivere e sono costretti a ricorrere ai buoni pasto elargiti dallo stato.

Anche nella vecchia Europa assistiamo a una crescente schiavizzazione. Un'inchiesta dell'Espresso sulle condizioni in cui versa "la classe operaia on line" (Amazon, Zalando, Esselunga, H&M, Foodora, ecc.) mostra quanto insopportabile sia il lavoro oggi. Costretti a sgobbare per pochi euro all'ora, migliaia di proletari lavorano a cottimo spremuti come dei limoni. E la tecnologia, invece di aiutarli, aumenta lo sfruttamento. In questa situazione la difesa delle condizioni di vita porrà sempre più i salariati contro la forma sociale vigente, non per la ri-forma, ma per l'anti-forma.

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    "Quali che siano i problemi dell'Organizzazione Mondiale del Commercio, sarebbe una tragedia minarla. Se l'America persegue una politica commerciale mercantilista sfidando il sistema commerciale globale, altri paesi sono tenuti a seguirla. Ciò potrebbe non portare a un immediato collasso dell'OMC, ma gradualmente eroderebbe uno dei fondamenti dell'economia globalizzata."

Materiale ricevuto

Lavori in corso

Doppia direzione

  • Ancora superimperialismo
    Devo dire che la vostra riunione sulla guerra irachena come "capitolo di una guerra generale" mi ha lasciato un po'…
  • Parole d'ordine a ruota libera
    La guerra è un grosso problema e capire quella d'oggi non è facile. È vero, come dite, che si deve…

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f6Articoli: La socializzazione fascista e il comunismo - Cento anni dall'Ottobre
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f6Recensione: Coppi, Bartali e i vaccini
f6Doppia direzione: Lavorare è bello
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