E' online il numero 43 di n+1 (aprile 2018)

Invitiamo tutti ad abbonarsi comunque alla copia cartacea per aiutarci a mantenere questo tipo di diffusione, ad esempio presso le biblioteche.

n+1 rivista n°43

Editoriale: Si fa presto a dire moneta

Articoli: Dimenticare Babilonia - L'eredità problematica

Rassegna: Il missil prodigo - Big data a tutto spiano - Mangime standard per umani - Elezioni pop

Terra di confine: Elementare, Watson

Spaccio al bestione trionfante: L'urlo del bonobo

Recensione: Verso un nuovo paradigma

Doppia direzione: Il computer e la coscienza

 

Appuntamenti

21-23

Set

71° incontro redazionale
Temi: - Le rivoluzioni come fatto fisico, - Gli enciclopedisti e la rivoluzione europea, - Sintomatici consensi, - Prospettiva di lavoro. Leggi la locandina >>>

19

Mag

Conferenza, ore 16.30
c/o Il Cosmonauta, via dei Giardini 11 Viterbo

A cinquant'anni dal '68.

11

Mag

Conferenza, ore 21.00, sede di Torino
Che differenza passa tra una caserma e un albergo di lusso? Rispondendo a questa provocatoria domanda faremo un viaggio fra le modalità del cohousing.

Informazioni aggiuntive

  • Resoconto teleriunione  6 dicembre 2016

Condizioni materiali che lavorano per noi

La teleconferenza di martedì sera, presenti 10 compagni, è iniziata prendendo spunto da quanto accaduto in Italia a livello governativo.

Curiosamente, la vittoria del No al referendum costituzionale era stata anticipata anche da alcuni analisti che avevano preso in esame il flusso di informazione sui social network, dove l'argomento ha avuto molto risalto, come d'altronde nel resto della società. Come scritto nell'articolo Informazione e potere, nell'epoca delle reti si stabilisce una certa simmetria tra i governanti e la società: difficile per chiunque bloccare il tam-tam sui social.

L'esito della consultazione ha costretto il premier Matteo Renzi alle dimissioni e ora, da quanto si legge su alcuni giornali, il prossimo passo potrebbe essere la formazione di un governo tecnico, forse guidato dall'attuale ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan.

In un articolo del Sole 24 Ore intitolato Referendum: a dire no sono stati giovani, disoccupati e i meno abbienti, alcuni grafici dimostrano come siano state le persone con un reddito basso a far vincere il No, "in quello che appare più un voto antisistema che una difesa del testo della Carta". Un compagno ha inoltre segnalato un reportage di Ezio Mauro sulla dissoluzione della sinistra nelle maggiori città italiane: a Torino i quartieri benestanti hanno appoggiato Fassino alle amministrative e il Sì al referendum, mentre i quartieri poveri hanno votato il Movimento 5 Stelle e poi il No. Il M5S pare essere l'unico partito in crescita, quale rappresentante della rabbia contro l'establishment.

Se in Italia un residente su quattro è a rischio povertà, ecco spiegata l'insofferenza verso chiunque si candidi a governare il paese. Forse il nuovo governo tenterà di mettere in pratica quanto sostenuto da Renzi nel discorso tenuto alla Leopolda nel 2014, e cioè un mercato del lavoro completamente libero e uno stato che interviene a tutela del lavoratore. Ma l'Italia è osservata speciale dai mercati, i margini di manovra si restringono e bisogna vedere se la sua decrepita classe dominante sarà in grado di esprimere dei tecnici all'altezza della situazione, in grado di portare avanti le riforme di sistema. Il tempo sta per scadere e la ricchezza, avverte l'Istat, si polarizza sempre più: "Dal 2009 al 2014 il reddito in termini reali cala più per le famiglie appartenenti al 20% più povero, ampliando la distanza dalle famiglie più ricche il cui reddito passa da 4,6 a 4,9 volte quello delle più povere".

Tutti questi dati non sono forse la manifestazione della rivoluzione in marcia? E' in atto un generale processo di dissoluzione, lo stesso che individua Marx nei Grundrisse e nel Capitale. Lo Stato ha sempre più difficoltà a svolgere le sue funzioni e perde energia, e le mezze classi rovinate fibrillano e pretendono un "cambiamento del mondo". Subito dopo la caduta di Renzi è apparso sul blog di Grillo Il programma di governo del MoVimento 5 Stelle, in cui il comico genovese descrive una società nuova dove "il lavoro pesante lo fa la macchina, dove io ho più tempo libero e liberato dal lavoro, dove lavorano i robot e io posso dedicare tempo alla mia famiglia, leggermi un libro, agli amici, alla mia vita. Vogliamo mettere la vita delle persone al centro. E per fare questo bisogna fare un cambio di pensiero, di energia". Il programma grillino si richiama alla teoria della decrescita (Serge Latouche), ma notiamo con soddisfazione che alcuni temi cari alla nostra corrente come il disinvestimento di capitali, il controllo dei consumi e lo sviluppo dei bisogni umani, hanno contaminato il campo avversario. Le capitolazioni ideologiche borghesi di fronte al marxismo sono prodotte da condizioni materiali che lavorano per noi.

Non è che la borghesia e i suoi governi non vogliano prendere decisioni, è che proprio non possono. La classe che difende gli attuali rapporti di produzione non ha più vitalità, può solo approntare soluzioni temporanee, per nulla risolutive, anzi, spesso causa di peggioramenti ulteriori. E' il caso della nuova legislazione sul lavoro che apre le porte alla crescita esponenziale dell'uso dei voucher e del mercato dei lavoretti, la "gig economy". Stiamo assistendo a una destrutturazione giuridica che fa piazza pulita del vecchio sistema dei diritti, per cui i lavoratori si trovano in una situazione darwiniana dove o ci si organizza oppure si è destinati a perire. L'ordinovismo, con il suo mito dell'operaio in tuta blu che si identificava col posto di lavoro, si sta dissolvendo e i salariati cominciano a coordinarsi utilizzando le nuove tecnologie. L'organizzazione sindacale Our Walmart ha lanciato un'applicazione per Android, WorkIt, che elabora tecnologia e intelligenza sviluppata da IBM, e si può scaricare gratuitamente sugli smartphone. Questa app per ora può rispondere a 200 domande (soprattutto di natura contrattuale), ma per i quesiti più difficili si appoggia ad una rete di esperti volontari che interviene in caso di lacune. Il sistema è in grado di auto-apprendere e mette facilmente in comunicazione tra loro i lavoratori tramite chat di gruppo. Il futuro dell'organizzazione sindacale è un'app per smartphone?

Amazon ha aperto il primo supermercato senza casse né cassieri dove tutto è controllato da macchine elettroniche: si entra e si prende la merce che serve mentre un'app, dallo smartphone, si mette in contatto con il sistema operativo del negozio che registra i prodotti acquistati e addebita il conto all'uscita. La smaterializzazione delle merci è un processo che portato agli estremi finirebbe per sostituire banche e uffici pubblici con dei computer.

Da Marx in poi sappiamo che la crescita delle forze produttive trova nel modo di produzione capitalistico un limite insopportabile da far saltare. La singolarità storica è sempre più vicina.

Articoli correlati (da tag)

  • La storia è un continuum punteggiato da eventi

    Durante la teleconferenza di martedì sera, presenti 10 compagni, abbiamo ripreso lo studio sulla genesi e lo sviluppo del fascismo.

    La storiografia ufficiale, scritta perlopiù da antifascisti, colloca il fenomeno fascista principalmente nel periodo che va dal 1922 al 1945. La Sinistra Comunista "italiana" ha sempre messo in guardia da tali interpretazioni: "Il fascismo è moderno: il suo carattere saliente è l'adattamento darwiniano delle ideologie, non importa quali, alla difesa degli interessi materiali della classe dominante" ("Che cosa è il fascismo", Il Comunista del 3 febbraio 1921). E ancora, nel secondo dopoguerra in "Natura, funzione e tattica del partito rivoluzionario" (Prometeo, 1947), scrive che il riformismo ha spinto al "rafforzamento dell'imperialismo capitalistico. Questo aveva così superata nella guerra, per una intera fase storica almeno, la minaccia insita nelle contraddizioni del suo meccanismo produttivo, e superata la crisi politica determinata dalla guerra e dalle sue ripercussioni coll'assoggettare a sé gli inquadramenti sindacali e politici della classe avversaria attraverso il metodo politico delle coalizioni nazionali".

  • Uno spettro continua ad aggirarsi per la Rete

    Durante la scorsa teleconferenza, a cui si sono connessi 11 compagni, abbiamo ripreso alcune corrispondenze girate nella nostra piccola rete di lavoro. La prima riguarda l'importanza di Occupy Wall Street, soprattutto nella prospettiva del riemergere di un nuovo movimento antiforma; la seconda si sviluppa da alcune considerazioni intorno ai processi di delocalizzazione e rilocalizzazione delle produzioni come strategia economica degli stati nell'ottica del cosiddetto sovranismo.

    Per comprendere l'apporto del movimento americano Occupy Wall Street (OWS) è necessario ripartire da Marx, quando in Per la critica della filosofia del diritto di Hegel, e poi anche nel Manifesto, afferma che nel capitalismo il proletariato non ha rivendicazioni particolari da portare avanti. Premesso che gli episodi di lotta di classe che costellano la storia della classe proletaria sono importantissimi, e che la mancanza della battaglia quotidiana contro il capitalismo significherebbe l'abdicazione del proletariato al proprio compito storico, sappiamo che le conquiste ottenute in questi frangenti sono effimere perchè, la storia ci insegna, il capitalismo può riprendersele in qualsiasi momento. Storicamente il proletariato non subisce ingiustizie particolari, ma l'ingiustizia tout court e perciò non ha nulla da rivendicare in questa società se non la sua abolizione.

  • Rigurgiti sovranisti

    Durante la teleconferenza di martedì sera, presenti 16 compagni, abbiamo ripreso il discorso sulle recenti evoluzioni della situazione politica italiana. Giuseppe Conte, Primo Ministro della nuova compagine parlamentare, ha dichiarato che in materia di politica estera il governo sarà vicino agli Stati Uniti ma allo stesso tempo si farà portatore di un'apertura verso la Russia. Le velleità sovraniste italiane faranno discutere e le reazioni non mancheranno, dall'Europa e da oltreoceano.

    Il tema del sovranismo è trasversale: non è appannaggio esclusivo della destra (Lega, FdI e Casa Pound) ma riguarda anche ambienti che si definiscono di sinistra (ad esempio la piattaforma Eurostop o la Rete dei Comunisti). Quest'ultimi, critici, rimproverano al governo Conte di aver messo da parte la "sovranità popolare", mancando di coerenza con quanto annunciato in campagna elettorale; i proclami anti-UE di Lega e M5S sarebbero finiti in soffitta e anche l'idea di indire un referendum sull'adesione ai Trattati europei sarebbe stata accantonata. Tra le fila di chi invece sostiene il nuovo esecutivo spicca Steve Bannon, l'ex capo stratega del presidente Donald Trump che vede nel governo giallo-verde il superamento positivo della dicotomia destra-sinistra, ritenendolo in grado di dare un duro colpo all'establishment europeo. Anche il filosofo Diego Fusaro, molto presente sul blog di Beppe Grillo, è un sovranista anti-liberista, nemico dell'élite finanziaria che piega gli stati nazionali agli interessi del mercato imponendo dosi massicce di austerity alle popolazioni.

Materiale ricevuto

Lavori in corso

Doppia direzione

  • Ancora superimperialismo
    Devo dire che la vostra riunione sulla guerra irachena come "capitolo di una guerra generale" mi ha lasciato un po'…
  • Parole d'ordine a ruota libera
    La guerra è un grosso problema e capire quella d'oggi non è facile. È vero, come dite, che si deve…

Rivista n°42, ottobre 2017

copertina n°42f6Editoriale: L'immane mistificazione
f6Articoli: La socializzazione fascista e il comunismo - Cento anni dall'Ottobre
f6Rassegna: Uragani d'America - Irma o della crescita esponenziale dei danni - Ricordate Katrina? - Occupy Wall Street non nasce dal niente - Gli orti urbani - Catastrofe sociale dei lavoretti
f6Terra di confine: La dimora dell'uomo (domani)
f6Recensione: Coppi, Bartali e i vaccini
f6Doppia direzione: Lavorare è bello
f6Spaccio al bestione trionfante: Riscontro "psicologico" - Fazioni in lotta

Raccolta della rivista n+1

Newsletter 229, 6 agosto 2018

f6Dedicato a Karl Marx
f6Maledetta socialdemocrazia
f6Il film
f6Il Vallo Atlantico
f6Organizzazione Mondiale per il Commercio
f6Giganti?
f6Su tre continenti
f6Governicchio

Leggi la newsletter 229
Leggi le altre newsletter

Abbonati alla rivista

Per abbonarti (euro 20, minimo 4 numeri) richiedi l'ultimo numero uscito, te lo invieremo gratuitamente con allegato un bollettino di Conto Corrente Postale prestampato.
Scrivi a : mail2

Iscriviti alla newsletter

Iscriviti alla newsletter quindicinale di n+1.

Invia una mail a indirizzo email