E' online il numero 43 di n+1 (aprile 2018)

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n+1 rivista n°43

Editoriale: Si fa presto a dire moneta

Articoli: Dimenticare Babilonia - L'eredità problematica

Rassegna: Il missil prodigo - Big data a tutto spiano - Mangime standard per umani - Elezioni pop

Terra di confine: Elementare, Watson

Spaccio al bestione trionfante: L'urlo del bonobo

Recensione: Verso un nuovo paradigma

Doppia direzione: Il computer e la coscienza

 

Appuntamenti

15-17

Giu

70° incontro redazionale, Torino
Temi: Il 200° anniversario di un Marx inesistente, Governo 2.0, Il rovesciamento della prassi. Leggi la locandina >>>

19

Mag

Conferenza, ore 16.30
c/o Il Cosmonauta, via dei Giardini 11 Viterbo

A cinquant'anni dal '68.

11

Mag

Conferenza, ore 21.00, sede di Torino
Che differenza passa tra una caserma e un albergo di lusso? Rispondendo a questa provocatoria domanda faremo un viaggio fra le modalità del cohousing.

Informazioni aggiuntive

  • Resoconto teleriunione  7 febbraio 2017

Trappole percettive

La teleconferenza di martedì, presenti 17 compagni, è iniziata con alcune considerazioni sulla dinamica sindacale.

Il percorso storico del sindacato è noto: dapprima la borghesia ne avversa violentemente lo sviluppo, poi ne tollera l'esistenza, infine lo ingloba nelle strutture statali. Tale processo è irreversibile e ciò significa che, finché non cambierà il rapporto tra le classi, ogni sindacato è opportunista.

Anche se le forze borghesi ci hanno sottratto i sindacati, anzi a maggior ragione, è necessario prestare attenzione a quanto accade in tali organismi che sono per loro stessa natura composti di soli proletari. Senza scordare che la teoria dell'offensiva padronale è una trappola "infame" per il risvolto pratico che comporta: attraverso l'utilizzo di strumenti di conservazione sociale come il parlamento, la costituzione, ecc., essa pone la classe proletaria sulla difensiva rendendola innocua.

Da Galileo in poi sappiamo che per fare scienza è necessario individuare degli invarianti al fine di elaborare modelli che ci aiutino a leggere correttamente la realtà. Nella misura in cui l'uomo evolve come essere sociale, produce e riproduce la propria esistenza fino a mutare la sua natura di uomo in quella di uomo-industria. In questo percorso la percezione si fa sempre più ingannevole, anzi: senza teoria, fisica, matematica, biologia, ecc., ci conduce fino all'errore.

Si è poi passati a commentare le manifestazioni degli scorsi giorni in Romania e gli scontri ancora in corso nelle periferie parigine. A Bucarest decine di migliaia di manifestanti sono scesi in piazza per protestare contro una legge salva corrotti arrivando a chiedere, una volta ottenuto il blocco del decreto, le dimissioni del governo in carica. A Aulnay-sous-Bois, una banlieue a nord-est della capitale francese, la rabbia è esplosa a seguito della notizia dell'ennesima violenza della polizia ai danni di un giovane della zona; le forze dell'ordine hanno blindato il quartiere e, in risposta, sono stati lanciati flash mob nel centro di Parigi. In Romania come in Francia, l'episodio scatenante delle proteste è stato solo un pretesto per sfogare la rabbia accumulata. In questo sistema l'esercito dei senza riserve ha ben poco da rivendicare, mentre la polarizzazione sociale porta alla nascita di comunità contro che identificano nello stato e nelle forze di polizia i nemici. La banlieue è il mondo, scrivevamo nel 2005; oggi più che mai, aggiungiamo adesso.

Possiamo intravedere una dinamica che, passando dalla rivolta della periferie parigine e londinesi ai movimenti di OWS e Gezi Park, tende a generalizzarsi al di là delle particolarità locali e ad estendersi a tutto il globo, proprio come sta avvenendo con l'introduzione di sistemi automatici di produzione, processo che delinea inevitabilmente un punto di rottura (non si può ricavare da un solo operaio sfruttato al massimo il plusvalore che si ricava da migliaia di sfruttati).

Piccole catastrofi sociali ed economiche si susseguono anticipando la grande catastrofe rivoluzionaria. Gli Stati perdono energia, faticano a svolgere i loro compiti e la borghesia si trova sprovvista di una teoria economica che le permetta di rivitalizzare il Sistema (la deflazione è ormai un dato strutturale, così come la disoccupazione, specie tra i giovani). Persino limitandosi all'utilizzo dei modelli forniti dai borghesi, si arriva alla conclusione che ci troviamo vicini al collasso sistemico: metà della popolazione mondiale è diventata inutile per il Capitale e vive in condizioni spaventose. In Occidente sono milioni i proletari che stanno precipitando nella sovrappopolazione assoluta, ma la maggior parte di essi ha uno smartphone in tasca, è organizzata in rete e non ha rivendicazioni possibili né sindacato corporativo.

La natura ereditaria dell'appartenenza alle classi economiche fa sì che essere senza riserva sia cosa più grave che essere senza vita. Nei giorni scorsi è stata organizzata una manifestazione dalla rete Campagne in Lotta a sostegno delle migliaia di immigrati che vivono e lavorano in stato di simil-schiavitù nelle campagne italiane come raccoglitori di frutta o ortaggi. Un corteo, partito dalla tendopoli di San Ferdinando (RC) dove i braccianti alloggiano senza acqua ed energia elettrica costretti a riscaldarsi con focolari di fortuna, si è diretto verso il Comune.

Quello della vita senza senso è per noi un tema importantissimo. Dalle complesse relazioni sociali fra gli uomini presenti nelle società pre-capitalistiche si è approdati alle relazioni unidirezionali al solo scopo della valorizzazione, fenomeno che Marx ha chiamato "passaggio dalla sottomissione formale del lavoro al Capitale alla sottomissione reale". A tal proposito si è accennato alla lettera di addio - divenuta presto virale - di un giovane precario di Udine che si è tolto la vita stanco di essere "costretto a sopravvivere". Un sistema con un'altissima socializzazione del lavoro, che nella produzione di valore ha raggiunto i massimi livelli, al tempo stesso schiaccia l'umanità, che risulta superflua.

La teleconferenza si è conclusa con alcune riflessioni sulle società matriarcali, ricordando l'importante opera di Marija Gimbutas. August Bebel ne La donna e il socialismo si sofferma ampiamente sulla condizione della donna nel capitalismo e la nostra corrente ha prodotto diverso materiale sulla famiglia, manca però un lavoro organico sul matriarcato.

romania2017

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Materiale ricevuto

Lavori in corso

Doppia direzione

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  • Parole d'ordine a ruota libera
    La guerra è un grosso problema e capire quella d'oggi non è facile. È vero, come dite, che si deve…

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copertina n°42f6Editoriale: L'immane mistificazione
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f6Rassegna: Uragani d'America - Irma o della crescita esponenziale dei danni - Ricordate Katrina? - Occupy Wall Street non nasce dal niente - Gli orti urbani - Catastrofe sociale dei lavoretti
f6Terra di confine: La dimora dell'uomo (domani)
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f6Spaccio al bestione trionfante: Riscontro "psicologico" - Fazioni in lotta

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