E' online il numero 44 di n+1

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n+1 rivista n°44

Editoriale: Duecento anni nel nome di Marx

Articoli: Marx 1818-2018 - Imperialismo in salsa cinese - Plaidoyer per il cemento - A che punto è la "crisi" - Comunismo e agricoltura

Terra di confine: Il capitalismo non è eterno

Rassegna: Dennett, Dai batteri a Bach e ritorno

Doppia direzione: La misura e la scienza - La sovrapposizione fra modi di produzione

Appuntamenti

14-16

Dic

72° incontro redazionale
Temi: - Taylorismo, managerialismo e impersonalità del Capitale, - Lo stato a pezzi, - Fiorite primavere delle rivoluzioni, - Prospettiva di lavoro. Leggi la locandina >>>

21-23

Set

71° incontro redazionale
Temi: - Le rivoluzioni come fatto fisico, - Gli enciclopedisti e la rivoluzione europea, - Sintomatici consensi, - Prospettiva di lavoro. Leggi la locandina >>>

19

Mag

Conferenza, ore 16.30
c/o Il Cosmonauta, via dei Giardini 11 Viterbo

A cinquant'anni dal '68.

Informazioni aggiuntive

  • Resoconto teleriunione  14 febbraio 2017

L'intelligenza del futuro

Durante la teleconferenza di martedì sera, a cui hanno partecipato 16 compagni, abbiamo discusso di intelligenza artificiale prendendo spunto da alcuni materiali reperiti in rete.

Nel suo intervento al World Government Summit, Elon Musk ha dichiarato che "via via negli anni assisteremo ad un avvicinamento simbiotico tra intelligenza naturale e digitale"; se lo sviluppo tecnologico vuole esser portato avanti, è necessario che l'uomo amplifichi le potenzialità del proprio cervello grazie alle macchine stesse.

Secondo la legge (empirica) di Moore, l'aumento delle prestazioni dei processori segue un andamento esponenziale dato che il numero di componenti integrati su un circuito, e quindi anche la potenza di calcolo, raddoppiano ogni 18 mesi. Ray Kurzweil, ne La singolarità è vicina, riprende l'enunciato e lo estende: l'andamento esponenziale riguarda tanto il progresso tecnologico quanto la conoscenza e tale tendenza porterà entro il 2030 a ciò che egli definisce come Singolarità. Per noi, la singolarità non può che essere una rottura politica e sociale attraverso cui la specie arriverà al pieno utilizzo di capacità oggi nemmeno considerate.

Kevin Kelly ha dimostrato che il "nato" e il "prodotto" tendono a fondersi e che già oggi esiste una profonda commistione tra biologico e minerale (peacemaker, ecc.). In generale, i capitalisti stentano ad abbandonare i binomi uomo-macchina, biologico-artificiale, ecc., mentre nel mondo della scienza le concezioni dualistiche si scontrano con potenti fenomeni materialistici. L'intelligenza artificiale è uno di questi, ne abbiamo parlato diffusamente sia nell'ultimo numero della rivista che negli articoli Fare, dire, pensare, sapere e Dalla necessità alla libertà (n+1, n. 38).

Serissimi saggisti come Searle o Edelman, pur affrontando i problemi della conoscenza, finiscono per ammettere che c'è qualcosa di non definibile che distingue la materia pensante da quella non pensante. Sappiamo invece, dal general intellect di Marx in poi, che non solo c'è un intreccio tra macchine e cervello umano, ma simbiosi e coevoluzione. Questi temi saranno di estrema importanza nel prossimo futuro: una fabbrica che introduce linee di montaggio automatiche costringe le altre a fare lo stesso, ma se tutti i settori produttivi si robotizzano non ci sarà più bisogno di operai e quindi non ci sarà plusvalore. Le macchine eliminano tempo di lavoro, quella che oggi è disoccupazione in futuro sarà tempo di vita liberato.

Si è inoltre fatto riferimento ad un interessante articolo sul tentativo, guidato dallo scienziato Viktor Glushkov, di mettere in piedi negli anni '60 un sistema di calcolatori collegati in rete per pianificare l'economia sovietica. L'articolo si collega ad un recente testo, How Not to Network a Nation, di Benjamin Peters. In Russia si è assistito ad un caso emblematico di freno della forza produttiva: il progetto di Glushkov è stato fortemente boicottato dai burocrati poiché esso avrebbe messo in discussione le burocrazie e le relative mafie che controllavano i flussi di produzione-distribuzione.

Si è quindi passati a commentare le notizie provenienti dalla Francia. Lo scorso 11 febbraio migliaia di giovani si sono radunati davanti al tribunale di Bobigny (un comune alle porte di Parigi): "Il luogo non è stato scelto a caso: mercoledì 8 febbraio, in quello stesso tribunale, sono stati condannati due ragazzi a 6 mesi di prigione per gli scontri avvenuti dopo la notizia della violenza. Per due ore i manifestanti si passano un microfono e chiedono 'giustizia rapida' anche per chi porta la divisa. Fanno appelli alla calma, ma poi incitano i compagni al grido 'poliziotti assassini e stupratori'" (Il Fatto Quotidiano). In breve la situazione è andata fuori controllo, un furgone della radio Rtl è stato dato alle fiamme, si sono prodotti violenti scontri con le forze dell'ordine e diversi centri commerciali sono stati presi d'assalto. Sui social, specialmente su Periscope, è stato possibile seguire in diretta gli avvenimenti e vedere gruppi di poliziotti che si muovevano nel quartiere alla stregua di commando. L'odio generico contro la polizia sta diventando globale, sostenuto e riverberato dai social network. A Bologna, durante le manifestazioni studentesche scaturite da un violento blitz delle forze dell'ordine nella biblioteca universitaria occupata, sono stati scanditi a più riprese slogan come "Tout le monde déteste la police!"

Un compagno ha ripreso il tema dell'energia parlando della Gigafactory inaugurata da Elon Musk nel luglio del 2016. La fabbrica sorge nel deserto del Nevada su oltre 500 mila metri quadrati, è alta una ventina di metri e sta già producendo batterie nonostante non sia ancora terminata la costruzione. Musk vorrebbe formare una cordata di capitalisti per mettere insieme sinergie per far funzionare 100 gigafactory e così risolvere il problema energetico del pianeta. Mentre tutto il mondo produce in outsourcing, si finanziarizza, si smaterializza, il gruppo dell'eclettico imprenditore sudafricano mostra un orientamento inverso: produce merci materiali, apre fabbriche giganti, punta alla concentrazione industriale: un impero da 44 miliardi di dollari di capitalizzazione (nulla rispetto ad Apple che capitalizza 700 miliardi) a cui si aggiunge SpaceX, azienda aerospaziale che costruisce vettori per satelliti commerciali, impegnata nell'allestimento del materiale necessario ad alimentare la Stazione Spaziale Internazionale.

Il Capitale escogita sistemi per prolungare la sua agonia, ma la crescita zero è pericolosissima, così come la deflazione. La curva del capitalismo è a sigmoide (crescita esponenziale, punto di flesso, crescita asintotica), ma esso avrebbe bisogno di curve che si impennano, non che si afflosciano. Invece dal crash del 2008 si vedono solo segnali di peggioramento.

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    Nato nel 1985, il Baltic Dry Index raccoglie i prezzi dei trasporti e dei noli marittimi, misurando la frequenza annuale delle principali rotte. Esso non tiene conto del trasporto del petrolio ma solo delle merci secche come derrate agricole, carbone e ferro, misurando lo stato di salute del commercio mondiale. Gli analisti hanno notato una netta flessione dell'indice: "nel giro delle ultime cinque settimane ha perso il 50 per cento del suo valore, allontanandosi ancora di più dai massimi raggiunti circa una anno fa: dal marzo del 2018, la discesa supera addirittura il 70 per cento". Tra le cause di questo tonfo, vi sarebbero la guerra dei dazi tra Usa e Cina, il rallentamento dell'economia nella zona Euro, il caos Brexit e la contrazione della crescita cinese. Il Nobel per l'economia Paul Krugman intervistato da Bloomberg ha dichiarato che "la Cina entrerà in crisi a causa dei consumi inadeguati".

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    "La lotta contro lo sfruttamento tramite piattaforme di consegna non può essere effettuata all'interno del quadro nazionale. Queste multinazionali si basano sull'elevato tasso di disoccupazione giovanile, le difficoltà per coloro che sono senza documenti di trovare lavoro per trarne profitto. L'approccio internazionalista attorno al quale si costituisce questa federazione rappresenta un passo in avanti per la nostra classe. Mentre il nazionalismo sta guadagnando terreno in Europa e le organizzazioni, anche di sinistra, hanno ripreso il discorso nauseante sui confini, noi rider abbiamo deciso di organizzarci contro queste operazioni e gridare a gran voce che i confini non ci dividono: fattorini di tutti i paesi unitevi!"

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Materiale ricevuto

Lavori in corso

Doppia direzione

  • Ancora superimperialismo
    Devo dire che la vostra riunione sulla guerra irachena come "capitolo di una guerra generale" mi ha lasciato un po'…
  • Parole d'ordine a ruota libera
    La guerra è un grosso problema e capire quella d'oggi non è facile. È vero, come dite, che si deve…

Rivista n°43, aprile 2018

copertina n°43f6Editoriale: Si fa presto a dire moneta
f6Articoli: Dimenticare Babilonia - L'eredità problematica
f6Rassegna: Il missil prodigo - Big data a tutto spiano - Mangime standard per umani - Elezioni pop
f6Terra di confine: Elementare, Watson
f6Spaccio al bestione trionfante: L'urlo del bonobo
f6Recensione: Verso un nuovo paradigma
f6Doppia direzione: Lavorare è bello

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