E' uscito il numero 43, aprile 2018

Gli abbonati riceveranno il nuovo numero della rivista nel mese di maggio.

n+1 rivista n°43

Editoriale: Si fa presto a dire moneta

Articoli: Dimenticare Babilonia - L'eredità problematica

Rassegna: Il missil prodigo - Big data a tutto spiano - Mangime standard per umani - Elezioni pop

Terra di confine: Elementare, Watson

Spaccio al bestione trionfante: L'urlo del bonobo

Recensione: Verso un nuovo paradigma

Doppia direzione: Il computer e la coscienza

 

Appuntamenti

15-17

Giu

70° incontro redazionale
L'incontro si terrà presso la sede di Torino.
Temi da definire.

19

Mag

Conferenza, ore 16.30
c/o Il Cosmonauta, via dei Giardini 11 Viterbo

A cinquant'anni dal '68.

11

Mag

Conferenza, ore 21.00, sede di Torino
Che differenza passa tra una caserma e un albergo di lusso? Rispondendo a questa provocatoria domanda faremo un viaggio fra le modalità del cohousing.

Informazioni aggiuntive

  • Resoconto teleriunione  2 maggio 2017

Piccoli segnali, grandi sconvolgimenti

La teleconferenza di martedì, presenti 15 compagni, è iniziata commentando la riunione del Primo maggio a Cadoneghe (Pd).

Alcuni elementi di un'associazione culturale ci hanno contattato per presentare la rivista. Secondo gli organizzatori erano presenti alla giornata circa 300 persone di cui una sessantina hanno partecipato alla riunione. In un ambiente distante dai soliti ambiti "politici" il nostro intervento ha suscitato parecchio interesse. Di sicuro, dato lo sfascio generale dei gruppetti, è in atto un cambiamento: i vecchi paradigmi stanno scomparendo ma non sono ancora stati sostituiti e nel frattempo si cerca di superare l'isolamento da vita senza senso. Il bisogno di fare musica, di stare insieme, sembra essere inizialmente lo scopo dopodiché si scopre il bisogno di comunità come scritto in "Origine e funzione della forma partito".

Si è passati poi ad alcune news dalle aziende di Elon Musk.

Tesla ha presentato le nuove immagini del suo Tir elettrico e il progetto di creare una rete sotterranea per lo spostamento veloce di autoveicoli: una specie di ascensore stradale dotato di apposita piattaforma che guida l'autovettura su binari a velocità sostenuta. L'esigenza di costruire cose "folli" è data dal fatto che il Capitale ha bisogno di sfogo e non può attendere. Da questo punto di vista Hyperloop, il progetto di lanciare auto a 1000 km all'ora da Los Angeles a San Francisco, è un altro dei tentativi di investire parti di capitale fittizio. Anche l'ipotesi di colonizzare Marte è significativa perché tutto quello che si poteva fare sulla crosta terrestre evidentemente non basta più, ci vuole un nuovo pianeta.

Nella Gigafactory ultimamente sono comparsi centinaia di robot pronti ad assemblare la Tesla Model 3. Paesi come la Norvegia, la Danimarca, la Svezia e l'Olanda stanno ragionando sul come mettere al bando i motori a scoppio. La politica viene, al solito, dopo il cambiamento strutturale del sistema che obbliga i borghesi a muoversi al suo ritmo. La trasformazione del parco macchine mondiale dal ciclo a combustione interna a quello ad alimentazione elettrica non sarà una rivoluzione che salva il capitalismo. Possiamo analizzare la materia partendo dal libro "La macchina che ha cambiato il mondo", soffermandoci soprattutto sul processo per costruire l'automobile, un dinosauro ultra dissipativo. Per costruire un'autovettura elettrica ci vogliono molti meno materiali: non c'è bisogno di marmitta, serbatoio, filtri, ecc., sostituiti da semplici motori montati uno per ruota. Quindi meno fabbriche differenziate che producono semilavorati, meno occupati e meno figure lavorative legate alla successiva manutenzione. Paradossalmente si metterebbe in moto uno dei punti di Forlì, cioè l'abbassamento del "quantitativismo produttivo" ad opera del capitalismo stesso.

Il fatto che improvvisamente sia comparsa una selva di robot nella Gigafactory significa che Tesla ha una certa fretta. Da una parte si conferma che non vedremo all'opera migliaia di operai come quando l'automobile è apparsa sulla scena, dall'altra notiamo che l'automazione nella produzione serve ad accentuare il divario tra aziende rivali. Secondo l'Economist le proprietà di Musk non bastano a evitargli un pericolo di scalata. Il finanziamento delle attività con capitali raccolti in borsa ha diluito le sue azioni e permetterebbe ad alcune delle grandi compagnie americane come Boeing, GM o addirittura il Pentagono, di soffiargliene facilmente il controllo.

SpaceX nella mattina di lunedì 1 maggio ha lanciato il primo satellite spia per il National Reconnaissance Office, l'agenzia del Dipartimento della Difesa statunitense che si occupa di gestire il sistema di sorveglianza oltre l'atmosfera. L'azienda di Musk ha ottenuto la certificazione per il lancio di satelliti militari nel 2015 ma solo oggi è riuscita a scalfire il monopolio di Boeing e Lockheed Martine, che fino a ora si sono occupati in esclusiva di questa attività. Molto probabilmente (la missione è tenuta segreta) si tratta di un satellite geostazionario a 36 mila km di altezza. Finora il governo Usa ha sborsato circa 20 miliardi di dollari per progetti spaziali, nulla rispetto al necessario per dare il via all'assalto del Pianeta Rosso.

In chiusura si sono commentate le primarie del Pd, vinte da Renzi. Se la squadra di Renzi, o meglio il capitale anonimo che la sostiene, riesce ad avere un attimo di respiro nel mortifero panorama politico borghese, potrà arrivare ad applicare il programma presentato alla Leopolda nel 2014. Il Movimento 5Stelle sta riscoprendo proprio quel programma, ad esempio con la proposta di eliminare la funzione intermediaria del sindacato, e il suo cavallo di battaglia del "reddito di cittadinanza" è diventato parte del programma del governo Renzi. Solo che, mentre per i primi sostenitori il "reddito" era una questione etico-morale per cui il povero doveva essere aiutato in qualche modo, ora il reddito di inclusione viene fatto rientrare in una legge schiavistica molto simile alla legge Hartz.

Probabilmente il programma renziano è semplicemente dovuto al fatto che siamo di fronte ad una follia sistemica del modo di produzione capitalistico, che si sta traducendo in un impoverimento assoluto della popolazione dei paesi più ricchi del mondo senza che vi sia un'altra ricetta salvifica. Non è una novità, ma adesso tutti stanno toccando con mano che stiamo per superare un'altra soglia, quella della fame per eccesso di ricchezza e di produzione.

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  • AI e collasso del sistema-mondo

    La teleconferenza di martedì, presenti 7 compagni, si è aperta con la segnalazione dell'inizio del lavoro di ristampa del nostro catalogo libri che conta circa 80 titoli. I testi verranno pubblicati utilizzando piattaforme on line che consentono la produzione anche di poche copie per libro. La riunione è poi proseguita con il commento delle ultime notizie sull'intelligenza artificiale.

    Tutte le maggiori riviste e quotidiani, dall'Espresso a Repubblica, dal Sole 24 Ore all'Economist, non possono fare a meno di scrivere, con cadenza sempre più frequente, articoli sull'AI, ovviamente in chiave sensazionalistica e/o allarmistica. Il primo a mettere in guardia dai pericoli dell'automazione era stato il fisico Stephen Hawking: le macchine intelligenti, affermava, si sviluppano troppo velocemente in confronto all'evoluzione umana e prenderanno il potere mettendo a rischio la sopravvivenza della nostra specie; perciò i governi dovrebbero applicare qualche forma di controllo o di limitazione allo sviluppo tecnologico. Quindi è stata la volta di Elon Musk, che nei suoi tweet ha definito l'AI "più pericolosa delle armi nucleari, una vera minaccia per tutta la razza umana", arrivando a sostenere che "un nuovo conflitto internazionale potrebbe essere avviato non dai leader dei vari Paesi ma da uno dei loro sistemi di intelligenza artificiale, se questo dovesse decidere che un attacco preventivo costituisce il percorso ideale per la vittoria."

Materiale ricevuto

Lavori in corso

Doppia direzione

  • Ancora superimperialismo
    Devo dire che la vostra riunione sulla guerra irachena come "capitolo di una guerra generale" mi ha lasciato un po'…
  • Parole d'ordine a ruota libera
    La guerra è un grosso problema e capire quella d'oggi non è facile. È vero, come dite, che si deve…

Rivista n°42, ottobre 2017

copertina n°42f6Editoriale: L'immane mistificazione
f6Articoli: La socializzazione fascista e il comunismo - Cento anni dall'Ottobre
f6Rassegna: Uragani d'America - Irma o della crescita esponenziale dei danni - Ricordate Katrina? - Occupy Wall Street non nasce dal niente - Gli orti urbani - Catastrofe sociale dei lavoretti
f6Terra di confine: La dimora dell'uomo (domani)
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f6Spaccio al bestione trionfante: Riscontro "psicologico" - Fazioni in lotta

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