E' online il numero 43 di n+1 (aprile 2018)

Invitiamo tutti ad abbonarsi comunque alla copia cartacea per aiutarci a mantenere questo tipo di diffusione, ad esempio presso le biblioteche.

n+1 rivista n°43

Editoriale: Si fa presto a dire moneta

Articoli: Dimenticare Babilonia - L'eredità problematica

Rassegna: Il missil prodigo - Big data a tutto spiano - Mangime standard per umani - Elezioni pop

Terra di confine: Elementare, Watson

Spaccio al bestione trionfante: L'urlo del bonobo

Recensione: Verso un nuovo paradigma

Doppia direzione: Il computer e la coscienza

 

Appuntamenti

15-17

Giu

70° incontro redazionale, Torino
Temi: Il 200° anniversario di un Marx inesistente, Governo 2.0, Il rovesciamento della prassi. Leggi la locandina >>>

19

Mag

Conferenza, ore 16.30
c/o Il Cosmonauta, via dei Giardini 11 Viterbo

A cinquant'anni dal '68.

11

Mag

Conferenza, ore 21.00, sede di Torino
Che differenza passa tra una caserma e un albergo di lusso? Rispondendo a questa provocatoria domanda faremo un viaggio fra le modalità del cohousing.

Informazioni aggiuntive

  • Resoconto teleriunione  6 giugno 2017

La lotta di classe non si ferma mai

Durante la teleconferenza di martedì sera, a cui hanno partecipato 16 compagni, abbiamo introdotto alcuni temi che affronteremo durante il prossimo incontro redazionale a Torino.

Nella relazione "Lo scontro reazionario sulle vaccinazioni in massa oscura il vero problema della salute" vedremo come nella società capitalista l'approccio alla medicina ed alle pratiche di cura sia poco scientifico, con il risultato di produrre, anche nel campo della salute, schieramenti deleteri. Ne è esempio calzante quanto accaduto con il recente decreto legge sulle vaccinazioni obbligatorie in Italia, dove ai si-vax, i dispensatori di vaccino-merce, si sono contrapposti i no-vax. La scienza non è proletaria o borghese, è scienza; ma fino a quando la società sarà divisa in classi, tale forma di conoscenza umana sarà influenzata dall'ideologia della classe dominante. Il problema sta nel modo di produzione, non nel vaccino, nell'antibiotico o nella pozione omeopatica.

In "L'amministrazione Trump e i problemi di identità del capitale mondiale", approfondiremo alcuni aspetti legati all'applicazione del programma politico del multimiliardario americano. Se finora non si sono ancora viste grandi novità in campo economico, sul piano internazionale la nuova amministrazione ha dimostrato un certo attivismo. Gli Stati Uniti sono in una situazione storica di declino, eppure rimangono un gigante militare. Presenti ovunque, dall'Europa al Pacifico, negli anni hanno stabilito una serie di accordi e alleanze che se, come paventato, verrà ridefinita, modificando le relazioni che formano la struttura odierna del capitalismo, determinerà lo sgretolamento dei rapporti internazionali provocando un disordine mondiale.

La teleconferenza è proseguita con alcune considerazioni sulla situazione mediorientale. Nel golfo Persico, Arabia Saudita, Egitto, Emirati Arabi Uniti e Bahrein hanno rotto le relazioni diplomatiche con il Qatar, chiudendo le frontiere terrestri, marittime ed aeree. Sembra che l'azione contro il piccolo Emirato, ricco di gas, sia in realtà rivolta contro il rivale storico dei sunniti, l'Iran. La nuova alleanza araba ("Nato araba") lanciata due settimane fa da Donald Trump a Riyad è morta prima ancora di nascere, anche perché Kuwait e Oman sono più prudenti e non del tutto allineati con i sauditi.

In Siria è partita l'offensiva per prendere Raqqa e respingere Daesh. L'armata arabo-curda che assedia la città, sostenuta dall'aviazione degli Stati Uniti, è composta, tra gli altri, dalle milizie popolari YPG, quelle del Rojava democratico e confederale tanto osannate dai sinistri nostrani. I guerriglieri curdi sono carne da macello e, come ogni altra partigianeria, sono utilizzati da uno Stato contro l'altro.

Sul versante africano, da segnalare quanto sta accadendo in Marocco che rientra nella lista degli stati al centro del marasma sociale. Nei giorni scorso la regione del Rif, tra le più povere e con un tasso di disoccupazione altissimo, è stata coinvolta da grandi manifestazioni che sono velocemente dilagate in tutto il paese. In Egitto, sull'onda del drastico peggioramento delle condizioni di vita, non si fermano gli scioperi e le proteste; recentemente a Torah, in un cementificio a sud del Cairo, trentadue lavoratori sono stati arrestati e rinviati a giudizio per un sit-in che durava da quasi 2 mesi.

In Turchia, a Istanbul, in occasione del quarto anniversario della protesta di Gezy Park, la polizia ha compiuto un accerchiamento preventivo dell'area intorno al parco. Nonostante le misure di sicurezza, mercoledì 30 maggio un corteo ha attraversato la città e nella notte alcuni attivisti sono riusciti ad eludere il dispositivo di polizia ed entrare nel parco. Evidentemente la borghesia turca (ma non solo) è terrorizzata dall'idea che possano rimettersi in moto processi di autorganizzazione come quelli visti con il movimento #OccupyGezi.

Infine in Europa, a pochi giorni dai fatti di London Bridge nel Regno Unito, continuano gli attentati. A Parigi uno studente algerino, armato di martello e coltelli, ha aggredito alcuni poliziotti davanti alla cattedrale di Notre Dame gridando "questo è per la Siria". L'immagine del terrorista islamico è comunemente associata a quella del disoccupato che vive nelle periferie, mentre in questo caso si tratterebbe di un ricercatore, laureato in scienze sociali e con un dottorato in corso. Il nemico è in casa, e sarà sempre più difficile per gli apparati di intelligence prevedere da dove arriveranno gli attacchi, non solo in Europa ma in tutto il mondo. Intanto si diffonde il panico e quando determinate soglie vengono superate, si innescano reazioni a catena ingestibili. Si è visto in piazza San carlo a Torino durante la finale di una competizione calcistica: in un attimo la folla si è trasformata in un'onda umana che ha travolto tutto e tutti causando oltre 1500 feriti. Tali situazioni si possono comprendere ricorrendo alla "fisica sociale", come spiegato in L'atomo sociale di M. Buchanan o in Sincronia di S. Strogatz.

La dottrina dei modi di produzione ci dimostra che quando si dissolve una vecchia forma sociale deve essere presente in maniera più o meno sviluppata una rappresentanza del futuro, un organismo che anticipi la società nuova e combatta contro il vecchio ambiente.

In un articolo di Repubblica, intitolato "Intelligenza artificiale e Big Data. Così i robot cambiano il lavoro", si sostiene che "in tutto il mondo 1,2 miliardi di posti di lavoro sono sostituibili - in tutto o in parte - con le tecnologie oggi disponibili a livello commerciale, di cui 700 milioni in India e Cina. Il totale globale degli stipendi coinvolti è di 14,6 trilioni di dollari. Nei soli cinque Paesi europei esaminati - Francia, Germania, Italia, Spagna e UK - i posti full-time a rischio sono 54 milioni, pari a un monte stipendi di 1.700 miliardi."

Di fronte alla marcia delle macchine intelligenti, dei robot e dell'automazione, non c'è misura economico-politica borghese che tenga; saltano i vecchi parametri e a lungo andare anche la legge del valore-lavoro. I rapporti sociali corrispondenti ad un periodo in cui c'era il lavoro, il Welfare State, e tutta una serie di garanzie che permettevano di acquistare una casa, costruirsi una famiglia o semplicemente vivere, si stanno dissolvendo. Per i giovani è messa in discussione la possibilità di costruirsi un futuro. Ma solo da questa dissoluzione, solo dalla morte della pratica rivendicativa interna ai meccanismi di questa società in putrefazione, può emergere un'antiforma, un modo di vivere che si colleghi al futuro. L'esempio che sovente facciamo è quello di Occupy Wall Street, un movimento che non ha avanzato rivendicazioni ed ha voltato le spalle alla democrazia e al parlamento:

"Abbiamo costruito una cucina popolare per sfamare migliaia di persone, abbiamo aperto una biblioteca popolare, creato spazi più sicuri e fornito un riparo, delle coperte, cure mediche e altre necessità a chi ne aveva bisogno. Mentre dei cinici ci hanno chiesto di eleggere dei leaders e fare richieste ai politici, noi eravamo occupati a creare alternative a quelle stesse istituzioni. Una rivoluzione è stata messa in moto, e non può essere fermata." ("2011: A Year in Revolt, Occupy Wall Street" - Jan. 3, 2012, OWS)

Articoli correlati (da tag)

  • La borghesia è una classe senza bussola

    La teleconferenza di martedì sera, a cui si sono collegati 12 compagni, è iniziata con alcune considerazioni sul tema del reddito di base.

    In seguito all'annuncio del governo finlandese di voler riformare il welfare state, vari quotidiani italiani hanno pubblicato alcuni articoli sulla sperimentazione in corso nel paese del reddito di base (incondizionato), annunciandone il fallimento. In verità, il test iniziato nel gennaio del 2017 su un campione di 2mila persone terminerà, come previsto, alla fine di quest'anno e solo nel 2019 si inizieranno ad elaborare i dati raccolti. I 2000 disoccupati continueranno quindi a percepire, per tutto il 2018, 560 euro al mese esentasse, senza l'obbligo di accettare un lavoro vincolante all'ottenimento del sussidio, o di rinunciarvi nel caso in cui trovassero una nuova occupazione. La vera notizia, semmai, è che il governo finlandese ha dichiarato di voler ridurre le misure di benefit per il restante dei senza riserve, che in cambio del sussidio di disoccupazione dovranno lavorare almeno 18 ore in tre mesi.

    Nell'articolo de il manifesto "Finlandia, il test sul 'reddito di base' continua" Roberto Ciccarelli scrive:

  • AI e collasso del sistema-mondo

    La teleconferenza di martedì, presenti 7 compagni, si è aperta con la segnalazione dell'inizio del lavoro di ristampa del nostro catalogo libri che conta circa 80 titoli. I testi verranno pubblicati utilizzando piattaforme on line che consentono la produzione anche di poche copie per libro. La riunione è poi proseguita con il commento delle ultime notizie sull'intelligenza artificiale.

    Tutte le maggiori riviste e quotidiani, dall'Espresso a Repubblica, dal Sole 24 Ore all'Economist, non possono fare a meno di scrivere, con cadenza sempre più frequente, articoli sull'AI, ovviamente in chiave sensazionalistica e/o allarmistica. Il primo a mettere in guardia dai pericoli dell'automazione era stato il fisico Stephen Hawking: le macchine intelligenti, affermava, si sviluppano troppo velocemente in confronto all'evoluzione umana e prenderanno il potere mettendo a rischio la sopravvivenza della nostra specie; perciò i governi dovrebbero applicare qualche forma di controllo o di limitazione allo sviluppo tecnologico. Quindi è stata la volta di Elon Musk, che nei suoi tweet ha definito l'AI "più pericolosa delle armi nucleari, una vera minaccia per tutta la razza umana", arrivando a sostenere che "un nuovo conflitto internazionale potrebbe essere avviato non dai leader dei vari Paesi ma da uno dei loro sistemi di intelligenza artificiale, se questo dovesse decidere che un attacco preventivo costituisce il percorso ideale per la vittoria."

  • Accumulazione di ricchezza ad un polo

    Durante la teleconferenza di martedì sera, presenti 17 compagni, abbiamo parlato del progetto di "reddito universale" che sarà sperimentato il prossimo anno a Stockton, in California: "Stockton, una città californiana di circa 300mila abitanti sarà la prima comunità a sperimentare il reddito universale negli Stati Uniti. Il programma è costituito di una prova triennale nella quale un gruppo di cittadini selezionati (quanti non è ancora chiaro) riceverà un assegno mensile di 500 dollari al mese, per un totale di 6mila dollari all'anno" ("Per la prima volta Usa sperimentano il reddito universale", WSI).

    Il tema della ridistribuzione della ricchezza è oggi all'ordine del giorno. Joseph Stiglitz, in un intervento alla conferenza organizzata dall'Istituto Cattaneo di Bologna su "Non si esce dalla crisi senza politica redistributiva della ricchezza", ha affermato che "l'1 per cento della popolazione controlla il 90 per cento della ricchezza mondiale"; e Romano Prodi, anch'egli presente all'incontro bolognese, ha dichiarato: "Io credo che ci sarebbe bisogno di un organismo mondiale in grado di redistribuire le risorse ma da questo punto di vista sono tutt'altro che ottimista. Le difficoltà che si incontrano ad esempio nel tassare le nuove multinazionali come Google e Apple sono significative. Comunque penso che spetti alla politica, ai governi invertire questo trend. Ma non mi pare che ci siano progetti credibili."

    Questi professori pensano che la polarizzazione della ricchezza sia dovuta alle politiche dei governi e che intervenendo nel modo giusto si possa invertire questa tendenza. Per Marx invece la "legge della miseria crescente" è la legge assoluta dell'accumulazione capitalistica, un fatto fisico che nessun governante o gruppo di governanti può annullare:

Materiale ricevuto

Lavori in corso

Doppia direzione

  • Ancora superimperialismo
    Devo dire che la vostra riunione sulla guerra irachena come "capitolo di una guerra generale" mi ha lasciato un po'…
  • Parole d'ordine a ruota libera
    La guerra è un grosso problema e capire quella d'oggi non è facile. È vero, come dite, che si deve…

Rivista n°42, ottobre 2017

copertina n°42f6Editoriale: L'immane mistificazione
f6Articoli: La socializzazione fascista e il comunismo - Cento anni dall'Ottobre
f6Rassegna: Uragani d'America - Irma o della crescita esponenziale dei danni - Ricordate Katrina? - Occupy Wall Street non nasce dal niente - Gli orti urbani - Catastrofe sociale dei lavoretti
f6Terra di confine: La dimora dell'uomo (domani)
f6Recensione: Coppi, Bartali e i vaccini
f6Doppia direzione: Lavorare è bello
f6Spaccio al bestione trionfante: Riscontro "psicologico" - Fazioni in lotta

Raccolta della rivista n+1

Newsletter 228, 29 aprile 2018

f6Socialismo, dove?
f6Le mezze classi inglesi e l'austerity
f6Il gorilla
f6Metamorfosi
f6Viva Bio
f6Integrando
f6Guardie e ladri
f6Terre amare

Leggi la newsletter 228
Leggi le altre newsletter

Abbonati alla rivista

Per abbonarti (euro 20, minimo 4 numeri) richiedi l'ultimo numero uscito, te lo invieremo gratuitamente con allegato un bollettino di Conto Corrente Postale prestampato.
Scrivi a : mail2

Iscriviti alla newsletter

Iscriviti alla newsletter quindicinale di n+1.

Invia una mail a indirizzo email