E' online il numero 43 di n+1 (aprile 2018)

Invitiamo tutti ad abbonarsi comunque alla copia cartacea per aiutarci a mantenere questo tipo di diffusione, ad esempio presso le biblioteche.

n+1 rivista n°43

Editoriale: Si fa presto a dire moneta

Articoli: Dimenticare Babilonia - L'eredità problematica

Rassegna: Il missil prodigo - Big data a tutto spiano - Mangime standard per umani - Elezioni pop

Terra di confine: Elementare, Watson

Spaccio al bestione trionfante: L'urlo del bonobo

Recensione: Verso un nuovo paradigma

Doppia direzione: Il computer e la coscienza

 

Appuntamenti

21-23

Set

71° incontro redazionale
Temi: - Le rivoluzioni come fatto fisico, - Gli enciclopedisti e la rivoluzione europea, - Sintomatici consensi, - Prospettiva di lavoro. Leggi la locandina >>>

19

Mag

Conferenza, ore 16.30
c/o Il Cosmonauta, via dei Giardini 11 Viterbo

A cinquant'anni dal '68.

11

Mag

Conferenza, ore 21.00, sede di Torino
Che differenza passa tra una caserma e un albergo di lusso? Rispondendo a questa provocatoria domanda faremo un viaggio fra le modalità del cohousing.

Informazioni aggiuntive

  • Resoconto teleriunione  1 agosto 2017

Il circolo vizioso che segna la fine di un'epoca

La teleconferenza di martedì sera, presenti 11 compagni, è iniziata commentando l'espansionismo cinese in ambito internazionale.

Dopo essere penetrata economicamente in Africa Pechino punta sul settore della logistica, investendo solo negli ultimi due anni oltre 3,1 miliardi di euro in otto porti strategici: Haifa, Ashdod, Ambarli, Pireo, Rotterdam, Vado Ligure, Bilbao e Valencia. Per quanto riguarda l'Italia, a essere interessati sono gli scali di Genova-Savona e Trieste. Più che investire nella vecchia industria si cerca il controllo degli hub logistici, diventati parte di una gigantesca rete che integra le catene della produzione e del consumo. Scrive Simone Fana nell'articolo "Logistica, le nuove catene dello sfruttamento":

"Dai grandi mari internazionali sino alle infrastrutture via terra, la circolazione delle merci, il loro stoccaggio e la distribuzione delle stesse si articola sull'organizzazione di una catena logistica mondiale. In questa centralità si riconoscono i temi di fondo che interrogano la forma e i processi di globalizzazione, dalla disarticolazione e ricomposizione dei luoghi della sovranità politico-statuale sino alla natura dei flussi migratori nella divisione internazionale del lavoro".

 

Evidentemente un corridoio lungo qualche migliaio di km come quello rappresentato dalla Nuova via della seta avrebbe delle ripercussioni sulle sovranità nazionali. Sempre nel settore logistico stanno avvenendo grandi trasformazioni paradigmatiche di quanto accade nel mondo del lavoro. Che si tratti di facchini, trasportatori o riders, è sparita per sempre ogni possibilità di contrattazione sindacale, così come è sparito il rapporto tra lavoratore e padrone in carne ed ossa, ormai sostituito da una piattaforma o da un app. Le piattaforme vengono utilizzate dai capitalisti ma anche dai lavoratori per coordinarsi e scioperare, come avvenuto negli USA nel dicembre del 2012, quando attivisti di Occupy Wall Street avevano bloccato l'entrata del porto di Newark (New Jersey) per ostacolare la consegna delle merci provenienti da una fabbrica di indumenti del Bangladesh, dove 112 operai erano morti intrappolati tra le fiamme.

Secondo alcuni studi entro il 2020 il 40% della forza lavoro sarà impiegato con le formule utilizzate nella gig economy: lavori saltuari, salari non ben definiti, il nuovo precario lavora secondo lo schema on-demand cioè quando serve, gestito da applicazioni e piattaforme digitali sviluppate appositamente. Da una parte la totale frammentazione dei proletari ridotti a merce posta su uno scaffale, dall'altra un potenziale di ricomposizione di classe mai visto prima, dato proprio dalla Rete e dai dispositivi per accedervi. Si rifà vivo, più forte che mai, il motto di Marx del Manifesto: i proletari non hanno nulla da perdere, fuorché le loro catene.

Nei Grundrisse Marx afferma che ad un certo grado di sviluppo non è più tanto il lavoro a porsi come fattore del processo di produzione, quanto l'appropriazione della sua produttività generale, "in una parola, è lo sviluppo dell'individuo sociale che si presenta come il grande pilone di sostegno della produzione e della ricchezza". Descrivendo come la grande industria metta in discussione lo stesso sistema economico afferma:

"Non appena il lavoro in forma immediata ha cessato di essere la grande fonte della ricchezza, il tempo di lavoro cessa e deve cessare di essere la sua misura, e quindi il valore di scambio deve cessare di essere la misura del valore d'uso. Il pluslavoro della massa ha cessato di essere la condizione dello sviluppo della ricchezza generale, così come il non-lavoro dei pochi ha cessato di essere condizione dello sviluppo delle forze generali della mente umana. Con ciò la produzione basata sul valore di scambio crolla, e il processo di produzione materiale immediato viene a perdere anche la forma della miseria e dell'antagonismo".

La società borghese, basata sullo scambio di valore, genera rapporti di produzione e circolazione che rappresentano altrettante mine per farla esplodere. Noi evidenziamo il concetto moderno di cooperazione: la potenzialità dell'integrazione di tutte le forze produttive sparse per il mondo intero a realizzare fisicamente l'unità della produzione di specie in un unico insieme organico globale. Esaltiamo questi risultati della vita di specie, mentre il borghese esalta il mercato, la concorrenza, il cieco agire delle forze di natura, cioè l'aspetto primitivo anzi animale dei rapporti umani, quello che contraddistingue la lotta per l'esistenza. In parallelo con le forme di sfruttamento esasperato vediamo l'emergere di un'economia condivisa, che va dal peer to peer alle più svariate forme di sharing. Il couchsurfing è una piattaforma condivisiva per ospitare ed essere ospitati da membri della stessa community. Il car pooling riguarda invece la condivisione delle auto per spostarsi, ma esistono anche innumerevoli banche del tempo dove vengono messe a disposizione le capacità in cambio di altri servizi erogati dai membri della community. Anche il co-housing, che vede manifestazioni molto avanzate soprattutto negli Usa e nel Nord Europa, sta ora sbarcando in Italia.

In chiusura si è ripreso l'argomento "Cina", alla luce del nostro articolo "Accumulazione e serie storica". Il gigante asiatico potrebbe diventare nei prossimi anni una potenza pari a quella degli Stati Uniti. Tuttavia è definitivamente cambiata la struttura del rapporto che, a cominciare da Venezia, aveva visto i paesi capitalistici dominanti investire nei paesi emergenti, controllando il capitale. L'Inghilterra ne è stato un esempio classico: si è mossa per lo sviluppo degli Usa (vedi "Commercio britannico") con investimenti diretti e indiretti, ma il Capitale originario è sempre restato a Londra, come anche la borsa, le transazioni e i commerci delle principali materie prime, compresi i minerali. La Cina vende merci a tutto il mondo e incassa denaro che rimane come riserva o surplus, parte di questo finisce nel circuito del capitale finanziario e parte viene riciclato nella produzione come capitale industriale. Se ci soffermiamo sul rapporto fra USA e Cina vediamo come il flusso di capitali ha invertito significativamente la sua direzione: non va più dalla potenza in declino verso il paese emergente, ma è quest'ultimo a finanziare il primo attraverso l'acquisto di buoni del tesoro.

Colossi come Wal Mart trattano direttamente con i governi cinese e americano, perché un aumento del costo delle materie prime o della forza lavoro in Cina significa un aumento dell'inflazione negli Stati Uniti. L'attivismo di Pechino porta ad avere più basi militari sparse per il pianeta, quella di Gibuti dove ci sono già soldati francesi e americani sembra una provocazione, ma non a caso è situata in uno stretto strategico, come quello di Hormutz, dove prima o poi i cinesi si accorderanno con gli iraniani.

Articoli correlati (da tag)

  • La storia è un continuum punteggiato da eventi

    Durante la teleconferenza di martedì sera, presenti 10 compagni, abbiamo ripreso lo studio sulla genesi e lo sviluppo del fascismo.

    La storiografia ufficiale, scritta perlopiù da antifascisti, colloca il fenomeno fascista principalmente nel periodo che va dal 1922 al 1945. La Sinistra Comunista "italiana" ha sempre messo in guardia da tali interpretazioni: "Il fascismo è moderno: il suo carattere saliente è l'adattamento darwiniano delle ideologie, non importa quali, alla difesa degli interessi materiali della classe dominante" ("Che cosa è il fascismo", Il Comunista del 3 febbraio 1921). E ancora, nel secondo dopoguerra in "Natura, funzione e tattica del partito rivoluzionario" (Prometeo, 1947), scrive che il riformismo ha spinto al "rafforzamento dell'imperialismo capitalistico. Questo aveva così superata nella guerra, per una intera fase storica almeno, la minaccia insita nelle contraddizioni del suo meccanismo produttivo, e superata la crisi politica determinata dalla guerra e dalle sue ripercussioni coll'assoggettare a sé gli inquadramenti sindacali e politici della classe avversaria attraverso il metodo politico delle coalizioni nazionali".

  • Fascismo come realizzatore delle istanze riformiste

    La teleriunione di martedì scorso è cominciata con la segnalazione da parte di uno dei compagni collegati (12 in totale) della proliferazione su YouTube di filmati tesi a dimostrare che il crollo del ponte Morandi di Genova non è avvenuto accidentalmente ma sarebbe invece un fatto voluto. Questo genere di video, visualizzati in breve tempo da decine di migliaia di persone, rientra nel fenomeno, già visto in passato in occasione dell'attentato alle Torri Gemelle o, ancor prima, dello sbarco sulla Luna, della diffusione di teorie strampalate solitamente a sostegno di una visione più o meno complottista dell'ordine delle cose.

    Il Web è lo specchio della società e quindi in esso non possiamo che trovare tutto quello che esiste nel mondo, compresa la vita senza senso alimentata dal capitalismo. Questa sorta di grande magazzino globale contrasta con l'idea, propria di molti intellettuali, della profondità della cultura accademica. Secondo tale schiera di pensatori, solo esperti o specialisti dovrebbero potersi esprimere su determinati argomenti, mentre il resto dell'umanità dovrebbe limitarsi ad esternare le proprie "opinioni" al bar. Tra questi spicca Umberto Eco che, contraddittoriamente, nel suo "Ur-fascismo" non riesce ad approfondire il tema preso in esame, ma si limita a fornire una lista di caratteristiche estetiche e morali del fascismo (la camicia nera, l'autoritarismo, il culto della tradizione, il culto dell'azione, ecc.), tralasciando l'analisi della società e dei rapporti di produzione che produsse quel tipo di governo. Evidentemente, all'esimio professore era sfuggito che negli anni '20 del '900 tutto il mondo volgeva lo sguardo, avvicinandosi, al fascismo, un movimento internazionale - così come lo definisce la nostra corrente - capace di dar vita a numerose correnti nazionali che discutevano e dibattevano tra loro. Solo per citare alcuni tra i nomi più conosciuti, ricordiamo il tedesco Werner Sombart e il belga Henri de Man, a cui si aggiungono i collegamenti con alcuni esponenti russi sviluppati durante l'importante congresso di Amsterdam del 1931 e i progetti di programmazione economica.

  • La Cina non salverà il mondo capitalistico

    La teleconferenza di martedì sera, presenti 13 compagni, è iniziata commentando due articoli pubblicati sull'edizione del 28 luglio di The Economist dedicata alla nuova via della Seta cinese: la Belt and road initiative (BRI).

    Nel primo articolo, "China's belt-and-road plans are to be welcomed-and worried about", viene evidenziato il fatto che il progetto si configura come qualcosa di più rispetto ad una rete stradale e navale da e verso Pechino. Anche se per ora non sono chiare le strategie di investimento sia in termini di cifre sia per quanto riguarda le rotte commerciali e i relativi accordi bilaterali, la Cina descrive la BRI come un piano globale, programmando la costruzione di una "Pacific Silk Road" verso l'Oceano Pacifico, di una "Via della seta sul ghiaccio" attraverso l'Oceano Artico, e di una "Via della seta digitale" nel cyberspazio. "I paesi desiderosi dei finanziamenti cinesi", scrive The Economist, "accolgono il progetto come fonte di investimenti nelle infrastrutture tra Cina ed Europa, passando per Medio Oriente ed Africa. Quelli che temono la Cina lo vedono invece come un sinistro piano teso a creare un nuovo ordine mondiale in cui il Dragone è il potere preminente." "La BRI rappresenta", conclude l'articolo, "un motivo in più per l'America per rimanere in Asia". La Cina tenta di espandere maggiormente la sua sfera d'influenza e lo fa a partire proprio da quell'heartland (il cuore del mondo) che, secondo la teoria del geografo e diplomatico inglese H. Mackinder, è essenziale per chiunque voglia prendere il controllo del pianeta.

Materiale ricevuto

Lavori in corso

Doppia direzione

  • Ancora superimperialismo
    Devo dire che la vostra riunione sulla guerra irachena come "capitolo di una guerra generale" mi ha lasciato un po'…
  • Parole d'ordine a ruota libera
    La guerra è un grosso problema e capire quella d'oggi non è facile. È vero, come dite, che si deve…

Rivista n°42, ottobre 2017

copertina n°42f6Editoriale: L'immane mistificazione
f6Articoli: La socializzazione fascista e il comunismo - Cento anni dall'Ottobre
f6Rassegna: Uragani d'America - Irma o della crescita esponenziale dei danni - Ricordate Katrina? - Occupy Wall Street non nasce dal niente - Gli orti urbani - Catastrofe sociale dei lavoretti
f6Terra di confine: La dimora dell'uomo (domani)
f6Recensione: Coppi, Bartali e i vaccini
f6Doppia direzione: Lavorare è bello
f6Spaccio al bestione trionfante: Riscontro "psicologico" - Fazioni in lotta

Raccolta della rivista n+1

Newsletter 229, 6 agosto 2018

f6Dedicato a Karl Marx
f6Maledetta socialdemocrazia
f6Il film
f6Il Vallo Atlantico
f6Organizzazione Mondiale per il Commercio
f6Giganti?
f6Su tre continenti
f6Governicchio

Leggi la newsletter 229
Leggi le altre newsletter

Abbonati alla rivista

Per abbonarti (euro 20, minimo 4 numeri) richiedi l'ultimo numero uscito, te lo invieremo gratuitamente con allegato un bollettino di Conto Corrente Postale prestampato.
Scrivi a : mail2

Iscriviti alla newsletter

Iscriviti alla newsletter quindicinale di n+1.

Invia una mail a indirizzo email