E' online il numero 43 di n+1 (aprile 2018)

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n+1 rivista n°43

Editoriale: Si fa presto a dire moneta

Articoli: Dimenticare Babilonia - L'eredità problematica

Rassegna: Il missil prodigo - Big data a tutto spiano - Mangime standard per umani - Elezioni pop

Terra di confine: Elementare, Watson

Spaccio al bestione trionfante: L'urlo del bonobo

Recensione: Verso un nuovo paradigma

Doppia direzione: Il computer e la coscienza

 

Appuntamenti

15-17

Giu

70° incontro redazionale, Torino
Temi: Il 200° anniversario di un Marx inesistente, Governo 2.0, Il rovesciamento della prassi. Leggi la locandina >>>

19

Mag

Conferenza, ore 16.30
c/o Il Cosmonauta, via dei Giardini 11 Viterbo

A cinquant'anni dal '68.

11

Mag

Conferenza, ore 21.00, sede di Torino
Che differenza passa tra una caserma e un albergo di lusso? Rispondendo a questa provocatoria domanda faremo un viaggio fra le modalità del cohousing.

Informazioni aggiuntive

  • Resoconto teleriunione  26 dicembre 2017

Intelligenza artificiale e cibernetica

La teleconferenza di martedì, presenti 6 compagni, è iniziata accennando allo sviluppo dell'intelligenza artificiale.

The Economist ha pubblicato un curioso articolo, "How soon will computers replace The Economist's writers?" in cui si chiede entro quanto tempo un computer potrà sostituire un giornalista del settimanale inglese. A tale scopo ha formato un programma di intelligenza artificiale per gli articoli della sezione "Scienza e Tecnologia", e lo ha invitato a presentare un suo pezzo. Risultato: per adesso il computer ha imitato benissimo lo stile del giornale, individuando argomenti validi, tuttavia le frasi pur essendo grammaticalmente corrette mancano di significato. La marcia nella sostituzione di forza lavoro è però inesorabile, scrive lo stesso The Economist:

"Le macchine stanno arrivando. Uno studio molto citato nel 2013 ha concluso che metà dei posti di lavoro americani erano a rischio nei prossimi decenni. Gli scrittori non sono immuni. Un altro articolo, che ha esaminato le ricerche sull'intelligenza artificiale (AI), ha concluso che i computer avrebbero scritto saggi scolastici entro la metà del 2020 e sforneranno i libri più venduti entro il 2040."

E' molto interessante il fatto che lo sviluppo dell'AI non sia dovuto alla potenza di calcolo utilizzata: l'intelligenza artificiale non è più intesa come qualcosa di concentrato, magari in un unico elaboratore potente, ma come "frutto" di un'intelligenza diffusa, per cui parole, scritti, frasi e dati possono arrivare ad autorganizzarsi. Questo salto è fondamentale perchè un sistema che simula cellule organiche che entrano in relazione l'una con l'altra somiglia molto a quanto affermava Stuart Kauffman parlando dell'autocatalisi nel suo "A casa nell'universo".

Siamo passati poi a commentare le ultime news di politica internazionale. Dopo aver fortemente messo in dubbio la funzione e l'esistenza stessa del WTO, gli Usa hanno deciso un taglio di 285 milioni di dollari di fondi all'Onu per il prossimo anno. A questo si aggiunge la revisione della Strategia di Sicurezza Nazionale (NSS), in cui si prende atto dell'obsolescenza della Nato, si identificano nella Russia e nella Cina i rivali da contenere e si propone di rafforzare i controlli sugli investimenti esteri che in qualche modo possano mettere a repentaglio la sicurezza nazionale. Tutti questi sintomi di "ritiro" da determinate sovrastrutture internazionali non sono tanto dovuti alla spericolatezza del Presidente di turno, quanto a forze che agiscono in profondità. Il fatto è che gli Usa un protezionismo del genere non possono proprio permetterselo: con 800 basi militari costruite nei punti strategici del mondo e una serie di accordi commerciali privilegiati, si può usare il termine "isolazionismo" solo per descrivere l'atteggiamento di Washington nei confronti dei propri interessi.

In realtà è il sistema capitalistico che versa in condizioni piuttosto critiche. Sempre l'Economist, per la fine dell'anno, ne ha tracciato dei diagrammi indicativi:
- nel 2016 tutte le maggiori nazioni vedono la crescita dei prezzi al consumo oscillare intorno allo zero per cento. Zero inflazione significa situazione assolutamente asfittica della produzione;
- bassi e sincronizzati rendimenti dei buoni del tesoro, specie per i paesi di vecchio capitalismo;
- asfittico anche l'indice dei prezzi delle materie prime, in dollari;
al contrario:
- cresce il mercato azionario (che si conferma altamente speculativo) e ciò vuol dire Capitale che diventa capitale fittizio;
- cresce il commercio online, soprattutto in Cina;
- sale l'indice delle monete europee, concorrenti del dollaro;
- schizzano le criptovalute, a partire dal Bitcoin.

In chiusura si è ripreso il tema della moneta a partire da quanto relazionato durante la scorsa riunione redazionale. Alla luce della nostra "Dottrina dei modi di produzione", è essenziale stabilire l'arco storico millenario che lega il comunismo originario alla società futura, quello che passa dalla società ancora senza denaro a quella senza più denaro. In Mesopotamia dalla fine del Neolitico al 1200 a.C. circa, vi sono scambi con riferimento al valore (in genere argento), addirittura cambiali, ma era totalmente assente il denaro. I movimenti di materie prime e semilavorati, ben registrati nelle numerose tavolette, avvenivano senza l'esigenza di denaro, "inventato" dal mitico Re Creso di Lidia molti secoli più tardi. Anche nell'antica Cina, una società omeostatizzata e quindi in equilibrio, il sistema era regolato da sensori (esattori) e da un apparato centrale altamente funzionale. Needham indaga su questo aspetto "cinese" e descrive la fitta rete di relazione ed esazione che andava dal centro alla periferia e viceversa e rendeva semplicemente non necessaria la presenza del denaro. La simmetria porta il denaro in quanto tale a sparire nella società futura, resterà una contabilità fisica dei prodotti, come quella realizzata con le cretule per migliaia di anni.

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    La teleconferenza di martedì sera, presenti 13 compagni, è iniziata dalla segnalazione di alcune notizie di stampa sul ruolo non proprio umanitario svolto dalle Organizzazioni Non Governative.

    Nell'epoca dell'imperialismo qualsiasi attività è sussunta al capitale e trasformata in valore. Questo vale anche per le ONG che sono presenti negli scenari di guerra e in tutte quelle situazioni al limite, dove gli Stati non ci sono o non riescono ad affermarsi.

    La sigla ONG è stata stabilita a livello internazionale per definire tutte quelle organizzazioni private e "no profit" il cui statuto le identifica come enti di sussistenza e beneficenza. Tali enti dovrebbero intervenire quando le popolazioni soffrono la fame o la guerra, ma nella maggior parte dei casi raccolgono fondi per la sopravvivenza delle loro stesse strutture. Nelle situazioni in cui gli stati sono collassati, come in Siria, Yemen e Iraq, i finanziamenti internazionali passano direttamente dal Fondo Monetario alle ONG, bypassando le autorità statali. Con il diffondersi dell'attuale guerra civile globale, questo tipo di organizzazioni, che gestiscono anche gli immensi campi profughi sparsi per il pianeta, non potrà che aumentare.

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    Invece di limitarsi a divulgare quanto scritto dal rivoluzionario di Treviri, questi marxologi dell'ultima ora fanno opera di falsificazione, inventandosi un Marx che non esiste, ora filosofo e pensatore, ora socialdemocratico o libertario. Studiosi e accademici che magari giungono ad interessanti analisi della materia (vere e proprie capitolazioni ideologiche come nel caso dell'articolo "Happy Birthday, Karl Marx. You Were Right!", pubblicato sul New York Times), ma che rimangono preda dell'ideologia imperante dell'individualismo, e finiscono per affermare che le rivoluzioni avvengono come somma dei pensieri individuali e non come prodotto di forze storiche che prendono la forma di lotta tra le classi.

  • Indici inquietanti (per i capitalisti)

    La teleconferenza di martedì sera, presenti 14 compagni, è iniziata commentando le difficoltà che si trova a dover affrontare la borghesia italiana nella formazione del nuovo governo.

    Negli ultimi giorni il Movimento 5 Stelle ha inviato segnali distensivi sia alla Lega che al PD. Ma a differenza di quanto vorrebbero i suoi rappresentanti, difficilmente sarà il partito pentastellato l'ago della bilancia di questa tornata elettorale. Subito dopo le elezioni del 4 marzo, Il Sole 24 Ore aveva prospettato la possibilità di un cambio di casacca di circa 70 deputati per consentire al centro destra di ottenere la maggioranza. Non sarebbe nulla di nuovo: la passata legislatura è stata la più instabile della storia della Repubblica: in 57 mesi 207 deputati e 140 senatori hanno cambiato partito almeno una volta, alcuni anche più volte, per una cifra record di 566 passaggi. Lo shopping politico potrebbe essere una soluzione, alla faccia della democrazia e della consultazione dei liberi elettori. D'altra parte, il trasformismo è stato inventato in Italia e nei prossimi mesi vedremo all'opera pesanti determinazioni a favore di un esecutivo forte, senza che però esista la materia prima per fabbricarlo. Dovrebbe in tal caso maturare al di fuori dell'ambiente parlamentare la forma tecnica cui porteranno queste determinazioni.

Materiale ricevuto

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Doppia direzione

  • Ancora superimperialismo
    Devo dire che la vostra riunione sulla guerra irachena come "capitolo di una guerra generale" mi ha lasciato un po'…
  • Parole d'ordine a ruota libera
    La guerra è un grosso problema e capire quella d'oggi non è facile. È vero, come dite, che si deve…

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f6Terra di confine: La dimora dell'uomo (domani)
f6Recensione: Coppi, Bartali e i vaccini
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f6Spaccio al bestione trionfante: Riscontro "psicologico" - Fazioni in lotta

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