E' online il numero 43 di n+1 (aprile 2018)

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n+1 rivista n°43

Editoriale: Si fa presto a dire moneta

Articoli: Dimenticare Babilonia - L'eredità problematica

Rassegna: Il missil prodigo - Big data a tutto spiano - Mangime standard per umani - Elezioni pop

Terra di confine: Elementare, Watson

Spaccio al bestione trionfante: L'urlo del bonobo

Recensione: Verso un nuovo paradigma

Doppia direzione: Il computer e la coscienza

 

Appuntamenti

15-17

Giu

70° incontro redazionale, Torino
Temi: Il 200° anniversario di un Marx inesistente, Governo 2.0, Il rovesciamento della prassi. Leggi la locandina >>>

19

Mag

Conferenza, ore 16.30
c/o Il Cosmonauta, via dei Giardini 11 Viterbo

A cinquant'anni dal '68.

11

Mag

Conferenza, ore 21.00, sede di Torino
Che differenza passa tra una caserma e un albergo di lusso? Rispondendo a questa provocatoria domanda faremo un viaggio fra le modalità del cohousing.

Dall'ex URSS

"Qualche tempo fa un amico da Londra mi ha mandato una vostra 'circolare' coi risultati dei vari incontri pubblici (scrivo e parlo l'italiano perché sono stato molto tempo in una comunità in Italia). Ho trovato questo documento molto interessante e devo dire che condivido molti aspetti della vostra corrente. Io cerco di distribuire traduzioni della Sinistra Comunista nei posti dove partecipo. Sono stato membro della Azione Autonoma, che era la Federazione anarchica dell'ex URSS. Partecipo al Movimento Operaio Solidarietà del Kazakistan, che raccoglie dei comunisti di vecchia scuola sovietica, più alcuni trotskisti giovani. Sono un poco deluso in tutte due le organizzazioni.

Qui è passata la legge secondo cui saranno aboliti tutti i partiti con meno di 70.000 membri, quindi sarebbe escluso il Partito Comunista del Kazakistan. Allora rimangono solo tre partiti ufficiali, leali al presidente: il Patriottico, l'Agrario e il Civile. La sinistra ha abbandonato i piani di costituire un Partito Operaio in opposizione al PCK e ci tiene a legalizzarsi come un movimento piuttosto che un partito, una specie di komsomol di un tempo (unione della gioventù leninista), ma che in effetti sarà la sezione kazakistana del CWI trotskista. Sono stato alla loro riunione in ufficio del Movimento Operaio ad Almaty. Come al solito abbiamo discusso sulla "questione dello Stato". Il leader trotskista ha detto che le mie tesi non sono marxiste. Era interessato in testi russi di Bordiga che gli ho passato. Dice di conoscere la corrente però dice che "per una disgrazia, la Sinistra Comunista italiana non si è congiunta alla IV Internazionale".

Con alcuni amici cerchiamo di tenere un sito nostro su Internet se volete andare a leggere: http://www.almaty-liberta.boom.ru/. Stiamo pure studiando il vostro archivio, in particolare la sezione "Difesa potente del programma comunista". Inoltre, abbiamo trovato "Il Capitale" in russo, un libro che è oggi rarissimo davvero non solo qui ma anche in Russia.

Vi spedisco la traduzione in inglese di miei articoli, scritti per il giornale di un gruppo locale che però viene fatto a Mosca perché in nostro stato totalitario possiamo pubblicarci solo all'estero, in Russia più che altro, per poi portare la roba qui. Io non penso che loro li pubblicano perché ho sentito che fanno dei picchetti all'ambasciata kazakistana a Mosca sostenendo l'opposizione democratica borghese, a parte che pretendono di fare avanguardia. Qui gli stalinisti sono diventati pochissimi e fanno ridere. Il presidente del Kazakistan a volte parla del pericolo "neobolscevico" per fare paura alla gente, però quando vado alle riunioni dei comunisti ci sono solo degli anziani ai quali non pagano neanche le loro pensioni miserabili e qualche trotskista. Trovate altri miei articoli sul sito russo che vi ho segnato.

Ho tradotto alcuni testi di Bordiga in russo. Vi spedisco Tesi di Frazione astensionista, Tesi di Roma, Tesi di Napoli, Tesi di Milano, Gioventù e sindacati, Che cosa è il fascismo, Origine e funzione della forma partito. Mi piace il concetto di "centralismo organico" che ho trovato nei testi che ho tradotto e anche in molti altri. Credo che voglia dire divisione del lavoro come le parti di un organismo vivo ma non divisione sociale come nella società borghese.

Ho tradotto in russo e in inglese anche il vostro testo "Pax americana" che ho fatto circolare in Internet. Sarei molto interessato e grato di ricevere la vostra corrispondenza e se è possibile mandarmi l'intero testo "Bilancio di una rivoluzione". Tanti auguri per il vostro lavoro".

 

Grazie per le importanti traduzioni e per gli altri tuoi testi, soprattutto per "Pax americana" che abbiamo appena pubblicato e hai tradotto a tempo record. Per qualche giorno le borghesie europee non hanno detto nulla a proposito della "guerra preventiva", ma adesso incominciano a comparire i primi commenti europei di borghesi piuttosto seccati.

Dall'ex URSS, oltre che compagni come te, ci hanno scritto anche gruppi politici nati da poco, i quali impostano un lavoro critico rispetto al passato stalinista e scoprono poco per volta i testi dell'opposizione, compresi quelli della Sinistra Comunista "italiana", un tempo irraggiungibili. Da tutto questo materiale ricevuto pensiamo di ricavare dei testi da pubblicare sulla rivista nei prossimi numeri.

Nei tuoi articoli ci è piaciuta la critica alle posizioni democratiche delle sinistre nel mondo ex sovietico, comprese le estreme: è vero che la realtà non dimentica neppure uno degli errori teorici commessi. Per questo sarebbe utile evitare di ripeterne. L'esempio "democratico" è significativo, ed è una reazione – per molti – al fenomeno ritenuto opposto, quello del fascismo e dello stalinismo. Anche qui, nei paesi a vecchio capitalismo, milioni di stalinisti sono scomparsi, cioè si sono "riciclati", e c'è ora una gran palude indistinta, centrista e piccolo-borghese. Anche i fascisti sono diventati democratici. Il grande tema della cosiddetta "dittatura del proletariato", trasformato ormai in un luogo comune dai sedicenti marxisti, non è da sottovalutare, naturalmente nel suo significato originario.

Nel finale del tuo articolo (comprendiamo bene il motivo per cui non te lo pubblicheranno) ci sembra di cogliere la storica negazione anarchica del centralismo e dello Stato, ma anch'essa sarebbe da valutare alla luce di ciò che è diventata nel tempo. Per parte nostra una buona descrizione delle caratteristiche della rottura rivoluzionaria futura, e del partito che la dirigerà, è appunto nella formula "centralismo organico" che hai ben individuato. Essa supera ogni impostazione "politicantistica" e si ricollega alle leggi di natura, quelle che regolano l'esistenza degli organismi viventi, con il loro programma (DNA) e il loro sistema interno ed esterno di relazioni e di equilibrio: omeostasi, feedback, informazione, lotta. Si ha centralismo organico quando degli individui differenziati e per nulla omologati artificialmente si riuniscono in organi per nulla democratici dove è possibile alle parti interagire fra di loro e col tutto, come un'intelligenza unica. Purtroppo il tema è molto complesso e non si può esaurire in una e-mail, specialmente se non abbiamo un passato di discussione con un linguaggio condiviso. Ci auguriamo che sia stato possibile, anche in una lettera così telegrafica, trasmettere il senso di ciò che la nostra corrente ha inteso.

(Doppia direzione pubblicata sulla rivista n° 9 - settembre 2002.)

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    "Ciò che importa stabilire è che la rivoluzione comunista viene condotta e diretta da una rappresentanza politica della classe operaia, la quale, prima dell'abbattimento del potere borghese è un partito politico; dopo, è la rete del sistema dei Soviet politici, eletti direttamente dalle masse col proposito di designare rappresentanti che abbiano un dato programma generale politico, e non siano già esponenti degli interessi limitati di una categoria o di una azienda."

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    Devo dire che la vostra riunione sulla guerra irachena come "capitolo di una guerra generale" mi ha lasciato un po'…
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