E' uscito il numero 44 di n+1

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n+1 rivista n°44

Editoriale: Duecento anni nel nome di Marx

Articoli: Marx 1818-2018 - Imperialismo in salsa cinese - Plaidoyer per il cemento - A che punto è la "crisi" - Comunismo e agricoltura

Terra di confine: Il capitalismo non è eterno

Rassegna: Dennett, Dai batteri a Bach e ritorno

Doppia direzione: La misura e la scienza - La sovrapposizione fra modi di produzione

Appuntamenti

14-16

Dic

72° incontro redazionale
Temi: - Taylorismo, managerialismo e impersonalità del Capitale, - Lo stato a pezzi, - Fiorite primavere delle rivoluzioni, - Prospettiva di lavoro. Leggi la locandina >>>

21-23

Set

71° incontro redazionale
Temi: - Le rivoluzioni come fatto fisico, - Gli enciclopedisti e la rivoluzione europea, - Sintomatici consensi, - Prospettiva di lavoro. Leggi la locandina >>>

19

Mag

Conferenza, ore 16.30
c/o Il Cosmonauta, via dei Giardini 11 Viterbo

A cinquant'anni dal '68.

Chi vi dà i soldi?

Ma non avete altro da fare che scrivere di queste cazzate?! Perché non provate ad andare a lavorare? In fin dei conti, almeno da come scrivete, un posto in fonderia lo potreste sempre trovare. Viste le cazzate che scrivete, ho l'impressione, anzi, la certezza che Vi scriviate addosso nel senso che usate termini solo a pochi comprensibili (parla come mangi, Vi ricorda niente?), non per esprimere i Vostri concetti (se concetti sono) ma per far vedere quanto siete bravi. Un'ultima considerazione e poi Vi saluto definitivamente: come si sostiene la Vostra rivista ? Non certo con i soldi dei lettori. E allora penso con i soldi pubblici. E posso immaginare con quale provenienza. Dio come siamo caduti in basso!

 

Ndr: Beh, anche qui di doppia direzione non se ne trova. Però non vogliamo pubblicare solo corrispondenza di lavoro (che spesso adoperiamo per gli articoli), ogni tanto ci si può rilassare un po'. Prendiamo lo spunto da questo tipo pittoresco per comunicare ai lettori che nel nostro bilancio rientrano esclusivamente i soldi dei compagni che si quotano, dei lettori che sottoscrivono e delle vendite della stampa. Quest'ultima è in passivo netto. Però abbiamo una struttura di lavoro "snella" e le entrate sono sufficienti al fabbisogno. Le spese sono per la rivista e i libri, le spedizioni, le sedi di Roma e Torino, il provider che ospita il sito e le nostre quattro riunioni generali. Come si vede c'è poco da elucubrare sulla provenienza dei fondi. Ringraziamo tutti per il supporto al nostro lavoro.

(Doppia direzione pubblicata sulla rivista n°12 - settembre 2003.)

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    Nel messaggio il Pontefice, dopo la glorificazione del lavoro (che "non può essere considerato come una merce né un mero strumento nella catena produttiva di beni e servizi, ma, essendo basilare per lo sviluppo, ha la priorità rispetto a qualunque altro fattore di produzione, compreso il capitale"), ricorda che la persona "non è solo lavoro; ci sono altre necessità umane che dobbiamo coltivare e considerare, come la famiglia, gli amici e il riposo". Le forze sociali sono quindi sollecitate a non ignorare "il resto dei poveri, emarginati ed esclusi dal sistema", sindacati e movimenti dei lavoratori devono "essere esperti in solidarietà".

    Non saranno gli appelli del Santo Padre o quelli dei sindacalisti a fermare l'aumento delle diseguaglianze sociali. La legge della miseria crescente è la legge assoluta dell'accumulazione capitalistica e sarà la polarizzazione economica a spingere i proletari a spezzare gli attuali schemi corporativi - mandando a quel paese preti e sindacalisti - e a ritrovare la forza nell'organizzazione immediata territoriale.

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    Durante la teleconferenza di martedì sera, presenti 14 compagni, abbiamo affrontato alcuni dei temi sviluppati sulla rivista n. 42, attualmente in stampa, partendo dall'articolo "La socializzazione fascista e il comunismo".

    Negli anni '20 lo scontro tra modi di produzione si acuisce: "In Russia la fase rivoluzionaria era matura per urgere in breve ciclo di forze nuove e disgregarsi di morte forme; fuori in Europa la situazione era falsamente rivoluzionaria e lo schieramento non fu decisivo, l'incertezza e mutevolezza di atteggiamento fu effetto e non causa della deflessione della storica curva del potenziale di classe." (Struttura economica e sociale della Russia d'oggi, 1955)

    In Italia si afferma il fascismo che, nato da una costola del sindacalismo rivoluzionario, non è però la causa dell'annichilimento del movimento proletario italiano; al contrario, è la sconfitta di quest'ultimo a permettere al fascismo di imporsi. L'opportunismo, afferma la nostra corrente, non è questione morale, "è un fenomeno di natura sociale e storica per cui l'avanguardia proletaria, invece di disporsi sullo schieramento che si pone contro il fronte reazionario della borghesia e degli strati piccolo-borghesi, più di essa ancora conservatori, dà l'avvio ad una politica di saldatura fra il proletariato e le classi medie." (Tesi di Napoli).

  • Localismi e nazionalismi fuori tempo massimo

    La teleconferenza (connessi 16 compagni) è iniziata con le notizie provenienti dalla Spagna e in particolare dalla Catalogna, dove nella serata di martedì il Presidente della Generalitat ha dichiarato e, subito dopo, sospeso l'indipendenza della regione dallo stato centrale di Madrid: "La Catalogna sospende la dichiarazione di indipendenza per avviare il dialogo, perché in questo momento serve a ridurre la tensione".

    La "piroetta" del presidente Puigdemont non è che l'ennesimo esempio dell'ambiguità politica della piccola borghesia e, piuttosto che alle dichiarazioni dei politici di turno, dobbiamo prestare attenzione alle forze di natura impersonale che operano nel sottosuolo della società. Anche se nell'immediato ciò che percepiamo ci fa credere che le cause scatenanti degli eventi siano le opinioni politiche e i relativi scontri tra individui e gruppi, sappiamo che è la crisi capitalistica a mettere in moto meccanismi strutturali, che come i terremoti incidono nel profondo del sistema e producono spaccature in superficie. La storia la fanno gli uomini, ma questi sono degli strumenti, di certo non i motori della rivoluzione. Oltre alla Spagna, anche in altri paesi d'Europa si rinvigoriscono spinte indipendentiste, per esempio in Corsica e in Scozia. La ragione è sempre la stessa e riguarda la distribuzione del valore, perchè dietro alle parole roboanti di identità, cultura, tradizione, si nasconde l'appetito economico delle mezze classi senza futuro.

Materiale ricevuto

Lavori in corso

Doppia direzione

  • Ancora superimperialismo
    Devo dire che la vostra riunione sulla guerra irachena come "capitolo di una guerra generale" mi ha lasciato un po'…
  • Parole d'ordine a ruota libera
    La guerra è un grosso problema e capire quella d'oggi non è facile. È vero, come dite, che si deve…

Rivista n°43, aprile 2018

copertina n°43f6Editoriale: Si fa presto a dire moneta
f6Articoli: Dimenticare Babilonia - L'eredità problematica
f6Rassegna: Il missil prodigo - Big data a tutto spiano - Mangime standard per umani - Elezioni pop
f6Terra di confine: Elementare, Watson
f6Spaccio al bestione trionfante: L'urlo del bonobo
f6Recensione: Verso un nuovo paradigma
f6Doppia direzione: Lavorare è bello

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