57° incontro redazionale, 17-18-19 ottobre 2014 Torino

L'incontro si svolgerà presso l'Hotel Sharing di Torino con il seguente programma:

- Presentazione programma lavori
Panoramica sulla situazione economica e sociale: continua il collasso dei fattori della produzione; la società italiana più che mai nel caos politico; guerra civile in Ucraina; sincronia delle rivolte sociali in mezzo mondo.

Relazioni sui temi:

- Lo studio della "questione militare" non può limitarsi a un approccio storiografico
La guerra esiste non solo fra uomini ma anche fra animali, dagli insetti ai mammiferi. Cosa la provoca? Le spiegazioni economiche e strutturaliste non reggono alla critica, quelle psicologiche ancor meno, quelle innatiste non parliamone. D'altra parte l'approccio storiografico che ha caratterizzato la "questione militare" nell'ambito dei vari marxismi è pesantemente influenzato dall'impronta lasciata dalla Seconda e Terza Internazionale (storia della lotta di classe, pacifismo, antimilitarismo, imperialismo, dittatura del proletariato in armi, ecc.). La storiografia rivoluzionaria ha troppo parlato di sé stessa lasciando un vuoto singolare per quanto riguarda la natura del fenomeno "guerra" finora così legato all'evoluzione della nostra specie. Infatti, per un paio di milioni di anni, nel periodo che chiamiamo comunismo primitivo, cioè originario, la guerra fra gruppi umani inequivocabilmente c'era. Il comunismo in generale è quindi compatibile con la guerra? Che cos'è che ci permette di affermare che nel comunismo sviluppato invece questo fenomeno sociale sarà assente? In un lavoro abbozzato anni fa, avevamo individuato, a proposito della guerra, una condizione essenziale per il suo manifestarsi, la stessa condizione che Marx pone all'origine dello scambio e quindi dell'intera economia politica dal baratto in poi: la differenza. È la differenza che permette il movimento, cioè il divenire, cioè il "modo di essere della materia, della natura". La società futura eliminerà le differenze di classe dalle quali derivano tutte le differenze sociali (divisione sociale del lavoro, separazione fra generi, specializzazione di mestieri, ecc.). Saranno dunque eliminati, insieme con la guerra, il movimento sociale, lo sviluppo della forza produttiva della specie, l'evoluzione stessa dell'ambiente antropico che per Marx rappresenta la vera natura dell'uomo finalmente umano?

- La salute dell'uomo. Dal rapporto originario con la natura alla progettazione di una condizione ottimale di esistenza attraverso l'orrendo intermezzo della "medicina" capitalistica e delle sue false alternative
Il passaggio dalle comunità di raccoglitori e cacciatori a quelle dedite all'agricoltura e all'allevamento è caratterizzato dalla comparsa delle strutture proto-urbane stanziali. Il nuovo assetto produttivo e sociale porta a un incremento demografico importante che, con la coesistenza fra uomini e fra uomini e animali addomesticati, conduce al manifestarsi sistematico di alcune malattie, alcune delle quali epidemiche ad alto tasso di mortalità. Lo stato di benessere fisiologico di una comunità è determinato da molteplici fattori, chiamati "determinanti di salute". Il loro studio consente di analizzare e, dove possibile, modificare quelli che in varia misura influenzano l'insorgenza e l'evoluzione delle malattie. Il concetto stesso di salute è necessariamente cambiato nei millenni: dall'assenza di malattia al benessere fisico, poi fisico e psichico, attualmente al benessere fisico, psichico e sociale degli individui. In una organizzazione sociale superiore non scompariranno completamente i fattori patogeni che affliggono la nostra specie e le altre, ma sarà completamente diverso l'approccio scientifico alla loro comprensione e quindi, necessariamente, quello della prevenzione/cura.

Produzione, linguaggio, estetica e arte
Riepilogo e condivisione di una serie di relazioni tenute recentemente sull'estetica da un punto di vista materialistico. Tutte le filosofie estetiche prendono le mosse, come fosse un principio, dal risultato ultimo, cioè dalla cosiddetta arte, parte del processo produttivo umano che si è autonomizzata e si presenta come attività a sé. Tutti si chiedono cosa sia il "bello", quale facoltà umana sappia giudicarlo e riprodurre, ma nessuno tiene conto che l'arte è il risultato d'una lunga evoluzione con radici nella capacità dei sensi di percepire le forme e il loro movimento, di riprodurle o sintetizzarle, di interpretarle o caricarle di nuovo significato. La facoltà estetica, come ogni linguaggio, è dunque profondamente connessa all'impalcatura biologica su cui si regge la nostra specie. All'evoluzione/autonomizzazione della tecnica e del linguaggio non poteva che affiancarsi una evoluzione/autonomizzazione dell'estetica. È particolarmente significativo che su questo tema la borghesia abbia prodotto una delle più interessanti "capitolazioni di fronte alla teoria rivoluzionaria", cioè il libro di André Leroi-Gourhan Il gesto e la parola.

- Domande e integrazioni
Resoconti sulle varie attività generali e locali.

L'incontro redazionale potrà essere seguito anche attraverso Skype. Chi volesse collegarsi deve inviare la richiesta di contatto al nostro account Skype ennepiuuno. Skype supporta max 25 collegati, pertanto accetteremo le prime 25 richieste di contatto che arriveranno all'account a partire da giovedì 16 ottobre.
L'inizio delle relazioni è previsto per le ore 9.00 di sabato 18 ottobre.

Leggi il resoconto dell'incontro

Rivista n°43, aprile 2018

copertina n°43f6Editoriale: Si fa presto a dire moneta
f6Articoli: Dimenticare Babilonia - L'eredità problematica
f6Rassegna: Il missil prodigo - Big data a tutto spiano - Mangime standard per umani - Elezioni pop
f6Terra di confine: Elementare, Watson
f6Spaccio al bestione trionfante: L'urlo del bonobo
f6Recensione: Verso un nuovo paradigma
f6Doppia direzione: Lavorare è bello

Raccolta della rivista n+1

Newsletter 230, 18 ottobre 2018

f6Bomba a orologeria
f6Uno schema Ponzi per sé stessi
f6Umanità minore
f6C'era una volta la teoria del valore
f6Il paradosso di Fermi
f6Il non-Statuto dei gig-lavoratori
f6La strana storia del reddito di base
f6Spread

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