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La teleconferenza di martedì sera, a cui si sono connessi 15 compagni, è iniziata con un breve resoconto sulla condizione dei Rohingya in Myanmar, un'etnia di religione musulmana perseguitata dal governo centrale birmano. Lo scorso agosto, dopo alcuni attacchi alle stazioni di polizia da parte di ribelli armati nella regione di Rakhine, l'esercito ha reagito duramente operando violenti rastrellamenti che hanno dato inizio ad un esodo nel vicino Bangladesh. In più parti del pianeta milioni di esseri umani si muovono alla disperata ricerca di condizioni di vita migliori, fuggendo da guerre, persecuzioni religiose o etniche, e finendo per ingrossare le fila di immensi campi profughi.

La riunione è proseguita con il commento dell'articolo dell'Economist "Once considered a boon to democracy, social media have started to look like its nemesis" sull'influenza dei social network nella formazione delle idee. Secondo il settimanale inglese, i social, che hanno avuto un ruolo primario nelle rivolte degli ultimi anni (in Ucraina a partire da piazza Maidan, in Egitto con la caduta di Mubarak), sono anche utilizzati per manovrare la cosiddetta opinione pubblica e tale settore è caratterizzato da una limitata libertà in cui grandi gruppi come Facebook, Twitter e Google monopolizzano l'informazione, condizionando milioni di esseri umani. Quello che l'Economist non dice è che la guerra moderna si combatte online e che la Rete è diventata un'arma più efficace di un cannone; e come in ogni guerra, gli Stati cercano di intervenire per difendere i loro interessi e, soprattutto, per controllare il loro grande avversario, il proletariato.

Durante la teleconferenza di martedì sera, a cui si sono collegati 18 compagni, si è affrontato il tema dei beni comuni. Nel discorso tenuto ai manifestanti di Zuccotti Park, il 9 ottobre 2011, Slavoj Žižek ha affermato: "L'unico senso in cui noi siamo comunisti è che ci preoccupiamo per i beni comuni, i beni comuni della natura, i beni comuni della conoscenza che sono privatizzati dalla proprietà intellettuale, i beni comuni della biogenetica, per questo e solo per questo dovremmo combattere. Il comunismo è fallito assolutamente, ma i problemi dei beni comuni sono qui." Secondo il filosofo sloveno la difesa dei beni comuni, dopo il fallimento del comunismo, è l'unico orizzonte praticabile di lotta.

Pubblicato in Teleriunioni aprile 2014

La teleriunione di martedì sera, connessi 16 compagni, è iniziata dal commento di un articolo del Corriere, secondo cui varie imprese e uomini d'affari cercano, dietro pagamento, di influenzare le voci di Wikipedia. In realtà questo fenomeno non è nuovo, e il fatto che qualcuno venga pagato per lavorare all'enciclopedia "on line" non rappresenta di per sé un problema, perché se vengono osservate le regole della community e viene seguito il codice redazionale, Wikipedia continua a svilupparsi. Ma non solo: essendo una struttura che si autoprotegge, è in grado di ripararsi da sé. Per far fronte al fenomeno del "sockpuppetry", e cioè la pubblicazione di testi per favorire questo o quell'altro committente oppure per colpire qualche soggetto in particolare, la comunità si è data nuovi meccanismi di intervento e una maggiore rigidità nella compilazione delle voci; di conseguenza qualche nuovo iscritto è incappato in questa "autodifesa" e si è visto cancellare le modifiche apportate.

Rivista n°42, ottobre 2017

copertina n°42f6Editoriale: L'immane mistificazione
f6Articoli: La socializzazione fascista e il comunismo - Cento anni dall'Ottobre
f6Rassegna: Uragani d'America - Irma o della crescita esponenziale dei danni - Ricordate Katrina? - Occupy Wall Street non nasce dal niente - Gli orti urbani - Catastrofe sociale dei lavoretti
f6Terra di confine: La dimora dell'uomo (domani)
f6Recensione: Coppi, Bartali e i vaccini
f6Doppia direzione: Lavorare è bello
f6Spaccio al bestione trionfante: Riscontro "psicologico" - Fazioni in lotta

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