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Durante la teleconferenza di martedì sera, a cui si sono collegati 12 compagni, abbiamo affrontato i seguenti temi:
- l'insanabile contraddizione delle mezze classi (e delle non-classi);
- approfondimento sugli Stati Uniti d'America: gli stati federali al collasso;
- notizie da un mondo instabile;
- intelligenza artificiale e autonomizzazione del Capitale;
- lo sciopero ai tempi della "gig economy".

Capita oramai sovente di ascoltare interventi o dichiarazioni, da parte di politici, professori od esperti vari, in cui ci si richiama alla necessità di cambiare lo stato delle cose per fare spazio al futuro e alle opportunità che esso ci offre, poichè questo mondo, così com'è, non funziona più. Non potremmo essere più d'accordo, peccato però che molto spesso queste argomentazioni nascondano l'ennesimo tentativo di salvare proprio ciò che si è rotto: il capitalismo.

Pubblicato in Teleriunioni luglio 2017

La teleconferenza di martedì scorso, presenti 12 compagni, è iniziata prendendo spunto da una e-mail circolata nella nostra rete di lavoro.

Nella Silicon Valley alcune start-up pensano di offrire un reddito di base ad un certo numero di persone confidando che queste facciano qualcosa di utile, che possa essere venduto. Indipendentemente dall'utilizzo aziendale, che comunque diventerà sempre più marginale, anche in questa società, dovranno nascere delle comunità "di produzione/distribuzione" non più basate sul confronto fra valori di scambio ma sul valore d'uso. Molte start-up sono già incamminate su quella via e ne abbiamo commentato degli esempi sulla rivista.

Lo schema immediato che abbiamo mostrato più volte è quello dell'operaio che paga solo un canone e non più merci discrete: se lavora per 100 e riceve 100 in beni materiali o immateriali senza passare attraverso quella forma fenomenica del valore che è il denaro, e tutto il mondo funziona così, il plus-lavoro che è immediatamente plus-prodotto non può diventare plus-valore. Le quantità fisiche, però, si possono accumulare fino ad un certo punto mentre il denaro, per sua natura, si può accumulare all'infinito. Con i buoni lavoro si paga il cibo come avviene con il canone della tv, non c'è più discretizzazione e giustamente Rifkin nel suo L'era dell'accesso dimostra in 400 pagine che siamo alla fine di un modo di produzione, e sono vari gli studiosi che arrivano alle stesse conclusioni.

Pubblicato in Teleriunioni aprile 2016

Non mi è chiaro il meccanismo di fondo della legge del valore in tutte le sue concatenazioni. Leggendo la rivista mi sono chiesto, forse ingenuamente, per quale motivo la tendenza generale del capitale a sostituire la forza-lavoro con le macchine non si possa estendere fino ad eliminarla del tutto. Qual è la forza che nega questa possibilità? Lo so che la risposta è: la valorizzazione del capitale necessita della forza-lavoro da cui estrarre plusvalore; lo so che, senza operai, niente plusvalore! Benissimo, ci arrivo dal punto di vista dell’enunciato, ma mi è molto meno chiaro il percorso necessario per raggiungerlo.

Pubblicato in Doppia direzione

Cari compagni, una serie di affermazioni nel n. 12 di "n+1" ("Abolizione dei mestieri e della divisione sociale del lavoro") ha richiamato in modo particolare la mia attenzione. Eccole riproposte in forma interrogativa: [segue l'elenco che utilizziamo integralmente nella risposta, n.d.r.].

[…] Sarebbe opportuno da parte vostra precisare dettagliatamente i punti da me evidenziati, onde sgombrare il campo da possibili "letture" revisionistiche. Per esempio, a pagina 7, trovo che "il valore si materializza solo quando il prodotto esce dalla fabbrica e si presenta sul mercato". Questa tesi induce a pensare che il valore del prodotto sorga dal suo valore di scambio mentre è vero l'inverso in quanto la "materializzazione" avviene prima del mercato. Infatti il valore è, come spiega Marx, lavoro vivo che si oggettiva nel prodotto come attività sociale astratta e quello che avviene nella sfera della circolazione è solo un cambiamento di forma fenomenica. Se il valore non si fissasse nel valore d'uso non potrebbe espandersi assorbendo continuamente la viva forza del lavoro. Cose note ma che è bene sempre ribadire.

Pubblicato in Doppia direzione

Mi sembra molto produttivo che anche occasioni "informali" come la mia visita presso di voi, uniscano in modo spontaneo il lavoro e la convivialità. È una dimostrazione che quando c'è sintonia e lavoro comune verso il futuro certi formalismi politici scompaiono, e ci si può veramente porre al di fuori della mefitica quotidianità (almeno per qualche giorno) e sentirsi comunità.

Ho riletto la "Lettera ai compagni" Demoni pericolosi e ho trovato spunti interessanti per il lavoro sulla negazione della legge del valore. Una parte mi ha colpito particolarmente, penso potrebbe essere spunto per una futura discussione, e per un lavoro ulteriore di approfondimento: "Ciò che varia è l'intero assetto sociale che sta intorno alla produzione di merci, mentre una parte sempre più cospicua delle merci si stacca dal lavoro fisiologico, viene prodotta una volta e moltiplicata all'infinito senza più l'intervento fisiologico dell'uomo."

Pubblicato in Doppia direzione

"In che misura è utilizzabile il libro di Hilferding sul capitale finanziario? Sono attuali le critiche di Lenin? Lo studio sulla moneta che avete pubblicato è utile per conoscere l'entità del peso determinante che essa ha sul mantenimento artificiale del modo di produzione capitalistico: vorrei cogliere, con qualche esempio concreto, la 'deregolamentazione' che la moneta opera in un sistema pianificato dalle multinazionali e monopoli vari. Perché il mio schema è questo: modo di produzione capitalistico; modo di produzione socialistico che nasce al suo interno attraverso l'economia monopolistica e ago della bilancia costituito dagli organi che detengono il potere monetario: il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale e l'Organizzazione Mondiale per il Commercio. Questo schema copia pedissequamente quello riferito alla situazione antecedente la rivoluzione francese: l'ago della bilancia essendo costituito dal potere assoluto della monarchia. Ecco, vorrei capire dal punto di vista economico che cosa fa precipitare simultaneamente nel caos e nella paralisi la marcia progressiva alla pianificazione. Volevo provarci addentrandomi nella polemica Luxemburg-Bucharin, ma le questioni andrebbero trattate in modo del tutto matematico e non con ragionamenti e opinioni".

Pubblicato in Doppia direzione

Rivista n°41, aprile 2017

copertina n°41f6Editoriale: Non possiamo ingannare la natura
f6Articoli: Assalto al pianeta rosso - Il secondo principio - Il grande collasso - Capitale e teoria dello sciupio
f6Rassegna: Ancora Trump - Fuga nel sub mondo
f6Terra di confine: Buoni di non lavoro
f6Recensione: Che cosa c'è dopo il capitalismo?
f6Doppia direzione: Neoluddismo
f6Spaccio al bestione trionfante: Dieci punti per demolire Trump

Raccolta della rivista n+1

Newsletter 225, 6 settembre 2017

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