E' online il numero 44 di n+1

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n+1 rivista n°44

Editoriale: Duecento anni nel nome di Marx

Articoli: Marx 1818-2018 - Imperialismo in salsa cinese - Plaidoyer per il cemento - A che punto è la "crisi" - Comunismo e agricoltura

Terra di confine: Il capitalismo non è eterno

Rassegna: Dennett, Dai batteri a Bach e ritorno

Doppia direzione: La misura e la scienza - La sovrapposizione fra modi di produzione

Appuntamenti

14-16

Dic

72° incontro redazionale
Temi: - Taylorismo, managerialismo e impersonalità del Capitale, - Lo stato a pezzi, - Fiorite primavere delle rivoluzioni, - Prospettiva di lavoro. Leggi la locandina >>>

21-23

Set

71° incontro redazionale
Temi: - Le rivoluzioni come fatto fisico, - Gli enciclopedisti e la rivoluzione europea, - Sintomatici consensi, - Prospettiva di lavoro. Leggi la locandina >>>

19

Mag

Conferenza, ore 16.30
c/o Il Cosmonauta, via dei Giardini 11 Viterbo

A cinquant'anni dal '68.

n+1 | QuinternaLab

La teleconferenza di martedì sera, presenti 9 compagni, è iniziata con alcune considerazioni intorno alle tendenze economiche in atto e ai processi che potrebbero mettersi in moto nel 2019.

Non sono pochi gli economisti e gli analisti finanziari che mettono in guardia dal potenziale disastro che potrebbe scatenarsi con lo scoppio della mega-bolla dei derivati, quell'immane quantità di capitale fittizio cui abbiamo accennato più volte, che tutto comanda e condiziona: i bitcoin, ad esempio, che hanno visto aumentare il loro valore fino a quasi 20mila dollari per poi sprofondare intorno a quota 3mila; o le dot-com, che sono garantite soltanto dalla fiducia riposta nel loro valore, la quale, se venisse meno, farebbe crollare tutto il "castello". Nel corso del 2019 varie crisi di borsa (già annunciate da Financial Times ed Economist) potrebbero scuotere i mercati e sarà inutile appellarsi alla buona volontà dei governi o ai pareri degli esperti perché facciano qualcosa: la bolla finanziaria, una volta esplosa, causerà il movimento del capitale fittizio che produrrà sconquassi enormi, coinvolgendo cifre di denaro così grandi che il nostro cervello faticherà a comprenderle. La cancellazione di questa massa di capitale farebbe comodo al capitalismo per riprendere ossigeno, ma potrebbe anche soffocarlo sotto il peso di una reazione a catena che porterebbe al crollo dell'intera economia. Allo stesso tempo, anche se tale capitale non si muovesse e le banche continuassero a dare soldi a chi non ne ha bisogno mentre tutti gli altri vengono taglieggiati, lo scenario rimarrebbe decisamente allarmante.

Avete parlato della necessità, da parte del Capitale, di un centro esecutivo internazionale che possa dare un indirizzo al caotico muoversi dei capitali nazionali e anche individuali. Avete concluso, naturalmente, che solo gli Stati Uniti hanno la potenza necessaria per farlo, e che lo faranno soprattutto per sé. Ma in questo processo si stanno inserendo paesi già potenti come la Cina e l'India, per non parlare dell'Europa che però non sembra avere capacità unitaria d'intervento. Anche paesi del Sudamerica, un tempo ritenuto il cortile di casa degli Stati Uniti, si stanno coalizzando, se pure in modo non ancora formale, a parte gli accordi per le aree di libero scambio.

Brasile, Argentina, Venezuela e Bolivia sono a diversi gradi in concorrenza con Washington, quando non in rotta di collisione, e certo ciò avrà conseguenze. In una quindicina di anni s'è visto un accorrere di capitali da investimento, che si sono trasformati in speculazione locale e internazionale e in seguito hanno abbandonato alcune sfere e alcuni paesi provocando gravi difficoltà alle economie, come ha dimostrato il caso dell'Argentina, il più eclatante.

Pubblicato in Doppia direzione

Pongo prima di tutto una domanda su come si possa dimostrare la sostanziale uniformità tra natura e società: esistono, come in fisica, delle vere e proprie leggi che permettono l’analisi e, soprattutto, la previsione dei fenomeni sociali? È chiaro che la risposta è sì, ma in che modo questo avviene? Come metafora? Come analogia? Come vera e propria identità? Come interviene il fenomeno "mente" in questo schema deterministico? Non crea alcun problema alla "ferrea legge"?

Dal punto di vista materialista, è chiaro che la mente è un prodotto del corpo, o meglio dell’interazione che la specie ha avuto tra i suoi elementi agenti in un ambiente dato, ma mi domando, anche in relazione alla questione del "rovesciamento della prassi", se essa non permetta appunto una sorta di fuga dalle leggi di natura. Altra suggestione che mi è venuta è che queste leggi valgano fin tanto che il rovesciamento non è avvenuto, e fin tanto che non è avvenuto, il sentimento che il determinismo naturalista risulti insufficiente per le faccende umane potrebbe essere riflesso della mancanza, per ora, di questo rovesciamento. Per così dire, gli avversari del determinismo avrebbero ragione se parlassero delle potenzialità umane latenti, ma hanno assolutamente torto nel momento in cui, ed è questo quel che fanno, parlano della società presente, determinatissima dalle leggi del capitale, sproloquiando su libertà individuali assolutamente immaginarie.

Pubblicato in Doppia direzione

Materiale ricevuto

Lavori in corso

Doppia direzione

  • Ancora superimperialismo
    Devo dire che la vostra riunione sulla guerra irachena come "capitolo di una guerra generale" mi ha lasciato un po'…
  • Parole d'ordine a ruota libera
    La guerra è un grosso problema e capire quella d'oggi non è facile. È vero, come dite, che si deve…

Rivista n°43, aprile 2018

copertina n°43f6Editoriale: Si fa presto a dire moneta
f6Articoli: Dimenticare Babilonia - L'eredità problematica
f6Rassegna: Il missil prodigo - Big data a tutto spiano - Mangime standard per umani - Elezioni pop
f6Terra di confine: Elementare, Watson
f6Spaccio al bestione trionfante: L'urlo del bonobo
f6Recensione: Verso un nuovo paradigma
f6Doppia direzione: Lavorare è bello

Raccolta della rivista n+1

Newsletter 232, 12 febbraio 2019

f6Per qualche dollaro in meno
f6La lunga notte della sonda cinese
f6Le nuove armi di Pechino
f6Shutdown
f6Venezuela
f6La valle della morte
f6Italia
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