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n+1 rivista n°45

Editoriale

Fine della preistoria umana

Articoli

Dalla partecipazione alla schiavitù. Genesi delle società divise in classi
Poscritto al Grande Ponte. Connessione tra le arcate
Brexit

Doppia direzione

Il nome e l'ombra

 

Appuntamenti

24

Mag

Conferenza: "Coabitare americano"
Le Intentional Community e i Common Interest Development degli Stati Uniti coinvolgono da 40 a 60 milioni di persone, a seconda di come si adoperano i dati statistici. Una lettura non convenzionale del fenomeno - sede di Torino ore 21

11

Mag

Incontro: "Il trasformismo della borghesia più vecchia del mondo: quella italiana" presso Comitato di lotta Viterbo - Officina Dinamo, via del Suffragio 18 (VT) - ore 16

1

Mag

Primo Maggio, Torino
Tradizionale incontro in piazza intorno alla bacheca della nostra stampa. Pranzo e pomeriggio conviviale.

n+1 | QuinternaLab

La teleconferenza di martedì sera, presenti 13 compagni, è iniziata con la segnalazione di alcuni articoli di stampa sulla situazione economica tedesca.

Abbiamo cominciato commentando l'articolo "Germania, i colossi industriali taglieranno 100mila posti di lavoro" del Sole 24 Ore, per poi passare a quello dell'Huffington Post intitolato "Gli ordini industriali tedeschi crollano ancora con il maggior ribasso da due anni. Più che dimezzate le stime del Pil della Germania". In effetti, a febbraio gli ordini industriali tedeschi hanno segnato una flessione del 4,2% e su base annua dell'8,4%, la più pesante in dieci anni; ciò ha portato i maggiori istituti economici a ridimensionare anche le previsioni di crescita dall'1,9 allo 0,8% per l'anno in corso. La Germania ha una struttura produttiva orientata all'esportazione e, evidentemente, risente della contrazione del commercio mondiale, proprio come l'Italia, tanto che il ministro dell'economia Giovanni Tria, intervistato da Repubblica, ha affermato che la situazione tedesca è sempre più simile a quella nostrana:

"I Paesi più colpiti in Europa, sono le due principali potenze manifatturiere, ossia Germania e Italia. La Germania parte da livelli di crescita del Pil più alti dei nostri e quindi anche il rallentamento non la porta a livelli di crescita vicini allo zero; ma la differenza tra il nostro Paese e loro si mantiene costante, mentre anche secondo stime di organismi internazionali già nel 2020 il gap di crescita tra l'Italia da una parte e la Germania e l'Eurozona dall'altra, si ridurrà."

Pubblicato in Teleriunioni aprile 2019

La teleconferenza di martedì, presenti 16 compagni, è iniziata commentando l'articolo di The Guardian Troops referred to Ferguson protesters as 'enemy forces', emails show, circolato nella nostra rete di lavoro e relativo alle manifestazioni e agli scontri con la polizia verificatesi a Ferguson, sobborgo alle porte di St Louis, dopo l'omicidio di Michael Brown il 9 agosto 2014. Il 16 agosto il governatore del Missouri, Jay Nixon, dichiara lo stato d'emergenza e stabilisce il coprifuoco notturno dalla mezzanotte alle 5.00. La misura viene nuovamente imposta il 17 novembre, alla vigilia della sentenza del Grand Juri sull'incriminazione del poliziotto autore dell'omicidio, in seguito prosciolto dall'accusa.

Sulla base di alcune documenti interni alle forze militari e di polizia statunitensi reperiti dal giornale inglese, l'articolo mette in luce come lo stato americano tenda sempre più a considerare i "manifestanti" alla stregua di "terroristi". Per gli Usa tutto sembra filare liscio quando si tratta di colpire un nemico "esterno", ma il meccanismo si inceppa se a surriscaldarsi è il fronte interno. "È inquietante quando hai dei soldati americani che vedono i cittadini americani in un qualche modo come il nemico" ha dichiarato un consigliere locale alla CNN.

La guerra moderna è combattuta in buona parte con/sui mezzi di informazione di massa e con la ricerca sistematica di informazioni dettagliate sul nemico (chiunque esso sia). Questo vale per i governi e le polizie, ma vale anche per i manifestanti: i servizi segreti temono che dalle manifestazioni spontanee di rabbia si passi ad attacchi organizzati, attraverso l'utilizzo della potenza della rete e dei social network per coordinare la rivolta.

Pubblicato in Teleriunioni maggio 2015

La teleconferenza di martedì sera, a cui hanno partecipato 12 compagni, si è aperta con le notizie provenienti dagli Stati Uniti.

Un altro giovane afroamericano muore per le percosse ricevute dalla polizia durante l'arresto a Baltimora. Per le strade della città del Maryland, a soli 40 km da Washington e a 270 da New York, esplode la rivolta, viene inviata la Guardia Nazionale e istituito il coprifuoco. Le gang della città stringono un'alleanza per respingere la polizia dai quartieri, mettendo in moto una prima forma di coordinamento territoriale. E Mentre a Baltimora esplode la rabbia, a Detroit si registra un nuovo caso: un giovane di colore di 20 anni, sospettato di rapina e armato con un martello, viene ucciso da un poliziotto. Sull'episodio viene aperta un'inchiesta, mentre sono previste proteste in strada.

Il fronte interno americano si fa sempre più minaccioso, Baltimora è solo l'ultima in ordine cronologico delle città attraversate dai disordini e dalle proteste contro la violenza della polizia, in special modo verso gli afroamericani. La faccenda comincia a preoccupare seriamente il presidente Obama: se le rivolte dovessero scoppiare contemporaneamente in più città, diventerebbe difficile gestire la situazione senza alzare il livello di repressione. Segnali di solidarietà ai manifestanti arrivano da tutti gli Stati Uniti; tra i più significativi il blocco del porto di Oakland indetto per il Primo Maggio dai sindacati locali, in collegamento con le iniziative del movimento #BlackLivesMatter.

Pubblicato in Teleriunioni aprile 2015

La teleconferenza di martedì, presenti 17 compagni, ha ripreso il tema legato alle ultime elezioni greche. Insediatosi al governo, Tsipras ha cominciato a fare la voce grossa e non pochi, nelle cancellerie europee, si sono agitati sulle poltrone: se davvero la Grecia uscisse dall'Euro, un pericoloso effetto domino potrebbe prendere il via con conseguenze nefaste per l'intera Unione.

Intanto il successo di Syriza esce dai confini nazionali e arriva in Spagna dove contribuisce alla crescita di Podemos. Il nuovo partito spagnolo, sorpresa delle scorse elezioni europee quando riuscì a far eleggere 5 eurodeputati, continua nella sua ascesa. Recentemente ha organizzato la "marcha del cambio", formula mutuata dalla "marcha de la dignidad" degli indignados, portando in piazza 300.000 persone. Nel comizio finale il leader Pablo Iglesias da una parte ha ribattuto le ragioni del movimento 15-M, dall'altra si è richiamato alla patria:

"Hanno voluto umiliare il nostro paese con questa truffa che chiamano austerità. Mai più la Spagna senza la sua gente, mai più la Spagna come marca per gli affari dei ricchi. Non siamo una marca, siamo un paese di cittadini, sogniamo come Don Chisciotte, però prendiamo molto sul serio i nostri sogni. E oggi diciamo patria con orgoglio, e diciamo che la patria non è una spilletta sulla giacca, non è un braccialetto, la patria è quella comunità che assicura che si proteggano tutti i cittadini, che rispetta le diversità nazionali, che assicura che tutti i bambini, qualunque sia il colore della loro pelle, vadano puliti e ben vestiti a una scuola pubblica, la patria è quella comunità che assicura che i malati vengano assistiti nei migliori ospedali con le migliori medicine, la patria è quella comunità che ci permette di sognare un paese migliore, però credendo fermamente nel nostro sogno."

La teleconferenza di martedì sera, collegati una quindicina di compagni, è cominciata con una veloce rassegna delle notizie di attualità sul tema della vita senza senso. In particolare è stato commentato un articolo del Corriere della Sera intitolato La spirale di violenza che alimenta la tensione degli uomini in divisa:

"In un clima dove tutto si mescola, e ogni episodio viene preso a pretesto per contestazioni e nuove accuse reciproche, non è difficile prevedere ulteriori tensioni, nelle piazze e nel confronto tra le diverse componenti. Anche all'interno della polizia, unica forza dell'ordine non militare, dove il malessere per condizioni economiche e di lavoro di certo non ottimali tende a esplodere in occasioni simili. Al punto che il sito Internet di Magistratura democratica, la corrente dei giudici di sinistra, s'interroga sulle cause del 'disagio e dell'insofferenza di qualche sindacato, e delle dure posizioni corporative che sfociano in manifestazioni che non è esagerato definire eversive'."

Nel testo vengono accomunati alcuni fatti recenti: gli scontri avvenuti in occasione del corteo del Primo Maggio a Torino, i disordini dell'Olimpico, la manifestazione a sostegno di quattro militanti No Tav accusati di terrorismo, il plateale applauso che i delegati del Sap hanno riservato ai colleghi condannati per la morte di Federico Aldrovandi. Si tratta di episodi apparentemente scollegati fra loro, ma, a ben vedere, essi sono nodi di una stessa rete che si influenzano a vicenda. Sono fenomeni che, come abbiamo scritto nel numero 18 della rivista, "segnalano una tendenza, statisticamente registrata, all'intensificazione. A noi, lo ribadiamo, non interessano né la psicologia (del singolo o collettiva) né la sociologia dei gruppi umani, che le discipline apposite portano ad osservare come un turista osserva gli animali allo zoo. A noi interessa il sistema termodinamico che vede aumentare la propria temperatura sociale e quindi la velocità di movimento delle proprie molecole. Ci interessa la potenzialità fisica, non la 'spiegazione' ideologica.

Pubblicato in Teleriunioni maggio 2014

Come ogni martedì la teleriunione ha preso le mosse dal commento, insieme ai tredici compagni partecipanti, dei fatti salienti della settimana.

I sommovimenti sociali che coinvolgono diversi paesi in diverse aree del mondo vanno letti nel contesto della crisi cronica del capitalismo senile. Nel volgere di pochi anni lo scontro con gli apparati statali si è affinato: dalle rivolte nelle banlieues francesi nel 2005 a quelle londinesi del 2011, il livello dello scontro è cresciuto fino ad arrivare, nelle rivolte di Turchia ed Egitto, ad una dimensione maggiormente organizzata. La borghesia, dal canto suo, si trova di fronte ad un nemico che non è più esterno; deve piuttosto combattere contro una popolazione urbana sempre meno controllabile e, non potendo più ricorrere agli strumenti classici di corruzione (Welfare State), incentiva uno Stato di tipo poliziesco.

Pubblicato in Teleriunioni luglio 2013

La teleriunione, a cui hanno partecipato 13 compagni, è cominciata prendendo spunto dagli articoli di alcuni quotidiani riguardo la possibilità dell'esplosione di una bolla immobiliare in Cina. Nonostante il Pil cinese cresca del 7%, è comunque da considerarsi un dato negativo perché si è di fronte ad un'enorme sovrappopolazione, e cioè 800 milioni di senza riserve da inserire nel ciclo produttivo. L'economia cinese è in forte espansione ma allo stesso tempo presenta un alto livello di finanziarizzazione, al pari dei paesi a capitalismo senile; un suo arresto o una forte flessione avrebbe ripercussioni gravose non solo in Cina ma in tutto il globo.

Pubblicato in Teleriunioni giugno 2013

Segna un nuovo record storico il tasso della disoccupazione in Grecia. A ottobre la percentuale dei senza lavoro è salita all'incredibile 26,8% rispetto al 26,2% del mese precedente e dal 19,8% dell'ottobre del 2011, un anno prima. Lo dichiara l'Istituto di statistica ellenico che, scorporando i dati, rende noto che sotto i 24 anni la disoccupazione tocca quota 56,6% e tra le donne il record del 30,4%. Secondo gli analisti il numero di senza lavoro in Grecia crescerà ancora, almeno nel 2013, anche a causa dei massicci licenziamenti nel settore pubblico previsti dal governo Samaras e imposti dall'Unione Europea. La disastrosa situazione greca trova oramai sempre meno spazio sulle pagine dei giornali. Paese con meno di dodici milioni di abitanti e con poche aeree urbane, la Grecia si trova per ora isolata rispetto agli altri paesi europei e, nonostante i numerosi scioperi generali e i quotidiani focolai di lotta, potrà uscire dallo stallo solo se nasce un'organizzazione a livello continentale. I governi dei PIIGS, dal canto loro, utilizzano una forte pressione psicologica sulle rispettive popolazioni accusando i lavoratori di aver vissuto sopra le proprie possibilità: la crescita del debito pubblico ne sarebbe la dimostrazione.

Materiale ricevuto

Lavori in corso

Doppia direzione

  • Ancora superimperialismo
    Devo dire che la vostra riunione sulla guerra irachena come "capitolo di una guerra generale" mi ha lasciato un po'…
  • Parole d'ordine a ruota libera
    La guerra è un grosso problema e capire quella d'oggi non è facile. È vero, come dite, che si deve…

Rivista n°44, dicembre 2018

copertina n°44f6Editoriale: Duecento anni nel nome di Marx
f6Articoli: Marx 1818-2018 - Imperialismo in salsa cinese - Plaidoyer per il cemento - A che punto è la "crisi" - Comunismo e agricoltura
f6Terra di confine: Il capitalismo non è eterno
f6Rassegna: Dennett, Dai batteri a Bach e ritorno
f6Doppia direzione: La misura e la scienza - La sovrapposizione fra modi di produzione

Raccolta della rivista n+1

Newsletter 232, 12 febbraio 2019

f6Per qualche dollaro in meno
f6La lunga notte della sonda cinese
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