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La teleconferenza di martedì sera, presenti 14 compagni, è iniziata con alcune considerazioni riguardo le ultime notizie in arrivo dalla Spagna.

Nei giorni scorsi la Corte suprema spagnola si è pronunciata sul referendum promosso dagli indipendentisti catalani nell'ottobre del 2017, ed ha accusato nove leader del movimento di attentato all'unità dello stato distribuendo un centinaio di anni di carcere. Immediatamente migliaia di manifestanti hanno invaso le strade di Barcellona, per poi dirigersi verso l'aeroporto El Prat causando la cancellazione di decine di voli e il blocco dell'autostrada all'altezza di Girona. La polizia si è fatta trovare in assetto antisommossa e ne sono nati violenti scontri. Indetto per la giornata di venerdì lo sciopero generale.

Ci sembra di poter dire che a Barcellona stanno passando in secondo piano la questione nazionale, l'irredentismo o la volontà di autonomia, mentre incidono con sempre maggior forza la miseria crescente e il disagio sociale che da essa deriva. La carica di violenza sprigionata dagli apparati repressivi, in Spagna, così come in Francia o ad Haiti, è sempre più pesante. Evidentemente è in corso un'escalation: il pacifismo sta scomparendo dalle piazze, anche perché di fronte a forze di polizia armate e coordinate, i manifestanti non possono che muoversi di conseguenza.

La teleconferenza di martedì 16 luglio, a cui hanno partecipato 8 compagni, è cominciata dallo "scandalo" dei fondi russi alla Lega.

In realtà, per quanto ne dica Repubblica, c'è ben poco di cui scandalizzarsi: la Russia ha sempre agito in questo modo, mettendo da parte quanto necessario per incastrare il malcapitato di turno per poi ricattarlo e costringerlo a fare qualcosa. Da leggere, a tal proposito, il testo di Marx Rivelazioni sulla storia diplomatica segreta del XVIII secolo.

La Russia è poco europea, ha caratteristiche asiatiche, ed è un paese fortemente centralizzato. Lo afferma lo stesso Vladimir Putin in una recente intervista al Financial Time, in cui denuncia il fallimento del liberalismo, il principio sui cui si reggerebbero i governi dell'Occidente che oggi soffrono di una "frattura tra il popolo e la classe dirigente". Secondo il presidente russo, inoltre, "la guerra fredda era una cosa cattiva, ma almeno c'erano delle regole, che tutti i protagonisti delle relazioni internazionali dovevano rispettare in un modo o nell'altro"; oggi invece il mondo è frammentato e caotico.

Difficile sapere cosa si celi dietro l'affaire Lega, è decisamente più utile concentrare l'attenzione sulle alleanze e gli schieramenti imperialistici odierni. La situazione è molto fluida e si fatica a capire chi è nemico di chi (vedi atteggiamento schizofrenico degli Stati Uniti verso la Corea del Nord). Non è quindi un'esagerazione dire che siamo alla guerra di tutti contro tutti.

Pubblicato in Teleriunioni luglio 2019

Durante la teleconferenza di martedì sera, presenti 14 compagni, abbiamo preso spunto dalle notizie sulla carovana dei migranti in marcia verso gli Usa per fare alcune considerazioni sulla miseria crescente prodotta dal capitalismo senescente.

Organizzata su Facebook e WhatsApp in settembre, la carovana è partita il 13 ottobre da San Pedro Sula, in Honduras, uno dei paesi più violenti del mondo. Lì, come in Guatemala e in El Salvador, le gang controllano traffici e risorse, e la stragrande maggioranza degli abitanti vive sotto la soglia di povertà. Secondo i media messicani, le autorità dei paesi in cui i migranti sono transitati non ne hanno ostacolato il cammino, e dalle iniziali 1.600 persone, radunate in Honduras, si è arrivati a 5 mila già al confine con il Guatemala, fino a superare i 7 mila dopo il complicato passaggio dal Guatemala al Messico. La carovana sudamericana è solo una goccia nel mare dei processi migratori in corso: attualmente sono milioni gli esseri umani in fuga da situazioni difficili:

La teleconferenza di martedì sera, a cui si sono collegati 14 compagni, è iniziata dal libro Inventare il futuro. Per un mondo senza lavoro, di Nick Srnicek e Alex Williams (autori nel 2013 del Manifesto per una politica accelerazionista), di cui un compagno ha presentato una sintesi.

Innanzitutto notiamo che ormai i testi sul reddito di base, l'automazione e la "fine del lavoro" sono disponibili in bella vista nelle maggiori librerie: temi che qualche anno fa erano lontani dal mainstream, oggi fanno vendere decine di migliaia di copie. In Inventare il futuro gli argomenti trattati sono gli stessi che troviamo in libri come Postcapitalismo di Paul Mason, Il futuro senza lavoro. Accelerazione tecnologica e macchine intelligenti di Martin Ford, e La nuova rivoluzione delle macchine di Andrew McAfee ed Erik Brynjolfsson. Ma nessuno di questi autori, pur raccogliendo una marea di dati che dimostra la fine dell'attuale modo di produzione, riesce a scorgere un futuro oltre il capitalismo; tutti immaginano invece un capitalismo riformato.

La teleconferenza di martedì sera, presenti 12 compagni, è iniziata commentando la lectio magistralis del prof. Antonio Casilli su "Intelligenze artificiali e digital labour" tenuta durante le Giornate del Lavoro organizzate dalla CGIL a Lecce.

Nel mondo sono circa 100 milioni i micro-lavoratori impiegati nell'inserimento di dati in piattaforme digitali e questo dimostra, secondo Casilli, che la crescita e il potenziamento dell'intelligenza artificiale sono possibili solo grazie all'erogazione di lavoro umano mal pagato, senza alcun contratto e senza inquadramento sindacale. A parte le conclusioni (lotta per diritti, per le garanzie, ecc.), la lectio offre una panoramica interessante sulle piattaforme di crowdsourcing e sulle modalità di impiego dei lavoratori.

Siri, l'assistente digitale sviluppato dalla Apple, cresce e "apprende" grazie ai milioni di dati raccolti dagli umani. Lo stesso avviene per Cortana e Alexa, i software di assistenza e riconoscimento vocale messi a punto rispettivamente da Microsoft e Amazon. Facebook a sua volta ha creato M, un assistente virtuale che impara attraverso le informazioni ricavate dalle conversazioni di quel miliardo di utenti che utilizza quotidianamente il social network. Insomma, navigando nella Rete produciamo ricchezza per altri.

Durante la teleconferenza di martedì sera, a cui si sono collegati una decina di compagni, abbiamo fatto il punto della situazione sulla crisi mondiale e sulle sue ripercussioni a livello sociale.

Dopo la destabilizzazione dovuta alla crisi americana del 2007 con oscillazioni intorno a tassi minimi di crescita, il rapporto tra debito e Pil a livello globale è salito di 17 punti percentuali. Il mondo ha cioè cumulato un debito complessivo pari a tre volte il valore del Pil mondiale.

Fino a poco tempo fa gli Stati Uniti parevano avere l'asso nella manica per avviare la ripresa: grazie al fracking avrebbero aumentato, sostenevano, la produzione energetica e fatto ripartire la locomotiva dell'economia. Un'illusione. Gli investitori globali considerano ormai la tecnica estrattiva della fratturazione idraulica un business rischioso. Con il petrolio texano a 47 dollari al barile e quello del Mare del Nord a 52,8, il fracking è sempre meno conveniente e le aziende del settore comiciano a chiudere.

Pubblicato in Teleriunioni luglio 2015

La teleconferenza di martedì, presenti 15 compagni, è iniziata con una discussione sull'immissione sempre più massiccia di robot nelle fabbriche cinesi e non.

A Dongguan la Shenzhen Evenwin Precision Technology Co, un'azienda privata che fabbrica componenti per telefoni cellulari, vuole ridurre del 90% l'attuale forza lavoro sostituendola con un robot.

Marx parla del sistema di macchine come di un automa generale che, ad un certo punto, diventa indipendente dall'uomo e si muove grazie a una forza motrice unica e centralizzata. L'uomo da parte attiva del processo produttivo diventa guardiano dello stesso. L'Economist affronta l'argomento in un recente articolo, Rise of the machines, in cui analizza i progressi nel campo dell'intelligenza artificiale; e in un altro, The dawn of artificial intelligence, ricorda l'allarme lanciato da Stephen Hawking secondo il quale l'ulteriore sviluppo dell'intelligenza artificiale potrebbe portare alla fine della specie umana.

Pubblicato in Teleriunioni maggio 2015

La teleconferenza di martedì, a cui si sono collegati 15 compagni, è iniziata dalle ultime news politiche italiane, la caduta del Governo Letta e l'ascesa di Matteo Renzi.

Dopo la tornata elettorale del 2008, che porta al governo Pdl, Lega e Movimento per l'Autonomia, scriviamo sul numero 23 della nostra rivista Elezioni non proprio normali. Il titolo è ben presto spiegato: i risultati elettorali consegnano alle aule parlamentari una composizione di eletti che non vede rappresentanze dei partiti della sinistra tradizionale; dopo più di un secolo, escluso il ventennio fascista, è la prima volta nella storia della Repubblica Italiana. Nello stesso periodo Beppe Grillo comincia la sua campagna per un "Parlamento pulito" contro i costi della politica e i privilegi della casta. Nel novembre del 2011, in seguito alla crisi economica e alle forti pressioni internazionali, Berlusconi lascia l'incarico di Presidente del Consiglio. Lo sostituisce Mario Monti con un "governo di impegno nazionale", la cui compagine è formata da sette professori universitari, cinque dottori generici, un avvocato, un magistrato, un professore-avvocato, un banchiere, due giuristi, un prefetto, un ambasciatore e un ammiraglio, ma nessun politico di professione.

La teleconferenza di martedì, a cui hanno partecipato 16 compagni, è iniziata dal commento di alcuni articoli sul tema della robotica. Un articolo di Wall Street Italia segnala che tra non molto tempo il 70% del lavoro manuale sarà svolto da robot e in particolare che, secondo uno studio condotto da un gruppo di scienziati dell'Università di Oxford, il 47% dei posti di lavoro rischia di scomparire già nell'arco di una sola generazione (circa 20 anni). Non stupisce quindi l'annuncio di Foxconn, la grande fabbrica cinese "dei suicidi", di voler introdurre nei suoi stabilimenti un milione di robot: questi possono lavorare ventiquattro ore su ventiquattro, non scioperano, non protestano e sono sempre meno costosi. I media ufficiali trattano il tema della robotica dal punto di vista della sfida di costruire robot con sembianze umane; molto più interessante invece, per il nostro lavoro, l'articolo Andate e moltiplicatevi apparso qualche anno fa su Le Scienze, in cui si indaga la possibilità di produrre macchine autoreplicanti:

La teleriunione di martedì sera, collegati 16 compagni, è iniziata dal commento dell'ennesima tragedia del mare in cui hanno perso la vita centinaia di uomini e donne. I flussi migratori, aumentati dal marasma sociale in corso in Nordafrica e Medioriente, dalle guerre e dalla miseria crescente, rappresentano per il Capitale un enorme massa di forza-lavoro disponibile a tutto. L'immigrazione verso i mezzi di produzione stimola la concorrenza fra i salari e quindi il loro ribasso, e si traduce nella generalizzazione del lavoro precario e nell'introduzione di nuove forme di schiavitù. Inoltre, essendo la forza-lavoro una merce liberamente circolante sul mercato interno dei singoli paesi ma ancora poco liberamente su quello estero, l'attività di farla arrivare a destinazione diventa ovunque molto lucrativa, come in tutti i casi di "contrabbando". Il traffico di esseri umani produce complessivamente, a seconda delle stime, un fatturato che va dai cinque ai sette miliardi di dollari l'anno.

[Un gruppo di giovanissimi ci aveva inviato un documento circolare sul quale avevamo fatto alcuni commenti. Questo è il seguito della corrispondenza].

"Vi ringraziamo per aver letto il nostro documento e replicato. Avete ragione sul fatto che dava l'impressione di essere indirizzato a largo raggio: infatti lo scritto aveva l'intenzione di avviare una discussione allargata. L'abbiamo inviato anche a compagni, soprattutto giovani che, illusi, gravitano intorno a Rifondazione. Purtroppo siamo in una situazione di totale spiazzamento, soprattutto delle fasce giovanili, rincitrullite dai 'miti' antiglobalizzatori attuali e, nella migliore delle ipotesi, seguaci della nuova autonomia, da cui traggono teorie sul negriano 'impero' al posto di quelle classiche sull'imperialismo.

Pubblicato in Doppia direzione

Si è commentata la traiettoria di OWS: gli americani continuano a ri-lanciare date e appuntamenti internazionali ma sembra che, ad oggi, la forma (organizzativa) prevalga sul contenuto (politico). In tutti i casi il movimento Occupy, o quello che nascerà dalle sue ceneri, sarà obbligato a raggiungere una coincidenza tra forma e contenuto per passare ad un livello superiore.

In Italia si assiste al massimo al lancio del "No Monti day" fissato per il 27 Ottobre. Nella penisola la protesta sembra attenuata ma, applicando la legge di potenza anche ai movimenti sociali, l'esplosione sarà di certo poderosa proprio per l'energia accumulata. Le manifestazioni in Spagna anticipano quanto potrebbe accadere anche qui da noi e, essendo l'Italia un importante hub europeo, la sua influenza sugli altri nodi della rete sarà inevitabile. Lo possiamo già riscontrare, seppur in maniera contraddittoria, in quanto sta accadendo a Taranto: anche se il Comitato Cittadini Liberi e Pensanti spinge verso il blocco della produzione piuttosto che della città, la rivendicazione che affiora è quella di un salario per vivere.

Pubblicato in Teleriunioni 2012

Rivista n°45, aprile 2019

copertina n°45f6Editoriale
Fine della preistoria umana
f6Articoli
- Dalla partecipazione alla schiavitù. Genesi delle società divise in classi
- Poscritto al Grande Ponte. Connessione tra le arcate
- Brexit
f6Doppia direzione
Il nome e l'ombra

Raccolta della rivista n+1

Newsletter 235, 31 agosto 2019

f6La telecamera e il carro armato
f6Che capitalismo è mai questo?
f6Anti-imperialismo selettivo
f6La guerra delle valute
f6Fisiologia della sicurezza
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