Informazioni aggiuntive

  • Resoconto teleriunione  2 aprile 2013

Dove condurrà l'ennesimo esperimento italiota?

Alla teleconferenza di martedì sera hanno partecipato dieci compagni.

La discussione è cominciata dall'analisi della situazione politico-economica italiana alla luce dell'"incarico" dato dal Presidente della Repubblica, dopo il fallimento del tentativo di Bersani di formare una maggioranza, a due gruppi di saggi. Così facendo Napolitano, oltre a prender tempo in vista della scadenza del suo mandato (il 15 maggio), rilegittima il governo tecnico di Monti. E' curioso il percorso politico di questo governo: dimissionario in vista delle elezioni, sconfitto, riconsolidato dopo le elezioni. Dove condurrà l'ennesimo esperimento italiota?

Riguardo all'"incarico" dei dieci saggi, non è ancora ben chiaro cosa possano fare queste due commissioni dato che non è solo l'economia ad essere in crisi ma lo stesso apparato politico amministrativo della borghesia, che fatica a trovare un indirizzo univoco. In questo scenario alquanto fluido resta plausibile l'ipotesi di un golpe di primavera, anche perché da più parti si chiede la nascita di un governo forte.

La scelta di Napolitano di istituire due gruppi di supporto, uno istituzionale e l'altro economico, è davvero inedita e addirittura Repubblica, da sempre schierata con l'asse Pd-Monti-Napolitano, adesso lascia trapelare una certa preoccupazione per l'evolvere della situazione. Dopo i tecnici arrivano i tecno-saggi, ad ulteriore dimostrazione che il parlamento ha esaurito le proprie residue risorse.
Le ipotesi più quotate in questi giorni, per sciogliere il terribile nodo, sono quelle di un governissimo tra Pd e Pdl, opzione che però "brucerebbe" un Pd che non a caso mette le mani avanti, o di nuove elezioni, soluzione rischiosa sia per le reazioni dei mercati che per i risultati delle urne. Insomma, sembrano non esserci soluzioni "realistiche" attuabili in tempi brevi. In effetti, cosa può esserci oltre al dirigismo tecnico?

Il prossimo governo non potrà ignorare le indicazioni di Confindustria che tramite Il Sole 24Ore esprime forte insoddisfazione, soprattutto verso il rispetto del fiscal compact: i vincoli imposti dalla Bce per ripianare il debito sono impossibili da adottare per la già compromessa economia nazionale. Teorie "anti-Euro", una volta appannaggio di siti cospirazionisti, adesso trovano spazio nel giornale degli industriali, i quali cominciano ad alzare la voce rispetto alle direttive che arrivano dalla BCE: "Abbiamo bisogno di una costituente che decida subito il da farsi, ma soprattutto che individui se è possibile fare ciò che deve essere fatto. Altrimenti, come extrema ratio, non resterebbe altro che decidere insieme un'uscita ordinata e governata dagli accordi presi, perché non possono essere ottemperati o perché non lo si vuole. Da parte nostra, come di altri. Allontaniamo dalla politica gli illusi e coloro che sanno solo proporre di distruggere e non correggere ciò che è stato fatto." (Paolo Savona, Se non cambia in profondità diventa una trappola)

La fragile impalcatura su cui si regge l'Unione Europea scricchiola sempre più forte e si sprecano gli editoriali contro quegli automatismi sovranazionali che, "disumani", tagliano il welfare e deprimono ulteriormente l'economia. Scrive Il Sole 24Ore: "le regole di Maastricht volevano evitare il ricorso agli automatismi che invece ora hanno preso il sopravvento." E' in corso un veloce riposizionamento politico che vede coinvolta Confindustria o perlomeno ampi settori della borghesia italiana. Dopo aver accettato e chiesto a tamburo battente il varo di misure di austerity(dalle pensioni al mercato del lavoro), adesso i confindustriali si accorgono che l'austerità deprime l'economia e fa pure male alla salute. Non ci stupiremmo se, ad esempio, il Comitato No Debito, che raccoglie tutta una serie di sindacatini e gruppetti di sinistra, proponesse un fronte unico politico con la borghesia nostrana contro le manovre economiche imposte dalla famigerata Troika Bce-Fmi-Unione Europea. E alcuni punti programmatici, come il ripudio del debito, la disdetta del fiscal compact, le nazionalizzazioni, ecc., potrebbero fare breccia anche in ambienti borghesi.

C'è il fondato rischio che imploda la moneta unica. Ora anche Grillo vuole il referendum per votare l'uscita dall'Euro e la leader del Fronte nazionale francese, Marine Le Pen, coglie l'occasione al balzo plaudendo all'iniziativa e proponendo un incontro. Settori di estrema destra strizzano l'occhio ai grillini a dimostrazione dell'elevata mobilità tra forze di destra e di sinistra. Il nazionalismo dei battilocchi, che si scagliano contro l'Europa dei banchieri rea di sottrarre sovranità nazionale, rappresenta in realtà un fronte ampio e trasversale capace di mettere insieme fascisti e super-sinistri.

Il fenomeno storico del fascismo è irreversibile. Esso è stato il realizzatore dialettico delle istanze social riformiste, ma oggi non c'è più spazio di manovra per politiche riformiste. La politica del futuro non potrà che passare, necessariamente, attraverso la formazione di una nuova comunità-partito che anticiperà forme della società comunista, in critica a quelle del passato. La forma sociale presente, dal canto suo, innalza una barriera controrivoluzionaria preventiva contro l'anti-forma che emerge con prepotenza e che si imporrà in quanto la sua forza è reale, non ideale.

Sotto i colpi della crisi del Capitale senile si sta determinando una spaccatura netta tra i difensori dell'economia nazionale e gli affossatori della stessa. Basta leggere quanto scrivono alcuni militanti sindacali che, pur essendo critici verso la linea concertativa della CGIL, mantengono un'ottica patriottico-partigiana: i sindacati italiani e soprattutto la CGIL danneggiano enormemente non solo i lavoratori ma l'Italia per il loro comportamento arrendevole.

"Il più disgraziato e pernicioso prodotto del fascismo è l'antifascismo. Partigiano è chi, per fede, per dovere o per soldo, combatte per un altro. Militante del partito rivoluzionario è chi combatte per sé e per la sua classe. La ripresa rivoluzionaria dipende dal poter elevare una barriera tra il metodo demoborghese della lotta partigiana e quello dell'azione classista di partito." (A. Bordiga, 1949).

I sinistri immaginano e propongono uno Stato che dirige l'economia, senza però comprendere che un fascismo-keynesismo come quello degli anni Venti e Trenta non può ripetersi. Oggi è il Capitale anonimo a tirar le redini. E per questo ha ancora meno senso piagnucolare per la riduzione del cosiddetto welfare poiché, mai come oggi, lo Stato, al servizio del Capitale e non più dei capitalisti, si prodiga nel tentativo di salvare, con decreti totalitari, le capacità di insensato consumo delle masse. Se non ci riesce, ad impedirlo è la sua crisi storica. Occorre badare a quello che fanno gli Stati, non tanto ai pupazzi che li rappresentano. Il capitalismo è organizzato ma non riuscirebbe a dominare da solo; ha bisogno di legare alla propria ideologia e quindi al proprio funzionamento i proletari e per farlo adopera strati intermedi piccolo-borghesi, intellettuali, studenti, tecnici responsabilizzati, ecc. Sviluppa e utilizza fronti interclassisti proprio perché sono il miglior modo per impastoiare il proletariato, allontanandolo dal suo programma storico e inducendolo invece a lottare secondo la logica riformista degli aggiustamenti di sistema.

Nella scorsa teleconferenza si è accennato alle condizioni critiche in cui versa l'economia della Slovenia (e alle mobilitazioni in corso nel paese, tipoOccupy Lubiana). Adesso arrivano informazioni interessanti anche dall'Olanda. Questo paese, molto più importante economicamente, fa parte dei cosiddetti falchi dell'Unione, i più severi nel richiedere l'attuazione dei vincoli di bilancio. Sotto i colpi dell'indebitamento pubblico e privato, della bolla immobiliare e della crescente disoccupazione, l'Olanda precipita nella crisi. Paese che fino a non molto tempo fa, insieme alla Germania, usava toni molto duri nei confronti dei famigerati PIGS.
Il Nord Europa comincia ad essere in difficoltà e anche lì dovranno quindi essere attuati tagli "lacrime e sangue". Sommando quante accade a Cipro, in Grecia, Portogallo, Spagna, Italia, Slovenia alla situazione economica di paesi modello come Olanda e Danimarca (dove sta scoppiando la bolla del mattone), ne esce fuori un quadro esplosivo.

In relazione a questa instabilità, molte banche centrali riducono i depositi in Euro. Se la principale moneta di riferimento rimane il dollaro americano, adesso si fanno consistenti i depositi in yuan cinesi e in dollari australiani. Si tratta di una vera e propria fuga dall'Euro verso altre monete, verso altri centri di riferimento. Per stabilizzare una situazione così aggrovigliata ci vorrebbe, invece dell'attuale guerra di tutti contro tutti, un fascismo... planetario.

Il quadro appena descritto mostra delle invarianze con quanto accaduto nel III secolo d.C. nell'Impero Romano. Al caos del suo tempo, Diocleziano rispose con delle riforme di "sistema" adottando misure amministrative ed economiche onerose che però risultarono peggio del disordine. Basti ad esempio il costo enorme dell'esercito utilizzato per tenere a bada i barbari e le loro invasioni.

Articoli correlati (da tag)

  • L'auto-distruzione del Capitale e le sue conseguenze pratiche

    La teleconferenza di martedì sera, connessi 12 compagni, è iniziata con alcune considerazioni in campo economico.

    Per la prima volta nella storia dell'economia il bilancio di una banca centrale ha superato il Pil del paese di riferimento: la BoJ, la Banca centrale giapponese, ha stampato denaro per un valore di circa 4300 miliardi di euro, cifra sufficiente a comprare asset di valore superiore a quello del Pil nazionale.

    Nel capitalismo odierno istituti nati come strumenti di gestione dello Stato sul fatto economico si sono tramutati in fondi di investimento impegnati a seguire le perfomance del mercato. Il passaggio storico dal controllo dello Stato sul Capitale al controllo del Capitale sullo Stato è dimostrato dal cambiamento di ruolo delle banche: se all'inizio la loro funzione era quella di raccogliere piccoli capitali liberi nella società per poterli investire nell'industria, oggi invece la maggior parte della loro attività è di natura speculativa. E' dalla metà degli anni '70 che l'immensa massa di capitale prodotta fatica a valorizzarsi nell'attività industriale e da allora tende a bypassare la produzione cercando di valorizzarsi nell'ambito della circolazione. Dato il persistere della crisi, i governi hanno mano a mano stabilito nuove politiche monetarie per risollevare le sorti dell'economia "reale", ma l'unico risultato raggiunto è stato quello di favorire gli istituti di credito che hanno continuato, con il denaro regalato dal quantitative easing, la loro azione speculativa. Insomma, l'intervento delle banche centrali per far ripartire l'inflazione ha provocato la sola inflazione degli indici borsistici, allargando la base di sostegno al credito/debito globale.

  • Sovrappopolazione relativa come fenomeno cronico

    Durante la teleconferenza di martedì sera, presenti 14 compagni, abbiamo preso spunto dalle notizie sulla carovana dei migranti in marcia verso gli Usa per fare alcune considerazioni sulla miseria crescente prodotta dal capitalismo senescente.

    Organizzata su Facebook e WhatsApp in settembre, la carovana è partita il 13 ottobre da San Pedro Sula, in Honduras, uno dei paesi più violenti del mondo. Lì, come in Guatemala e in El Salvador, le gang controllano traffici e risorse, e la stragrande maggioranza degli abitanti vive sotto la soglia di povertà. Secondo i media messicani, le autorità dei paesi in cui i migranti sono transitati non ne hanno ostacolato il cammino, e dalle iniziali 1.600 persone, radunate in Honduras, si è arrivati a 5 mila già al confine con il Guatemala, fino a superare i 7 mila dopo il complicato passaggio dal Guatemala al Messico. La carovana sudamericana è solo una goccia nel mare dei processi migratori in corso: attualmente sono milioni gli esseri umani in fuga da situazioni difficili:

  • Transizione di fase

    Abbiamo cominciato la teleconferenza di martedì sera, presenti 14 compagni, parlando della campagna di Amnesty International "Ferma il lavoro minorile nelle miniere di cobalto in Congo", secondo cui sono almeno 40 mila i bambini impiegati nelle cave nel sud del paese per l'estrazione del "prezioso minerale utilizzato per la produzione di batterie ricaricabili utilizzate per i nostri cellulari, tablet, computer e altri dispositivi elettronici."

    In alcune aree del Pianeta il capitalismo sta tornando ad una forma di schiavismo generalizzato. Ad esempio in Nigeria, dove milioni di persone sono preda della miseria più assoluta, o in Niger dove lo Stato non esiste più e le milizie si contendono le risorse del territorio; in generale tale condizione riguarda vaste zone del Nord Africa e del Medioriente. Il processo, che ha preso piede nelle periferie del mondo, ora arriva a lambire anche i paesi di vecchia industrializzazione, dove sono sempre più numerosi i casi di esseri umani ridotti in schiavitù.

Rivista n°42, ottobre 2017

copertina n°42f6Editoriale: L'immane mistificazione
f6Articoli: La socializzazione fascista e il comunismo - Cento anni dall'Ottobre
f6Rassegna: Uragani d'America - Irma o della crescita esponenziale dei danni - Ricordate Katrina? - Occupy Wall Street non nasce dal niente - Gli orti urbani - Catastrofe sociale dei lavoretti
f6Terra di confine: La dimora dell'uomo (domani)
f6Recensione: Coppi, Bartali e i vaccini
f6Doppia direzione: Lavorare è bello
f6Spaccio al bestione trionfante: Riscontro "psicologico" - Fazioni in lotta

Raccolta della rivista n+1

Newsletter 230, 18 ottobre 2018

f6Bomba a orologeria
f6Uno schema Ponzi per sé stessi
f6Umanità minore
f6C'era una volta la teoria del valore
f6Il paradosso di Fermi
f6Il non-Statuto dei gig-lavoratori
f6La strana storia del reddito di base
f6Spread

Leggi la newsletter 230
Leggi le altre newsletter

Abbonati alla rivista

Per abbonarti (euro 20, minimo 4 numeri) richiedi l'ultimo numero uscito, te lo invieremo gratuitamente con allegato un bollettino di Conto Corrente Postale prestampato.
Scrivi a : mail2

Iscriviti alla newsletter

Iscriviti alla newsletter quindicinale di n+1.

Invia una mail a indirizzo email