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La notizia della quotazione in borsa di Twitter è stato il primo argomento trattato durante la teleconferenza di martedì sera a cui si sono connessi 16 compagni. Il titolo del sito di microblogging ha fatto il suo ingresso nel mercato a quota 26 dollari, sfondando in pochi minuti il tetto dei 50 per poi assestarsi, alla chiusura di Wall Street, a un valore per azione di 44,90 dollari. Secondo gli analisti, a fine 2013, la società farà registrare guadagni per 583 milioni di dollari. Ma sono altre le cifre da considerare, ad esempio gli attuali 240 milioni di "twitteristi" che, si calcola, già entro la fine dell'anno potrebbero arrivare a 300. A fronte di un'esigua componente di dipendenti (Twitter ne ha 2000), le aziende dei social network agganciano milioni di utenti che utilizzano e migliorano il servizio offerto. Su Repubblica si fa scherzosamente il calcolo di quanto spetterebbe a ogni utente:

Rivista n°44, dicembre 2018

copertina n°44f6Editoriale: Duecento anni nel nome di Marx
f6Articoli: Marx 1818-2018 - Imperialismo in salsa cinese - Plaidoyer per il cemento - A che punto è la "crisi" - Comunismo e agricoltura
f6Terra di confine: Il capitalismo non è eterno
f6Rassegna: Dennett, Dai batteri a Bach e ritorno
f6Doppia direzione: La misura e la scienza - La sovrapposizione fra modi di produzione

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Newsletter 232, 12 febbraio 2019

f6Per qualche dollaro in meno
f6La lunga notte della sonda cinese
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