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La teleconferenza di martedì sera, presenti 14 compagni, è iniziata commentando le news in arrivo dal Venezuela, dove in seguito agli assalti a supermercati e negozi da parte della popolazione, ormai ridotta alla fame, il governo Maduro ha costretto gli esercenti ad abbassare i costi dei beni di prima necessità. Nel paese i prezzi delle merci sono arrivati alle stelle a causa di un'inflazione a livelli da record, mentre il Bolivar, la moneta locale, non viene più accettata nelle transazioni.

La situazione economica in cui versa il paese è molto simile a quella di altre aree del mondo dove storicamente vengono attuate misure per calmierare i beni di prima necessità. Quando le condizioni economiche peggiorano e tali misure non possono più essere mantenute, quando i governi non riescono più a sfamare le popolazioni, scattano le rivolte, i saccheggi e le manifestazioni.

La teleriunione di martedì sera, collegati 16 compagni, è iniziata dal commento dell'ennesima tragedia del mare in cui hanno perso la vita centinaia di uomini e donne. I flussi migratori, aumentati dal marasma sociale in corso in Nordafrica e Medioriente, dalle guerre e dalla miseria crescente, rappresentano per il Capitale un enorme massa di forza-lavoro disponibile a tutto. L'immigrazione verso i mezzi di produzione stimola la concorrenza fra i salari e quindi il loro ribasso, e si traduce nella generalizzazione del lavoro precario e nell'introduzione di nuove forme di schiavitù. Inoltre, essendo la forza-lavoro una merce liberamente circolante sul mercato interno dei singoli paesi ma ancora poco liberamente su quello estero, l'attività di farla arrivare a destinazione diventa ovunque molto lucrativa, come in tutti i casi di "contrabbando". Il traffico di esseri umani produce complessivamente, a seconda delle stime, un fatturato che va dai cinque ai sette miliardi di dollari l'anno.

Alla teleconferenza di martedì sera hanno partecipato 13 compagni.

La discussione è cominciata analizzando la proposta di Confindustria ai sindacati di "un patto in fabbrica" per ricostruire il Paese. La segreteria della CGIL, e prima ancora la Cisl, si sono dichiarate disponibili a mettere da parte gli interessi particolari e ad aprire le trattative per un non meglio definito tentativo di risollevare le sorti dell'economia nazionale. "Possiamo fare tanto ma da soli non ce la faremo", hanno spiegato gli industriali all'appuntamento biennale della Piccola Industria. "Dobbiamo salvare il Paese, occorre una assunzione di responsabilità da parte di tutti gli attori in gioco". Un patto dei produttori, sottolinea il leader della Piccola Industria, è "un dovere e una responsabilità" nel momento "più difficile della storia della nostra Repubblica".

Pubblicato in Teleriunioni aprile 2013

Alla riunione via Skype si è naturalmente commentata quella del 51° Incontro redazionale di "n+1" , aperto ai lettori, (Sharing Hotel, Torino, 15-16-17 marzo 2013). In base alle prenotazioni, si è ricordato che erano presenti 52 compagni, mentre altri 5 erano collegati via Internet. Tutto si è svolto in un ambiente sereno e conviviale. Le relazioni, al solito per argomenti concatenati, hanno suscitato interesse, mostrando intorno al nostro lavoro persiste immutata e anzi rafforzata quell'attenzione che dura da più di trent'anni, anche se in un ambiente quantitativamente limitato. I semilavorati che presentiamo di volta in volta sono in elaborazione continua e integrati anche dopo la stampa sul nostro periodico o sul sito internet. Tra l'altro la nostra corrente ha sempre utilizzato il lavoro collettivo con il metodo che oggi è ampiamente alla base di Wikipedia e che ebbe un precedente storico illustre in Alessandro Dumas. Il laboratorio da cui uscivano i "suoi" romanzi era composto da una decina di autori che coordinavano e fondevano le loro conoscenze per il risultato finale. Essi si chiamavano fra di loro, scherzosamente, "negri", appellativo ripreso fin dall'immediato dopoguerra dai nostri vecchi compagni.

Pubblicato in Teleriunioni marzo 2013

Uno degli ultimi post pubblicati sul sito di OWS intitolato Occupy Wall Street, Not Palestine (è stato rimosso!) affronta in modo interessante l'attuale conflitto israelo-palestinese. Le guerre, dicono gli occupiers, sono frutto degli interessi dell'1% e bisogna rivoltarsi contro il nemico interno: bisogna prendersela con la propria classe dirigente evitando la guerra tra poveri. Nel suddetto post si riportava pure il "Manifesto dei giovani di Gaza", scritto l'anno scorso sull'onda della Primavera araba.

Nella east coast americana dopo Sandy c'è stata una bufera di neve e quindi altri danni. Lo Stato è andato in tilt, soprattutto a New York, dove in migliaia vivono in roulotte e tende organizzati male. Le strutture di Occupy al contrario funzionano bene e sono ormai permanenti, supplendo al ruolo delle pubbliche autorità. Ultimamente si è verificata una curiosa alleanza tra alcune Unions e Occupy Wall Street. Tale alleanza si è verificata sia sul terreno della piattaforma di mutuo soccorso Occupy Sandy che per l'agitazione dei dipendenti ultra-precari della Walmart.

Pubblicato in Teleriunioni 2012

In apertura della riunione abbiamo condiviso alcune impressioni rispetto agli incontri pubblici tenuti da Loren Goldner organizzati a Milano e a Torino. Goldner ha affrontato il discorso su OWS e sulla cosiddetta ripresa della lotta di classe statunitense a partire dal crash finanziario del 2008 in maniera assolutamente sociologica senza riuscire ad individuare una prospettiva nelle lotte che si sviluppano a livello globale, senza mettere a fuoco i processi economici e le risposte sociali. Trattandosi di un sociologo, non ci si aspettava grandi teorizzazioni ma quantomeno un'analisi più articolata, dal momento che Goldner ha anche scritto alcuni articoli dedicati a Bordiga e alla "comunità materiale". Oltre al taglio profondamente sociologico quindi, è emerso anche quello vetero-sindacale che vede la lotta di classe esclusivamente legata alla presenza di un proletariato industriale produttivo, proprio quel proletariato idealisticamente compianto che negli Stati Uniti si è drasticamente ridotto a seguito della deindustrializzazione iniziata negli anni Settanta.

Pubblicato in Teleriunioni 2012

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Rivista n°42, ottobre 2017

copertina n°42f6Editoriale: L'immane mistificazione
f6Articoli: La socializzazione fascista e il comunismo - Cento anni dall'Ottobre
f6Rassegna: Uragani d'America - Irma o della crescita esponenziale dei danni - Ricordate Katrina? - Occupy Wall Street non nasce dal niente - Gli orti urbani - Catastrofe sociale dei lavoretti
f6Terra di confine: La dimora dell'uomo (domani)
f6Recensione: Coppi, Bartali e i vaccini
f6Doppia direzione: Lavorare è bello
f6Spaccio al bestione trionfante: Riscontro "psicologico" - Fazioni in lotta

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