Informazioni aggiuntive

  • Resoconto teleriunione  29 luglio 2014

Marasma sociale, dietrologie e intelligenza di sciame

La teleconferenza di martedì sera, a cui hanno partecipato 12 compagni, è cominciata prendendo spunto da un articolo sul Medio Oriente (The Engineered Destruction and Political Fragmentation of Iraq. Towards the Creation of a US Sponsored Islamist Caliphate) del complottista Michel Choussoudousky, per il quale tutto avviene "per colpa di qualcuno" intento a tramare contro la felicità dei popoli. Ora, è ovvio che gli Stati imperialisti hanno una loro volontà e la applicano nei modi che sono ben noti, ma di qui a governare il mondo per mezzo di un disordine voluto, pianificato e controllato, ne corre. Altrimenti bisognerebbe spiegare come mai, per decenni, fino al Crollo del Muro di Berlino, è stato utile un "ordine mondiale" con schieramenti polarizzati che nessuno aveva nemmeno sognato, figuriamoci progettato. In realtà i complottatori possono soltanto assecondare ciò che esiste, la capacità di un rovesciamento della prassi è attribuibile soltanto a movimenti rivoluzionari in periodi rivoluzionari.

Choussoudousky solitamente usa maggior cautela nel trattare presunti complotti e dietrologie. Questa volta invece scivola pesantemente quando sostiene che l'Isis è stato progettato a tavolino dalla Cia.

Il nuovo califfato è nato in brevissimo tempo ma era in gestazione da anni: sorto dopo scontri violenti da una costola di al Qaida, ha contrapposto alla Sunna ideale il progetto di una forza mobile ma con aggancio territoriale (Islamic State) in Siria e Iraq, un po' come avvenne quando le conquiste arabe stanziarono popolazioni organizzate al posto delle mobili bande beduine. È curioso constatare come certi elementi precipitino nella confusione totale senza distinguere fra Stati e movimenti, ad esempio ritenendo l'Iran sciita nemico degli Stati Uniti e il jihadismo sunnita amico, mentre, oggettivamente, sul terreno della geopolitica reale le cose stanno in modo ben più complicato.

La teleriunione è proseguita con la lettura di alcuni brani tratti da Stigmergy as a Universal Coordination Mechanism. Il tema della stigmergia, cioè il metodo di comunicazione utilizzato nei sistemi decentralizzati, era stato da noi affrontato al tempo della traduzione in italiano dell'articolo 15M: Qualcosa di simile ad una "costituente" sta arrivando di Raúl Sánchez Cedillo.

Nella voce di Wikipedia dedicata alla swarm intelligence sono elencate tre caratteristiche per descrivere questa forma di intelligenza distribuita:

  • Ogni individuo del sistema dispone di "capacità limitate";
  • Ogni individuo del sistema non conosce lo stato globale del sistema;
  • Assenza di un ente coordinatore (ad esempio in uno sciame di api, l'ape regina non coordina l'attività delle altre api).

Al di là della terza caratteristica (assenza di un ente coordinatore), su cui ci sarabbe molto da dire, il tutto ci ha fatto venire in mente l'articolo Occupy the World together, ed in particolare il passo in cui paragoniamo il funzionamento della società umana a quello di un termostato:

"Il più semplice meccanismo cibernetico è quello che riceve dati dall'ambiente e, a seconda di come è regolato, aziona dei dispositivi che producono una variazione dell'ambiente stesso. Il nostro corpo regola la propria temperatura, ma se le variazioni sono troppo grandi, comanda al cervello di accendere un fuoco o di cercare dell'ombra. Con lo stesso principio è stato inventato il termostato. La rappresentazione più semplice di questo comportamento è una sequenza del tipo: se succede la tal cosa, allora agisci in tal modo, altrimenti in tal altro. Reagisce così un corpo vivente, una macchina progettata allo scopo, una società intera o una sua parte. Twitter è un social network nato per comunicare. Si è evoluto filtrando, aggiungendo ed eliminando informazione a seconda delle esigenze di chi lo adopera. Noi possiamo polarizzare il network con tre semplici comandi: preleva informazione dalla rete, immettine, oppure cancellane."

L'azione sociale di milioni e milioni di individui, che possiamo paragonare a quella degli insetti oppure degli atomi sociali di Mark Buchanan, dà vita a feedback incrociati che producono un insieme intelligente capace di acquisire informazione dall'ambiente, elaborarla e modificare lo stesso. A tal proposito, non potevano mancare due riferimenti bibliografici: La conquista sociale della Terra di Edward O. Wilson e Il risveglio della mente globale di Peter Russell.

Articoli correlati (da tag)

  • La rivoluzione in marcia

    il disastro italiano in venti graficiLa teleconferenza di martedì sera, presenti 15 compagni, è iniziata con il commento di un articolo del Corriere della Sera sulla flessione del mercato immobiliare italiano.

    Secondo i dati raccolti dall'Osservatorio Fiaip (Federazione italiana degli agenti immobiliari professionali), negli ultimi 10 anni il prezzo delle case è crollato mediamente del 30%, con situazioni particolarmente gravose nei quartieri periferici di Roma, Milano, Napoli e Torino. Storicamente il mattone rappresenta un bene rifugio nei momenti di crisi, ma quando non adempie più a questo compito diventa indice di guai seri per l'economia. Anni fa l''Economist, nell'articolo da cui prendemmo spunto per scrivere il testo "Le case che salvarono il mondo", ammetteva che le abitazioni "hanno protetto l'intera economia mondiale da una profonda recessione". Se il mercato immobiliare oggi si trova in queste condizioni, vuol dire che il sistema nel suo complesso è in grave sofferenza.

  • Automatismi catastrofici

    La teleconferenza di martedì sera, connessi 12 compagni, è iniziata commentando il recente attacco in Arabia Saudita ai siti petroliferi di Abqaiq, uno dei principali giacimenti del paese, e Khurais.

    Dall'iniziale ipotesi dell'invio di droni da parte dei ribelli Houthi, attivi in Yemen contro la coalizione a guida saudita, nel giro di poche ore le maggiori agenzie di stampa sono passate ad identificare l'azione di guerra come un qualcosa di più strutturato, condotta con decine di missili cruise e con velivoli comandati a distanza provenienti, probabilmente, da Iraq o Iran. Secondo la Rivista Italiana Difesa, sono stati inviati fino a 40 razzi, soprattutto da crociera, 19 dei quali hanno colpito e distrutto il bersaglio. I danni hanno causato il dimezzamento della produzione del complesso petrolifero, il più grande del mondo, con un calo del 5% della produzione mondiale ed un aumento immediato del 19% del prezzo del petrolio.

    Certamente non si tratta di un attacco di combattenti irregolari, poiché per un'operazione del genere occorrono sistemi complessi e conoscenze al di fuori della portata di eserciti partigiani. D'altra parte, è difficile che paesi come l'Iran o l'Iraq, esecutori diretti o passivi consenzienti, corrano il rischio di rappresaglie "proporzionate". In ogni caso, si sono innescati meccanismi automatici che potrebbero sfociare in un'escalation militare. In seguito all'episodio alcuni senatori americani hanno chiesto il bombardamento delle raffinerie iraniane, mentre il governo iraniano ha parlato di "compellenza". Il termine, che significa forzare qualcuno a fare qualcosa che lo danneggi, non ha riscontro nella lingua italiana, ma nella guerra moderna ha più valore degli stessi armamenti.

  • Pancia e gambe si muovono prima del cervello

    La teleconferenza di martedì sera, a cui hanno partecipato 7 compagni, è cominciata dal tema del "lavoro", o meglio del lavoro alienato che, come dice Marx, fa sì che l'uomo si senta tale solo quando mangia, beve e si accoppia (attività che condivide con le bestie), e si senta bestia quando lavora (attività che gli sarebbe peculiare).

    Un compagno ha fatto notare che il "lavoro" è un'attività umana invariante, incessante nei millenni (l'arco millenario che lega l'ancestrale uomo tribale lottatore con le belve al membro della comunità futura) nonostante il variare storico dei paesaggi epigenetici innumerevoli volte rivoluzionati. Perciò possiamo indicare la forma, che esprime il "lavoro" della natura sulla materia sia organica che inorganica, come il movimento in quanto tale.

    Ora, il "prodotto" di questo incessante movimento-lavoro della materia per miliardi di anni altro non è che lo stato attuale delle cose. L'uomo è nella fase della sua storia in cui quel primordiale movimento-lavoro ha assunto la modalità capitalistica, alienandosi. Il prossimo balzo evolutivo della specie verso il regno della libertà la emanciperà dal lavoro come cieco movimento della materia sociale. Rovesciata la prassi, per la prima volta l'umanità non sarà solo "cosciente" ma anche "dirigente" il suo proprio lavoro, ossia il suo proprio movimento-lavoro, ad un gradino evolutivo superiore. Scienza dell'uomo e della natura si integreranno e allora non ci sarà che una sola scienza.

Rivista n°45, aprile 2019

copertina n°45f6Editoriale
Fine della preistoria umana
f6Articoli
- Dalla partecipazione alla schiavitù. Genesi delle società divise in classi
- Poscritto al Grande Ponte. Connessione tra le arcate
- Brexit
f6Doppia direzione
Il nome e l'ombra

Raccolta della rivista n+1

Newsletter 235, 31 agosto 2019

f6La telecamera e il carro armato
f6Che capitalismo è mai questo?
f6Anti-imperialismo selettivo
f6La guerra delle valute
f6Fisiologia della sicurezza
f6Ex foresta amazzonica

Leggi la newsletter 235
Leggi le altre newsletter

Abbonati alla rivista

Per abbonarti (euro 20, minimo 4 numeri) richiedi l'ultimo numero uscito, te lo invieremo gratuitamente con allegato un bollettino di Conto Corrente Postale prestampato.
Scrivi a : mail2

Iscriviti alla newsletter

Iscriviti alla newsletter quindicinale di n+1.

Invia una mail a indirizzo email