Informazioni aggiuntive

  • Resoconto teleriunione  12 maggio 2015

L'intelligenza artificiale tra mito e realtà

La teleconferenza di martedì, presenti 15 compagni, è iniziata con una discussione sull'immissione sempre più massiccia di robot nelle fabbriche cinesi e non.

A Dongguan la Shenzhen Evenwin Precision Technology Co, un'azienda privata che fabbrica componenti per telefoni cellulari, vuole ridurre del 90% l'attuale forza lavoro sostituendola con un robot.

Marx parla del sistema di macchine come di un automa generale che, ad un certo punto, diventa indipendente dall'uomo e si muove grazie a una forza motrice unica e centralizzata. L'uomo da parte attiva del processo produttivo diventa guardiano dello stesso. L'Economist affronta l'argomento in un recente articolo, Rise of the machines, in cui analizza i progressi nel campo dell'intelligenza artificiale; e in un altro, The dawn of artificial intelligence, ricorda l'allarme lanciato da Stephen Hawking secondo il quale l'ulteriore sviluppo dell'intelligenza artificiale potrebbe portare alla fine della specie umana.

Dubitiamo che una macchina possa arrivare a riprodurre l'intelligenza umana e addirittura a soppiantarla. Dal punto di vista tecnico, superato il modo di produzione capitalistico, le attuali macchine così come sono permetterebbero il passaggio dal regno della necessità a quello della libertà. Il Nevada ha di recente autorizzato la circolazione di un nuovo modello di camion sviluppato dalla società tedesca Daimler, che consente al conducente di guidare senza dover tenere il volante continuativamente. Le macchine programmate ad uno scopo sono usate nella produzione da decenni e non sono affatto intelligenti, anzi molte volte semplicemente simulano i movimenti di un essere umano. La società borghese è dualistica e contrappone la macchina all'uomo, noi invece studiamo la simbiosi tra i due elementi, come fa ad esempio Kevin Kelly in Out Of Control, prendendo atto dell'avvenuta compenetrazione tra il regno del "nato" e quello del "prodotto".

Non "le macchine", ma il sistema che esse costituiscono, libereranno l'uomo dalla necessità, anzi, lo stanno già liberando, perché le determinazioni dello sviluppo tecnologico hanno portato il sistema alla soglia di un cambiamento qualitativo incompatibile con le caratteristiche della società del Capitale. Il termine lavoro deriva dal latino labor che significa fatica; in molte lingue europee il significato originario di questa parola, messo in luce dalle diverse etimologie, si concentra sempre sui suoi accenti negativi (fatica, dolore, travaglio). Il programma di trapasso dei comunisti tra l'epoca capitalista e quella comunista non è una società fondata sul lavoro, ma sul consumo.

A proposito di tecnologia che elimina lavoro umano, si è passati a parlare del Paradismo, un movimento che immagina l'avvento di una società senza valore di scambio:

"Il Paradismo è un rivoluzionario sistema socio-politico attraverso il quale l'essere umano ritrova finalmente la propria dignità e il ruolo che gli compete all'interno della società. Le nuove tecnologie, presto disponibili, prenderanno il posto del proletariato e della mano d'opera umana, liberando l'Uomo dalla schiavitù del lavoro. Egli non sarà più costretto a lavorare duramente tutta una vita per guadagnare di che vivere miseramente, ma potrà unicamente gioire dei beni che la scienza produrrà gratuitamente e che un governo mondiale metterà a disposizione di tutti, equamente."

In Italia il movimento è presente dal 2011, altri gruppi sono attivi in Francia, Svizzera, Slovenia, Romania, Svezia, Australia, Belgio, Brasile e Costa d'Avorio. Il Paradismo ha dei punti in comune con Zeitgeist, Venus Project e anche con il Movimento 5 Stelle delle origini, che proprio ultimamente è tornato a farsi sentire sul tema del reddito di cittadinanza.

Dopo la partecipata marcia Perugia-Assisi organizzata dai Cinque Stelle, si amplia in Italia il fronte politico favorevole alla misura economica per i meno abbienti: Maroni ne ha proposto l'attivazione in Lombardia, mentre SEL e alcuni esponenti del PD si sono detti interessati. Il disegno di legge presentato dai pentastellati inizia così:

"La crisi mondiale in atto non è contingente ma sistemica e strutturale. È un punto di non ritorno con cui il capitalismo globale deve fare i conti. Negli ultimi decenni si è assistito ad una progressiva e iniqua redistribuzione della ricchezza nei Paesi occidentali che, aumentando sempre più il divario tra i cosiddetti ricchi e i cosiddetti poveri, ha contribuito a ridurre in maniera determinante il potere d'acquisto di questi ultimi, minando le fondamenta stesse del sistema economico attuale."

Qualche anno fa la proposta del reddito di cittadinanza aveva un'accezione legata a una specie di diritto etico-morale; sotto i colpi della crisi sistemica la parola d'ordine ha assunto un profilo sindacale fino a diventare qualcosa di simile alla richiesta di un salario ai disoccupati. Di fronte a queste istanze la CGIL risponde con un silenzio assordante e non incalza Renzi nemmeno sui promessi ammortizzatori sociali. Comunque, gli operai si muovono anche se la CGIL resta ferma. Interessante il documento delle operaie degli stabilimenti Fiat-Sata di Melfi che racconta dei ritmi insostenibili e fa riferimento alla necessità della diminuzione dell'orario di lavoro.

Restando in ambito sindacale, abbiamo parlato della vertenza in corso ai magazzini SDA di Bologna, dove si profila all'orizzonte un accordo simile a quello firmato dal SI Cobas alla Granarolo. Di fronte a milioni di disoccupati e alla nascita di piattaforme di lotta aperte e senza gerarchie, i sindacati nostrani invece di promuovere l'unità dei lavoratori, accettano la logica degli operai di serie A (tempo indeterminato) con più diritti, e di quelli di serie B (tempo determinato) con meno. Il sistema della logistica si muove in maniera fluida e coordinata, la sovrastruttura sindacale che controlla le maestranze rimane legata al vecchio mondo dei diritti, delle tessere e dei Caf. Il futuro delle lotte immediate è rappresentato da un'organizzazione snella e orizzontale come 99 Pickets. Nella produzione just in time e senza magazzino, è facile intuire come le lotte dei facchini e dei corrieri possano essere il famoso granello di sabbia che inceppa l'ingranaggio generale. Se ne accorgono i servizi segreti, comprendendo che il flusso continuo della produzione/distribuzione può essere interrotto da pochissime persone con in mano un potere enorme.

 

Articoli correlati (da tag)

  • Pancia e gambe si muovono prima del cervello

    La teleconferenza di martedì sera, a cui hanno partecipato 7 compagni, è cominciata dal tema del "lavoro", o meglio del lavoro alienato che, come dice Marx, fa sì che l'uomo si senta tale solo quando mangia, beve e si accoppia (attività che condivide con le bestie), e si senta bestia quando lavora (attività che gli sarebbe peculiare).

    Un compagno ha fatto notare che il "lavoro" è un'attività umana invariante, incessante nei millenni (l'arco millenario che lega l'ancestrale uomo tribale lottatore con le belve al membro della comunità futura) nonostante il variare storico dei paesaggi epigenetici innumerevoli volte rivoluzionati. Perciò possiamo indicare la forma, che esprime il "lavoro" della natura sulla materia sia organica che inorganica, come il movimento in quanto tale.

    Ora, il "prodotto" di questo incessante movimento-lavoro della materia per miliardi di anni altro non è che lo stato attuale delle cose. L'uomo è nella fase della sua storia in cui quel primordiale movimento-lavoro ha assunto la modalità capitalistica, alienandosi. Il prossimo balzo evolutivo della specie verso il regno della libertà la emanciperà dal lavoro come cieco movimento della materia sociale. Rovesciata la prassi, per la prima volta l'umanità non sarà solo "cosciente" ma anche "dirigente" il suo proprio lavoro, ossia il suo proprio movimento-lavoro, ad un gradino evolutivo superiore. Scienza dell'uomo e della natura si integreranno e allora non ci sarà che una sola scienza.

  • Squilibri

    La teleconferenza di martedì 16 luglio, a cui hanno partecipato 8 compagni, è cominciata dallo "scandalo" dei fondi russi alla Lega.

    In realtà, per quanto ne dica Repubblica, c'è ben poco di cui scandalizzarsi: la Russia ha sempre agito in questo modo, mettendo da parte quanto necessario per incastrare il malcapitato di turno per poi ricattarlo e costringerlo a fare qualcosa. Da leggere, a tal proposito, il testo di Marx Rivelazioni sulla storia diplomatica segreta del XVIII secolo.

    La Russia è poco europea, ha caratteristiche asiatiche, ed è un paese fortemente centralizzato. Lo afferma lo stesso Vladimir Putin in una recente intervista al Financial Time, in cui denuncia il fallimento del liberalismo, il principio sui cui si reggerebbero i governi dell'Occidente che oggi soffrono di una "frattura tra il popolo e la classe dirigente". Secondo il presidente russo, inoltre, "la guerra fredda era una cosa cattiva, ma almeno c'erano delle regole, che tutti i protagonisti delle relazioni internazionali dovevano rispettare in un modo o nell'altro"; oggi invece il mondo è frammentato e caotico.

    Difficile sapere cosa si celi dietro l'affaire Lega, è decisamente più utile concentrare l'attenzione sulle alleanze e gli schieramenti imperialistici odierni. La situazione è molto fluida e si fatica a capire chi è nemico di chi (vedi atteggiamento schizofrenico degli Stati Uniti verso la Corea del Nord). Non è quindi un'esagerazione dire che siamo alla guerra di tutti contro tutti.

  • Il futuro agisce sul presente

    La teleconferenza di martedì sera, connessi 14 compagni, è iniziata presentando alcuni dei temi che verranno trattati durante il prossimo incontro redazionale di n+1.

    Il lavoro sulla socializzazione, in parte pubblicato sul numero 42 della rivista, continuerà con un approfondimento sulla dottrina sociale della Chiesa. Tra la metà e la fine dell'Ottocento, la Chiesa cattolica si trova a dover affrontare l'imponente "questione sociale", ovvero la moderna lotta di classe tra proletariato e borghesia, e tenta di organizzare le masse per allontanarle dalle teorie rivoluzionarie (vedi enciclica Rerum Novarum). La Sinistra Comunista "italiana", che nel filo del tempo "Meridionalismo e moralismo" individua nell'azione sociale della Chiesa uno dei grandi filoni controrivoluzionari insieme a quello socialdemocratico e a quello fascista, ha prodotto molti documenti sull'argomento; il materiale è stato da noi raccolto nel Quaderno Chiesa e fede, individuo e ragione, classe e teoria, dove si trovano le tracce dei passaggi storici fondamentali: questione romana, nascita del Partito Popolare di Don Sturzo, stipula dei Patti Lateranensi, rapporto tra socialismo e anticlericalismo, ecc. Una delle peculiarità della nostra corrente è la lotta contro l'indifferentismo: se è vero che le tre forme di cui sopra sono parte di un processo controrivoluzionario unico, è anche vero che esistono differenze teoriche e politiche che vanno perciò analizzate. La Chiesa, anche se di volta in volta è salita sul carro dei vincitori, ha sempre conservato gelosamente una sua autonomia dottrinale e organizzativa.

Rivista n°45, aprile 2019

copertina n°45f6Editoriale
Fine della preistoria umana
f6Articoli
- Dalla partecipazione alla schiavitù. Genesi delle società divise in classi
- Poscritto al Grande Ponte. Connessione tra le arcate
- Brexit
f6Doppia direzione
Il nome e l'ombra

Raccolta della rivista n+1

Newsletter 235, 31 agosto 2019

f6La telecamera e il carro armato
f6Che capitalismo è mai questo?
f6Anti-imperialismo selettivo
f6La guerra delle valute
f6Fisiologia della sicurezza
f6Ex foresta amazzonica

Leggi la newsletter 235
Leggi le altre newsletter

Abbonati alla rivista

Per abbonarti (euro 20, minimo 4 numeri) richiedi l'ultimo numero uscito, te lo invieremo gratuitamente con allegato un bollettino di Conto Corrente Postale prestampato.
Scrivi a : mail2

Iscriviti alla newsletter

Iscriviti alla newsletter quindicinale di n+1.

Invia una mail a indirizzo email