Informazioni aggiuntive

  • Resoconto teleriunione  20 dicembre 2016

Stiamo raggiungendo l'effetto soglia

La teleconferenza di martedì sera, connessi 10 compagni, è iniziata con le notizie provenienti da Berlino. L'attentato al mercatino natalizio di Breitscheidplatz rientra nella strategia, ormai collaudata, dello Stato Islamico per cui se perde terreno in Medioriente, lo riprende facendosi sentire in Occidente. Sempre in questi giorni a Zurigo si sono registrati momenti di tensione a causa di una sparatoria in una moschea in cui sono rimasti feriti alcuni fedeli in preghiera; si tratta di uno dei vari episodi minori che, seppur non direttamente collegati, sono parte della guerra in corso su scala globale.

In seguito all'attacco al mercatino berlinese, le forze dell'ordine hanno perquisito un hangar adibito a centro di accoglienza per immigrati alla ricerca di indizi o persone coinvolte nell'attentato. Negli ultimi mesi Angela Merkel si è mostrata più dura rispetto alle politiche sull'immigrazione, anche perché i numeri si sono fatti significativi: solo nel 2016 nel Paese sono arrivati 2 milioni di stranieri. Qualche tempo fa fecero notizia le immagini della popolazione tedesca che accoglieva i profughi in fuga dalla Siria con cartelli con su scritto "Welcome refugees"; ora qualcosa potrebbe cambiare. Di sicuro ci sarà chi capitalizzerà politicamente l'insicurezza e i sentimenti di paura e rabbia generati dall'attentato di Berlino. Ne abbiamo già avuto qualche assaggio in Italia con le barricate di Goro (Ferrara).

Nella newsletter del 6 agosto scorso, intitolata Guerra civile diffusa, scrivevamo: "Stiamo raggiungendo un effetto soglia superato il quale i governi occidentali saranno costretti a intervenire con forza. Ma contro chi? E come? La guerra di tutti contro tutti è diventata sistema." Ieri ad Ankara è stato assassinato da un poliziotto l'ambasciatore russo di stanza nella capitale turca, mentre negli Stati Uniti Donald Trump è stato confermato alla presidenza da 270 grandi elettori che votando per lui hanno sigillato la sua elezione alla Casa Bianca. Questi avvenimenti, insieme all'attentato di Berlino, alle notizie provenienti dalla Siria e a tutto quello che è successo negli ultimi mesi, sembrano indicare che l'effetto soglia citato sopra non sia più così lontano, e che la guerra civile diffusa non sia più registrata a livello di percezione o intesa quale esagerazione. Tanto più che arriva notizia della nascita dell'"Antifascist Internazionalist Tabûr", il Battaglione Antifascista Internazionalista, "costituito da compagne e compagne di tutto il mondo, arrivati in Kurdistan per battersi a fianco delle milizie popolari". E' un copione già visto: quando le borghesie chiamano, i partigiani accorrono e si intruppano nei rispettivi fronti nazionali.

Con l'ondata di protesta che si è sviluppata in seguito alle primavere arabe, sembrava lecito aspettarsi una graduale evoluzione del movimento verso l'antiforma; si è visto invece uno sviluppo ben diverso: guerra tra poveri, attentati, partigianerie, ecc. Insomma, non un qualcosa di graduale, ma un susseguirsi di punti catastrofici in cui si alternano vampate di lotta e momenti di rinculo.

In una situazione come quella mediorientale, e non solo, le partigianerie sono necessarie. Basti pensare ai curdi che in alcune zone sono diventati l'esercito a disposizione degli Stati Uniti. Se questa guerra strisciante si intensifica, potrebbe ripetersi in farsa lo scenario antecedente alla II guerra mondiale, quando masse di uomini, vista l'incapacità e l'inconsistenza dei partiti socialisti e comunisti, furono spinti verso fascismo e nazismo. Ma mentre al tempo la situazione era ben definita a livello di blocchi imperialistici, oggi il contesto è molto più sfumato e la "compellenza" più forte: la guerra contro uno stato prevede un esercito visibile e uno schieramento preciso, la guerra diffusa è invece difficile da delimitare. E per questo motivo gli stati saranno costretti a prendere decisioni e provvedimenti drastici, attuando una repressione tremenda.

La teleconferenza si è conclusa con un breve commento su due articoli reperiti sulla stampa nostrana.

Il primo riguarda il fenomeno dei voucher: i numeri dell'osservatorio Inps confermano la tendenza emersa a novembre, e cioè la crescita massiccia dell'utilizzo dei ticket che comincia a diventare allarmante anche per gli stessi borghesi. In un post de Il Sole 24 Ore, intitolato Più flessibilità del lavoro crea davvero più occupazione? Ecco una lettura dei dati, Emiliano Brancaccio, Nadia Garbellini e Raffaele Giammetti sostengono che le leggi promulagate per creare maggiore flessibilità e per favorire le assunzioni hanno in realtà inciso solo sul costo del lavoro. Insomma, questi borghesi ottengono ciò che vogliono e ancora non sono contenti, anzi sono preoccupati dal fatto che esiste un limite allo sfruttamento (non si può estrarre da pochi operai la stessa quantità di plusvalore che si estrae da molti).

Il secondo articolo, di Repubblica, riguarda invece gli investimenti nel fotovoltaico. In alcuni paesi questa tecnologia sta diventando più conveniente di quella legata ai combustibili fossili, anche in assenza di aiuti statali e incentivi, impensabile fino a 5 anni fa. Il Capitale si indirizza dove maggiori sono i margini di profitto, e così facendo elimina rami della produzione non più remunerativi.

Articoli correlati (da tag)

  • Sul rifiuto delle categorie capitalistiche basiamo il nostro lavoro

    La teleconferenza di martedì sera, presenti 13 compagni, è iniziata dalla segnalazione di alcune notizie di stampa sul ruolo non proprio umanitario svolto dalle Organizzazioni Non Governative.

    Nell'epoca dell'imperialismo qualsiasi attività è sussunta al capitale e trasformata in valore. Questo vale anche per le ONG che sono presenti negli scenari di guerra e in tutte quelle situazioni al limite, dove gli Stati non ci sono o non riescono ad affermarsi.

    La sigla ONG è stata stabilita a livello internazionale per definire tutte quelle organizzazioni private e "no profit" il cui statuto le identifica come enti di sussistenza e beneficenza. Tali enti dovrebbero intervenire quando le popolazioni soffrono la fame o la guerra, ma nella maggior parte dei casi raccolgono fondi per la sopravvivenza delle loro stesse strutture. Nelle situazioni in cui gli stati sono collassati, come in Siria, Yemen e Iraq, i finanziamenti internazionali passano direttamente dal Fondo Monetario alle ONG, bypassando le autorità statali. Con il diffondersi dell'attuale guerra civile globale, questo tipo di organizzazioni, che gestiscono anche gli immensi campi profughi sparsi per il pianeta, non potrà che aumentare.

  • Guerra diffusa, entropia e marasma sociale

    Durante la teleconferenza di martedì sera, presenti 13 compagni, si è ricordato il Rapporto segreto da Iron Mountain sulla possibilità e desiderabilità della pace. Quando uscì, nel 1967, il testo suscitò un certo scalpore ed alcuni si spinsero ad identificarne l'autore nell'economista John Kenneth Galbraith. Il libro fu curato dal giornalista Leonard Lewin e nella prefazione venne presentato come un documento segreto commissionato dal governo americano con lo scopo di valutare la possibilità o meno di arrivare ad una pace globale, studiandone rischi e benefici. Il Gruppo che lo redasse, composto da studiosi e ricercatori, consegnò all'esecutivo il Rapporto che fu detto da Iron Mountain per il nome della località in cui si trovava il rifugio segreto, presso lo stato di New York, in cui si sarebbero riuniti gli scienziati.

    Le conclusioni riportate nel documento colpirono l'opinione pubblica. Eccone alcuni passaggi:

  • La guerra nell'epoca della swarm intelligence

    La teleconferenza di martedì sera, presenti 13 compagni, ha preso le mosse dalla notizia del raid della coalizione a guida Usa in territorio siriano.

    Ufficialmente l'azione bellica è stata la risposta al presunto attacco chimico su Douma da parte del regime di Assad. Gli Usa, coadiuvati da Inghilterra e Francia, hanno bombardato una serie di obiettivi tra cui uno stabilimento di ricerche a Damasco, alcuni centri di stoccaggio di armi vicino Homs, e alcune postazioni di comando, lanciando oltre 100 missili da navi e sottomarini presenti nel Mediterraneo Orientale e da aerei da caccia. Secondo fonti occidentali l'antiaerea siriana avrebbe abbattuto una quindicina di missili, mentre il Ministero della Difesa di Damasco ha parlato di oltre 60 abbattimenti.

    La guerra di tutti contro tutti si manifesta con una serie di conflitti sempre più concatenati. L'intervento della coalizione occidentale si configura in funzione anti-Russia e anti-Iran e lancia un messaggio di sostegno alle monarchie del Golfo, in un momento in cui l'espansione sciita nell'area mediorientale è diventata preoccupante. I sauditi sono alle prese con la guerra nello Yemen, ormai fuori controllo, mentre Israele guarda con apprensione la presenza di Hezbollah e degli iraniani ai propri confini. Il conflitto in Siria ha prodotto negli ultimi sette anni 500mila morti, milioni di feriti e un esodo all'interno del paese (circa 2 milioni) e verso l'Europa (4 milioni), riducendo la popolazione del paese di circa 1/3.

Rivista n°42, ottobre 2017

copertina n°42f6Editoriale: L'immane mistificazione
f6Articoli: La socializzazione fascista e il comunismo - Cento anni dall'Ottobre
f6Rassegna: Uragani d'America - Irma o della crescita esponenziale dei danni - Ricordate Katrina? - Occupy Wall Street non nasce dal niente - Gli orti urbani - Catastrofe sociale dei lavoretti
f6Terra di confine: La dimora dell'uomo (domani)
f6Recensione: Coppi, Bartali e i vaccini
f6Doppia direzione: Lavorare è bello
f6Spaccio al bestione trionfante: Riscontro "psicologico" - Fazioni in lotta

Raccolta della rivista n+1

Newsletter 230, 18 ottobre 2018

f6Bomba a orologeria
f6Uno schema Ponzi per sé stessi
f6Umanità minore
f6C'era una volta la teoria del valore
f6Il paradosso di Fermi
f6Il non-Statuto dei gig-lavoratori
f6La strana storia del reddito di base
f6Spread

Leggi la newsletter 230
Leggi le altre newsletter

Abbonati alla rivista

Per abbonarti (euro 20, minimo 4 numeri) richiedi l'ultimo numero uscito, te lo invieremo gratuitamente con allegato un bollettino di Conto Corrente Postale prestampato.
Scrivi a : mail2

Iscriviti alla newsletter

Iscriviti alla newsletter quindicinale di n+1.

Invia una mail a indirizzo email