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La teleconferenza di martedì scorso, a cui hanno partecipato 14 compagni collegati da diverse località, si è soffermata sulle elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America.

Le grandi testate giornalistiche ci raccontano di un Paese spaccato in due. Da un lato ci sono i sostenitori di Hillary Clinton, l'attuale segretario di Stato appoggiato dall'establishment e da Hollywood, e dall'altro quelli di Donald Trump, candidato dal linguaggio diretto ("Make America great again") che sa andare alla pancia degli elettori e che rappresenta l'unica vera novità.

In un paese in declino, che sta perdendo il ruolo di potenza di traino del capitalismo, dove la disoccupazione è a livelli record, l'industria arranca e il bisogno di un cambio di rotta si fa sempre più forte, anche l'esito di un'elezione potrebbe essere la famosa goccia che fa traboccare il vaso. Chiunque sarà il vincitore - o la vincitrice, dato che tutti i sondaggi danno come favorita la candidata democratica - dovrà infatti misurarsi con sfide gigantesche. Gli attori politici che si agitano sul palcoscenico della storia sono secondari rispetto alla dinamica in atto: la crisi di valorizzazione, la guerra di tutti contro tutti, i fatti del Medioriente, ecc., sono tutti questi elementi a influenzare le scelte degli elettori.

La relazione, divisa in due parti, ha trattato nella prima la genesi e la formazione della politica partendo dalle forme embrionali dello stato comunale fino alla costituzione dello stato nazionale, attraverso il passaggio della rivoluzione borghese e lo sviluppo del modo di produzione capitalista. La seconda si è incentrata sull'uso di questa categoria nella storia del movimento operaio e delle sue correnti.

Siamo partiti dalla socialdemocrazia tedesca, analizzando alcuni tra i più rappresentativi scritti di Bernstein e di Kautsky per evidenziare:

  1. la crescente autonomia dei fattori ideologici (etici, morali, politici) rispetto alla struttura economica;

  2. assenza del determinismo storico;

  3. peso crescente dell'azione elettorale come strumento per la conquista del potere politico;

  4. conquista del potere politico e non distruzione dello stato borghese;

  5. la democrazia intesa, al contempo, come mezzo e scopo.

Pubblicato in Materiale storico

La teleconferenza di martedì, presenti 14 compagni, è iniziata dalla notizia dell'arrivo della sonda New Horizons a circa 12500 km dalla superficie di Plutone. Il sorvolo ravvicinato del corpo celeste da parte della navicella della Nasa rappresenta una nuova conferma di quanto previsto dalla nostra corrente durante l'epopea della presunta conquista dello spazio, quando le opposte propagande di Usa e Urss mostravano immagini di uomini scafandrati in orbita. Già allora era evidente che gli astronauti potevano essere "risparmiati" e sostituiti da macchine capaci. Da allora i robot spaziali hanno studiato minuziosamente il sistema solare, e alcuni ne sono addirittura usciti continuando a inviare segnali. Ne è prova strabiliante la sonda Voyager 1 che, lanciata nel 1977, è riuscita a superare il campo di attrazione gravitazionale del sistema solare e continua a tutt'oggi a mandare segnali alla Terra dallo spazio interstellare. Nel capitalismo ogni merce è prodotta per far quattrini e gli aggeggi spaziali non possono esimersi dal rappresentare il mondo delle merci; tuttavia l'ascesa della forza produttiva sociale è continua (anche le esplorazioni spaziali sono un prodotto della specie) e le rivoluzioni esplodono proprio perché i rapporti di classe si tramutano ad un certo punto in ostacoli di fronte all'accresciuta dotazione tecnologica.

Rimanendo nel campo dell'innovazione tecnologica, suscita molto interesse il lancio di Windows 10, il nuovo sistema operativo di Microsoft che verrà distribuito a partire dal 29 luglio. Il ceo Satya Nadella ha dichiarato: "L'ecosistema rende Microsoft unica. Le tecnologie e i modelli di business vanno e vengono ma l'ecosistema rimane costante". Definita dagli esperti una "rivoluzione", il nuovo SO prevede, oltre a soluzioni per facilitare e ampliare il business-to-business, migliori interazioni tra utente e pc tramite la Cortana Analysis Suite, un programma per l'assistenza e il riconoscimento vocale che da semplice recettore di comandi diventa capace di auto-apprendere e trasformare dati in azioni intelligenti.

Pubblicato in Teleriunioni luglio 2015

Alla teleconferenza di martedì sera hanno partecipato 16 compagni.
Le manifestazioni che spesso sfociano in guerriglia urbana sono innumerevoli e ormai si fatica a tenerne il conto. Negli ultimi giorni ci sono stati scontri a Burgos, in Spagna, dove la protesta è iniziata per motivi legati alla costruzione di un parcheggio nel quartiere di Gamonal, ma è andata ben presto oltre le motivazioni iniziali coinvolgendo nella lotta altre città spagnole. Ad Amburgo, la protesta per lo sgombero di un centro sociale che aveva costretto le autorità all'istituzione del coprifuoco in una zona centrale della città tedesca, è rientrata dopo giorni di tafferugli e manifestazioni.

Proprio in questi giorni, pensando sia alla critica marxista del "principio democratico" che ad alcuni borghesi democratici ormai giunti a scrivere contro questo che è soltanto più un mito, mi chiedevo se è corretto dire che l'America, l'Italia, ecc. sono paesi democratici. A parte le forme esteriori, dopo il fascismo non c'è stato un ritorno alla democrazia, bensì un ulteriore accentramento dei poteri economici e politici sia a livello nazionale che, soprattutto, mondiale. È un po' quello che si dice anche nella rivista in diversi articoli, riprendendo le tesi del dopoguerra scritte dalla Sinistra Comunista "italiana". I politici di destra e di sinistra (peggio ancora quelli extra-parlamentari), che tanto si riempiono la bocca con il termine "democrazia" e la difendono nei fatti, non fanno altro che mistificare l'essenza reale della nostra società, che è soggezione completa al Capitale, assenza assoluta di libero arbitrio rispetto alle sue esigenze. Lo so bene che la democrazia non è mai esistita e neppure è possibile, come già aveva rilevato Rousseau, ma a questo punto domando: è proprio corretto dire, com'è detto in alcune vostre corrispondenze, che la vera democrazia d'oggi è quella americana? È ancora corretto parlare di democrazia nel 2005, pur sottolineandone l'accezione mitica, irreale, dell'avversario?

Pubblicato in Doppia direzione

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