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La teleconferenza di martedì 12 luglio è cominciata facendo il punto sulla situazione dei lavori nella nuova sede.

Si è poi passati a parlare dei fatti di Dallas e delle loro conseguenze. Tra i vari commenti che si possono ascoltare in Rete, da segnalare la videointervista a Paolo Flores d'Arcais pubblicata su Repubblica.it e intitolata Da latente a vera: è guerra razziale. Il direttore della rivista MicroMega sostiene che negli Stati Uniti è in corso una guerra tra la popolazione afroamericana e le forze di polizia.

Più che un conflitto tra neri e bianchi, negli Stati Uniti si sta profilando uno scontro di classe in uno scenario che ricorda quello illustrato nel 2003 in Teoria e prassi della nuova politiguerra americana (n+1, n°11): la distinzione tra guerra interna e guerra esterna si fa sempre più sfumata e se da una parte i corpi di polizia interni si militarizzano, dall'altra l'esercito si specializza in compiti di polizia internazionale.

L'articolo del Manifesto Così cambia la strategia di Black Lives Matter riporta che i militanti del movimento (BLM) nelle ultime mobilitazioni hanno cambiato metodo di azione, evitando lo scontro diretto con la polizia e puntando invece all'occupazione e al blocco delle autostrade, "pratica comune anche per Occupy Wall Street, movimento affine a Black Lives Matter ma composto prevalentemente da bianchi." Le iniziative e le manifestazioni spontanee di BLM, a cui gli account Facebook e Twitter di OWS danno copertura, non rivendicano qualcosa in particolare ma si scagliano contro la violenza della polizia e più in generale contro lo stato di cose presente.

Pubblicato in Teleriunioni luglio 2016

La teleriunione di martedì sera, connessi 17 compagni, è iniziata con una relazione sulla manifestazione del 19 ottobre a Roma, pubblicizzata con lo slogan "Una sola grande opera: casa e reddito per tutti". La capillare organizzazione poliziesca e l'azione preventiva svolta nei giorni precedenti sono il primo elemento su cui riflettere: già due giorni prima le auto parcheggiate nelle strade che sarebbero state percorse dal corteo sono state rimosse, i tombini sigillati e i cestini dei rifiuti chiusi. Il giorno della manifestazione, la polizia, presente in modo massiccio sia in divisa che in borghese, ha perquisito i pullman dei manifestanti in arrivo dalle altre città. La paura di eventuali danni ha portato alla chiusura di tutti i negozi per diversi chilometri intorno al perimetro del corteo. La manifestazione è stata aperta dal nutrito spezzone degli occupanti delle case, pieno di immigrati, bambini e famiglie. I No Tav, presenti con una delegazione di una cinquantina di militanti, hanno sfilato insieme ai No Muos siciliani. C'era anche lo striscione della logistica con una delegazione di facchini da Bologna e una ventina di lavoratori di Roma.

Rivista n°44, dicembre 2018

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