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  • Resoconto teleriunione  1 marzo 2016

Dallo scambio al dono

La teleconferenza di martedì sera, presenti 14 compagni, è iniziata con la lettura di alcuni passi da Miseria della filosofia di Marx:

"Venne infine un tempo in cui tutto ciò che gli uomini avevano considerato come inalienabile divenne oggetto di scambio, di traffico, e poteva essere alienato; il tempo in cui quelle stesse cose che fino allora erano state comunicate ma mai barattate, donate ma mai vendute, acquisite ma mai acquistate – virtù, amore, opinione, scienza, coscienza, ecc. – tutto divenne commercio. È il tempo della corruzione generale, della venalità universale, o, per parlare in termini di economia politica, il tempo in cui ogni realtà, morale e fisica, divenuta valore venale, viene portata al mercato per essere apprezzata al suo giusto valore".

L'utero in affitto non è che un aspetto parziale della mercificazione totale della vita umana. La nostra specie è vissuta per migliaia di anni lasciando accudire i propri cuccioli all'intera comunità; nella moderna società del Capitale i bambini sono proprietà privata dei genitori. Al di là della marea di dichiarazioni di principio in difesa di qualcosa (famiglia tradizionale, diritto all'adozione per le coppie gay, maternità surrogata o assistita), il nostro orizzonte politico non può che essere completamente differente. Noi siamo contro la famiglia, tradizionale o alternativa che sia.

Da qualche migliaia di anni il sesso si è autonomizzato dalla riproduzione biologica. Per riuscire a superare il concetto di scambio tra uomo e uomo, è necessario il superamento del sistema del lavoro salariato. Se vige lo scambio è ovvio che tutti gli altri tipi di rapporti sociali vengano inquinati dal fatto economico e l'alienazione si trasmetta a tutte le sfere dell'attività umana. Nella società futura, il lavoro sarà inteso come dono e il termine amore assumerà un senso completamente diverso da quello che ha avuto finora. A tal proposito, si è fatto riferimento a una citazione di Marx tratta dagli Appunti su James Mill:

"Posto che noi avessimo prodotto come uomini: ognuno di noi avrebbe doppiamente affermato nella propria produzione sé stesso e l'altro. Io avrei 1) oggettivato la mia individualità, la sua peculiarità nella mia produzione e quindi avrei già goduto di un estrinsecarsi individuale di vita nel corso dell'attività, sia nell'osservare l'oggetto avrei provato la gioia individuale di sapere la mia personalità come potenza concreta, sensibilmente contemplabile e quindi elevata sopra tutti i dubbi. 2) nel tuo godimento e nel tuo uso del mio prodotto avrei immediatamente il godimento sia della coscienza di aver soddisfatto nel mio lavoro un bisogno umano, sia di avere oggettivato l'essere umano, e quindi di avere procurato al bisogno d'un altro essere umano l'oggetto ad esso corrispondente, 3) di essere stato per te il mediatore tra te e la specie e quindi di essere saputo e sentito da te stesso come un'integrazione del tuo proprio essere e come una parte necessaria di te stesso, e quindi di sapermi confermato tanto nel tuo pensiero quanto nel tuo amore, 4) di aver creato nella mia estrinsecazione individuale di vita immediatamente la tua estrinsecazione di vita, e quindi di avere confermato e realizzato nella mia attività individuale la mia vera essenza, il mio essere umano e il mio essere comunitario. Le nostre produzioni sarebbero altrettanti specchi nei quali si rifletterebbe luminosamente il nostro essere."

I difensori della famiglia e quelli delle unioni civili sono triviali allo stesso modo. Oggi sono le categorie di valore a dominare: si affittano uteri solo per il "diritto" di possedere un bambino. Tutto è merce.

Siamo poi passati a commentare alcune notizie di stampa. Pesanti scontri tra immigrati e polizia si sono verificati sia al confine tra Grecia e Macedonia che a Calais in Francia, dove la situazione è out of control. Quanto si verifica in questi giorni nel campo-ghetto francese è solo l'inizio: nessuno può fermare la marea umana di senza riserve che spinge sui confini dei paesi occidentali. La sovrappopolazione assoluta è in crescita, la Ue stanzia 700 milioni di euro in tre anni per arginare la crisi dei profughi, ma è tutto il mondo che comincia ad essere un immenso campo profughi.

In chiusura di teleconferenza, dopo una breve parentesi sulle elezioni presidenziali negli USA, si è affrontato il tema della guerra partendo dall'impiego di soldati italiani nella delicata area nordafricana. Il ministro Gentiloni è stato il primo ad affermare che l'Italia ha una missione storica da compiere in Libia. Truppe italiane sono inoltre presenti a Mosul per difendere la diga più importante di Iraq. Intanto dalla capitale Baghdad arrivano notizie catastrofiche: i cinque milioni di abitanti della metropoli irachena rischiano di morire di fame visto che Daesh controlla tutte le vie di comunicazione. L'esercito iracheno è allo sfascio, solo i curdi e le milizie sciite hanno combattenti motivati.

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    "Nella misura in cui tratta di una questione puramente tecnica, la soluzione dipende dagli strumenti tecnologico-scientifici che si riescono ad approntare. Ma, nel momento in cui il campo si allarga – ed è il caso della nostra contemporaneità – il ritmo del progresso tecnico impone alla coscienza umana l'obbligo di adattare le regole alle circostanze, precisando con le sue scelte i criteri che gli consentono di agire. Ed è qui che il pensiero filosofico innesta ancor oggi la sua forza di propulsione."

    Ciò che conta è quindi la profondità del pensiero filosofico, le altre discipline servono al massimo ad ampliarne l'orizzonte speculativo. Lo scritto di Franzini fa venire in mente lo scambio epistolare avvenuto qualche anno fa sulle pagine di Repubblica tra Eugenio Scalfari e Alessandro Baricco; il tema della discussione era l'avvento dei nuovi barbari, e mentre il primo difendeva l'importanza degli intellettuali e della cultura classica rivendicando il primato della filosofia rispetto all'emergere dell'intelligenza diffusa e distribuita, il secondo valutava abbastanza positivamente la superficialità barbarica.

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