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  • Resoconto teleriunione  27 giugno 2017

Il capitalismo non è un malato da curare, deve proprio sparire

La teleconferenza di martedì sera, presenti 10 compagni, è iniziata con il commento ad un articolo di Repubblica sulla fuga di lavoratori dall'Italia.

Dal 2008 al 2015 circa 800 mila residenti in Italia hanno lasciato il paese per spostarsi verso la Germania, la Gran Bretagna, la Francia o altre mete extraeuropee. E' inoltre ripresa in grande stile la migrazione interna come succedeva ai tempi del boom economico, solo che oggi il tempo delle "magnifiche sorti e progressive" è irrimediabilmente finito: "L'Italia è un paese con opportunità molto diverse ed una situazione di disomogeneità interna che non ha pari in Europa". La miseria crescente nel contesto sociale non può che rispecchiarsi in ambito politico, e infatti ogni elezione registra l'aumento della disaffezione dei "cittadini" nei confronti dello Stato. Ai ballottaggi delle comunali italiane del 25 giugno scorso ha votato circa il 46% degli aventi diritto, il centrosinistra ne è uscito malconcio, il centrodestra ha conquistato 16 città, e il M5S, pur imponendosi nella "rossa" Carrara, ha mostrato una spinta propulsiva ormai smorzata. In generale, lo Stato-nazione, ridotto a pura espressione geografica e adibito al movimento di capitale anonimo internazionale, ha sempre meno il controllo della società:

"È fin troppo evidente, in un contesto generale come quello sommariamente descritto, che non è una forma particolare della politica – neoliberismo, keynesismo, ecc. – che è venuta meno. È il sistema tout court che ha smesso di funzionare, che ha cessato di agire come vincolo di condivisione fra gli individui e lo Stato. È la sostanza unitaria del metodo di governo, che dal fascismo è passato integro all'antifascismo, che ha fatto il suo tempo e che non ha possibilità concrete né di riprendersi né di andare oltre". (n+1 n.41, "Il secondo principio")

Insomma, anche da una semplice tornata elettorale possiamo misurare quanto alta sia la febbre sociale. Il PD, il partito che storicamente raccoglie l'eredità del PCI che un tempo si candidava a rappresentare la classe operaia italiana, ha visto dissolversi prima l'identità stalinista e poi quella genericamente di sinistra, confluendo verso un centro politico incolore. Anche il M5S, nato come movimento di protesta anti-casta, si è velocemente uniformato al panorama politico esistente. Dissoluzione, ingovernabilità, decadenza del sistema dei partiti, sono fenomeni che hanno origine nella perdita irreversibile di energia da parte del sistema capitalista.

Si è poi passati a commentare la crisi delle banche venete con la notizia dell'acquisto degli istituti Veneto Banca e Popolare di Vicenza da parte di Banca Intesa, al prezzo simbolico di un euro. In cambio lo stato ha sborsato subito 5,2 miliardi più altri 12 da mettere sul piatto, pronti per le garanzie. Nulla di nuovo, siamo di fronte al fenomeno affrontato negli anni '50 nel Filo del Tempo "Imprese economiche di Pantalone", ovvero la privatizzazione dei guadagni e la socializzazione delle perdite:

"Il debito pubblico, il prestito di Stato, è la creazione di un attivo per i capitalisti, di un passivo per la popolazione nullatenente."

Il fallimento delle piccole banche e il loro accorpamento in istituti più grandi too big to fail determineranno un sempre più massiccio intervento delle autorità pubbliche qualora si presentassero dei problemi di solvibilità. Da notare che il risultato dell'operazione Intesa è l'annuncio di un migliaio di licenziamenti e la chiusura di circa 600 sportelli. Viene in mente Occupy Wall Street quando diceva che il sistema dell'1% salva sé stesso facendo sprofondare nella miseria il restante 99%.

Nello sfacelo generale le mezze classi fibrillano e danno vita a movimenti populisti contro l'immigrazione, la Ue, le banche e il signoraggio. La piccola borghesia è storicamente il cuscinetto tra le due grandi classi del capitalismo, la borghesia e il proletariato, ed è quindi la prima a muoversi quando la situazione si surriscalda, radicalizzandosi e sfornando teorie strampalate per tenere insieme gli estremi, ovvero capitale e lavoro.

La teleconferenza è proseguita con alcune considerazioni riguardo l'ultimo cyber-attacco globale. Petya, questo il nome del ransomware, blocca i computer rendendo inaccessibili i file, a meno di non pagare un riscatto di 300 dollari in Bitcoin. Colpita principalmente l'Ucraina: la centrale nucleare di Chernobyl, la Banca nazionale e diversi scali aerei. Il virus si è diffuso anche in Italia, Gran Bretagna, Francia e India. Un'ottantina le aziende finite nel mirino tra cui le compagnie russe del petrolio, Rosneft, e della siderurgia, Evraz, la compagnia danese di trasporto marittimo e cantieristica navale Maersk, la ditta francese di distribuzione di materiali per l'edilizia Saint Gobain e la compagnia alimentare Mondelez International. Quando ad esser presi di mira sono le centrali nucleari, le banche e i colossi aziendali non può che trattarsi di una delle manifestazioni della guerra odierna, quella di tutti contro tutti.

Il conflitto è totale e permea tutta la società, anche se questa non comprende a pieno l'entità dello scontro in atto. Sono comunque sempre più evidenti gli effetti della "vita senza senso" nel capitalismo: secondo il Guardian "gli americani stanno morendo dalla disperazione. Dopo la Grande Recessione, il numero di persone di età compresa tra i 25 ed i 44 anni che hanno avuto una overdose di oppioidi è cresciuto ad un ritmo allarmante. Nel complesso, i tassi di mortalità per questa fascia di età sono aumentati di un incredibile 8% tra il 2010 e il 2015".

Engels individuava nell'abuso proletario di alcool il modo peggiore per "darsi animo"; ora l'esasperata dipendenza di una parte dell'umanità dalla droga (psicofarmaci compresi) è la naturale evoluzione di questo male di vivere. Essendo negata all'uomo la sua natura sociale, rimane una vita che non può che essere alienata.

Abbiamo concluso la riunione accennando alla condizione in cui versano i due giganti asiatici: l'India ha una popolazione di 1,4 miliardi di abitanti, ammassati in megalopoli tentacolari, e una delicata situazione etnico-religiosa; la Cina, affermano ormai molti analisti, è sull'orlo del baratro, alle prese con un rallentamento dell'economica e un inquinamento record.

Per quanto riguarda il fronte di guerra in Iraq e Siria, Daesh è in evidente difficoltà ma resiste. A Mosul si sta combattendo casa per casa e migliaia sono i civili intrappolati tra le macerie. La città, crivellata da colpi da arma da fuoco, assomiglia molto alla martirizzata Aleppo, e la stessa sorte sta toccando a Raqqa, considerata la capitale dello Stato Islamico. E' dalla Seconda Guerra Mondiale in poi che la popolazione civile diventa il bersaglio principale delle operazioni belliche.

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