Informazioni aggiuntive

  • Resoconto teleriunione  28 marzo 2017

Borghesia nazionale... catastrofe globale

La teleconferenza di martedì sera, connessi 14 compagni, è iniziata con alcune considerazioni sull'Unione Europea.

L'uscita del Regno Unito dall'organizzazione è solo l'ultimo tassello del più generale processo di disfacimento della UE. La Brexit, scrive l'Economist, mina la già fragilissima stabilità europea e la "perdita di un grande membro del genere è anche un durissimo colpo per l'influenza e la credibilità dell'Unione". Insomma, l'Europa Unita non è altro che un'espressione geografica, la cui coesione politica non può essere "creata" dalla buona volontà dei primi ministri e dei loro tirapiedi. Tanto più che questa volontà i governi non ce l'hanno: ciò che davvero conta è la difesa degli interessi borghesi nazionali e la concorrenza con gli stati vicini.

Il 25 marzo scorso, in occasione delle celebrazioni per l'anniversario dei Trattati di Roma (nascita della CEE), diversi gruppi antagonisti hanno organizzato una manifestazione di protesta per le vie della Capitale. Lo stesso giorno la polizia, con un'estesa azione preventiva, ha compiuto centinaia di fermi ed ha messo in atto dei restringimenti delle cosiddette libertà di movimento. Il questore di Roma ha spiegato alla stampa che "complessivamente tra giovedì e sabato, sono state identificate circa 2000 persone, di queste 200 sono state fermate".

Molti di coloro che si sono recati a Roma per partecipare alla "contro-celebrazione" si presentano come dei convinti oppositori dell'Unione Europea in quanto tale, basando le loro critiche sugli epifenomeni invece che sulle dinamiche strutturali che producono miseria e precarietà. A quanto pare, a nessuno di loro viene in mente che il nemico numero non è il teatrino di Bruxelles, ma il capitalismo, ovvero il sistema del lavoro salariato. L'opportunismo è ancora vivo e vegeto e punta a deviare il proletariato dal suo compito storico: il superamento rivoluzionario dell'attuale modo di produzione.

Di fronte al peggioramento sempre più rapido delle condizioni di vita, gli atomi sociali cominciano ad agitarsi producendo nuove configurazioni sociali: più scende il livello energetico del sistema, maggiore diventa il bisogno di energia, dato che ogni individuo (al pari di un batterio) si agita disperatamente per accaparrarsi la poca energia rimasta provocando disordine.

Di certo non saranno nuove misure in materia di ordine pubblico a fermare il caos; basti pensare al recente attentato a Londra davanti al Parlamento, organizzato in maniera artigianale e replicabile da chiunque. I governi sono terrorizzati, ma da ben altre polarizzazioni che non il fenomeno jihadista: temono prima di tutto le loro popolazioni. A Parigi la polizia ha arrestato una trentina di persone in seguito a una rivolta scoppiata in risposta all'uccisione di un cittadino cinese nel corso di un intervento delle forze dell'ordine. In Russia migliaia di giovani di varie città hanno manifestato contro la corruzione e l'avidità degli oligarchi (in centinaia sono stati arrestati). Stiamo velocemente arrivando agli scenari descritti nel rapporto Nato Urban Operations in the Year 2020 in cui viene previsto l'utilizzo sempre più massiccio di soldati per il pattugliamento delle strade in funzione contro-insurrezionale.

La teleconferenza è proseguita con alcune notizie riguardo il mondo del lavoro in Italia, dove ormai ogni contratto proposto è drasticamente peggiorativo in termini di condizioni di vita. Questa volta è il caso dei lavoratori del settore servizi/turismo/pulizie, oltre un milione e tra i più precari e mal pagati, che scenderanno in sciopero venerdì prossimo. Se ad essi uniamo i lavoratori della gig-economy e quelli della logistica, notiamo un processo di livellamento verso il basso dei salari ed allo stesso tempo una progressiva liberazione dai legami di tipo sindacal-corporativo che spinge le lotte a svilupparsi su un terreno di scontro sempre più duro.

Il sociologo Domenico De Masi nel saggio Lavorare gratis, lavorare tutti invita provocatoriamente i disoccupati a prestare la propria opera gratuitamente (cosa che in parte sta già avvenendo con i tirocini e gli stage) per scompaginare la situazione. La richiesta, in realtà, è quella di redistribuire i carichi di lavoro attraverso una riduzione generale dell'orario di lavoro. Checché ne dicano i sociologi, la condizione globale dei senza riserve non può avere degli sbocchi pacifici. Finita l'epoca delle rivendicazioni, se la società si polarizza classe contro la classe - senza più mediazioni - non può che succedere un cataclisma. Con una disoccupazione giovanile in Italia che sfiora il 40% e la popolazione operaia che viene espulsa dal mondo del lavoro, è realistico pensare ad un capitalismo che eroga a tutti un salario di sopravvivenza sganciato dal lavoro? Tale misura può essere presa solo da un capitalismo che ha negato sè stesso, cioè da un non-capitalismo.

Tutti i segnali lasciano presagire che la "tenuta sociale" non potrà durare a lungo. Sembra di essere nel racconto di R. Heinlein L'anno del diagramma, in cui il protagonista costruisce un "modello" con notizie secondarie tratte dai giornali e si accorge che ci sono delle anomalie sistemiche che stanno portando al collasso planetario.

Se prendiamo come esempio gli Stati Uniti vediamo che essi, pur restando una potenza politica e soprattutto militare, sono in pieno declino economico: indebitati a livello stratosferico, qualunque velleità del tipo Make America Great Again si scontra con dei limiti oggettivi. Aumentare le spese militari, riprendere le attività spaziali o concedere grossi sgravi fiscali alle industrie che rientrano in patria, non serve a far tornare all'indietro la ruota della storia. Quello in atto è un disperato tentativo del capitalismo americano di rivitalizzarsi.

Intanto il capitalista Elon Musk annuncia di aver venduto circa 400 mila modelli della sua Tesla modello 3, di essere riuscito a recuperare la maggior parte dei booster dei razzi finora lanciati, di aver messo in orbita un satellite geostazionario a 36 mila km dalla Terra, e di aver fondato un'azienda che si occuperà di intelligenza artificiale applicata alla connessione tra macchine e cervello, Neuralink, che ha grandi possibilità di sviluppo: dal potenziamento della memoria al dialogo con i dispositivi esterni fino all'incremento delle possibilità di calcolo. E' inquietante che i borghesi abbiano in mano dei mezzi così potenti e, d'altronde, sono loro stessi a preoccuparsene.

Articoli correlati (da tag)

  • Conoscenza, marasma sociale e rivoluzione

    La teleconferenza di martedì sera, presenti 16 compagni, ha preso le mosse dalla lettera di Elio Franzini, filosofo nonché rettore dell'Università di Milano, a Luciano Fontana, direttore del Corriere della Sera, intitolata "Studi umanistici e scientifici. La scissione non ha senso".

    In realtà, a dispetto del titolo, l'autore afferma che la discussione iniziata negli anni '60 da Charles P. Snow sulla necessità di unificare il sapere scientifico con quello umanistico, è superata, dato che le due culture esistono e che "non si può pensare di ridurre la complessità dei saperi ad artificiosi momenti unitari". Per Franzini, la filosofia ha dunque la preminenza su tutte le altre discipline:

    "Nella misura in cui tratta di una questione puramente tecnica, la soluzione dipende dagli strumenti tecnologico-scientifici che si riescono ad approntare. Ma, nel momento in cui il campo si allarga – ed è il caso della nostra contemporaneità – il ritmo del progresso tecnico impone alla coscienza umana l'obbligo di adattare le regole alle circostanze, precisando con le sue scelte i criteri che gli consentono di agire. Ed è qui che il pensiero filosofico innesta ancor oggi la sua forza di propulsione."

    Ciò che conta è quindi la profondità del pensiero filosofico, le altre discipline servono al massimo ad ampliarne l'orizzonte speculativo. Lo scritto di Franzini fa venire in mente lo scambio epistolare avvenuto qualche anno fa sulle pagine di Repubblica tra Eugenio Scalfari e Alessandro Baricco; il tema della discussione era l'avvento dei nuovi barbari, e mentre il primo difendeva l'importanza degli intellettuali e della cultura classica rivendicando il primato della filosofia rispetto all'emergere dell'intelligenza diffusa e distribuita, il secondo valutava abbastanza positivamente la superficialità barbarica.

  • Rovesciamento della prassi

    La teleconferenza di martedì sera, presenti 9 compagni, è iniziata con la segnalazione dell'assemblea europea dei rider avvenuta lo scorso 25 e 26 ottobre a Bruxelles. Circa 60 fattorini, impiegati presso aziende del food delivery quali Deliveroo, UberEats, Glovo e Foodora, e provenienti da Spagna, Italia, Francia, Inghilterra, Irlanda, Scozia, Belgio, Paesi Bassi, Svizzera, Norvegia, Finlandia, Germania, si sono dati appuntamento nella capitale belga per dar vita a un coordinamento di lotta (Transnational Courier Federation). Dalle prime mobilitazioni del 2016 a Londra, il settore ha visto un continuo di scioperi e manifestazioni che hanno coinvolto sempre più paesi, fino a lambire Cina, Hong Kong e Australia. Durante l'incontro di Bruxelles i precari hanno scambiato informazioni sulle rispettive lotte e hanno lanciato uno sciopero europeo per il prossimo 1° dicembre. Il comunicato ufficiale si chiude con queste parole:

    "La lotta contro lo sfruttamento tramite piattaforme di consegna non può essere effettuata all'interno del quadro nazionale. Queste multinazionali si basano sull'elevato tasso di disoccupazione giovanile, le difficoltà per coloro che sono senza documenti di trovare lavoro per trarne profitto. L'approccio internazionalista attorno al quale si costituisce questa federazione rappresenta un passo in avanti per la nostra classe. Mentre il nazionalismo sta guadagnando terreno in Europa e le organizzazioni, anche di sinistra, hanno ripreso il discorso nauseante sui confini, noi rider abbiamo deciso di organizzarci contro queste operazioni e gridare a gran voce che i confini non ci dividono: fattorini di tutti i paesi unitevi!"

  • L'auto-isolamento della borghesia

    La teleconferenza di martedì sera, a cui si sono collegati 13 compagni, è iniziata con alcune domande, poste da un compagno, in merito alla teoria rivoluzionaria della conoscenza.

    Nel 1905 Albert Einstein sviluppa la teoria della relatività ristretta, e successivamente, nel 1916, la teoria della relatività generale. Quest'ultima viene elaborata in un momento storico di forte tensione sociale e sarà provata empiricamente solo nel 1922.

    La mancata unificazione delle leggi che stanno alla base della teoria della relatività con quelle della meccanica quantistica rappresenta un grosso problema per gli scienziati. L'affermarsi della meccanica quantistica segna il trionfo della teoria dualistica, ovvero della separazione tra corpo e spirito, materia ed energia, ecc. Tale teoria sostiene che la realtà non esiste poichè costituita solo dalle informazioni che noi abbiamo su di essa. Nel Secondo Dopoguerra, nell'ambito dello studio sulla teoria della conoscenza, Bordiga si schiera decisamente per una concezione scientifica anti-dualistica, ponendosi contro l'interpretazione di Copenaghen, basata sul dualismo onda-particella e la cui metafisica viene definita da alcuni dei suoi seguaci come un ritorno ad Aristotele. Nel 1955 scrive un piccolo saggio a sostegno della tesi deterministica e monistica della natura, intitolato "Relatività e determinismo, in morte di Albert Einstein" (Il programma comunista n. 9 del 1955).

Rivista n°45, aprile 2019

copertina n°45f6Editoriale
Fine della preistoria umana
f6Articoli
- Dalla partecipazione alla schiavitù. Genesi delle società divise in classi
- Poscritto al Grande Ponte. Connessione tra le arcate
- Brexit
f6Doppia direzione
Il nome e l'ombra

Raccolta della rivista n+1

Newsletter 235, 31 agosto 2019

f6La telecamera e il carro armato
f6Che capitalismo è mai questo?
f6Anti-imperialismo selettivo
f6La guerra delle valute
f6Fisiologia della sicurezza
f6Ex foresta amazzonica

Leggi la newsletter 235
Leggi le altre newsletter

Abbonati alla rivista

Per abbonarti (euro 20, minimo 4 numeri) richiedi l'ultimo numero uscito, te lo invieremo gratuitamente con allegato un bollettino di Conto Corrente Postale prestampato.
Scrivi a : mail2

Iscriviti alla newsletter

Iscriviti alla newsletter quindicinale di n+1.

Invia una mail a indirizzo email