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La teleconferenza di martedì sera, a cui hanno partecipato 16 compagni, è iniziata riprendendo il tema della parabola storica del plusvalore, nell'ottica di analizzare le profonde determinazioni che stanno alla base delle proteste e delle rivolte attualmente in corso in diversi paesi.

Prendiamo il caso di FCA (ex Fiat). L'azienda impiega circa 200mila dipendenti in tutto il mondo, produce circa 5 milioni di autovetture all'anno, e per il 2018 ha dichiarato un fatturato di 110 miliardi di dollari. Pur esistendo un unico marchio che ne identifica le merci, la maggior parte dei componenti che vengono poi assemblati negli stabilimenti è prodotta da una rete di imprese in outsourcing. Da un pezzo la fabbrica è uscita dalle mura aziendali, distribuendosi sul territorio grazie al sistema della logistica; oggi non esiste più la grossa fabbrica verticale di novecentesca memoria che produceva tutto da sé, ma le lavorazioni sono state in prevalenza esternalizzate ("Sull'uscita di Fiat da Confindustria e alcuni temi collegati"). Se in Italia agli inizi del 2000 la Fiat contava 112mila addetti, oggi Fca ne impiega 29mila, comprese Maserati e Ferrari.

La teleconferenza di martedì sera, presenti 10 compagni, è iniziata con la segnalazione di un articolo del Corriere della Sera intitolato "Più posti, ma part time: così le ore lavorate sono meno di 12". Secondo il giornale, aumenta l'occupazione ma anche la precarietà poiché è in calo il numero delle ore lavorate; per quanto riguarda il numero degli occupati, il quotidiano riporta che "in Italia lavorano 23,3 milioni di persone. Il tasso di occupazione nella fascia d'età tra 20 e 64 anni è del 63% contro l'80% della Germania e il 73% della media dell'Unione europea." Lo stato cerca di dare ossigeno all'economia emanando provvedimenti del tipo "Quota 100", ma non è possibile ricreare i posti di lavoro che la tecnologia ha reso superflui. In questi giorni è finita sotto i riflettori di giornali e televisioni la questione Ilva con i relativi lamenti politici e sindacali in merito alla difesa dell'occupazione. I sacerdoti del lavoro si commuovono e lo benedicono, ma le fabbriche-galere chiudono comunque. Se i lavoratori vengono licenziati perché in esubero rispetto alle esigenze produttive, dal punto di vista della lotta immediata non resta altro da fare che pretendere una forte riduzione dell'orario di lavoro e un salario decente per i disoccupati.

Città del MessicoLa teleconferenza di martedì sera, collegati 14 compagni, è iniziata dal commento di una mappa pubblicata dalla CNN, in cui vengono evidenziati i paesi che nel 2019 sono stati interessati da proteste e rivolte.

Rispetto alla cartina che avevamo utilizzato nel 2011 per l'articolo "Marasma sociale e guerra", si sono aggiunti alle aree coinvolte dai disordini Spagna, Russia, Sudan, Libano, Hong Kong, Indonesia e quasi tutto il Sud America. Quando a scendere in strada sono milioni di atomi sociali che si sincronizzano a livello mondiale, vuol dire che stiamo vivendo una transizione di fase, la quale parte quantomeno dalla rivolta parigina nel 2005 e arriva fino ai giorni nostri. Il dialogo fra le classi sta venendo meno, e con esso la presa sulla società del modello sindacale corporativo: è morto il "tavolo delle trattative", e il pacifismo sta scomparendo dalle piazze sotto il peso dei mezzi blindati, dei candelotti lacrimogeni e dei proiettili - non sempre di gomma - della polizia.

La teleconferenza di martedì sera, a cui hanno partecipato 16 compagni, è iniziata riprendendo alcune considerazioni fatte durante la scorsa teleconferenza in merito alla formula del saggio di plusvalore.

Pv/v: il saggio di sfruttamento si stabilisce dividendo il plusvalore (Pv) per il capitale variabile (v, i salari). Ne deriva che quando il salario è pari a zero, ad esempio nel caso di stage gratuiti, volontariato mascherato, o corsi di formazione non retribuiti, la quantità di plusvalore prodotta è teoricamente infinita.

Ciò ha a che fare con la parabola storica del plusvalore. Seguendo lo schema di Marx, la legge del valore può essere dedotta da un modello elementare: 1) che vi sia all'inizio una società in cui gli uomini producono con il solo intervento delle loro mani e consumano tutto ciò che producono (le classi sono ancora inutili); 2) che vi sia alla fine una società che non produce nulla tramite uomini, dove però essi consumano lo stesso tutto ciò che producono (le classi sono diventate inutili). In entrambi i casi abbiamo zero plusvalore. La prima società non è ancora capitalistica, la seconda non lo è più.

Nell'epoca schiavistica non si realizzava sistematicamente plusvalore, ma veniva messo in atto una specie di accantonamento da parte del proprietario degli schiavi. Nel Capitale e nei Grundrisse Marx spiega che, maturando il capitalismo, viene negata la legge del valore, perché la scienza e la tecnica tendono a sovrastare il lavoro vivo mettendo in seria crisi il Sistema.

La teleconferenza di martedì sera, a cui hanno partecipato 11 compagni, è iniziata prendendo spunto dalla lettura di alcuni passi di Salario, prezzo e profitto, scritto da Karl Marx nel 1865 ma pubblicato per la prima volta dalla figlia Eleanor nel 1898. Nel testo è esposta la struttura teorica che troverà poi maggiore approfondimento ne Il Capitale.

In polemica col signor Weston, Marx sostiene:

"Il nostro amico Weston non nega che in determinate circostanze gli operai possano strappare degli aumenti di salario; ma, poiché l'importo dei salari è di sua natura fisso, all'aumento deve seguire una reazione. Egli sa però anche, d'altra parte, che i capitalisti possono imporre una diminuzione dei salari, e tentano di farlo, infatti, di continuo. Secondo il principio della immutabilità dei salari, la reazione dovrebbe verificarsi in questo caso non meno che nel caso precedente. Gli operai agirebbero dunque giustamente, insorgendo contro il tentativo di diminuire i salari o contro la loro diminuzione effettiva. Essi agirebbero dunque giustamente quando cercano di strappare un aumento di salario, perché ogni reazione contro una diminuzione dei salari è un'azione per aumentarli. Dunque, secondo la stessa teoria del cittadino Weston, secondo la teoria, cioè, dell'immutabilità dei salari, gli operai dovrebbero, in certe circostanze, unirsi e lottare per ottenere un aumento dei salari."

La teleconferenza di martedì sera, presenti 13 compagni, è iniziata accennando al recente sciopero alla General Motors negli Stati Uniti.

Il blocco della produzione, che non avveniva da una decina d'anni, ha coinvolto circa 50 mila addetti in decine di stabilimenti. I lavoratori hanno organizzato picchetti davanti agli impianti chiedendo forti aumenti salariali, soprattutto per i più giovani. Negli ultimi anni il movimento americano per l'aumento del salario (#Fightfor15) è cresciuto, soprattutto nei settori dei servizi, della ristorazione veloce e nel pubblico.

Sul versante europeo il settore ha visto la presentazione da parte di Volkswagen della nuova autovettura elettrica ID.3; il colosso automobilistico ha dichiarato di esser pronto a produrre fino al 2025 circa 16 milioni di esemplari. Il gruppo BMW, invece, ha in preparazione un piano di esuberi che riguarderà qualche migliaio di operai a causa di riconversioni e ristrutturazioni degli impianti.

La teleconferenza di martedì sera, presenti 12 compagni, è iniziata con la segnalazione di alcune novità nel settore automobilistico.

All'ultimo salone dell'automobile di Francoforte è stata presentata la prima autovettura elettrica europea, progettata dalla Volkswagen. Nove i miliardi di euro che l'azienda investirà di qui ai prossimi anni solo per avviare il ciclo produttivo, mentre ID.3, questo il nome del modello, sarà in vendita a partire dai 30 mila euro. Anche in Cina hanno aperto stabilimenti destinati alla produzione di vetture elettriche e pure gli Stati Uniti stanno investendo nello stesso ambito.

Insomma, si prepara un'invasione di auto elettriche, bisogna solo vedere se le popolazioni immiserite avranno i soldi per comprarsele. I dati delle vendite parlano chiaro: "La produzione italiana di autovetture è calata del 19%, sia a luglio che nei primi 7 mesi dell'anno rispetto agli stessi mesi del 2018. Ha invece registrato un calo del 7,5% a luglio la produzione dell'industria automotive italiana nel suo insieme (non solo fabbricazione di autoveicoli, ma anche di carrozzerie autoveicoli, rimorchi e di parti e accessori per autoveicoli e loro motori)" (Ansa). Anche in Germania i problemi nell'industria si aggravano: "A trascinare verso il basso la produzione è soprattutto il settore auto che diminuisce ad aprile del 17,1% rispetto allo stesso mese del 2018" (Il Fatto Quotidiano).

I grandi gruppi automobilistici, tra cui Volkswagen che è leader nel settore con oltre 10 milioni di autoveicoli prodotti annualmente, hanno bisogno di proporre nuovi modelli per attrarre i consumatori, tentando allo stesso tempo di rimodernare la struttura completa del sistema automobile. L'auto a combustione endogena è un dinosauro dal punto di vista del rendimento, e per la sua produzione vengono messe in moto forze esagerate che alimentano un sistema ultra-dissipativo.

La teleconferenza di martedì sera, a cui si sono collegati 13 compagni, è iniziata prendendo spunto da alcune notizie provenienti da Hong Kong.

Secondo il New York Times, la vera miccia che ha innescato le proteste in corso è la questione delle abitazioni: in una città di 7,4 milioni di abitanti, diverse centinaia di migliaia di persone con bassi salari vivono in appartamenti piccolissimi. Il motore delle proteste sarebbe quindi da ricercare nella miseria crescente: da una parte l'élite finanziaria che detiene tutta la ricchezza, al polo opposto milioni di senza riserve che con il loro lavoro permettono il funzionamento della metropoli. Dello stesso avviso è Wired, secondo il quale alla narrazione di eroici giovani pro-democrazia, teleguidati dagli Usa contro il totalitarismo cinese, bisogna opporre la condizione in cui vivono milioni di precari, disoccupati e lavoratori impoveriti. Hong Kong detiene il record della metropoli dove i lavoratori hanno la settimana lavorativa più lunga del mondo.

La teleconferenza di martedì sera, a cui si sono connessi 11 compagni, è cominciata con alcune considerazioni riguardo le notizie provenienti da Hong Kong dove da diverse settimane sono in corso mobilitazioni imponenti.

L'elemento che ha dato il via al dissenso, la proposta di legge sull'estradizione verso la Cina, è ormai passata in secondo piano perché adesso l'obiettivo di chi scende in piazza è la lotta contro la repressione. Le manifestazioni nella regione a statuto speciale stanno evolvendo e il governo cinese ha dichiarato, tramite il suo portavoce ad Hong Kong, la disponibilità a muovere l'esercito qualora non venisse ristabilito l'ordine. Era dal 1997 che la Cina non si palesava così apertamente nella vita dell'ex colonia britannica.

I giovani manifestanti che hanno animato le proteste ad Hong Kong hanno dimostrato la capacità di autorganizzarsi e di adattarsi alle mosse della polizia. Dicono di utilizzare la "forma dell'acqua" per sfuggire alla repressione: di fronte allo schieramento massiccio delle forze dell'ordine, i cortei si scompongono, si disperdono e poi si ricongiungono in altri luoghi, bloccando i treni, occupando l'aeroporto o l'area finanziaria della città. Questo avviene anche perché è intenso l'utilizzo di tecnologie come smartphone, chat e messaggistica istantanea.

Pubblicato in Teleriunioni luglio 2019

La teleconferenza di martedì sera, a cui si sono connessi 16 compagni, è iniziata con la segnalazione di due notizie: 1) in Cina sono nati gruppi di studenti marxisti che partecipano alle lotte operaie e molti sono stati arrestati; 2) in Russia cresce la popolarità di Stalin: secondo alcuni sondaggi, oltre il 30% della popolazione rimpiange il vecchio leader sovietico la cui notorietà ha superato quella di Putin.

Gli uomini sono sempre alla ricerca di punti di riferimento, ma finché non si verificano potenti polarizzazioni sociali che li spingano verso il futuro, rimangono orientati verso il passato. La nostalgia stalinista ne è chiaro esempio. Ciononostante, il futuro agisce sul presente. Basti pensare alla crescente disaffezione verso la "politica": in Italia le recenti elezioni europee hanno registrato un'affluenza alle urne del 56%, dato in calo rispetto al 2014, soprattutto al Sud. La metà degli aventi diritto non va a votare e la classe dominante sembra non farvi caso, impegnata com'è nei calcoli politici post-elettorali. Allo stesso tempo il carisma dei leader politici dura sempre meno: se Renzi dopo quattro anni è stato rottamato, a Di Maio è bastato un anno, e adesso vedremo quanto durerà il nuovo fenomeno Salvini.

Pubblicato in Teleriunioni maggio 2019

La teleconferenza di martedì sera, presenti 13 compagni, è iniziata dalla segnalazione dell'articolo pubblicato sul Corriere della Sera "L'astro Spd pensa al socialismo reale 'Nazionalizzare le aziende dell'auto'".

Secondo Kevin Kühnert, il capo dell'organizzazione dei giovani socialdemocratici tedeschi, gli Jusos, la nazionalizzazione dell'industria a partire dal settore auto, la collettivizzazione delle grandi aziende, la limitazione della proprietà immobiliare e la regolazione dei profitti rappresenterebbero "l'unica strada per il superamento del capitalismo". Storicamente proposte simili, in primis la socializzazione delle industrie, sono state avanzate sia da partiti socialdemocratici che da gruppi di estrema destra ed estrema sinistra. Peccato che tutte queste formazioni ignorino che lo Stato è più che presente nella vita economica; il fascismo ha perso militarmente, ma ha vinto politicamente ed economicamente estendendosi a tutto il mondo. Anche la Cgil è tra quelli che richiedono una maggiore presenza statale e per gli ex stabilimenti Fiat reclama l'intervento dello stato: se nei periodi di crisi Pantalone deve accollarsi le perdite e socializzarle, i profitti restano sempre privati.

Abbiamo poi parlato delle manifestazioni del Primo Maggio che sono state molto partecipate in tutto il mondo.

Pubblicato in Teleriunioni maggio 2019

La teleconferenza di martedì sera, presenti 11 compagni, è iniziata prendendo spunto da una mail circolata nella rete di lavoro sulla post-umanità.

Le correnti di pensiero postumane o transumane prevedono la trasformazione dell'umanità tramite lo sviluppo di biotecnologie e nano-tecnologie, e considerano la specie umana come il primo gradino di una nuova era evoluzionistica post-darwiniana (vedi il romanzo Essere una macchina di Mark O'Connell), guidata dalla specie umana stessa (anche Ray Kurzweil in La singolarità è vicina si inserisce in questo filone). Il capitalismo non ammetterà mai di essere transitorio, di conseguenza gli esponenti della borghesia proiettano se stessi nell'eternità.

Si è poi passati a commentare le ultime notizie sul reddito di cittadinanza.

In un articolo pubblicato su Il Fatto Quotidiano si descrive come sarà erogato il contributo, e cioè sotto forma di una carta acquisti che i beneficiari potranno utilizzare solo per procurarsi beni di prima necessità (alimenti e medicinali). La dotazione prevista nel Def per l'applicazione della misura dovrebbe essere di 10 miliardi di euro, di cui uno destinato ai Centri per l'impiego, e riguarderebbe circa 6,5 milioni di italiani. I 780 euro di cui si vocifera andranno a chi parte da un reddito pari a zero, mentre per gli altri ci sarà solo un'integrazione. Il viceministro dell'economia ed esponente dei 5Stelle Laura Castelli spiega nel dettaglio:

La teleconferenza di martedì sera, presenti 14 compagni, è iniziata con la segnalazione di un articolo sulla finanziarizzazione dell'economia pubblicato sul Corriere della Sera.

Oggi, rispetto al crack borsistico del 2008, sarebbe più conveniente investire nell'app-economy o in grandi gruppi come Amazon o Apple che nelle normali attività di Borsa. Il mercato del credito alla produzione pretende la creazione di più profitto, ma esistono dei limiti fisici dovuti alla marxiana caduta del saggio. A giganteggiare quindi è il capitale fittizio che cerca di valorizzarsi attraverso sé stesso (D-D') bypassando la produzione (P). Gli stessi borghesi lanciano allarmi sullo scoppio imminente di una mega bolla. Quando ciò accadrà qualcuno dovrà perderci, perché il panico innescherà la vendita generalizzata di titoli (sempre che ci sia qualcuno disposto a comprarli); e potrebbe succedere, in questa compravendita, che tutte le azioni si abbassino fortemente di prezzo così da cancellare un'immensa massa di capitale fittizio.

Il 19 ottobre del 1987, il cosiddetto "lunedì nero", fu una giornata esemplare dal punto di vista del comportamento dei mercati azionari. In un solo giorno Wall Street perse il 23% del suo valore, Tokio scese del 15% e Hong Kong dell'11%. Il lunedì successivo la serie nera si ripeté coinvolgendo le maggiori piazze borsistiche e cancellando centinaia di miliardi di dollari. In questi ultimi anni post-crisi 2008, le politiche di quantitative easing portate avanti negli Usa hanno generato oltre 10mila miliardi di dollari; a tale cifra si sommano le iniezioni di liquidità operate dalla BCE, al ritmo di 60 miliardi di euro al mese, in Europa. Misure tappabuchi che non hanno fatto altro che generare ulteriore capitale fittizio.

Durante la teleconferenza di martedì, a cui si sono connessi 11 compagni, abbiamo discusso del crollo del ponte Morandi a Genova. Il bilancio della strage è di 43 morti, decine di feriti e centinaia di famiglie sfollate dal quartiere sottostante alla struttura.

In questa società, che nella serie di articoli Drammi gialli e sinistri della moderna decadenza sociale la nostra corrente definisce "età della magagna", può accadere che gli ingegneri si sentano frustrati perché soppiantati da architetti divenuti star, e per tutta risposta progettino strutture leggere ed avveniristiche per fare, a loro volta, scalpore e meraviglia. Strutture che ad un certo punto collassano, sono da demolire o non sono comunque più utilizzabili. D'altra parte tutte le case, i ponti e i manufatti costruiti negli anni del boom economico hanno oggi bisogno di manutenzione straordinaria. Ma in epoca capitalistica le opere di conservazione rappresentano un costo passivo, mentre risulta più conveniente demolire e costruire ex novo, bandendo gare dai preventivi fasulli e dagli alti profitti:

"Esso [Il Capitale] non vuole appalti di manutenzione, ma giganteschi affari di costruzione: per renderli possibili, non bastando i cataclismi della natura, il capitale crea, per ineluttabile necessità, quelli umani, e fa della ricostruzione postbellica 'l'affare del secolo'". ("Piena e rotta della civiltà borghese", 1951).

Pubblicato in Teleriunioni agosto 2018

La teleconferenza di martedì sera, presenti 13 compagni, è iniziata dalla segnalazione di alcune notizie di stampa sul ruolo non proprio umanitario svolto dalle Organizzazioni Non Governative.

Nell'epoca dell'imperialismo qualsiasi attività è sussunta al capitale e trasformata in valore. Questo vale anche per le ONG che sono presenti negli scenari di guerra e in tutte quelle situazioni al limite, dove gli Stati non ci sono o non riescono ad affermarsi.

La sigla ONG è stata stabilita a livello internazionale per definire tutte quelle organizzazioni private e "no profit" il cui statuto le identifica come enti di sussistenza e beneficenza. Tali enti dovrebbero intervenire quando le popolazioni soffrono la fame o la guerra, ma nella maggior parte dei casi raccolgono fondi per la sopravvivenza delle loro stesse strutture. Nelle situazioni in cui gli stati sono collassati, come in Siria, Yemen e Iraq, i finanziamenti internazionali passano direttamente dal Fondo Monetario alle ONG, bypassando le autorità statali. Con il diffondersi dell'attuale guerra civile globale, questo tipo di organizzazioni, che gestiscono anche gli immensi campi profughi sparsi per il pianeta, non potrà che aumentare.

Pubblicato in Teleriunioni giugno 2018

La teleconferenza di martedì sera, a cui hanno partecipato 13 compagni, è iniziata con alcune osservazioni riguardo il rapporto Oxfam Ricompensare il lavoro, non la ricchezza, presentato alla vigilia del Forum Economico Mondiale di Davos, in Svizzera, che ogni anno riunisce esponenti internazionali dell'ambito economico, politico, scientifico e sociale per discutere delle questioni principali della scena mondiale.

La situazione che emerge dai dati raccolti nel rapporto, come illustra un rappresentante della sede italiana dell'organizzazione non governativa in una recente intervista, è decisamente preoccupante. Oxfam è una confederazione internazionale di organizzazioni no profit operanti in 90 diversi nazioni e dispone di una rete ampiamente estesa i cui sensori sono dislocati praticamente in tutto il mondo (10.000 operatori e 50.000 volontari). Lo studio del 2018 tratta principalmente il tema della diseguaglianza nella distribuzione della ricchezza, e il risultato a cui giunge – ma non si tratta di una novità dato che sono sempre di più le ricerche di questo tipo a rilevare tale assetto generale – è quello di una società in cui il denaro, o la prosperità in generale, confluisce in misura sempre maggiore nelle solite "poche" mani. Nel documento vengono inoltre presentate proposte e suggerimenti per arginare tale situazione di disparità. Ovviamente si tratta di soluzioni di carattere riformista, come la tassazione progressiva, l'introduzione di un tetto agli stipendi dei manager, e via dicendo.

La teleconferenza di martedì sera, presenti 18 compagni, è iniziata con alcune considerazioni su quanto accaduto a Las Vegas, negli Stati Uniti, e sul dibattito che infuria nel paese in merito alla libera vendita di armi.

In un articolo di Focus vengono riportate precise statistiche sul numero dei morti dovuti a colpi di arma da fuoco:

"Negli Usa circolerebbero 357 milioni di armi da fuoco contro una popolazione di soli 318,9 milioni di persone. Secondo il report, il 20% dei possessori possiede il 65% delle armi. Gli USA ospitano il 4,4% della popolazione terrestre, ma il 42% dei civili armati del mondo."

La teleconferenza di martedì sera, presenti 11 compagni, è iniziata con un breve accenno alle notizie sul sisma che ha colpito Ischia. In termini di salvaguardia, l'unica prevenzione efficace su di un'isola vulcanica periodicamente soggetta a scosse telluriche sarebbe quella di non costruirvi alcuna abitazione. In generale, il sistema capitalistico cerca di difendersi come può, come in Giappone, dove l'alta incidenza dei terremoti ha spinto ad adottare una tipologia edilizia antisismica.

La discussione è proseguita con alcune considerazioni sui recenti attentati a Barcellona e Cambrils, in Spagna, e a Turku, in Finlandia. Il marasma sociale in corso continua a crescere, producendo un'ulteriore militarizzazione delle metropoli. Gli attacchi terroristici, spesso trattati come atti fini a sè stessi, vanno piuttosto valutati come manifestazioni della "guerra mondiale combattuta a pezzi", così come l'ha definita Papa Francesco, o guerra civile diffusa. Una guerra civile non richiede per forza la contrapposizione di due eserciti composti da soldati di una stessa nazione, basta che a contrapporsi siano frazioni della società, organizzate in modo più o meno formale e che si combattono con le armi o con l'esercizio particolare del potere.

Pubblicato in Teleriunioni agosto 2017

La teleconferenza di martedì, presenti 15 compagni, è iniziata commentando la riunione del Primo maggio a Cadoneghe (Pd).

Alcuni elementi di un'associazione culturale ci hanno contattato per presentare la rivista. Secondo gli organizzatori erano presenti alla giornata circa 300 persone di cui una sessantina hanno partecipato alla riunione. In un ambiente distante dai soliti ambiti "politici" il nostro intervento ha suscitato parecchio interesse. Di sicuro, dato lo sfascio generale dei gruppetti, è in atto un cambiamento: i vecchi paradigmi stanno scomparendo ma non sono ancora stati sostituiti e nel frattempo si cerca di superare l'isolamento da vita senza senso. Il bisogno di fare musica, di stare insieme, sembra essere inizialmente lo scopo dopodiché si scopre il bisogno di comunità come scritto in "Origine e funzione della forma partito".

Si è passati poi ad alcune news dalle aziende di Elon Musk.

Tesla ha presentato le nuove immagini del suo Tir elettrico e il progetto di creare una rete sotterranea per lo spostamento veloce di autoveicoli: una specie di ascensore stradale dotato di apposita piattaforma che guida l'autovettura su binari a velocità sostenuta. L'esigenza di costruire cose "folli" è data dal fatto che il Capitale ha bisogno di sfogo e non può attendere. Da questo punto di vista Hyperloop, il progetto di lanciare auto a 1000 km all'ora da Los Angeles a San Francisco, è un altro dei tentativi di investire parti di capitale fittizio. Anche l'ipotesi di colonizzare Marte è significativa perché tutto quello che si poteva fare sulla crosta terrestre evidentemente non basta più, ci vuole un nuovo pianeta.

Pubblicato in Teleriunioni maggio 2017

Durante la teleconferenza di martedì, a cui hanno partecipato 15 compagni, abbiamo ripreso alcuni temi affrontati nella relazione La rivoluzione militare: il contrattacco dell'Armata Rossa in Polonia tenuta durante il recente incontro redazionale di n+1.

L'incredibile avanzata dell'Esercito Rivoluzionario in direzione di Varsavia rappresentava l'estremo tentativo di coronare in senso del tutto positivo la rivoluzione doppia del 1917: contro l'arretratezza di società non ancora emancipate dal passato e contro la decrepitezza di società che avevano rinunciato al futuro. L'Armata Rossa era consapevole che superare l'ostacolo polacco significava raggiungere la classe operaia tedesca e che tutto il blocco europeo poteva crollare.

Si è poi passati a commentare i recenti attentati in Belgio mettendoli in relazione al fenomeno del collasso degli stati. Basta guardare anche solo all'Europa: la Grecia è un paese commissariato, la Spagna sta scivolando su una china greca, l'Italia le va dietro. E il piccolo Belgio, rimasto un anno e mezzo senza governo, ora precipita in una situazione di grande instabilità; Bruxelles si scopre crocevia di scontri e tensioni molteplici e le divisioni tra fiamminghi e valloni non aiutano a tenere in piedi una struttura statale in disfacimento. Secondo l'Huffington Post, "Il Belgio si è confermato oggi, come del resto molti ripetono sottovoce da mesi, uno stato fallito. Proprio così viene detto nei giri diplomatici e di intelligence: fallito esattamente come si dice per la Siria o l'Iraq. Spiacevole dirlo, ma vero".

Pubblicato in Teleriunioni marzo 2016

La teleconferenza di martedì sera, presenti 12 compagni, è iniziata discutendo delle manifestazioni per il Primo Maggio nel mondo.

I danneggiamenti verificatesi a Milano durante il corteo No Expo hanno suscitato un gran clamore, soprattutto da parte dei media. Per quanto ci riguarda, la contrapposizione violenza/non-violenza è un prodotto del tutto ideologico della società presente, in natura tale dicotomia non esiste.

Non ci interessano molto i giudizi di giornalisti e sinistri sugli scontri. La nostra teoria sociale parte dal generale, va al particolare e poi astrae di nuovo. E' quindi importante inquadrare i fatti all'interno di una solida cornice teorica, in modo da non rimanere intrappolati nell'immediatismo. A tal proposito, abbiamo ricordato i lavori di Mark Buchanan sulla fisica della storia: se intendiamo la specie umana come un insieme di atomi sociali in relazione tra di loro anziché come individui coscienti, allora possiamo scovare delle leggi di movimento che vanno al di là della somma delle opinioni. In un sistema di tipo fisico composto di atomi sociali, all'aumento della temperatura corrisponde un'agitazione caotica.

Pubblicato in Teleriunioni maggio 2015

La teleconferenza di martedì sera, a cui hanno partecipato 12 compagni, si è aperta con le notizie provenienti dagli Stati Uniti.

Un altro giovane afroamericano muore per le percosse ricevute dalla polizia durante l'arresto a Baltimora. Per le strade della città del Maryland, a soli 40 km da Washington e a 270 da New York, esplode la rivolta, viene inviata la Guardia Nazionale e istituito il coprifuoco. Le gang della città stringono un'alleanza per respingere la polizia dai quartieri, mettendo in moto una prima forma di coordinamento territoriale. E Mentre a Baltimora esplode la rabbia, a Detroit si registra un nuovo caso: un giovane di colore di 20 anni, sospettato di rapina e armato con un martello, viene ucciso da un poliziotto. Sull'episodio viene aperta un'inchiesta, mentre sono previste proteste in strada.

Il fronte interno americano si fa sempre più minaccioso, Baltimora è solo l'ultima in ordine cronologico delle città attraversate dai disordini e dalle proteste contro la violenza della polizia, in special modo verso gli afroamericani. La faccenda comincia a preoccupare seriamente il presidente Obama: se le rivolte dovessero scoppiare contemporaneamente in più città, diventerebbe difficile gestire la situazione senza alzare il livello di repressione. Segnali di solidarietà ai manifestanti arrivano da tutti gli Stati Uniti; tra i più significativi il blocco del porto di Oakland indetto per il Primo Maggio dai sindacati locali, in collegamento con le iniziative del movimento #BlackLivesMatter.

Pubblicato in Teleriunioni aprile 2015

La teleconferenza di martedì, connessi dieci compagni, è iniziata con l'elenco di alcune notizie recenti che forniscono un quadro dello scenario politico-economico mondiale a dir poco disastroso:
-sette anni di crisi: miseria crescente e crollo dei consumi in Italia e altrove (allarme deflazione);
-Germania: aumento dei disoccupati e calo di fiducia delle imprese nell'economia;
-Francia: dichiarazioni anti-austerity del ministro dell'Economia e conseguente rimpasto di governo, instabilità politica che tocca il cuore dell'Europa;
-Draghi: ipotizza l'avvio di un piano di acquisto di titoli di Stato dell'Eurozona da parte della Bce;
-Usa: possibile alleanza con Assad per ostacolare l'avanzata degli jihadisti in Siria e Iraq;
-Libia: il paese ormai è diviso con due presidenti e due governi, mentre Egitto ed Emirati Arabi Uniti bombardano gli islamisti;
-Ucraina: carri armati russi entrano nel sud-est del paese;
-Papa: annuncia l'inizio della terza guerra mondiale.

Pubblicato in Teleriunioni agosto 2014

Durante la teleconferenza di martedì sera abbiamo ripreso la discussione su quanto sta accadendo in Ucraina. La vicenda va inquadrata come un aspetto particolare della politiguerra americana, e la rilettura di alcuni passi dell'articolo Dall'equilibrio del terrore al terrore dell'equilibrio (n+1, n° 21) aiuta ad approfondirne alcune caratteristiche.

La diplomazia internazionale, riunitasi a Ginevra nel tentativo di stabilizzare la situazione ucraina, sembra non essere riuscita a porre un freno alle dinamiche venute a galla con gli scontri di piazza Maidan. Qualche giorno fa Putin ha promulgato una legge che facilita il percorso per ottenere la cittadinanza russa per le popolazioni russofone residenti nelle ex repubbliche sovietiche. Milioni di persone potrebbero perciò richiedere il diritto alla protezione da parte di Mosca, e quanto avvenuto in Crimea potrebbe ripetersi nelle aree di influenza russa come Estonia, Moldavia, Georgia, Kazakhstan, ecc. Gli americani, secondo alcune indiscrezioni del New York Times, starebbero elaborando una strategia di contenimento, simile a quella utilizzata nel corso della guerra fredda, per un isolamento politico progressivo della Russia.

La situazione sta mutando rapidamente e assomiglia a quanto successo in Georgia (2008) e soprattutto in Cecenia, dove potentati locali hanno esautorato i russi. I quali hanno reagito radendo al suolo tutto quello che trovavano sul loro cammino e poi, visto che l'occupazione in pianta stabile del territorio non funzionava, hanno affidato l'amministrazione del paese a signori della guerra locali.

Sembra che in Ucraina si prospetti una situazione di questo tipo, con la differenza che il territorio in questione è un importante snodo geo-strategico tra Europa e Russia; e con l'aggravante che sia gli americani che i russi si stanno lasciando trascinare in una pericolosa escalation piuttosto che governare dall'esterno il conflitto. Inoltre, forze interne ucraine potrebbero autonomizzarsi da entrambi gli schieramenti aumentando ancor più il caos nella regione.

Pubblicato in Teleriunioni aprile 2014

Durante la teleconferenza di martedì sera, a cui hanno partecipato 12 compagni, abbiamo discusso dell'articolo di Jeremy Rifkin, The Rise of Anti-Capitalism (L'ascesa dell'anti-capitalismo), pubblicato sul New York Times lo scorso 15 marzo.

Dello scrittore americano, nonché sociologo, attivista ambientale, professore universitario, no global, economista e filosofo, abbiamo scritto sul numero 8 della rivista in una recensione a tre suoi libri: Entropia, La fine del lavoro e L'era dell'accesso. Nel primo testo, del 1980, Rifkin dimostra come ogni economia non sia altro che un sistema di produzione e riproduzione soggiacente al secondo principio della termodinamica e perciò irreversibilmente dissipativo di energia (in termini capitalistici, dissipativo del valore che produce). A questo si aggiunge la tendenza storica del capitalismo, descritta ne La fine del lavoro una quindicina di anni più tardi, a sostituire il lavoro dell'uomo con quello della macchina, determinando un enorme esubero di manodopera.

Pubblicato in Teleriunioni marzo 2014

Voi avete detto [il lettore si riferisce a una conferenza, ma l'abbiamo anche scritto. N.d.R.] che l'aumento della composizione organica del capitale, è collegata alla caduta tendenziale del saggio di profitto e alla formazione di una sovrappopolazione relativa permanente. Sono d'accordo, ma avete tracciato a mio avviso addirittura una nuova teoria della popolazione partendo dal fatto che non si tratterebbe del marxiano "esercito industriale di riserva" bensì di strati sociali ormai superflui, da mantenere in quanto esclusi per sempre dal ciclo produttivo. Questo proverebbe la difficoltà della continuazione del processo di valorizzazione a scala mondiale, e avete citato intere aree geografiche "abbandonate" o sfruttate brutalmente senza attenzione ai risvolti sociali, come l'Africa, l'America Latina, gran parte dell'Asia e persino aree all'interno del capitalismo sviluppato.

Pubblicato in Doppia direzione

Rivista n°46, novembre 2019

copertina n°46f6Editoriale: Rapporto diretto
f6Articoli: Che fine ha fatto il futuro?, Rivoluzione e cibernetica
f6Rassegna: La bicicletta di Leonardo
f6Terra di confine: Apprendisti stregoni
f6Spaccio al bestione trionfante: Inflazione cercasi
f6Recensione: Intelligenza artificiale, evoluzione naturale
f6Doppia direzione: Centralismo democratico e centralismo organico

Raccolta della rivista n+1

Newsletter 236, 18 novembre 2019

f6La sussunzione della società al capitale
f6Economia e Big Data
f6Di che colore è Hong Kong?
f6Iraq. Verso la guerra civile?
f6Bistecca vegana senz'osso
f6Olocrazia
f6Bisognava pensarci prima

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