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La teleconferenza di martedì sera, a cui hanno partecipato 13 compagni, è iniziata con alcune osservazioni riguardo il rapporto Oxfam Ricompensare il lavoro, non la ricchezza, presentato alla vigilia del Forum Economico Mondiale di Davos, in Svizzera, che ogni anno riunisce esponenti internazionali dell'ambito economico, politico, scientifico e sociale per discutere delle questioni principali della scena mondiale.

La situazione che emerge dai dati raccolti nel rapporto, come illustra un rappresentante della sede italiana dell'organizzazione non governativa in una recente intervista, è decisamente preoccupante. Oxfam è una confederazione internazionale di organizzazioni no profit operanti in 90 diversi nazioni e dispone di una rete ampiamente estesa i cui sensori sono dislocati praticamente in tutto il mondo (10.000 operatori e 50.000 volontari). Lo studio del 2018 tratta principalmente il tema della diseguaglianza nella distribuzione della ricchezza, e il risultato a cui giunge – ma non si tratta di una novità dato che sono sempre di più le ricerche di questo tipo a rilevare tale assetto generale – è quello di una società in cui il denaro, o la prosperità in generale, confluisce in misura sempre maggiore nelle solite "poche" mani. Nel documento vengono inoltre presentate proposte e suggerimenti per arginare tale situazione di disparità. Ovviamente si tratta di soluzioni di carattere riformista, come la tassazione progressiva, l'introduzione di un tetto agli stipendi dei manager, e via dicendo.

La teleconferenza di martedì, presenti 15 compagni, è iniziata commentando la riunione del Primo maggio a Cadoneghe (Pd).

Alcuni elementi di un'associazione culturale ci hanno contattato per presentare la rivista. Secondo gli organizzatori erano presenti alla giornata circa 300 persone di cui una sessantina hanno partecipato alla riunione. In un ambiente distante dai soliti ambiti "politici" il nostro intervento ha suscitato parecchio interesse. Di sicuro, dato lo sfascio generale dei gruppetti, è in atto un cambiamento: i vecchi paradigmi stanno scomparendo ma non sono ancora stati sostituiti e nel frattempo si cerca di superare l'isolamento da vita senza senso. Il bisogno di fare musica, di stare insieme, sembra essere inizialmente lo scopo dopodiché si scopre il bisogno di comunità come scritto in "Origine e funzione della forma partito".

Si è passati poi ad alcune news dalle aziende di Elon Musk.

Tesla ha presentato le nuove immagini del suo Tir elettrico e il progetto di creare una rete sotterranea per lo spostamento veloce di autoveicoli: una specie di ascensore stradale dotato di apposita piattaforma che guida l'autovettura su binari a velocità sostenuta. L'esigenza di costruire cose "folli" è data dal fatto che il Capitale ha bisogno di sfogo e non può attendere. Da questo punto di vista Hyperloop, il progetto di lanciare auto a 1000 km all'ora da Los Angeles a San Francisco, è un altro dei tentativi di investire parti di capitale fittizio. Anche l'ipotesi di colonizzare Marte è significativa perché tutto quello che si poteva fare sulla crosta terrestre evidentemente non basta più, ci vuole un nuovo pianeta.

Pubblicato in Teleriunioni maggio 2017

La teleconferenza di martedì sera, presenti 12 compagni, è iniziata prendendo spunto dalla notizia dell'approvazione del referendum sui voucher per il prossimo 28 maggio.

Mentre la Cgil perde tempo con la campagna "Libera il lavoro con 2 sì", migliaia di lavoratori vivono in condizioni di estrema precarietà dibattendosi tra stage e corsi di formazione non retribuiti; di certo non sarà certo l'esito di una consultazione a cambiare le loro condizioni di vita. Istituzionalizzandosi, prendendo contributi dallo Stato, vendendo servizi, i sindacati hanno rinunciato alla lotta di classe e contano sempre meno. Non mancano comunque esperimenti di autorganizzazione nel mondo del lavoro, pensiamo ad esempio agli scioperi dei fattorini di Foodora e Deliveroo. Nell'epoca delle reti e dei computer tascabili si può rispondere all'iper-sfruttamento utilizzando "le stesse armi tecnologiche dei giganti del web", scrive pagina 99 nell'articolo App contro app, così i precari sfidano i padroni della gig-economy.

Pubblicato in Teleriunioni marzo 2017

La teleconferenza di martedì sera, presenti 14 compagni, è iniziata con alcune considerazioni sulla Brexit e sulle sue conseguenze nel breve e medio periodo.

Dopo la vittoria del leave al referendum del 23 giugno, il premier britannico Cameron prende tempo e annuncia che non chiederà l'uscita immediata del Regno Unito dall'Unione Europea, mentre i maggiori paesi membri spingono per una soluzione veloce. Significativo l'articolo Ipotesi balcanizzazione per l'Europa del Sole 24 Ore: "Il salvataggio dell'euro e dell'Europa non sarà comunque l'inizio di una nuova era di benessere ma il tentativo estremo di evitare la balcanizzazione, le guerre e i conflitti. Questa è la posta in gioco. Quanto all'economia è la fine delle illusioni: il sistema attuale non produce posti di lavoro, che scompaiono o diventano sempre più precari, numeri effimeri buoni per le statistiche. La fine del lavoro come lo abbiamo conosciuto accompagna quello del welfare europeo."

Siamo arrivati al punto in cui gli stessi giornali della borghesia ammettono che il Sistema non regge più e che la balcanizzazione dell'Europa è una realistica possibilità. Lo scorso venerdì 24 giugno, ennesimo "Black Friday", è costato alle Borse mondiali 2000 miliardi di dollari in perdite. Secondo gli operatori finanziari questo tonfo supera il precedente storico di 1.900 miliardi bruciati nel 2008 all'indomani del crack di Lehman Brothers.

Pubblicato in Teleriunioni giugno 2016

La teleconferenza di martedì sera, presenti 15 compagni, si è aperta con le notizie provenienti dal fronte iracheno.

L'offensiva su Tikrit serve probabilmente a saggiare il grado di tenuta dell'esercito di Baghdad coadiuvato da 15 mila volontari sciiti. L'operazione dovrebbe risultare abbastanza semplice viste le ingenti perdite avvenute tra le fila dello Stato Islamico in seguito ai bombardamenti. I miliziani dell'IS usano una strategia militare basata su azioni veloci: non avendo a disposizione truppe sufficienti non riescono a presidiare e controllare tutto il territorio conquistato e, se Tikrit andasse persa, potrebbero spostare la linea di difesa in una zona poco a sud di Mosul per preservare l'importante nodo strategico.

Pubblicato in Teleriunioni marzo 2015

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Rivista n°42, ottobre 2017

copertina n°42f6Editoriale: L'immane mistificazione
f6Articoli: La socializzazione fascista e il comunismo - Cento anni dall'Ottobre
f6Rassegna: Uragani d'America - Irma o della crescita esponenziale dei danni - Ricordate Katrina? - Occupy Wall Street non nasce dal niente - Gli orti urbani - Catastrofe sociale dei lavoretti
f6Terra di confine: La dimora dell'uomo (domani)
f6Recensione: Coppi, Bartali e i vaccini
f6Doppia direzione: Lavorare è bello
f6Spaccio al bestione trionfante: Riscontro "psicologico" - Fazioni in lotta

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