Informazioni aggiuntive

  • Resoconto teleriunione  9 gennaio 2018

Riduzione dell'orario di lavoro

La teleconferenza di martedì sera, presenti 14 compagni, è iniziata commentando le news in arrivo dal Venezuela, dove in seguito agli assalti a supermercati e negozi da parte della popolazione, ormai ridotta alla fame, il governo Maduro ha costretto gli esercenti ad abbassare i costi dei beni di prima necessità. Nel paese i prezzi delle merci sono arrivati alle stelle a causa di un'inflazione a livelli da record, mentre il Bolivar, la moneta locale, non viene più accettata nelle transazioni.

La situazione economica in cui versa il paese è molto simile a quella di altre aree del mondo dove storicamente vengono attuate misure per calmierare i beni di prima necessità. Quando le condizioni economiche peggiorano e tali misure non possono più essere mantenute, quando i governi non riescono più a sfamare le popolazioni, scattano le rivolte, i saccheggi e le manifestazioni.

Oltre al Venezuela, è tutto il continente sudamericano ad essere in fibrillazione. In Honduras, durante il mese di dicembre dopo le elezioni presidenziali, si sono verificati scontri durissimi: 14 morti e proclamazione del coprifuoco. In Brasile, nei mesi scorsi, violente proteste contro la riforma del governo Temer sono sfociate in assalti ai ministeri. In Argentina, dopo l'annuncio della riforma delle pensioni, pesanti scontri si sono registrati davanti al parlamento, a Buenos Aires. Un compagno ha segnalato un video che circola in questi giorni sui social, dove si vedono migliaia di senzatetto accampati con le loro tende in centro a Los Angeles. A quanto pare, le motivazioni che hanno fatto emergere Occupy sono ancora valide. Dappertutto è il peggioramento delle condizioni di vita a muovere masse di senza riserve alla lotta.

Nelle Glosse marginali di critica all'articolo "Il re di Prussia e la riforma sociale, firmato: un Prussiano", Marx, pur riferendosi alla Germania, afferma a proposito della differenza tra una rivolta politica e una industriale:

"La natura umana è la vera comunità umana. Come il disperato isolamento da essa è incomparabilmente più universale, insopportabile, pauroso, contraddittorio dell'isolamento dalla comunità politica, così anche la soppressione di tale isolamento e anche una reazione parziale, una rivolta contro di esso, è tanto più infinita quanto più infinito è l'uomo rispetto al cittadino e la vita umana rispetto alla vita politica. La rivolta industriale, perciò può essere parziale fin che si vuole, essa racchiude in sé un'anima universale; la rivolta politica può essere universale fin che si vuole, essa cela sotto le forme più colossali uno spirito angusto."

In Iran durante i cortei di operai e disoccupati non si sono visti cartelli di tipo politico, mentre le manifestazioni esprimevano una rabbia verso il sistema tout court, rappresentato sia dai riformisti che dai conservatori. Anche la Tunisia torna al centro del marasma sociale con le manifestazioni scaturite dopo l'annuncio della legge di bilancio 2018 che prevede forti aumenti per gas, benzina e servizi, e altre misure adottate dal governo per cercare di contenere la spesa pubblica. Manifestazioni e scontri con la polizia hanno interessato varie città: Thala, Kasserine, Sbeitla, Oueslatia (Kairouan), Douz, Kebili, Gafsa, Tebourba e Cite' Ettadhamen (Tunisi), con devastazioni e feriti. I manifestanti hanno attaccato il posto di polizia di El Battan alla Manouba bruciando l'ufficio del comandante, l'agenzia delle Finanze di El Gtar a Gafsa, un supermercato a cite' Intilaka nei pressi della capitale, il deposito comunale di El Bassatine a Kasserine. Un morto a Tebourba a 40 km dalla capitale Tunisi, cinque i feriti. Arrestati centinaia di manifestanti per aver dato fuoco agli edifici governativi e aver rubato nei negozi. Se nell'ondata di ribellione del 2011, in Spagna, Grecia e Croazia i manifestanti accerchiavano simbolicamente i parlamenti, quasi a chiederne un migliore funzionamento, ora nelle rivolte, che scoppiano con sempre più frequenza ai quattro angoli del mondo, iniziano ad essere prese di mira le caserme di polizia e gli uffici governativi.

Si è poi passati a commentare quanto succede a livello sindacale in Germania. L'IG Metall (sindacato dei metalmeccanici tedeschi), uno dei più grandi sindacati d'Europa, con i suoi 2,2 milioni di iscritti, ha presentato le richieste per il rinnovo dei contratti di lavoro che riguardano circa 3,9 milioni di lavoratori addetti all'industria elettrica e meccanica: un aumento delle retribuzioni del 6 per cento, ma anche una riduzione, su richiesta individuale, dell'orario di lavoro settimanale (fino a 28 ore per un periodo di 24 mesi). Si tratta di una riduzione dell'orario di lavoro "mirata" a chi ne ha necessità (assistenza di bambini e anziani), ma che viene portata avanti con scioperi in alcune grandi aziende come la Porsche. La Gesamtmetall, la federazione degli imprenditori, ha rifiutato la proposta, anche perchè l'IG Metall vuole che a compensare parte del mancato guadagno dell'operaio sia il datore di lavoro.

E' inevitabile che sindacati ultra-corporativi come quello tedesco, ma addirittura gli stati, prendano in considerazione l'idea di una riduzione dell'orario di lavoro; orami è chiaro che si va verso un'era di disoccupazione di massa, a causa dell'introduzione nelle fabbriche di robot, computer e automazione. In Germania, la riduzione dell'orario, non è solo una richiesta di tipo sindacale, ma una misura patrocinata probabilmente da settori della borghesia e dell'apparato politico: l'IG Metall, da sempre legato all'SPD, è un organismo che partecipa a pieno alla co-determinazione (mitbestimmung), l'aperta collaborazione tra padroni e bonzi. Alcuni economisti tedeschi hanno condotto una ricerca dimostrando che il motore essenziale del "modello renano" è stata proprio la possibilità di contenere la disoccupazione con una politica di alti salari per una élite di lavoratori e contemporaneamente bassi salari per la massa della manodopera non qualificata. Gli stessi industriali tedeschi ammettono che l'industria nazionale non è andata in crisi come nel resto d'Europa, proprio per la responsabilità dei sindacati che sono intervenuti per tenere bassi i salari (una controtendenza alla caduta del saggio di profitto). Adesso IG Metall presenta il conto ai capitalisti e li invita a innalzare la "propensione marginale al consumo".

In Europa, ma anche in altre parti del mondo, temi come il reddito di cittadinanza, la riduzione dell'orario di lavoro e la razionalizzazione del Welfare State sono all'ordine del giorno. In Italia, sulla questione della distribuzione del reddito si stanno spendendo tutti i partiti politici. Il Movimento 5 Stelle, sin dal suo esordio, ha proposto il reddito di cittadinanza, il Pd ha lanciato il Rei, il reddito di inclusione, e per Berlusconi "contro il dramma della povertà occorrono misure di emergenza. Per questo abbiamo pensato a una misura drastica proposta da Milton Friedman: lui la chiamava 'imposta negativa sul reddito', io preferisco chiamarlo 'reddito di dignità' per chi è sotto una certa soglia, che potrebbe essere 1.000 euro al mese".

Vista la mancanza di differenze ideologiche tra le varie forze politiche che si contendono la guida del paese, buona parte del dibattito pubblico è polarizzato sul reddito di base. Comunque, a parte le promesse da marinaio fatte in campagna elettorale, è significativo che ci siano delle sperimentazioni in corso in tutto il mondo, dalla Svizzera al Canada, dalla Finlandia alla California, dall'Olanda alla Scozia.

P. Van Parijs, un filosofo belga a favore dell'introduzione di un reddito di base sin dagli anni '80, sostiene che tagliando le varie forme di sussidi, mobilità e cassa integrazione ed accorpando tutte le spese in un'unica voce, sarebbe possibile erogare un reddito di base incondizionato (di circa 400 euro) a tutta la popolazione.

Un compagno ha ricordato che in Italia lo scorso 8 gennaio c'è stato lo sciopero della scuola, con le maestre che hanno manifestato a Roma, Milano e Torino. Ad incrociare le braccia gli insegnanti della Primaria e dell'Infanzia in lotta contro la sentenza del Consiglio di Stato che li ha respinti dalle graduatorie ad esaurimento (Gae), canale per ottenere il posto di ruolo. Circa 44mila i diplomati magistrali con titolo conseguito entro il 2001-2002 interessati dalla sentenza. Oggi più che mai servirebbe lo sciopero generale: per saldare la lotta di tutti i lavoratori, più precari che mai. Il Corriere, in merito alla notizia della presunta crescita delle assunzioni nel Belpaese, fa notare che 9 contratti su 10 sono precari.

In chiusura di teleconferenza, è stato segnalato quanto accade nella logistica con la firma dell'ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL da parte dei confederali. L'entrata in scena degli stessi, che avevano scioperato il 30-31 ottobre in alcuni magazzini e interporti, aveva preoccupato non poco i sindacati di base che temevano di perdere il terreno conquistato. CGIL, CISL e UIL chiedevano, ottenendoli, l'apertura di tavoli di trattative con la controparte, che hanno portato all'ipotesi di accordo. In un documento della Opposizione Cgil in FILT si rifiuta tale ipotesi poichè non farebbe che peggiorare le condizioni di lavoro. Per il 20 gennaio è prevista, a Vicenza, un'assemblea per il NO all'Ipotesi di CCNL, a cui sono invitati i lavoratori del settore: autisti, magazzinieri ed impiegati, diretti ed indiretti delle imprese del settore.

Articoli correlati (da tag)

  • Un'ipotesi estrema contro la recessione

    La teleconferenza di martedì sera, presenti 11 compagni, è iniziata con l'analisi della situazione politica italiana in relazione alla probabile formazione di un governo PD-M5S. Abbiamo ribadito che qualsiasi governo si formerà di qui ai prossimi giorni non potrà che adoperarsi per il controllo centralizzato dell'economia, il sostegno al sistema produttivo interno e la gestione degli effetti sociali dell'andamento economico. Totalitaria è la forma di dominio fascista, con lo Stato che passa sotto il controllo del Capitale come strumento indispensabile per intervenire nella società, sia come ammortizzatore sociale (carota) che come repressione (bastone). In "Tracciato di impostazione" (1946) è scritto che:

    "Lo svolgimento politico dei partiti della classe borghese in questa fase contemporanea, conduce a forme di più stretta oppressione, e le sue manifestazioni si sono avute nell'avvento dei regimi che sono definiti totalitari e fascisti. Questi regimi costituiscono il tipo politico più moderno della società borghese e vanno diffondendosi attraverso un processo che diverrà sempre più chiaro in tutto il mondo."

    Quindi, al di là delle alchimie politiche di cui l'Italia è maestra, il prossimo governo avrà dei margini di manovra ridotti, dato il livello di (non) crescita del Pil combinato con un debito pubblico che tocca i 2.386 miliardi di euro. E' abbastanza chiaro che il sostegno di molti sinistri all'alleanza PD-M5S in funzione antifascista, non è che il solito partigianesimo risorgente e tenace che preferisce una parte della borghesia rispetto all'altra. Ma il fascismo non è il prodotto del Salvini di turno che fa i decreti sicurezza, bensì dell'esperienza statale fascista sperimentata durante il Ventennio e da cui non si è più tornati indietro. Tant'è vero che alcuni enti istituiti negli anni Trenta non sono stati soppressi dai successori post-fascisti (IMI, IRI, ecc.).

  • Pancia e gambe si muovono prima del cervello

    La teleconferenza di martedì sera, a cui hanno partecipato 7 compagni, è cominciata dal tema del "lavoro", o meglio del lavoro alienato che, come dice Marx, fa sì che l'uomo si senta tale solo quando mangia, beve e si accoppia (attività che condivide con le bestie), e si senta bestia quando lavora (attività che gli sarebbe peculiare).

    Un compagno ha fatto notare che il "lavoro" è un'attività umana invariante, incessante nei millenni (l'arco millenario che lega l'ancestrale uomo tribale lottatore con le belve al membro della comunità futura) nonostante il variare storico dei paesaggi epigenetici innumerevoli volte rivoluzionati. Perciò possiamo indicare la forma, che esprime il "lavoro" della natura sulla materia sia organica che inorganica, come il movimento in quanto tale.

    Ora, il "prodotto" di questo incessante movimento-lavoro della materia per miliardi di anni altro non è che lo stato attuale delle cose. L'uomo è nella fase della sua storia in cui quel primordiale movimento-lavoro ha assunto la modalità capitalistica, alienandosi. Il prossimo balzo evolutivo della specie verso il regno della libertà la emanciperà dal lavoro come cieco movimento della materia sociale. Rovesciata la prassi, per la prima volta l'umanità non sarà solo "cosciente" ma anche "dirigente" il suo proprio lavoro, ossia il suo proprio movimento-lavoro, ad un gradino evolutivo superiore. Scienza dell'uomo e della natura si integreranno e allora non ci sarà che una sola scienza.

  • Anniversari

    La teleconferenza di martedì 9 luglio, a cui hanno partecipato 11 compagni, ha avuto come tema principale il ricorso di alcuni anniversari.

    Tra il 7 e il 9 luglio del 1962, in Piazza Statuto a Torino, si verificano violenti scontri tra forze dell'ordine e operai in seguito alla firma di un accordo sindacale separato tra Uil e Fiat. La mattina del 7 luglio i maggiori stabilimenti industriali della città si fermano e gli operai incolleriti si concentrano di fronte alla sede della Uil in Piazza Statuto; ne nascono degli scontri con la polizia che durano per tre giorni con il risultato di più di un migliaio di fermi, quasi un centinaio di arrestati e svariate centinaia di feriti da entrambe le parti.

    Dalle fila del PCI ai sinistri dei Quaderni Rossi, si alza un coro unanime di condanna dei fatti di piazza Statuto, giudicati una "squallida degenerazione" di una manifestazione di protesta operaia. L'Unità del 9 luglio definisce la rivolta come "tentativi teppistici e provocatori", ed i manifestanti "elementi incontrollati ed esasperati", "piccoli gruppi di irresponsabili", "giovani scalmanati", "anarchici, internazionalisti". Al contrario, il programma comunista n. 14 del 17 luglio 1962, esce con un potente articolo intitolato "Evviva i teppisti della guerra di classe! Abbasso gli adoratori dell'ordine costituito!", in cui si afferma che ha poco senso essere non violenti quando quotidianamente si subisce la violenza del lavoro salariato.

Rivista n°45, aprile 2019

copertina n°45f6Editoriale
Fine della preistoria umana
f6Articoli
- Dalla partecipazione alla schiavitù. Genesi delle società divise in classi
- Poscritto al Grande Ponte. Connessione tra le arcate
- Brexit
f6Doppia direzione
Il nome e l'ombra

Raccolta della rivista n+1

Newsletter 235, 31 agosto 2019

f6La telecamera e il carro armato
f6Che capitalismo è mai questo?
f6Anti-imperialismo selettivo
f6La guerra delle valute
f6Fisiologia della sicurezza
f6Ex foresta amazzonica

Leggi la newsletter 235
Leggi le altre newsletter

Abbonati alla rivista

Per abbonarti (euro 20, minimo 4 numeri) richiedi l'ultimo numero uscito, te lo invieremo gratuitamente con allegato un bollettino di Conto Corrente Postale prestampato.
Scrivi a : mail2

Iscriviti alla newsletter

Iscriviti alla newsletter quindicinale di n+1.

Invia una mail a indirizzo email