Informazioni aggiuntive

  • Resoconto teleriunione  2 ottobre 2018

Reddito di cittadinanza o denaro programmato?

La teleconferenza di martedì sera, presenti 11 compagni, è iniziata prendendo spunto da una mail circolata nella rete di lavoro sulla post-umanità.

Le correnti di pensiero postumane o transumane prevedono la trasformazione dell'umanità tramite lo sviluppo di biotecnologie e nano-tecnologie, e considerano la specie umana come il primo gradino di una nuova era evoluzionistica post-darwiniana (vedi il romanzo Essere una macchina di Mark O'Connell), guidata dalla specie umana stessa (anche Ray Kurzweil in La singolarità è vicina si inserisce in questo filone). Il capitalismo non ammetterà mai di essere transitorio, di conseguenza gli esponenti della borghesia proiettano se stessi nell'eternità.

Si è poi passati a commentare le ultime notizie sul reddito di cittadinanza.

In un articolo pubblicato su Il Fatto Quotidiano si descrive come sarà erogato il contributo, e cioè sotto forma di una carta acquisti che i beneficiari potranno utilizzare solo per procurarsi beni di prima necessità (alimenti e medicinali). La dotazione prevista nel Def per l'applicazione della misura dovrebbe essere di 10 miliardi di euro, di cui uno destinato ai Centri per l'impiego, e riguarderebbe circa 6,5 milioni di italiani. I 780 euro di cui si vocifera andranno a chi parte da un reddito pari a zero, mentre per gli altri ci sarà solo un'integrazione. Il viceministro dell'economia ed esponente dei 5Stelle Laura Castelli spiega nel dettaglio:

"Ogni cittadino che ha diritto al reddito potrà adoperare la propria tessera bancomat, e recarsi in un negozio. Poniamo che debba comprare del pane: gli basterà dare il bancomat al fornaio, che riconoscerà il codice della tesserina tramite un apposito software, e scalerà la cifra dell’acquisto. Non ci sarà alcuno scambio di denaro: il negoziante riavrà dallo Stato in giornata la cifra spesa dal singolo cittadino, come già avviene ora con i normali acquisti".

Piuttosto rapidamente si è arrivati a qualcosa di simile ai buoni lavoro di John Gray: un denaro tracciabile ma completamente diverso sia rispetto all'"etico" reddito di cittadinanza che al sussidio di disoccupazione. Nel disegno originario dell'economista britannico criticato da Marx, gli individui producevano merci ma le depositavano presso una banca che documentava il tempo di lavoro consumato nella loro produzione. Marx nella Critica al programma di Gotha affronta il problema della contabilità nella fase di passaggio al comunismo. Siamo di fronte a un lascito della società-madre (capitalismo) alla società-figlia (socialismo) con tare ereditarie che vanno eliminate: all'individuo spetta una quantità di beni equivalente alla quantità di lavoro erogato (detratto quanto serve alle necessità sociali). In questa fase il lavoratore "riceve dalla società uno scontrino da cui risulta che egli ha prestato tanto lavoro, e con esso ritira dal fondo sociale tanti mezzi di consumo quanto equivale a un lavoro corrispondente. La stessa quantità di lavoro che egli ha dato alla società in una forma, la riceve in un'altra". Non è comunismo, c'è ancora scambio tra equivalenti tramite valore.

Il ticket di cittadinanza non è riconosciuto da nessuna banca, non è cumulabile, nè spendibile all'infuori del territorio italiano; è piuttosto un ibrido: si tratta infatti di denaro emesso e garantito dallo Stato, e destinato, non rientrando nel circuito economico, unicamente al consumo (Dimenticare Babilonia, riv. n.43). Se la manovra andrà in porto (Unione Europea e mercati non hanno gradito l'ipotesi di deficit), questo denaro programmato finirà per assecondare la propensione marginale al consumo, come successo in Portogallo dove sono state protette proprio le fasce basse della popolazione.

A proposito dei buoni di Owen, Marx affermava che non può esistere in ambito capitalistico un buono lavoro puro e semplice, ma ci dev'essere sempre un equivalente del denaro. Nel caso italiano è lo Stato che si occupa direttamente di elargire certe cifre per innescare cicli virtuosi dell'economia, coinvolgendo l'intera società. Si sta facendo strada un denaro personalizzato a seconda degli individui, come afferma Neil Gershenfeld in Quando le cose iniziano a pensare:

"i bit che rappresentano il denaro dovrebbero essere accompagnati da bit che rappresentino gli algoritmi necessari a stabilirne il valore"

Un denaro immateriale con incorporato un codice attraverso il quale esercitare un controllo su di esso. Per forza di cose la borghesia è costretta a mettere in atto misure che salvaguardino il Capitale; ma c'è una differenza enorme tra un provvedimento preso dalla borghesia ed uno adottato da un organismo rivoluzionario in una fase transitoria di passaggio tra capitalismo e comunismo. Nel primo caso esiste ancora il denaro, e mercato e cittadini sono al servizio dello Stato; nel secondo, in una situazione in cui il potere sia in mano al proletariato attraverso il suo partito, è lo Stato a mettersi al servizio dei cittadini. Siccome l'attuale modo di produzione non riesce più a migliorarsi, ciò che si sviluppa è la forza della società futura indipendentemente dall'uso che il capitalismo ne fa. Tutto ciò prepara una rivoluzione che non avrà nulla a che fare con quelle che l'hanno preceduta, non sostituirà una classe al potere con un'altra, non distribuirà reddito ai milioni di schiavi. Eliminerà tutte le classi. Stiamo dunque andando verso una catastrofe sistemica di proporzioni difficili da immaginare, già preceduta però da molte avvisaglie.

Il quantitative easing lanciato dalla banche centrali di Usa, Europa e Giappone era stato presentato come un intervento temporaneo, è durato invece diversi anni arrivando a quasi 15 mila miliardi di dollari. Il fatto è che convogliare cifre del genere nei "forzieri" degli istituti di credito rientra nella normalità delle operazioni finanziarie, mentre distribuirle nelle mani dei cittadini potrebbe innescare paradossi inaccettabili per il capitalismo. Nel finale del film Too big to fail il segretario del Tesoro americano Paulson si chiede, dubbioso, se dare soldi alle banche sia stata una buona mossa e se farà ripartire l'economia: a 10 anni dal crack del 2008, la risposta è sotto gli occhi di tutti.

Ad oggi la produzione industriale non è ancora ritornata al livello del 2007. Il settore dell'automobile, ad esempio, è alle prese con il crollo delle immatricolazioni; in Italia le vendite di automobili sono calate del 25,3%. In generale, nei paesi occidentali si acquistano sempre meno veicoli, mentre in quelli di nuova industrializzazione le vendite aumentano, soprattutto in India, Cina, Brasile. L'auto è sempre stato un moltiplicatore delle energie capitalistiche, e perdere questo settore vitale, vero e proprio sistema che va dall'acciaio all'immenso indotto, vuol dire la catastrofe.

In chiusura di teleconferenza un compagno ha accennato ad un documentario andato in onda su Rai 5, Money Art, sul rapporto tra arte e finanza. Nell'antica Roma i vasetti di salsa di pesce valevano come una villa, mentre nell'Olanda del '600 era toccato ai tulipani raggiungere un prezzo spropositato. Ai giorni nostri le opere degli artisti moderni valgono più di quelle degli "antichi", le cui realizzazioni sono ormai bloccate nei musei o nelle collezioni private. Le somme attualmente investite in opere d'arte sono spiegabili solo col fatto che il capitalismo ha estremo bisogno di valorizzarsi. Il Ritratto di una Sforza, attribuito a Leonardo da Vinci, è stato venduto per 21 mila dollari, mentre il dipinto Portrait of an Artist (Pool with Two Figures) di David Hockney è stato messo all'asta per 80 milioni di dollari. Hockney, Koons e Hirst sono tra gli artisti più pagati nel mondo, ma non sono loro a produrre valore quanto i galleristi che indirizzano gli investimenti con apposite campagne di marketing.

Articoli correlati (da tag)

  • Irreversibilità dei processi storici

    La teleconferenza di martedì sera, a cui si sono connessi 16 compagni, è iniziata con la segnalazione di due notizie: 1) in Cina sono nati gruppi di studenti marxisti che partecipano alle lotte operaie e molti sono stati arrestati; 2) in Russia cresce la popolarità di Stalin: secondo alcuni sondaggi, oltre il 30% della popolazione rimpiange il vecchio leader sovietico la cui notorietà ha superato quella di Putin.

    Gli uomini sono sempre alla ricerca di punti di riferimento, ma finché non si verificano potenti polarizzazioni sociali che li spingano verso il futuro, rimangono orientati verso il passato. La nostalgia stalinista ne è chiaro esempio. Ciononostante, il futuro agisce sul presente. Basti pensare alla crescente disaffezione verso la "politica": in Italia le recenti elezioni europee hanno registrato un'affluenza alle urne del 56%, dato in calo rispetto al 2014, soprattutto al Sud. La metà degli aventi diritto non va a votare e la classe dominante sembra non farvi caso, impegnata com'è nei calcoli politici post-elettorali. Allo stesso tempo il carisma dei leader politici dura sempre meno: se Renzi dopo quattro anni è stato rottamato, a Di Maio è bastato un anno, e adesso vedremo quanto durerà il nuovo fenomeno Salvini.

  • L'impossibile "normalizzazione"

    La teleconferenza di martedì sera, presenti 13 compagni, è iniziata dalla segnalazione dell'articolo pubblicato sul Corriere della Sera "L'astro Spd pensa al socialismo reale 'Nazionalizzare le aziende dell'auto'".

    Secondo Kevin Kühnert, il capo dell'organizzazione dei giovani socialdemocratici tedeschi, gli Jusos, la nazionalizzazione dell'industria a partire dal settore auto, la collettivizzazione delle grandi aziende, la limitazione della proprietà immobiliare e la regolazione dei profitti rappresenterebbero "l'unica strada per il superamento del capitalismo". Storicamente proposte simili, in primis la socializzazione delle industrie, sono state avanzate sia da partiti socialdemocratici che da gruppi di estrema destra ed estrema sinistra. Peccato che tutte queste formazioni ignorino che lo Stato è più che presente nella vita economica; il fascismo ha perso militarmente, ma ha vinto politicamente ed economicamente estendendosi a tutto il mondo. Anche la Cgil è tra quelli che richiedono una maggiore presenza statale e per gli ex stabilimenti Fiat reclama l'intervento dello stato: se nei periodi di crisi Pantalone deve accollarsi le perdite e socializzarle, i profitti restano sempre privati.

    Abbiamo poi parlato delle manifestazioni del Primo Maggio che sono state molto partecipate in tutto il mondo.

  • Tutto il mondo è polarizzato

    La teleconferenza di martedì sera, connessi 16 compagni, è iniziata con il commento dell'articolo "Tutto il mondo è polarizzato", di Moisés Naím, pubblicato su La Repubblica lo scorso 4 febbraio. Il giornalista, che dal 1989 al 1990 è stato ministro del Commercio e dell'Industria del Venezuela, descrive quasi con le nostre parole la paludosa situazione in cui versa il mondo:

    "Il governo della superpotenza mondiale è in stallo, mentre il governo di un'ex superpotenza — il Regno Unito — è in preda alla paralisi, dopo una raffica di ferite autoinflitte. Angela Merkel, che fino a poco tempo fa era la leader più influente d'Europa, si avvia al ritiro. Il suo collega francese deve far fronte a una sorprendente rivolta, i famosi Gilet gialli. L'Italia, il Paese con la settima economia mondiale, attualmente è governato da una fragile coalizione, con leader così diametralmente opposti e dichiarazioni così sconcertanti che non si sa se ridere o piangere; sembra che gli italiani abbiano deciso di vedere com'è quando il malgoverno viene spinto ai limiti più estremi. In Spagna, il capo del governo non è nemmeno stato eletto da una maggioranza parlamentare, ma è arrivato al potere grazie a un tortuoso processo legislativo."

Rivista n°45, aprile 2019

copertina n°45f6Editoriale
Fine della preistoria umana
f6Articoli
- Dalla partecipazione alla schiavitù. Genesi delle società divise in classi
- Poscritto al Grande Ponte. Connessione tra le arcate
- Brexit
f6Doppia direzione
Il nome e l'ombra

Raccolta della rivista n+1

Newsletter 233, 24 aprile 2019

f6Cittadinanza del reddito
f6Nostra Signora delle Fiamme
f6Dieta proteica
f6Il paradosso della rendita
f6Il connettivista
f6Mille chilometri di metrò
f6Ventitreesima settimana
f6Gli apprendisti padreterni

Leggi la newsletter 233
Leggi le altre newsletter

Abbonati alla rivista

Per abbonarti (euro 20, minimo 4 numeri) richiedi l'ultimo numero uscito, te lo invieremo gratuitamente con allegato un bollettino di Conto Corrente Postale prestampato.
Scrivi a : mail2

Iscriviti alla newsletter

Iscriviti alla newsletter quindicinale di n+1.

Invia una mail a indirizzo email