Il numero 58 di n+1 è online

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Rivista n. 58, dicembre 2025

Avvertenza al lettore

Editoriale: Terra incognita

Articolo: Le determinazioni materiali e l'ambiente

Articolo: Il retroterra storico di n+1

Recensione: Non lanciate quel missile

Doppia direzione: Sulla successione dei modi di produzione

Appuntamenti

7/8

Feb

Incontro di lavoro del 7 - 8 febbraio 2026
Temi: Sulla guerra mondiale in corso, sullo stato del capitalismo - La "nostra" teoria dei giochi - Palestina è il mondo >>>

11/12

Ott

99° incontro redazionale
Temi: Il retroterra storico di n+1 - Intelligenza Artificiale e leggi del Capitale - Fitness evolutiva - Prospettive di lavoro >>>

21/22

Giu

98° incontro redazionale
Temi: Il punto sulla situazione mondiale - La politiguerra americana in lotta contro sé stessa - Le determinazioni e l'ambiente >>>

15/16

Mar

97° incontro redazionale
Temi: Il punto sulla situazione mondiale - Peculiarità dello sviluppo storico cinese - La transitorietà del capitalismo - Ancora sul ... >>>

Mercoledì, 11 Febbraio 2026

Sovrapposizioni di stati

La teleconferenza di martedì è iniziata con alcune considerazioni in merito alla manifestazione a Torino del 31 gennaio scorso contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna.

Secondo gli organizzatori, sono scesi in strada circa 50mila manifestanti, mentre per le forze dell'ordine solo 20mila. Da notare la continuità, in termini di partecipazione, con le manifestazioni Pro-Pal dell'anno scorso (gli scioperi generali per la Palestina del 2025 hanno portato in piazza milioni di persone costringendo i sindacati a cavalcare il malessere esistente), l'evidente scollamento tra la massa dei manifestanti e gli slogan lanciati dai megafoni ("Torino è Partigiana"), la composizione eterogenea del corteo.

Nel progetto originario, tre cortei in partenza da altrettante piazze avrebbero dovuto ricongiungersi nella centrale Piazza Castello, per poi dirigersi verso corso Regio Parco, dove erano parcheggiati gli autobus per i manifestanti arrivati da fuori Torino. Nei giorni precedenti la protesta, la Prefettura ha cercato un accordo con gli organizzatori per evitare il passaggio nelle vie centrali della città. Il corteo ha quindi percorso le strade stabilite dalla Questura, che ha concesso ai manifestanti di arrivare nei pressi del centro sociale Askatasuna, dove si sono verificati scontri con le forze dell'ordine.

Torino ha una lunga storia di lotte operaie e negli ultimi mesi si sono verificati diversi episodi di tensione sociale, come arresti e denunce a decine di studenti, l'irruzione alla redazione del quotidiano La Stampa, l'assalto alle Officine Grandi Riparazioni e, per ultimo, lo sgombero del centro sociale Askatasuna, occupato da trent'anni anni. Per rispondere allo sgombero, sono giunti da diverse località delegazioni di centri sociali e gruppi di sinistra, ma in piazza erano presenti anche tanti anonimi cittadini.

Domenica, 01 Febbraio 2026

Il capitalismo colonizza sé stesso

La teleconferenza di martedì è iniziata commentando quanto sta succedendo a Minneapolis, in Minnesota (USA).

L'ICE (United States Immigration and Customs Enforcement) è un'agenzia federale statunitense che si occupa di dogane e soprattutto di immigrazione. Da settimane il governo Trump ha schierato migliaia di poliziotti nelle strade delle principali città, da New York a Los Angeles, fino appunto a Minneapolis, dove sono stati condotti veri e propri rastrellamenti contro gli immigrati. L'uccisione di Renée Good e Alex Pretti, due attivisti che contestavano le procedure di questi squadroni, ha fatto scattare una serie di risposte di piazza. Tra queste, lo sciopero generale indetto a Minneapolis e sostenuto da AFL-CIO, che ha ricevuto la solidarietà di oltre 70 città americane. In questo contesto si è inserito lo scontro tra lo stato del Minnesota e la Casa Bianca, da cui dipendono le forze dell'ICE. Il governatore del Minnesota, Tim Walz, e il sindaco di Minneapolis, Jacob Frey, hanno denunciato le pratiche dell'agenzia federale; Trump ha risposto accusando le autorità locali di proteggere i criminali. In questo episodio vediamo i segnali di una guerra civile, che potrebbe aumentare di intensità, opponendo l'autorità centrale degli Stati Uniti a quelle locali.

Nell'articolo "Teoria e prassi della nuova politiguerra americana" (2003), abbiamo scritto:

Domenica, 25 Gennaio 2026

La guerra nell'epoca dei microchip

La teleriunione di martedì sera è iniziata con alcune considerazioni riguardo la produzione di chip e le tensioni mondiali legate al dominio del settore.

I Paesi che accedono in una fase successiva al mercato tecnologico partono dal livello generale di sviluppo già raggiunto. La Cina, dopo essersi affermata come fabbrica del mondo, offrendo ai Paesi occidentali forza lavoro a basso costo, ora si candida a diventare leader nei settori ad alta tecnologia, come quello dell'intelligenza artificiale e della produzione dei chip necessari al suo funzionamento.

In un laboratorio di Shenzhen è stata completata la costruzione di un prototipo sperimentale di una macchina per la litografia a ultravioletti estremi nota come EUV (Extreme Ultraviolet Lithography), una tecnologia indispensabile per la produzione dei chip più avanzati, impiegati sia nei sistemi di difesa sia negli smartphone di ultima generazione. Al momento la Cina dipende ancora dall'industria di Taiwan, paese all'avanguardia nel settore, ma punta a sganciarsi dai fornitori esteri, anche per quanto riguarda l'industria militare.

Nella guerra tra USA e Cina per il dominio nella produzione di questa tecnologia, colossi come Nvidia e TSMC si trovano a giocare una partita più grande di loro.

Materiale ricevuto

Lavori in corso

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Newsletter 245, 19 gennaio 2022

f6Libertà

Viviamo in una società che scoppia. I suoi membri, divisi o raggruppati secondo criteri il più delle volte arbitrari e casuali, non riescono più a darsi un'identità plausibile. La pandemia, invece di compattare gli individui intorno a provvedimenti utili alla salvaguardia della specie, ha aggravato la situazione facendo emergere ataviche tendenze all'irrazionale.

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