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La teleriunione di martedì sera è iniziata con un focus sulla situazione economica del Giappone.
Il Paese fa i conti con gli effetti della finanziarizzazione dell'economia, una condizione di crisi cronica che dura da ormai trent'anni, e che ha portato il debito pubblico al 250% del PIL e quello privato al 48% del totale complessivo. Tale debito è "sostenibile" grazie al fatto che è detenuto per il 90% internamente, da banche e investitori locali, circostanza che lo rende immune alla speculazione straniera. Ma la legge del valore, alla fine, si vendica.
Dopo decenni in cui il Paese ha rappresentato una sorta di "anomalia" nel capitalismo avanzato, caratterizzata da un debito crescente ma da un'apparente stabilità, gli analisti finanziari lanciano ora l'allarme su un possibile collasso economico, che potrebbe avere ripercussioni a livello globale, a partire dagli Stati Uniti, di cui il Giappone è il principale acquirente di buoni del Tesoro. Nel video pubblicato su YouTube, intitolato "Perché il Giappone può innescare una crisi globale", viene spiegata in maniera sintetica la parabola storica che ha portato il Paese del Sol Levante all'attuale situazione.
Nel 2002 nell'articolo "La crisi giapponese" abbiamo scritto:
"Non c'è eccesso di capitali senza eccesso di merci e viceversa. La sovrapproduzione capitalistica è necessariamente generatrice di esuberanza finanziaria e di rendita 'parassitaria'... Il Giappone ha percorso fino in fondo questa strada. La base produttiva si restringe, pur producendo più che mai, e si fa frenetica la ricerca di valorizzazione dei capitali."
Materiale ricevuto
Avvertenza al lettore / Editoriale: Terra incognita / Articoli: Le determinazioni materiali e l'ambiente - Il retroterra storico di n+1 / Recensione: Non lanciate quel missile / Doppia direzione: Sulla successione dei modi di produzione
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Viviamo in una società che scoppia. I suoi membri, divisi o raggruppati secondo criteri il più delle volte arbitrari e casuali, non riescono più a darsi un'identità plausibile. La pandemia, invece di compattare gli individui intorno a provvedimenti utili alla salvaguardia della specie, ha aggravato la situazione facendo emergere ataviche tendenze all'irrazionale.
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