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  • Domenica, 18 Dicembre 2016

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  • Resoconto teleriunione  13 dicembre 2016

Partigianesimo risorgente e tenace

La teleconferenza di martedì, connessi 12 compagni, è iniziata con alcune considerazioni su quanto accade in queste settimane ad Aleppo e nel resto della Siria.

Dall'inizio del conflitto i morti sono centinaia di migliaia, ormai si fatica a tenerne il conto. E migliaia sono i civili intrappolati nelle metropoli, sotto i bombardamenti delle diverse fazioni in campo. Nel numero monografico sulla politiguerra americana ci eravamo soffermati sul fatto che, dall'11 settembre 2001 in poi, la guerra diventava un evento senza soluzione di continuità. Gli attacchi americani a Iraq e Afghanistan sono stati a tutti gli effetti un'azione difensiva contro un nemico senza volto, diffuso e inafferrabile; e negli anni successivi la dura realtà ha dimostrato che gli Stati Uniti non solo non trainavano l'economia mondiale ma ne dipendevano. I piani di nation-building non funzionavano più e al loro posto rimanevano paesi distrutti e fuori controllo, vivai di "terrorismo". Palmira ne è l'esempio più eclatante: priva di difesa, la città è stata riconquistata, per mano di poche centinaia di miliziani, da Daesh.

Il contesto in cui oggi si svolgono i conflitti è completamente cambiato e comprendere la differenza tra la guerra moderna (civile e diffusa) e quella legata ai vecchi blocchi imperialisti (Guerra fredda) è fondamentale. La Sinistra Comunista "italiana" è stata molto precisa nell'analisi delle lotte di liberazione nazionale in Congo, Angola e Algeria, rifiutando qualsiasi forma di indifferentismo. Ribattere i chiodi "sul filo del tempo" significava soprattutto rompere con tutti coloro che ragionavano ancora con le categorie delle vecchie rivoluzioni (l'ultima delle quali, è bene ricordarlo, fu quella borghese, dato che l'Ottobre rosso fu sconfitto). Oggi non ha valore rivoluzionario la lotta di un popolo sponsorizzata da un altro: la fase delle rivoluzioni democratiche nazionali si è conclusa. Alla fine della II guerra mondiale, dovunque si sono costituiti Stati nazionali più o meno "indipendenti", più o meno "popolari", che promuovono in modo più o meno "radicale" l'accumulazione del Capitale.

All'epoca della guerra delle Falkland, "il programma comunista" nell'articolo Falkland e proletariato (1982) auspicava la vittoria dell'Inghilterra sull'Argentina (governata da una giunta militare) perché le ripercussioni interne si sarebbero fatte sentire conferendo maggiore instabilità al già tormentato continente sudamericano. Per noi invece era auspicabile la sconfitta dell'Inghilterra, in quanto bastione della conservazione. Un difetto di analisi a lungo andare comporta un difetto di teoria.

Ad esempio è assurda l'idea di prendersela con la tecnologia perché "ruba" posti di lavoro: se i lavoratori restano disoccupati vuol dire che hanno bisogno di un'altra società, senza denaro, salario e aziende. Il governatore della Banca d'Inghilterra ha dichiarato che, nei prossimi anni, 15 milioni di lavoratori inglesi saranno sostituiti nelle loro mansioni da robot e computer. Già anni fa Jeremy Rifkin, ne La fine del lavoro, affrontava la storia dell'avvento della Macchina in sostituzione all'Uomo. Ormai sono gli stessi rappresentanti del Capitale a dirci che questo modo di produzione ha l'acqua alla gola. Il mondo capitalistico, nel suo insieme, non fa che aumentare sempre più il proprio grado di dissipazione, relegando masse di uomini ai margini della società e trasformandoli in elementi inutili del sistema.

Qualche mese fa è stato pubblicato uno studio dell'Oxfam secondo cui la ricchezza posseduta da 62 "paperoni" è pari a quella di circa 3,5 miliardi di esseri umani. La concentrazione di capitale in così poche mani è la conseguenza di una espropriazione massiccia delle classi medie, specialmente nei paesi ricchi. Negli Usa, alla miseria crescente si aggiunge un livello record di indebitamento, e questo spiega l'elezione di un outsider come Donald Trump, colui che si presentava come l'anti-establishment. Ora tutto il mondo è con gli occhi puntati sul nuovo presidente e di sicuro la lista dei ministri, tutti espressione dell'1%, creerà qualche problema. Significativo che la carica relativa alle politiche del lavoro sia stata affidata ad un dirigente dei fast food, proprio mentre nel paese cresce il movimento dei "fast food workers" per il salario di 15 dollari l'ora. Pur essendo repubblicano, Trump non è ben visto dal suo partito e già si comincia a parlare di impeachment. Nel numero 40 della rivista, in uscita questo mese, abbiamo analizzato da quattro punti di vista differenti i cambiamenti in corso negli Stati Uniti, il paese imperialista più importante del mondo: una superpotenza globale che non ha più una politica da superpotenza.

Anche l'Italia non se la passa bene. In un articolo di Repubblica sulla crescita della miseria, si dice: "Di certo c'è che dopo oltre 8 anni di crisi economica, la povertà non può più essere considerata un fatto straordinario che riguarda pochi sfortunati. Ha numeri da fenomeno di massa, e il nostro welfare - concepito in un altro momento storico - sembra poco efficace per contrastarla."

A livello sociale la situazione si sta semplificando: sempre meno ricchi da una parte e sempre più poveri dall'altra, con le mezze classi che tendono a scomparire. Questo però non si traduce meccanicamente in una chiarificazione politica. Basti pensare agli schieramenti che si sono prodotti in occasione del referendum costituzionale: i sinistri in massa si sono dichiarati per il No facendosi partigiani di una componente della borghesia contro l'altra. E' di estrema attualità quanto diceva Amadeo Bordiga nel 1949: "Il partigiano è quello che combatte per un altro, se lo faccia per fede per dovere o per soldo poco importa. Il militante del partito rivoluzionario è il lavoratore che combatte per sé stesso e per la classe cui appartiene. Le sorti della ripresa rivoluzionaria dipendono dal potere elevare una nuova insormontabile barriera tra il metodo dell'azione classista di partito e quello demoborghese della lotta partigiana."

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